I mestieri monselicensi in mostra a Villa Pisani con la società operaia

Presentazione della mostra dei lavori. 1^ ottobre 2016. Da sin. Barnes, Frizzarin e Masin

È stata inaugurata sabato 1° ottobre 2016  a Villa Pisani una mostra fotografica promossa  dalla Società Operaia del Mutuo Soccorso di Monselice, in collaborazione con il  fotoclub ‘Ruzante’ di Pernumia. S’intitola “Verso il 150° (1868-2018)” e sarà aperta al pubblico fino al 23 ottobre nei giorni di sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30. La mostra è stata presentata da Francesca Masin alla presenza di Ferdinando Frizzarin, presidente della Società Operaia monselicense e di Roberto Barnes il presidente del foto club. In esposizione immagini, rigorosamente in bianco e nero, dei lavori di noti artigiani della Bassa Padovana effettuate dai soci del ‘Ruzante’. Frizzarin nel discorso inaugurale ha precisato che l’iniziativa si inserisce nel programma degli eventi che precedono i festeggiamenti per il 150° anniversario di costituzione del locale sodalizio che fu fondato nel 1868 per aiutare i lavoratori in difficoltà. La Società, che ha continuato ad esistere grazie al profondo attaccamento dei suoi soci, svolge ora le proprie attività soprattutto in campo sociale, culturale e ricreativo.

Ciabattino
Ciabattino

Ci fa da guida tra le foto Paolo Baratella, abile fotografo, il quale subito precisa che le direttive avute dalla società prevedevano la realizzazione di una mostra sui mestieri di Monselice, in modo da far risaltare la laboriosità dei nostri concittadini. Il foto club ha subito raccolto la sfida selezionando una novantina di foto, rigorosamente in bianco e nero, attingendo tra quelle che avevano in archivio o provvedendo a nuovi scatti. Vecchi e nuovi artigiani sono finiti in mostra con le loro botteghe, piene di strumenti e materiali pronti a produrre strumenti o beni per la collettività. Tutte dimostrano una ‘creatività’ individuale che non si riscontra nelle fabbriche moderne. Muratori, fabbri, falegnami sono i protagonisti della mostra che affascina per l’alto valore documentario delle foto che recupera mestieri ora quasi scomparsi. L’industria moderna ha imposto ora nuove regole, rendendo anonimi prodotti che portavano – fino a qualche anno fa – la ‘firma’ dell’artigiano-amico vicino di casa.

Mulino di Rizzato
Mulino di Rizzato

Dalle foto appaiono piccoli ritratti di monselicensi: figure in movimento, profonde, solenni, immerse nel lavoro manuale. Così che ogni visitatore potrà trovarvi alimento per la propria curiosità o riconoscere un amico o conoscente, in alcuni casi scomparsi di recente.

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Certo è triste constatare che sono spariti gli antichi mestieri come ad esempio i costruttori di bambole o la lavorazione della trachite e con loro un mondo che si affidava all’abilità monselicense per produrre o riparare beni di servizio. Ora la grande distribuzione ha cambiato le regole rendendo più economico l’acquisto di un nuovo prodotto sconsigliandone la riparazione.

Concludendo la mostra è una grande tuffo nel passato che ci permette di recuperare antiche manualità cittadine e con loro un mondo di artigiani che costituivano l’anima della nostra città.