La donazione ‘de Mabilia’ nella cattedrale di Montepeloso

LA DONAZIONE ‘DE MABILIA’ NELLA CATTEDRALE DI MONTEPELOSO. Nuove prospettive di ricerca, curato da Franco Benucci e Matteo Calzone, edito dalla casa editrice Esedra nel 2019

Partecipa alla 35° edizione del Premio Brunacci 2020: La donazione ‘de Mabilia’ nella cattedrale di Montepeloso. Nuove prospettive di ricerca . Padova, Esedra Ed., 2019, a cura di Franco Benucci e Matteo Calzone. Il libro spiega l’origine storica e l’emergenza artistica della cosiddetta ‘donazione’ di Roberto de Mabilia alla cattedrale di Montepeloso. L’opera è da tempo al centro dell’interesse di un gruppo di ricerca interdisciplinare incardinato presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA) dell’Università di Padova che, in un progetto condotto in stretta collaborazione con il Centro Studi Robertus de Apulia, indaga sull’origine del culto per sant’Eufemia a Irsina (Matera) e sulle numerose opere d’arte del Rinascimento veneto che a tale culto sono connesse. Il presente volume – che raccoglie i contributi di Franco Benucci, Vittoria Camelliti, Elena Cera e Marco Scansani, Matteo Calzone, Manlio Leo Mezzacasa, Raffaele Trabace, Giuseppe Laquale e Arguljana Kala, Barbara Improta e Martina Avogadro – presenta le più recenti acquisizioni storiche e storico-artistiche e le nuove prospettive di ricerca che si sono così aperte, nonché le risultanze delle indagini non invasive condotte nel novembre 2018 sul quattrocentesco Crocifisso della cattedrale di Irsina e i progetti per un analogo intervento conoscitivo sulla statua di Sant’Eufemia della stessa cattedrale, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata in vista di successive azioni di pulitura e restauro dell’opera di maggior pregio della ‘donazione de Mabilia’ (tratta dalla IV di copertina dell’opera).

Il volume è stato segnalato dalla giuria del premio con la seguente motivazione: Il volume è animato dal gruppo di ricerca interdisciplinare presso il Dipartimento di Scienze storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, che ha operato in stretto contatto con il Centro Studi Robertus de Apulia di Irsina e con la Soprintendenza di Basilicata. E’ trattato l’approfondimento – con nuove acquisizioni archivistiche e diagnosi tecnico-scientifiche – della vicenda collezionistica che ha legato la figura del religioso Roberto de Mabilia alla Cattedrale di Irsina, l’antica Montepeloso, in Basilicata. Una storia quattrocentesca che parte da Padova, attraverso il trasferimento di opere “mantegnesche”, ma anche di un prezioso reliquiario e di un fonte battesimale, che raggiunsero la lontana destinazione da cui proveniva il prelatoIl lavoro si distingue per l’attenta ricostruzione documentaria, che si sovrappone ai risultati diagnostici e agli esiti del restauro, fornendo un ritratto, sostanzialmente nuovo, di Roberto de Mabilia; oltre a calibrate conclusioni sull’ambiente culturale della Padova quattrocentesca e dei contesti materiali e stilistici che accrescono l’interesse delle opere. (Fabrizio Magani)