Camillo Corrain è stato nella Giuria dei Brunacci

Lo storico della Bassa Camillo Corrain

RICORDO DI CAMILLO CORRAIN

Intervento tenuto da Enrico Zerbinati il 29 ottobre 2017 nel Duomo Vecchio di Monselice in occasione della cerimonia di consegna dei Premi Brunacci 32a edizione – 2017

Il prof. Camillo Corrain, che è mancato l’11 marzo 2017, è stato per molti anni componente della Giuria dei Premi Brunacci. È doveroso per noi commemorarLo, perché il contributo che egli ha offerto ai Brunacci è stato oltremodo significativo. Oltre a esprimere il proprio parere sulle opere edite presentate, aveva lo specifico e oneroso compito, come uomo di scuola nella veste di insegnante e di preside, di valutare le ricerche scolastiche arrivate alla Segreteria del Premio provenienti dalla provincia di Padova. Assolveva con grande scrupolo al proprio dovere di giurato, sottoponendo all’intera Commissione giudicatrice i suoi ‘verdetti’ con conseguenti motivazioni. Era magnanimo verso gli alunni e, a volte, severo, soprattutto quando vedeva che negli elaborati pervenuti lo ‘zampino interventista’ degli insegnanti era troppo pesante e prendeva il sopravvento con compilazioni, scritture, racconti, disegni, cartine, piantine, rappresentazioni grafiche esageratamente perfezionati magari attraverso l’utilizzo del computer e di altra strumentazione e apparecchiatura elettronica. Preferiva la semplicità e la genuinità tipica dell’età specifica dello scolaro o degli studenti se la composizione costituiva il risultato di una lavoro di gruppo.

Devo anche menzionare il suo carattere bonario e scherzoso in alcune circostanze dell’esame e della verifica delle opere sottoposte ai membri della Giuria. La sua verve vivace, spiritosa, piacevole brillava specialmente nelle momenti conviviali. Era nato a Badia Polesine il 10 gennaio 1936. Prima di tutto è doveroso rievocarlo nella veste di educatore, di preside attento, sensibile, comprensivo verso insegnanti, alunni e famiglie, ma in qualche occasione anche responsabilmente severo, nelle Scuole medie di tanti paesi della fascia territoriale che si affaccia sull’Adige e sul Gorzone.

Voglio citare le parole che i figli Michele, Gabriele e Raffaella hanno scritto, rivolgendosi al loro papà che è stato un vero riformatore ante litteram nel mondo della scuola: «Hai precorso i tempi istituendo negli anni ’70 nella scuola media di Stanghella la mensa e le attività pomeridiane. La scuola era diventata una piccola comunità in cui si poteva coltivare le piante nella serra, partecipare ai laboratori teatrali e musicali, si poteva partecipare a corsi di fotografia con la camera oscura, c’era la tipografia e molte altre iniziative».

Oggi sono presenti in questo Duomo Vecchio di Santa Giustina la sig.ra Lina, moglie del prof. Corrain, e il figlio Michele e li salutiamo con tanto affetto. Gli interessi culturali del prof. Corrain vertevano soprattutto nell’ambito paleo-topografico e le sue preferenze scientifiche si dirigevano, in genere, verso ricerche territoriali che avevano fondamento sulla documentazione d’archivio dell’abbazia della Vangadizza o sulla lettura delle foto aeree.

Era socio dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e la sua cooptazione era avvenuta in quanto riconosciuto studioso e organizzatore di eventi culturali, oltre che promotore di associazioni formative e di allestimenti museali.

Nel 1970, insieme a Guido Mora e a Giovanni Beggio, aveva fondato a Badia Polesine il Sodalizio Vangadiciense, di cui è stato presidente fino alla morte. Il Sodalizio ha promosso numerose attività culturali, tra cui alcuni Convegni le cui relazioni sono confluite nella pubblicazione di quattro corposi volumi di “Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense” tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta.

In seguito, per suo impulso, nacque la rivista “Wangadicia” e la rivista di divulgazione “l’Adese”. Le sue ricerche hanno avuto un’importante svolta con l’interpretazione mirata delle foto aeree e alla scoperta dell’imponente centuriazione di Adria romana. È stato ispiratore del Museo Civico Etnografico di Stanghella, che conserva la preziosa e spettacolare “Carta del Retratto del Gorzon”.

Ha istituito il Gruppo Bassa Padovana con il cui aiuto ha creato il Sistema Museale della Bassa Padovana che comprende, oltre al Museo Civico Etnografico di Stanghella, il Museo dei Villaggi Scomparsi di Villa Estense, il Museo delle Centuriazioni di Granze, il Museo delle Antiche Vie di San Salvaro di Urbana.

Si può  affermare che, per la Bassa Padovana, il prof.  Corrain sia stato quella Entità naturale e divinità minore – reale nume tutelare di luoghi e paesaggi – che gli antichi denominavano Genius Loci (lo “Spirito, l’Anima di un Luogo”).