Fra i lebbrosi, in una città medievale a cura di Giuseppina De Sandre Gasparini

FRA I LEBBROSI, IN UNA CITTA’ MEDIEVALE

Verona, secoli XII-XIII

a cura di Giuseppina De Sandre Gasparini , edito da Viella, 2020

Partecipa alla 35° edizione del Premio Brunacci 2020: Fra i lebbrosi, in una città medievale. Verona, secoli XII-XIII a cura di Giuseppina De Sandre Gasparini e altri, edito da Viella, 2020.

Il libro parla della malattia della lebbra, i malati di lebbra e i luoghi destinati ad accoglierli, che costituirono una realtà decisamente familiare per gli uomini e per le donne vissuti in età medievale, sia nelle città sia nei contesti abitativi rurali. Tale realtà da un lato continuò ad alimentare sentimenti negativi, quali il rifiuto, la paura del contagio, il ribrezzo, supportati dall’idea vetero-testamentaria della malattia come castigo divino per l’umanità peccatrice; dall’altro, con maggiore intensità nei secoli XII e XIII, essa fu considerata in modo del tutto nuovo, poiché il lebbroso divenne l’immagine del Cristo sofferente e l’assistenza verso i malati assunse una valenza religiosa. Il volume esplora questa particolare realtà del nostro passato, focalizzando lo sguardo sulla Verona dei secoli XII e XIII e sulle sue fonti (tratto dalla quarta di copertina).

Giuseppina De Sandre Gasparini ha insegnato Storia del cristianesimo e delle chiese presso l’Università di Verona e ha fondato insieme a Grado Giovanni Merlo e ad Antonio Rigon il periodico «Quaderni di storia religiosa». La vita religiosa dei laici, le istituzioni ecclesiastiche, i movimenti confraternali in contesti urbani e rurali, la storia dei lebbrosi e dei lebbrosari nel medioevo italiano sono stati sempre al centro dei suoi interessi di ricerca. Fra le sue molte pubblicazioni ricordiamo: Statuti di confraternite religiose di Padova nel medioevo (Padova 1974), La vita religiosa nella Marca veronese-trevigiana tra XII e XIV secolo (Verona 1993), e la curatela, con M.C. Rossi, di Malsani. Lebbra e lebbrosi nel medioevo (Verona 2012).