Privilegiumpiccolo

 

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CITTA' DI   MONSELICE

Assessorato alla Cultura

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VINCITORI PREMI BRUNACCI

   31^   EDIZIONE   2016 

Programma della cerimonia di proclamazione dei vincitori in PDF  [vai...]    

La proclamazione dei vincitori ha avuto luogo domenica 22 gennaio 2017 presso l'auditorium Kennedy di Monselice che faticosamente ha accolto gli studenti e studiosi che hanno partecipato all'evento . La manifestazione è iniziata con la lettura della relazione del prof. Antonio Rigon (presidente della Giuria).

pubblico2016


   

 

Dopo due anni di interruzione, dovuti alle note difficoltà finanziarie in cui versano gli Enti locali del nostro Paese, l’Amministrazione comunale di Monselice è tornata a dare il proprio sostegno economico ai Premi Brunacci, consentendo lo svolgimento di questa 31° edizione. Sento perciò il dovere di ringraziare, a nome della Giuria, il sindaco Francesco Lunghi e l’assessore alla cultura Gianni Mamprin perché, continuando una tradizione ormai più che trentennale di attenzione e appoggio ai Brunacci da parte delle autorità pubbliche, hanno mostrato di credere nella bontà dell’ iniziativa e nel prestigio che conferisce alla città. I Premi Brunacci, la più antica manifestazione di questo genere nel Veneto, con l’apertura al mondo degli studi e della ricerca storica non solo accademica, con il coinvolgimento della scuola e dell’università e con il rigore delle scelte della Giuria, mai venuto meno nel corso degli anni, hanno raccolto sempre ampi consensi non solo in qualificati ambienti della cultura ma anche presso un più vasto pubblico. L’edizione 2016 lo conferma in maniera per molti aspetti clamorosa. Complessivamente le opere presentate e distribuite nelle varie sezioni hanno superato il centinaio: esattamente 103, così ripartite:
14 ricerche nella sezione riservata alla scuola dell’obbligo, comprese quelle specificamente dedicate alla prima guerra mondiale;
7 concorrenti al Premi “Paolo Sambin”  riguardanti le tesi di dottorato e di laurea magistrale;
20 pubblicazioni nella sezione relativa al Padovano;
30 nella sezione “Veneto”;
32 nella sezione  riservata alla prima guerra mondiale.
Non si tratta però di un semplice dato quantitativo. Ai Premi hanno concorso molti eminenti studiosi con libri pubblicati da alcune trale maggiori case editrici italiane e venete e prestigiosi istituti di cultura. Varie nei contenuti e nella tipologia molte opere si segnalano per la loro eccellente qualità: monografie, edizioni di fonti, raccolte di studioffrono contributi nuovi e approfonditi sulla storia civile ed ecclesiastica del Veneto, su quella sociale, economica e della cultura, su miti e tradizioni, ambiente e territorio, musica ed arte. La Giuria, rinnovata in alcuni suoi membri, con l’ingresso di studiosi dell’Università di Padova, specialisti in Storia medievale (Dario Canzian), e in Storia della musica (Antonio Lovato), e di una figura di punta della cultura monselicense (Riccardo Ghidotti), si è trovata ad affrontare un compito assai impegnativo che ha richiesto un laborioso lavoro di esame e di selezione delle opere. Di comune accordo si è proceduto in due fasi. Nella prima  è stata individuata una rosa ristretta di opere ritenute degne di premio, successivamente, dopo ulteriori approfondimenti e riflessioni,  sono stati scelti i vincitori nelle singole sezioni.
Rinvio alla lettura delle motivazioni  relative alle opere premiate per una conoscenza dettagliata delle valutazioni espresse dalla Giuria. Più in generale per la sezione relativa alle scuole dell’obbligo sono stati rilevati i mutamenti verificatisi nella didattica e il carattere tecnicamente raffinato di molte ricerche, alcune delle quali, sfociate in vere e proprie pubblicazioni, hanno richiesto  per la realizzazione un forte ed evidente intervento dei docenti . Si è deciso di conseguenza di  attribuire i premi a quelle ricerche nelle quali, la lodevole interazione tra insegnanti ed allievi nella elaborazione dei testi, mostra di salvaguardare adeguatamente la libera creatività degli studenti.
Per ciò che riguarda il settore delle tesi di laurea magistrale o di dottorato i componenti della Giuria sono stati felicemente colpiti dalla fedeltà a tradizioni di studio e di rigoroso metodo di ricerca che accomuna i lavori discussi in varie università del Triveneto (Venezia, Venezia IUAV, Padova, Udine). La decisione finale di premiare la tesi di Chiara Comparin sul musicista Antonio Gualtieri, gloria di Monselice, si fonda non solo sull’apprezzamento del forte impegno di ricostruzione storica della figura del Gualtieri  compiuta dall’autrice, ma sul riconoscimento del valore e dell’alto significato  che  sul piano culturale rivestono la scoperta  e l’edizione di testi musicali antichi, per i quali si richiedono  preparazione e competenza non comuni. Per la serietà delle ricerche svolte e la novità dei risultati raggiunti vengono peraltro segnalate anche le tesi di Valentina Casarotto su Giovanni de Lazara, erudito e collezionista numismatico nella Padova del Seicento, e di Eleonora Gamba sulla vita, gli studi, la biblioteca di Pietro da Montagnana.
La sezione riguardante il Padovano è quella dove si sono notati i maggiori dislivelli nella qualità delle opere presentate. Ma alcuni lavori risultano di ottimo livello. Nel premiare il libro sulle certose di Padova curato da Franco Benucci si  è voluto dare il meritato riconoscimento ad un gruppo di ricercatori che, su una robusta base documentaria, hanno offerto un contributo di conoscenze  davvero nuovo sulla storia, la vita, l’architettura, le opere d’arte di monumenti insigni e spesso dimenticati di Padova. Nello stesso tempo La Giuria ha inteso manifestare vivo apprezzamento per il curatore Franco Benucci, appassionato studioso della sua città e promotore infaticabile di iniziative culturali all’insegna del rigore scientifico e dell’erudizione più severa. Tra le altre pubblicazioni afferenti a questa sezione la Giuria ritiene meritevoli di segnalazionequella di Giulia Simone sulla Facoltà di Scienze politiche di Padova dalle origini alla Liberazione, e quelle sull’opera poetica di Melchiorre Cesarotti, curate rispettivamente da Valentina Gallo e Salvatore Puggioni.
Molti i nomi degli studiosi illustri in concorso per la sezione sulla “Grande Guerra”con libri di sintesi e di alta divulgazione. Nella valutazione i membri della Giuria hanno puntato sul valore innovativo e sull’originalità dei volumi presentati, ferma restando la necessaria rispondenza di questi ultimi ai requisiti metodologici dell’indagine storica, Sulla base di questi criteri  è stato designato vincitore Gastone Breccia con l’opera “1915:l’Italia va in trincea”; nello stesso tempo sono stati segnalati Valeria Di Carlo e Gianfranco Donelli, “La sanità pubblica italiana negli anni a cavallo della prima guerra mondiale” e Augusta Molinari, “Una patria per le donne: la mobilitazione femminile nella Grande Guerra”.
Infine per la sezione “Veneto”, nella quale come nella precedente sono presenti studiosi e libri di eccellente livello, la Giuria ha indicato vincitrice del Premio Brunacci-Monselice Daniela Rando con il libro “ Venezia medievale nella Modernità: storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento”, opera di grande respiro   certamente destinata a restare un punto di riferimento della cultura storica europea. Per la loro alta qualità la Giuria è lieta di segnalare anche  i volumi di Marco Callegari, “L’industria del libro a Venezia durante la Restaurazione (1815-1848)”; Silvia Carraro, “La laguna delle donne; il monachesimo femminile a Venezia tra IX e XIIV secolo”; Lidia Fersuoch, “Codex publicorum. Atlante: da San Martino in Strada a San Leonardo in Fossa Mala”; Sergio Perosa, “Veneto, Stati Uniti e le rotte del mondo. Una memoria”; Annica Pezzelle, “L’immagine dei Veneti negli autori greci e latini”; Andrea Vanni,” Gaetano da Thiene: spiritualità, politica, santità”.
Al termine della presentazione da me fatta nel 2003 del volume commemorativo dei venti anni del Premio Brunacci-Monselice scrivevo che la manifestazione era  una dimostrazione di civismo e di amore per la città di Monselice e per il Veneto, un bell’esempio di sensibilità culturale, una iniziativa che fa onore a Monselice. A distanza di più di un decennio da allora quella riflessione vale ancora.[ Il Presidente della Giuria. Prof Antonio Rigon ]

 

 La giuria quindi ha assegato i premi alle seguenti pubblicazioni 


 PREMIO  SIGILLUM   MONSILICIS

DESTINATO A UNO STUDIOSO DELLA STORIA E CULTURA VENETA ASSEGNATO A DANIELA RANDO CHE RICEVE IL PREMIO DAL SINDACO FRANCESCO LUNGHI

  rando2016

 

 

Daniela RANDO, Venezia medievale nella Modernità. Storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento. Roma, Viella 2014.

MOTIVAZIONE: La pubblicazione di Daniela Rando rappresenta l’esito di una ricerca particolarmente innovativa, incentrata sulla lettura del Medioevo in rapporto alla modernità con l’obiettivo di verificare come, tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, la cultura europea abbia osservato, randointerpretato,immaginatoe descritto il Medioevo veneziano. Attraverso l’esame approfondito di un caso esemplare, l’autrice dimostra in quale misura tra XIX e XX secolo il Medioevo sia diventato un parametro su cui misurare il presente, un termine di confronto per affrontare i problemi attuali, uno strumento per leggere il nostro tempo. Partendo da questo presupposto, sono stati riletti autori di varia estrazione e collocazione,i quali, nel periodo intercorso tra gli ultimi due secoli, si sono occupati della Venezia medievale, considerata come la città europea più lontana dalla civiltà industriale e dall’arte contemporanea, l’architettura in particolare. Con una scrittura rigorosa, ma al tempo stesso coinvolgente, Venezia emerge al centro di un immaginario medievale alimentato da storici, critici e scrittori in contrapposizione a una modernità intesa come progresso, ma vissuta anche come causa sofferta di squilibri e disagi sociali. Questa nuova chiave di lettura spiega perché il percorso proposto da Daniela Randorisulti articolato e complesso: muovendo dall’interesse per Bisanzio esso si intrecciacon il Gotico, tocca il nascente capitalismo veneziano e giunge a individuare nei rapporti della città lagunare con l’Oriente una prefigurazione da un lato delle successive politiche coloniali e dall’altro delle nuove discipline antropologiche ed etnografiche.  Al di là del tema, già in sé alquanto originale, il volume di Daniela Rando si distingue per la novità del metodo proprio perché la ricerca, sebbene saldamente ancorata agli eventi storici, privilegia l’obiettivo di ricostruire gli elementi costitutivi di un passato immaginario del Medioevo, che avrebbe nella Venezia del presente il proprio emblema più significativo. Per raggiungere lo scopo, l’autrice si spinge oltre la storia intesa come una serie di sequenze e di connessioni causali, stabilendolecorrispondenze presenti nelle riflessionidi autori diversi tra loro, secondo differenti livelli di valutazione. Volutamente Daniela Rando va oltre l’ambito consolidato della ricerca sistematica per costruire una struttura narrativa aperta e creativa. Pur assicurando puntuali informazioni sulla biografia e il percorso scientifico degli autori considerati, il volume supera i canoni consolidati della storiografia per aprirsi a una visione interdisciplinare e alle sue molteplici implicazioni rese attraverso la descrizione storica. È un modo nuovo e stimolante di fare storia, che non si limita a ricostruire la corretta successione dei fattiattraverso una fedele lettura delle fonti, ma dà ragione degli accadimentiall’interno di un più ampio contesto sociale e culturale, dimostrando quanto il nostro passato continui a interferire e a interagire con il nostro presente (Antonio Lovato).

 

OPERE SEGNALATE PER LA SEZIONE SIGILLUM MONSILICIS

 carraro

Silvia CARRARO La laguna delle donne. Il monachesimo femminile a Venezia tra IX e XIV secolo. Pisa University Press 2015

MOTIVAZIONE: il libro illustra con uno stile piano e di gradevole leggibilità una dimensione poco esplorata della vita religiosa veneziana nel Medioevo, ovvero le numerose fondazioni monastiche femminili sorte in laguna a partire dal IX secolo. Questo fenomeno è analizzato dall’autrice con una notevole capacità di contestualizzazione rispetto al tenore delle relazioni sociali e politiche di Venezia nel suo pieno fulgore medievale. Merito dell’autrice è aver evidenziato come il mondo religioso femminile veneziano costituisse una realtà tutt’altro che banale, essendo piuttosto ricca di sfumature e contrasti, poiché in esso si riverberavano tensioni ed equilibri che investivano l’intera società veneziana. Il volume aggiunge dunque un importante tassello alla conoscenza della città che fu una delle grandi capitali dell’Europa medievale (D. Canzian).

   

Codex

Lidia FERSUOCH

Codex publicorum. Atlante. Da San Martino in Strada a San Leonardo in Fossa Mala.
Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti 2016.

MOTIVAZIONE: La plurisecolare vicenda della gestione di un settore strategico della laguna veneta da parte della Dominante viene analizzata nel volume in maniera esaustiva, mettendo in stretta connessione i dati desunti dalla documentazione pubblica veneziana e la cartografia storica. Il volume mette sapientemente a frutto competenze di tipo archivistico-documentario e capacità di problematizzazionescientifica. Non si tratta dunque ‘semplicemente’ di un atlante ma di un vero e proprio compendio di storia del governo in età medievale di uno degli ambienti naturali più originali  e complessi esistenti in Italia e in Europa (D. Canzian).

   

perosa

Sergio PEROSA, Veneto Stati Uniti e le rotte del mondo.
Una memoria. Istituto Veneto di Scienze lettere ed arti e Cierre Edizioni, 2016.

MOTIVAZIONE: Si tratta di una ‘memoria’ personale con tratti di autobiografia molto marcati, ma al tempo stesso di un libro che attraversa e incontra vicende storiche, fatti minuti e aneddotici, figure eccezionali di scrittori e personalità della vita sociale e politica degli ultimi sessant’anni e più, partendo dalla piccola patria veneta (Vicenza e Venezia in particolare) per attingere all’America e al suo sterminato paesaggio geografico-ambientale e culturale: America osservata con l’occhio vigile e appassionato dell’anglista esperto dei grandi autori americani, segnatamente gli scrittori ottocenteschi (Hawthorne, Melville,Whitman, Emerson e Thoreau ) fino ad Henry James compreso,  il prediletto da Perosa. Quello che più appassiona in questa ricostruzione di una vita individuale è il continuo relazionarsi con una storia collettiva, che investe sì la propria persona, ma sempre in contatto o confronto con l’altro, movendosi come dal centro al cerchio, dalla minuscola città di origine (Vicenza), pur ricca di scrittori (Piovene, Parise, ecc.) alla storia globale, per espandersi, sull’onda di una curiosità inesausta, anche alle altre culture continentali veicolate dalla lingua inglese.Come un nuovo Magellano o, per meglio dire, Pigafetta, Perosa si muove sulle rotte anche impervie del mondo all’inseguimento di una identità che come per centri concentrici si allarga a dismisura fino a divenire comprensiva del mondo intero. Inglesista – come si è detto – di valore, Perosa traccia qui una sua mappa personale degli incontri e dei luoghi attraversati, con quella parametratura dei valori umani e letterari che fonda i suoi gusti sulla grande esperienza dei primi narratori-filosofi americani, per risalire poi a ritroso all’amatissimo Shakespeare, di cui egli ha tradotto e interpretato circa una decina di drammi e commedie, soprattutto quelle di ambientazione veneta e italiana. Resta da dire che il libro rivela non solo le abilità note del pungente e appassionato critico letterario, ma quelle di un vero e proprio scrittore, nel quale si coniugano astuzie formali, fulmineità di sintesi concettuali, acutezza di giudizio storico e sicurezza di giudizio estetico [Antonio Daniele].

 

pezzelle

Annica PEZZELLE, L'immagine dei veneti negli autori greci e latini.Cargeghe, Editoriale Documenta 2016.

MOTIVAZIONE: Il volume -  già stato insignito del premio Etnographica 2015 bandito dalla Biblioteca di Sardegna - si fregia di una «Prefazione» del prof. Flavio Raviola, docente di Storia greca nell'Università degli Studi di Padova, che ne mette in evidenza i numerosi pregi e meriti. L'opera è uno studio approfondito che analizza il 'mondo' degli antichi Veneti con rigorosa competenza attraverso una «Premessa» e lungo il percorso di ben 9 capitoli con relative note che vanno, per fare qualche esempio, da «I miti» (Cap. I) a «L'archaiologhìa etnografica» (Cap. II), da «Le città e la società dei Veneti» (Cap. IV) a «Il mondo animale» (Cap. VI), da «I rapporti dei Veneti con le altre popolazioni» (Cap. VIII) a «Dalla romanizzazione all'epoca tardoantica» (Cap. IX), per totale complessivo di ben 327 pagine. Segue una doviziosa e aggiornata «Bibliografia» da pagina 329 a pagina 364. Completa l'impegnativo lavoro della dott.ssa Pezzelle l'importantissimo «Dossier delle fonti» che raccoglie tutti gli autori antichi in lingua originale con annessa 'personale' traduzione italiana (E. Zerbinatti).

   

vanni

Andrea VANNI

Gaetano Thiene. Spiritualità, politica, sanità.
Roma, Viella 2016.

Motivazione Si tratta di una fine e originale monografia, che propone un'esauriente e documentata riconsiderazione della personalità e dell'opera di Gaetano Thiene, colte nell'insieme delle sue diverse dimensioni di uomo curiale, di mentore nelle scelte spirituali che orientarono l’azione dell’ordine teatino, di ispiratore di uno stile comportamentale diffuso e condivisoche certamente contribuì alla sua successiva canonizzazione e alla mitizzazione memorialistica seicentesca. Il libro restituisce intatta e intera una personalità di grande spessore, all'interno del concreta dimensione storica e nel fermento culturale dei primi decenni del Cinquecento [W.Panciera]

 

  

 callegari

Marco CALLEGARI, L'industria del libro a Venezia durante la Restaurazione (1815-1848). Firenze, Leo S. Olschki  2016.

MOTIVAZIONE: Si tratta di uno studio molto ben documentato sulla produzione e lo smercio di libri a Venezia durante i primi decenni dell'Ottocento,dalla Restaurazione alla rivoluzione del Quarantotto, corrispondenti al periodo della dominazione austriaca del Lombardo-Veneto. Attraverso una documentazione archivistica in buona misura inedita, si delinea un quadro d'insieme capillare del mondo dell'attività editoriale veneziana: attività ancora in buona misura fiorente  e degna della grande tradizione veneziana dei secoli precedenti, tale da collocarsi in prima linea nelle vicende della editoria italiana del tempo [Antonio Daniele].

 

  

PREMIO PER UN LIBRO SULLA STORIA DEL PADOVANO ASSEGNATO A FRANCO BENUCCI E FRANCO DE CHECCHI CONSEGNA IL PREMIO GIANNA MONTAGNER  

 

 benucci2016

 

Franco Benucci ( a cura di), Le certose di Padova. Cleup 2016. Con contributi di: Franco Benucci; Paola Luchesa;  Franco de Checchi.

MOTIVAZIONI: Il volume si propone di portare alla conoscenza del pubblico la storia di un importantissimo ente religioso padovano, le cui suggestive vestigia ancora si possono ammirare lungo il corso del Brenta in prossimità del centro di Vigodarzere. La vicenda della certosa, anzi delle certose, di Padova, fino ad benuccioggi poco conosciuta e mai affrontata con sistematicità, viene ricostruita qui con estrema cura e scrupolo documentario lungo l’intero arco di tempo in cui essa si svolse. Gli autori ne propongono un quadro movimentato, la storia di un organismo dalla vitalità straordinaria, testimoniata innanzitutto dalle due fondazioni (per questo si parla di ‘certose’): la prima nel 1449, nella località di Porciglia, subito fuori le mura di Padova presso porta Codalunga, la seconda, dopo le distruzioni della guerra del 1509, tra le amene anse del Brenta, in sede isolata e idonea alle attività spirituali e intellettuali dei monaci certosini, che erano ad un tempo eremiti e cenobìti. Il monumento sopravvisse a se stesso, poiché anche dopo la soppressione, avvenuta ad opera della Repubblica veneta nel 1779, ospitò attività manifatturiere e agricole, anche d’avanguardia, dei privati che ne erano entrati in possesso. Come testimoniato nel dettaglio da questo volume,dunque, la certosa di Padova ebbe molte vite. E molti protagonisti: non solo i monaci che vi risiedettero, ma anche i contadini che ne lavorarono le terre, gli artisti che la decorarono, i progettisti e gli architettiche la progettarono e la riprogettarono, in un lavorìo incessante di riadattamento del grande fabbricato alle esigenze cui esso si prestò nelle sue diverse stagioni. Di tutto questo mondo vario, autentico laboratorio sempre attivo di cinque secoli di civiltà religiosa, artistica, rurale e imprenditoriale, il libro rende testimonianza vivace e nel contempo scientificamente garantita dal continuo rimando alle fonti d’archivio, alle quali si dà ampio spazio sia nelle note, sia in apposite appendici. Ad un ricco apparato iconografico e cartografico, testimonianza della pluralità di fonti impiegate e del carattere multidisciplinare che connota la pubblicazione,è dedicata inoltre un’intera sezione del volume. Infine, il brulicante paesaggio umano che popola le pagine dell’opera, e la minuta topografia, sono fruibili per gli studiosi e gli appassionati grazie all’accurato indice dei nomi.È da ritenere che lo sforzo sostenuto dal curatore e dagli autori rappresenti un viatico importante in chiave di recupero e valorizzazione di un monumento che diede lustro alla città di Padova e al suo territorio, e che ancora oggi affascina, per il condensato di storia e spiritualità che da esso promana, l’occasionale visitatore (Dario Canzian).

  

OPERE SEGNALATE PER LA SEZIONE LIBRO PADOVANO

 simone

Giulia SIMONE, Fascismo in cattedra.

La Facoltà di Scienze politiche di Padova dalle origini alla Liberazione (1924-1945). Padova University Press 2015.

MOTIVAZIONE: Il volume ripercorre la storia della Scuola (poi Facoltà) di Scienze politiche e sociali di Padova, tra le prime in Italia, dalla fondazione (1924) alla Liberazione. L'autrice, con lodevole ricorso a documentazione di prima mano, evidenzia gli interessi che portano alla sua fondazione, ma anche e soprattutto le spinte che conducono alla sua trasformazione in Facoltà. L'autrice dedica ampio spazio ai docenti che vi hanno operato ed agli studenti che l’hanno frequentata, portando un contributo originale allo studio dell'intera epoca. Importante, a questo proposito, il capitolo dedicato al periodo bellico, dove l'autrice è riuscita a ricostruire la partecipazione degli studenti sia alle guerre di Mussolini, sia alla Resistenza, sottolineando sui due fronti il valore della scelta (F. Selmin).

   

gallo

Valentina GALLO (a cura di), Poesie: Melchiorre Cesarotti.

Roma, Edizioni di Storia e Letteratura 2016.

MOTIVAZIONE :Meritano una menzione speciale due edizioni critiche di opere del Cesarotti, filosofo e poeta padovano (celebre per la sua bellissima traduzione dell’Ossian del Macpherson) messe insieme da due giovani studiosi di storia della letteratura italiana. Nate nell’ambito delle celebrazioni bicentenarie per la morte del Cesarotti (2008), tali edizioni raggiungono insieme il traguardo della pubblicazione, dopo un ragionevole tempo di incubazione e di studio.
Si tratta dell’edizione delle Poesie, a cura di Valentina Gallo (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2016) e della Pronea, a cura di Salvatore Puggioni, Padova, Esedra Editrice, 2016).In entrambe si raggiungono risultati critico-interpretativi ed ecdotici assai interessanti. Con le Poesie curate dalla Gallo si dà vita ad un corpus lirico che era conosciuto solo in parte o perché inedito o perché pubblicato in forma scorciata e quasi antologica dal Barbieri (la  postuma raccolta di Poesie originali) o disseminato in una miriade di opuscoli pressoché introvabili. In modo particolare trovano posto qui anche i rari esempi cesarottiani di poesia dialettale in padovano, di assai difficile reperimento prima d’ora [Antonio Daniele].

 

puggioni

Salvatore PUGGIONI (a cura di)

Melchiorre Cesarotti. Pronea. Componimento epico.

Padova, Esedra Editrice 2016.

 

MOTIVAZIONE : Con la Pronea curata da Puggioni, ambizioso poema composto dal Cesarotti quasi al limitare della vita, si pongono le basi, oltre che per un discorso filologico sull’ultima discutibile (e fin da subito discussa: si ricordi almeno il giudizio severo del Foscolo) produzione poetica dello scrittore, anche per una analisi storica dettagliata della sua evoluzione politica, essendo questo scritto l’esaltazione del mito napoleonico e un atto di genuflessione nei confronti del potere [Antonio Daniele]



 

PREMIO  PER  STORIA  SULLA GRANDE GUERRA

Il Comune di Monselice, in occasione del centenario della 1^ Guerra Mondiale ha bandito un concorso per un libro edito nel quadriennio 2013-2016, sulla grande guerra di contenuto storico inteso nei suoi vari aspetti.  Sono pervenute all'attenzione della Commissione numerose e importanti opere, alcune di alto valore scientifico e/o divulgativo redatte da studiosi autorevoli e di grande esperienza. La selezione esigeva dunque l'adozione di un criterio generale che consentisse di individuare, all'interno di un panorama tanto ricco e articolato, i lavori più rispondenti allo spirito del premo Brunacci. A parere unanime della Commissione questo criterio non poteva che essere legato al valore innovativo e all'originalità dei libri presentati, ferma restando la necessaria rispondenza di questi ultimi ai requisiti metodologici fondanti dell'indagine storica.

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La giuria ha assegnato il premio a Gastone Breccia, nella foto in alto

 

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Gastone BRECCIA, 1915:L'Italia va in trincea. Bologna, Il Mulino 2015.

MOTIVAZIONE : Per la convincente, puntuale e a volte avvincente ricostruzione, nella sua sconcertante tragicità, del primo anno della guerra austro-italiana, analizzato grazie alle fonti di entrambe le parti in conflitto.  Quello che a prima vista può apparire come un classico testo di storia politico-militare, unisce invece all'estrema precisione ricostruttiva un ottimo livello di contestualizzazione e uno sguardo d'assieme molto ampio, che coinvolge entrambe le parti in conflitto, con particolare sensibilità e attenzione verso la componente umana della vicenda bellica. Grazie alla valorizzazione delle fonti d'archivio degli stati maggiori italiano e austriaco, nonché di un sapiente uso della storiografia, il libro offre sia dettagli inediti e a volte sorprendenti riguardo al primo anno di guerra, sia una chiave di lettura  coerente per il 'fallimento' da entrambe le parti dei piani strategici inizialmente predisposti, nonostante l'abnorme sacrificio di vite e di risorse. L'Autore possiede strumenti storico-filologici di spessore (proviene da esperienze di ricerca di storia bizantina, la materia che insegna a Pavia), che vengono messi al servizio per questo lavoro, come per altri analoghi degli ultimi anni, di un modello di storia politico-militare molto attento alla realtà umana e capace di coniugare al rigore della ricerca una notevole capacità e ritmo narrativi (Walter Panciera).

 

 OPERE SEGNALATE  PER LA SEZIONE SULLA GRANDE GUERRA

donelli  

Gianfranco DONELLI, Valeria Di CARLO

La sanità pubblica italiana negli anni a cavallo della Prima Guerra Mondiale.

Roma, Armando 2016.

 

Motivazione: Per l'originalità del tema trattato e per l'attualità della sua valenza ai fini della coscienza civile, contro il pregiudizio e in funzione della prevenzione delle malattie (vaccini).La storia della sanità pubblica viene trattata in un arco di tempo più ampio rispetto alla Grande guerra, che però rimane snodo cruciale nell'evoluzione 'tecnica', nell'impegno umano e di organizzazione. Al centro del problema è la risposta verso le malattie epidemiche (tubercolosi, malaria, colera, tifo, influenza 'spagnola'), pericolo che la guerra favorisce e accentua. Vengono utilizzate nuove fonti, in particolare quelle della Rockefeller Foundation, che intervenne massicciamente in Europa nel corso del conflitto[W. Panciera].

 


molinari

Augusta MOLINARI
Una patria per le donne: la mobilitazione femminile nella Grande Guerra.
Bologna, il mulino 2014

 

Motivazione : Per l'importante e originale contributo alla storia di genere e alla migliore comprensione delle dinamiche e della complessità del 'fronte interno'.Si tratta di una ricognizione  sul ruolo di genere nella Prima guerra mondiale, nei suoi rapporti con il cosiddetto 'fronte interno' in Italia. L'Autrice affronta in quattro densi capitali le diverse modalità della mobilitazione delle donne nel quadro delle attività di assistenza e propaganda bellica, analizzando fenomeni finora mai indagati nelle loro concrete dinamiche. [W. Panciera]

 

 

 

RICERCHE SCOLASTICHE SULLA GRANDE GUERRA

Oltre alle pubblicazioni il bando prevedeva anche un concorso riservato alle ricerche scolastiche sulla grande guerra. Il concorso prevedeva tre buoni libro di 300 euro ciascuno che la giuria ha assegnato alle seguenti ricerche.

CEREA - Cerea e la Grande Guerra. Un paese mobilitato. Ricerca eseguita dal Liceo scientifico di Stato “Leonardo da Vinci” di Cerea. Insegnante Girolamo Paparella

Motivazione: Il lavoro viene premiato per lo studio delle  fonti storiche reperite dalla meticolosa ricerca effettuata dai ragazzi nell'archivio di stato di Verona e in quello di Cerea. Puntuale è lo studio dei documenti che hanno permesso ai giovani studenti di approfondire lo studio delle sofferenze causate dalla grande guerra, recuperando preziose testimonianze che  valorizzeranno il senso di comunità civile  e umana del loro territorio.  Il risultato finale è encomiabile e gli obiettivi pienamente raggiunti.


SANT'ELENA - Sant'Elena e i tre monumenti ai caduti. Storia di Giulio Trevisan. Ricerca eseguita dalle classi III A e B della scuola secondaria di I° grado "Domenico Pegoraro" di Sant'Elena. Insegnante Renato Toschetti in collaborazione con il cav. Sergio Martinello.

Motivazione: E’ un interessante studio realizzato utilizzando le  testimonianze tramandate ai ragazzi dai loro nonni. Articolata e ben dettagliata è la seconda parte del lavoro realizzata attraverso la raccolta di lettere e documenti reperiti tra le soffitte. Emerge tra le carte d'archivio familiari il profilo quasi commovente di Giulio Trevisan che attraverso le sue lettere conservate in una scatola "tesoro" ci fa rivivere le sensazioni  e il ricordo dalla zona di guerra.


URBANA – Gli italiani la guerra e la pace. Ricerca eseguita dalla classe IV della scuola primaria ‘Montessori’ di Urbana – Istituto Comprensivo “Luigi Chinaglia”. Insegnante: Bizzo Maria Luisa

Motivazione: E’  un elaborato ben illustrato, suggerito dalla celebrazione del 4 novembre durante la quale si ricordano i caduti di tutte le guerre. La ricerca risulta assai documentata con le interviste ai nonni che conservano la memoria della comunità e con lo studio e la testimonianza di documenti dell'archivio comunale di Urbana. Un lavoro che ha portato i ragazzi a scoprire personaggi, curiosità e momenti del loro recente passato. Complimenti per l’ottimo lavoro storico.


 TESI DI DOTTORATO E LAUREA MAGISTRALE ASSEGNATO A

 

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Chiara COMPARIN, Antonio Gualtieri: opere sacre e profane (Monselice, 1574-1661). Scuola di Dottorato in ricerca in Storia e critica dei beni artistici, musicali e dello spettacolo. Università degli Studi di Padova.

MOTIVAZIONE : Chiara Comparin restituisce il profilo biograficoe propone l’edizione criticadelle musiche diAntonio Gualtieri (1574-1661), la cui identità risultavafinora incerta, mentre la sua attività e la sua produzione sono state spesso oggetto di interpretazioni arbitrarie, quando non confuse con quelle di altri autori. La ricerca d’archivio ha portato a identificare e trascrivere i documenti relativi al musicista conservati negli archivi di San Daniele del Friuli, Monselice, Montagnana,Padova e Venezia. Il recupero di una consistente documentazione inedita ha permesso così di stabilire luogo e data sia della nascita sia della morte di Antonio Gualtieri, e di ricostruire il suo percorso artistico: dalla formazione avuta per interessamento del vescovo di Padova Marco II Cornaro, agli incarichi ricoperti a San Daniele del Friuli, Monselice, Montagnana, Venezia (Ospedale della Pietà e basilica di San Marco con Claudio Monteverdi) e infine ancora a Monselicecoadiuvato dal figlio Girolamo.
La ricostruzione biografica è stata determinante per poi individuare la produzione musicale di Antonio Gualtieri e le sue caratteristiche:quattro libri di mottetti, uno di canzonette e due di madrigali pubblicati a Venezia tra il 1604 e il 1630. L’edizione criticapropostada Chiara Comparin, basata sulla preliminare individuazione delle fonti,presenta per ogni composizione una scheda analitica con informazioni su fonti, testo poetico, musica,edizioni moderne e bibliografia. I testi sono stati restituiti secondo i criteri stabiliti dal “Comitato per la pubblicazione di fonti relative a testi e monumenti della cultura musicale veneta”, adattati alle specificità di quelli in volgare che in genere sono adespoti e solo in parte attribuibili a poeti dei secoli XVI e XVII, qualiFilippo Alberti, Valerio Belli, Alessandro Gatti, Maurizio Moro, Pomponio Montanaro,Dionisio Viola eGiovan Battista Marino. La trascrizione delle musiche in partitura unisce il rigore filologico alle esigenze pratiche di studiosi ed esecutori, perciò impiega notazione, chiavi esegni di tactus moderni, indicando l’incipit in notazione originale. Varianti, omissioni ed errori sono segnalati in apparato critico, mentre nelle composizioni dotate di basso continuo con cifratura le aggiunte sono riportate in corsivo. Uno studio introduttivo di carattere critico e analitico mette puntualmente a fuoco le caratteristiche e l’evoluzione dello stile compositivo di Antonio Gualtieri, soprattutto in relazione alla cosiddetta “seconda pratica”, cioè al “recitar cantando” e allo stile concertato.
L’esito complessivo della tesi di dottorato di Chiara Comparin è non solo originale e innovativo, ma anche particolarmente significativo, perché permette di conoscere il modus operandi di un compositore di Monselice che, tra Cinque e Seicento, si è formato e perfezionato in ambienti musicali prestigiosi del suo tempo, quali erano la cappella musicale della cattedrale di Padova e quella di San Marco a Venezia, ma che non ignorava altre esperienze artistiche, come dimostrano la scelta dei testi e deidedicatari,oltre che una serie di specifici procedimenti compositivi ricorrenti nelle sue opere. Inoltre, lo studio di Chiara Comparin ha efficacemente evidenziato come la musica di Antonio Gualtieri sia un esempio delle modalità con le quali le più avanzate conquiste dell’arte, elaborate nelle principali istituzioni musicali, venissero poi tradotte a livello periferico, attraverso un processo non casuale di disseminazione della “nuova musica” e del sapere musicale (Riccardo Ghidotti).

TESI SEGNALATE

 Valentina CASAROTTO, Giovanni de Lazara (1621/1690) erudito e collezionista numismatico nella Padova del Seicento. Corso di dottorato di ricerca in storia dell'arte. Università degli Studi di Udine.

Eleonora GAMBA, Pietro da Montagnana: la vita, gli studi, la biblioteca di un homo trilinguis. Scuola di dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie. Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell'antichità. Università degli Studi di Padova.

 

 

 PREMIO DESTINATO ALLE SCUOLE PADOVANE

Tre buoni libro di 300 euro ciascuno destinati a studenti, o classi, di qualsiasi grado scolastico (scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado) e agli insegnanti coordinatori che abbiano svolto ricerche storiche, singole o di gruppo, condotte  con validi criteri metodologici. Gli elaborati, completati da eventuale materiale illustrativo o documentario, possono toccare tutti gli argomenti atti a favorire la conoscenza e la valorizzazione degli aspetti artistici, monumentali, naturalistici, economici, sociali e culturali comunque legati alla Provincia di Padova. La giuria esaminati i lavoro in concorso ha assegnato i buoni libro alle seguenti ricerche.

 

ARQUÀ PETRARCA – Alla scoperta del nostro territorio collinare. Ricerca eseguita dalla classe III della scuola primaria “A. Naccari” di Arquà Petrarca. Insegnanti: Alessandra Fasson, Maria Gavanelli, Rosa Nettis, Gianna Rinaldo.

Motivazione. Si tratta di uno studio nel quale gli  alunni vanno alla ricerca delle storie del proprio territorio collinare analizzando l’ambiente , le leggende e raccogliendo le testimonianze  dei suoi abitanti.  Il lavoro finale  è assai pregevole e riccamente illustrato con disegni che rendono gradevole e vivace l’intero elaborato.

 

MONSELICE - Sentieri dei saperi: alla scoperta della vegetazione del Monte Ricco. Ricerca eseguita dalla scuola primaria "G. Cini" di Monselice con il sostegno di tutte le insegnanti del Plesso.

Motivazione: E’ una ricerca dalla composizione vivace e colorata che mira a sviluppare nei ragazzi l’affinità con l’ambiente circostante e la conoscenza diretta del proprio territorio. Il lavoro è ben fatto e riccamente illustrato. Assai preziosi soni gli  erbari realizzati dai ragazzi che racchiudono le emozioni evocate dai cinque sensi, osservando, annusando, toccando e identificando piante, cespugli e arbusti dell'ambiente naturale

 

VILLA ESTENSE - Storie e leggende dele strighe ... de Villa e dintorni. Ricerca eseguita dalla classe I° A della scuola secondaria di I° grado  "G. Mazzini" di Villa Estense.  Insegnante Maria Eugenia Peron.

Motivazione: La ricerca indaga e individua alcuni aspetti delle antiche credenze nelle streghe e negli esseri fantastici che hanno caratterizzato la storia della Bassa Padovana. Ben fatte e dettagliate sono le relazioni e le interviste fatte dagli studenti. Emergono così i ricordi avvolti da un alone di magia che riportano in vita le streghe, i riti scaramantici, le leggende e le manifestazioni soprannaturali mettendo in luce uno dei tanti aspetti del mondo contadino e della cultura popolare locale di un tempo. Un buon lavoro di indagine e ricostruzione.

 

a conclusione  

Musiche sacre e profane di Antonio Gualtieri (1574-1661). Organista e maestro di cappella della Pieve di Santa Giustina di Monselice

In occasione della cerimonia di proclamazione dei vincitori della XXXI edizione dei Premi Brunacci l’amministrazione comunale ha ritenuto di rendere omaggio al musicista Antonio Gualtieri con un breve concerto. Il programma intende proporre alcuni brevi esempi dell’arte musicale di Antonio Gualtieri, il compositore di Monselice la cui opera si inserisce nel clima culturale del primo Seicento. Mettendo a frutto le diverse esperienze maturate negli anni di formazione presso la cattedrale di Padova e di attività come maestro di cappella, Antonio Gualtieri si dimostra in grado di praticare i vari generi musicali allora più richiesti. In ambito sacro egli spazia dai mottetti a otto voci (1604), legati alla produzione policorale diffusa in area veneta, in particolare nel territorio padovano, ai mottetti a una, due, tre voci e basso continuo (1612 e 1630), con i quali approda allo stile concertato. Nel campo della musica profana, invece, Antonio Gualtieri si cimenta con i generi di maggior fortuna, come potevano essere la canzonetta e il madrigale concertato.

 

 

 


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