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PREMIO    BRUNACCI - MONSELICE XX    EDIZIONE   2003

La premiazione ha avuto luogo il 27 Ottobre 2003 nella pieve di santa Giustina preceduta da un concerto di Musica d’insieme degli studenti del corso della sperimentazione musicale dell’Istituto comprensivo G. Zanellato., seguita  dalla relazione della Giuria che viene formulata dal presidente  prof. Antonio Rigon

Giuria ha attribuito il premio sigillo Monsilicis per la civiltà veneta al prof. Vittore Branca

Motivazione: Non è stato né difficile, né lungo trovare un’unanime accordo per assegnare a Vittore Branca il premio Sigillo Monsilicis, destinato ad “una personalità che si sia distinta nella promozione e valorizzazione della civiltà veneta”. Si è voluto in questo modo riconoscere l’intensa attività pluriennale del filologo e critico letterario di grande fama a favore della cultura del Veneto in un momento particolare sia del premio, giunto proprio quest’anno alla sua ventesima edizione, sia per il premiato, che ha felicemente toccato il suo novantesimo compleanno. Il professore Vittore Branca è molto noto nella Repubblica delle lettere per le sue eccezionali qualità di studioso e di docente e per i tanti meriti acquisiti in campi diversi, ma la giuria ha voluto soffermarsi, soprattutto, sull’azione culturale da lui esercitata nella e per la regione veneta. Approdato a Padova nel 1953, chiamato dall’Università alla cattedra di letteratura italiana, una disciplina, nella quale aveva già raggiunto cospicui traguardi, ha creato una scuola di filologi e critici veneti, molti dei quali sono oggi accademici apprezzati per lo stesso rigore di metodo e la stessa indipendenza di giudizio trasmessi dal Maestro. Quando, nel 1983, gli fu offerta una miscellanea di studi in suo onore, in più volumi, il terzo volume ha accolto i saggi sull’Umanesimo e Rinascimento a Firenze e Venezia, proprio per sottolineare uno dei lettori letterari e culturali, ai quali Vittore Branca aveva già dato cure assidue e contributi fondamentali. Non si può dire che i suoi interessi per il Veneto letterario quattrocentesco coincidano con la sua venuta a Padova. Già dieci anni prima aveva curata l’edizione critica delle epistole, orazioni e carmi latini del maggior rappresentante dell’umanesimo veneziano, quell’amatissimo Ermolao Barbaro, al quale si è riservato di dedicare un eccellente profilo biografico e critico nel notissimo Dizionario critico della letteratura italiana, da lui diretto. Sul Barbaro ritornerà ancora nel 1969 con l’edizione di altre sue opere, segno di un cotante e profondo interesse. Il Veneto, la sua letteratura e le figure dei suoi letterati lo hanno sempre attratto: già nel lontano 1941 aveva contribuito con nuove ricerche a chiarire l’epiteto di bergli, che il Boccaccia usava a proposito dei Veneziani; e ancora nel 1992 si dedicava all’edizione di un piacevole testo trecentesco, al quale molti anni prima aveva rivolta la sua attenzione: il volgarizzamento veneto delle favole di Esopo da parte di un “piciolo e ville professore” dell’arte grammaticale. Ed è del 1998 la  ripubblicazione e armonizzazione di tanti suoi studi d’argomento veneto nel volume dal titolo significativo La sapienza civile. Studi sull’Umanesimo a Venezia, dagli albori (con l’edizione di una illuminante epistola di Gidino da Sommacampagna) allo splendore dell’epoca di Ermolao Barbaro. Anche se la promozione della cultura veneta si fermasse a queste opere di carattere scientifico, la riconoscenza dei Veneti gli sarebbe stata assicurata, ma la sua attività non si arresta alla ricerca letteraria. Già dalla gioventù aveva dimostrato una particolare inclinazione per l’inserimento nella vita civile del suo tempo. Questa predisposizione lo portava anche ad operare culturalmente nel tessuto nazionale con una competenza ed un pragmatismo, che oggi si definirebbe manageriale. Fu così che nello stesso anno dell’inizio del suo insegnamento patavino, il 1953, fu chiamato a ricoprire la carica di Segretario della Fondazione Giorgio Cini (della quale sarà poi nominato vice Presidente per oltre un ventennio). Se la Fondazione è diventata, col tempo, quella prestigiosa istituzione culturale, veneziana per posizione territoriale e per vocazione scientifica, nota in tutto il mondo, molto lo si deve all’attività instancabile di Vittore Branca, che non lesinò le sue forze per favorire una fitta serie di iniziative, alle quali partecipava personalmente: valorizzazione degli Istituti ad essa afferenti, creati nel corso degli anni Cinquanta (Storia dell’arte, Storia della società e dello stato veneziano, Lettere, musica e teatro, Venezia e l’Oriente), organizzazione di convegni e congressi, ai quali non solo partecipava come relatore, ma seguiva fino alla cura e alla pubblicazione degli atti, compartecipe nella direzione e nella realizzazione di opere d’immenso valore, come la monumentale Storia di Venezia, aggiornata recentemente con tre volumi di aggiornamento sull’Ottocento e Novecento. Il Veneto è così diventato un punto centrale di riferimento del mondo culturale, come lo era stato ai tempi degli Umanisti, che Branca ha fatto rivivere nei suoi studi e nelle sue scelte. [ prof. Manlio  Cortelazzo]

PER LA SEZIONE destinata alle pubblicazioni riguardanti la storia veneta la Giuria ha assegnato il massimo riconoscimento al libro di Paolo SAMBIN, dal titolo Per le biografie di Angelo Beolco, il Ruzzante e di Alvise Cornaro. Restauri di archivio rivisti da Francesco Piovan, pubblicato dalla casa editrice  Esedra 

Per la sezione riguardante la storia del padovano la giuria ha assegnato il premio al libro scritto da Aldo PETTENELLA, intitolato Storie euganee, curato da Francesco Selmin. Pubblicato dalla casa editrice Cierre di Verona

Motivazione: Il lavoro, con prefazione di Carlo Ginzburg è pubblicato a cura di Francesco Selmin, che ha raccolto, dopo la prematura scomparsa dell’autore, otto saggi, sette già apparsi in “Terra d’Este”, “I nuovi samizdat”, “Almanacco Berico” ed uno inedito. Si tratta di pazienti ricerche d’archivio (processi del ‘600-‘700), che aprono interessanti prospettive sulla vita degli abitanti dei Colli (Valbona, Vo’, Boccon, Montegrotto, Monselice, Arquà, Rovolon, Rivella ecc.). Le trame delle “storie” narrate dall’autore con vera maestria, sono per lo più dei “delitti d’onore” che insanguinavano borghi e città: mentalità individuali e collettive, strategie matrimoniali ed astuzie “familiari” traspaiono in controluce senza togliere nulla alla vivacità del racconto che è sempre avvincente e persuasivo. Il lavoro di Pettenella rappresenta un vero modello per quanti cerchino di rappresentare il mondo variegato di nobili e contadini, di artigiani e di “massere”, di deboli e di prepotenti, che costituiva il Padovano (o il Veneto) del passato più meno remoto: la fusione tra narrazione e luci da intelligenza degli avvenimenti, ironia “illuministica” e comprensione psicologica dei personaggi creando nel lettore un affetto profondo e duraturo.

 

Tesi di laurea. Nel 2003 sono state premiate tre tesi di laurea

Iniziamo con la tesi del dott Marco DORIN, Le pergamene della Vangadizza (sec. XIII – XIV). relatore prof. Attilio Bartoli Langeli;

Motivazione: La tesi, condotta con competenza paleografica e arricchita di preziosi spunti diplomatistici, pubblica con rigore di metodo un nutrito nucleo di pergamene conservate presso l’Archivio vangadiciense di Badia Polesine. Il lavoro costituisce una tappa importante, di cui è auspicabile una pronta continuazione, verso il censimento e l’edizione dei documenti medioevali, attualmente dispersi in parecchie sedi di conservazione, prodotti nell’ambito dell’abbazia di Santa Maria della Vangadizza: una realtà istituzionale (economico, politica, religiosa) la cui importanza per la storia delle terre a cavallo del fiume Adige e per l’intera Bassa Padovana, ma anche per il Veronese, lungo l’arco temporale di quasi un millennio a partire dal secolo X, si rispecchia appieno nella sua ricca documentazione scritta [Enrico Zerbinati].

La seconda tesi di Laurea che ha ottenuto il massimo riconoscimento è stata prodotta da  Maria ZANELLA, “Grammatici” e scuole di grammatica nel tardo medioevo. Aspetti di storia dell’istruzione a Padova e nel suo territorio (secoli XIII – XV).  relatore prof. Donato Gallo; Motivazione: Maria Zanella, “Grammatici” e scuole di grammatica nel tardo medioevo. Aspetti di storia dell’istruzione a Padova e nel suo territorio (secoli XIII-XV), tesi di laurea in Scienze dell’educazione discussa presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Padova, relatore prof. Donato Gallo, a.a. 2002-03.

Motivazione. La ricerca si pone, con avvertita consapevolezza di metodo, nel solco di una ricca tradizione di studi nell’ambito della storia delle istituzioni educative e della diffusione della cultura scritta. Dopo un esame della figura professionale del grammatico come ‘intellettuale mediatore’ nella società urbana tardomedievale italiana, l’autrice, sulla base di fonti edite e inedite, delinea per la prima volta un pregevole quadro complessivo della presenza di docenti di grammatica nel centro cittadino di Padova, fortemente connotato dalla presenza universitaria e dalla circolazione di uomini su ampia base geografica, e nel Padovano nel corso del Trecento e del Quattrocento, evidenziando la funzione di servizio pubblico con cui si percepiva nettamente la scuola di grammatica nelle comunità delle “terre murate” quali Monselice, Este, Montagnana, Cittadella, Piove di Sacco [Chiara Ceschi]

Iniziamo con la premiazione delle ricerche partecipanti alla sezione destinata alle scuole dell'Obbligo. Il primo elaborato è intitolato

Il canale Battaglia la vita contadina e le abitazioni rurali nel Padovano ed è eseguita dagli studenti delle classi 2^A e 2^B della Scuola Media “Valgimigli” di Albignasego. Insegnanti coordinatori: Loretta Ghisi, Maurizio Negri;  Motivazione: E’ una ricerca che ha come obiettivo principale lo studio dell’ambiente e dei luoghi circostanti alla ricerca di tracce del passato che suscitino nei ragazzi l’interesse per i "tesori"del nostro territorio. Da apprezzare è soprattutto il coinvolgimento nel lavoro di più discipline scolastiche.

ANGUILLARA VENETA – La patata americana di Anguillara e Stroppare - Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 3^A e 3^B della Scuola Media “G. Marconi” di Anguillara Veneta. Insegnanti coordinatori: Giorgio Capuzzo, Antonio Luigi Cecchinello e Loredana Zoppellari; Motivazione: Si tratta di un lavoro originale e ben curato che ci racconta in modo moderno ed efficace la storia di un tubero tanto comune sulle nostre tavole. I dati statistici riportati danno alla ricerca un reale valore scientifico. Simpatica è anche l’idea di corredare il tutto con ricette culinarie.

BRESSEO di TEOLO –  Tra monaci libri e giardini – Il castello di Monselice   - Ricerca eseguita dagli studenti delle classi IV^ della Scuola Elementare “S. Biagio” di Bresseo di Teolo. Insegnanti coordinatrici: Daniela Cavallini, Mariella Peraro, Virginia Santinello, Loredana Terrassan; Motivazione: La prima ricerca ci conduce in un simpatico viaggio tra le mura dell’abbazia di Praglia per vedere come si svolge la vita monastica; la seconda è dedicata, invece, alla descrizione del castello di Monselice stanza per stanza. In entrambe è apprezzabile la fantasia dei ragazzi che raccontano attraverso disegni a fumetto.

MONSELICE – Torototé a… chi vuole feste… chi vuole?  eseguita dagli studenti delle classi di 1^ e 2^ della Scuola Elementare “G. Cini ” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Aquilina Fabbri, Manuela Sturaro, Mariavaleria Ciato, Emanuela Candeo; Motivazione: Raccogliendo le testimonianze dei nonni i ragazzi propongono un interessante confronto passato – presente nel modo di vivere le principali festività alla scoperta della cultura popolare. Il lavoro, nato da un’idea davvero originale, è ordinato e ben organizzato   Motivazione:

MONSELICE – La pellagra nel nostro territorio tra ottocento e novecento  - Ricerca eseguita dagli studenti della classe  2^C e 2^D della Scuola Media “G. Guinizzelli” di Monselice. Insegnanti coordinatrici: Nicoletta Fraccaro, Maria Luisa Sinigaglia; Motivazione: La ricerca nasce dalla curiosità degli alunni per una malattia tanto comune tra le generazioni passate e da un’attenta riflessione sull’importanza dell’alimentazione. E’ ben impostata e svolta con buon senso storico. Ammirevole è il ricorso ad indagini presso gli archivi parrocchiali.    

MONTAGNANA – Capitelli e oratori a Merlara – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^A e 2^B della Scuola Media “ L. Chinaglia” di Montagnana Sezione staccata di Merlara. Insegnanti coordinatori: Claudia Corradin, MariaPia Borghesan, Luca Saggioro; Motivazione: Con questo lavoro di ricerca i ragazzi hanno scoperto che lo studio del territorio è anche riscoperta delle proprie radici. Attraverso le fonti e l’osservazione diretta hanno raccolto informazioni significative sui capitelli presenti sul loro territorio, corredandole con foto e pregevoli disegni.

 MONTAGNANA – I nonni e… el marcà   - Ricerca eseguita dagli studenti della classe  3^A  e 3^B della Scuola Elementare  “G. Mazzini” di Montagnana. Insegnante coordinatrice:Giovanna Zuccalmaglio; Motivazione: La ricerca descrive un momento importante nel passato, il mercato, cercando di ricostruire con l’aiuto di svariate fonti (scritte, orali, iconografiche) la vita e le tradizioni di quando i loro nonni erano bambini (1900 – 1950). Bellissima la redazione grafica.

POZZONOVO – Voci del mondo a Pozzonovo  - Ricerca eseguita dagli studenti della classe  2^B della Scuola Media di Pozzonovo. Insegnante coordinatore: Maria Grazia Pasqualin e Capparotto Antonella; Motivazione: Partendo da un piccolo centro come Pozzonovo, la ricerca, scoprendo e condividendo le diverse culture con cui i ragazzi di oggi vengono a contatto, vuole essere occasione di arricchimento personale. Apprezzabile è il tentativo di studiare le "diversità"in tutti gli aspetti possibili: tratti somatici, lingua, scrittura, abbigliamento, tradizioni e usanze, cibo, religione, moneta etc.

S. MARGHERITA d’ADIGE – Caccia al fiume  - Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 3^ 4^ e 5^ della Scuola Elementare “M. Buonarotti”  di S. Margherita d’Adige. Insegnanti coordinatrici: Giovanna Gelain, Paola Marigo, Alessandra Mistrello, Sabrina Sinigalia, Lucia Spoladore, Angelina Vigato; Motivazione: E’ uno studio molto interessante sulla toponomastica e sulla geomorfologia in epoca antica del territorio di S. Margherita d’Adige, con i suoi insediamenti sorti lungo il fiume e il suo caratteristico habitat naturale. Apprezzabile è lo sforzo di analizzare l’interazione uomo-ambiente fluviale.

SOLESINO – “Le carezze del bastone” - Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^B della Scuola Media “D. Pegoraro” di Solesino. Insegnante: Maria Vittoria Liviero; Motivazione: Con la loro ricerca gli alunni di Solesino, attraverso testimonianze vive e bellissime foto d’epoca, ci guidano nelle scuole del passato alla scoperta di bambini e maestri "diversi" solo per abbigliamento e abitudini. E’ un lavoro svolto molto bene e in modo ordinato, un viaggio nel passato che si legge facilmente e con interesse.

Terminiamo la sezione destinata ai ragazzi con il premio Luciana Pulliero messo a disposizione dall’associazione Amici dei Musei per ricordarne l’attività come Preside della scuola Media Zanellato. a Giuria ha attribuito il Premio alla ricerca: Viaggio nelle tradizioni popolari - Ricerca eseguita dagli alunni  della Scuola Elementare “Daniele Manin” San Cosma” di Monselice. Insegnanti coordinatrici: Patrizia Baraldo, Carla Bizzaro, Annamaria Bizzotto, Donata Casotto, Monica Ceccato, Rossella Lunardi, Pierina Menarello, Roberta Paiusco, Gina Rossati.   Motivazione: La ricerca ripercorre le tradizioni contadine dell’area monselicense esaminando le vicende fin nei minimi particolari.  Attraverso questo viaggio "immaginario" nel passato,  gli alunni sono riusciti a riproporre in modo esauriente  i vari lavori e le occupazioni di un tempo, raccogliendo le notizie, soprattutto, dai loro nonni. Proprio qui risiede la particolarità del lavoro: l’uso di fonti ‘vive’ e lo scambio d’opinioni e consigli con queste ‘fonti' primarie della cultura popolare. Leit Motiv in tutto il ’viaggio’ sono le filastrocche e i proverbi della tradizione orale che gli alunni hanno messo per iscritto. Veramente notevole è l’ultimo capitolo di questo lavoro sulle tradizioni popolari dedicato ai proverbi: un modo particolare per mantenere vivo il ricordo di questi vecchi ma sempre preziosi insegnamenti. La lettura risulta complessivamente molto scorrevole e mai ripetitiva, anzi è resa viva dal brio e dalla vivacità dei disegni fatti dagli alunni stessi.Complimenti a tutti e un menzione particolari alle insegnanti per l'impegno profuso.