Privilegiumpiccolo

 

PREMIO BRUNACCI 1995  XII^ EDIZIONE

Relazione del Presidente prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, signore e signori, come ogni anno la mia brevissima relazione avrà soltanto un carattere tecnico. I Brunacci sono difatti un osservatorio in qualche modo privilegiato per cercare di capire le tendenze della didattica della storia nella scuola dell’obbligo e nelle medie superiori, per seguire l’evoluzione dei metodi e degli interessi della ricerca universitaria nel settore storiografico, per valutare lo stato degli studi storici in ambito regionale. Temi che interessano i membri della giuria, tutti variamente occupati nella scuola o nell’università, ma che certamente coinvolgono in senso più ampio quanti hanno a cuore i problemi della cultura e quelli dell’istruzione, della formazione e dell’educazione civica dei giovani. Dodici anni di esperienza hanno reso chiaro che a una buona partenza nella scuola dell’obbligo e in particolare alle elementari, ove è alto l’impegno degli insegnanti nel guidare i propri allievi alla conoscenza del passato attraverso un metodo che dallo studio dell’ambiente e della tradizione storica locale si apre a quadri più generali, segue un vuoto nelle scuole medie superiori, dove l’insegnamento della storia appare spesso una cenerentola che comunque lascia debolissime tracce nella preparazione dei giovani, come è possibile verificare all’università dove la cultura di base degli studenti nelle discipline storiche appare assai modesta. L’eccellenza delle tesi di laurea che annualmente concorrono ai Premi Brunacci dimostra, tuttavia, che capacità di giovani e impegno dei docenti possono far superare carenze iniziali e intralci di strutture. In che misura è difficile dire; certo, come si è qui ripetuto più volte, le tesi di laurea superano spesso di gran lunga per qualità e serietà scientifica tanta paccottiglia di pubblicazioni locali prive di contenuti minimamente attendibili, utili solo a soddisfare malriposte vanità e a sprecare denaro pubblico e privato. Sollecitati spesso e volentieri ad abbassare la guardia e a ridurre il tasso di serietà e rigore per l’attribuzione dei premi, abbiamo sempre resistito. E’ così che tra i vincitori dei Brunacci negli anni passati troviamo alcuni fra i più bei nomi della cultura veneta: da Angelo Ventura a Piero Del Negro, da Alvise Zorzi a Lucia Lazzerini, da Luigi Meneghello a Giuliano Scabia. Con loro e con altri, molti giovani e giovanissimi sono stati premiati anche nelle sezioni per così dire maggiori. E’ una linea confermata anche quest’anno, come si vedrà fra poco alla proclamazione dei vincitori. Alla XII edizione (1995) sono stati presentati 39 lavori: 17 per la scuola dell’obbligo e per le scuole medie superiori, 7 per la sezione tesi di laurea o lavori assimilabili, 12 per il libro edito riguardante il Padovano, 3 per la sezione speciale. La giuria si è riunita 2 volte: l’11 ottobre e il 23 ottobre 1995. Forse più che in altre occasioni la discussione è stata animata. In presenza di ricerche condotte con amore e passione nelle scuole, di tesi di laurea documentate e brillanti, di libri diversissimi per impianto e contenuti le scelte non sono sempre state facili. Sentirete fra poco i nomi dei vincitori e le motivazioni che giustificano il conferimento dei premi. Qui devo ricordare che per questa edizione si è aggiunto, in occasione del centenario federiciano, un premio speciale per uno studioso che si sia distinto negli studi di storia della cultura nell’età di Federico II. Molto più di altre città Monselice, terra diletta e possesso speciale dell’impero, ha buone ragioni per commemorare l’imperatore che tanto colpì e colpisce ancora l’immaginario collettivo: all’iniziativa di Federico II che nel 1239 soggiornò in Monselice, tenendovi la sua corte e il suo tribunale, si deve la costruzione della rocca e il conseguente spostamento dell’antica pieve di S. Giustina nella sede nella quale si svolge oggi questa festosa cerimonia. Lo studioso al quale la Giuria, unanime, ha conferito il premio è Presidente del prestigioso Istituto storico italiano per il medioevo, coordinatore scientifico del Comitato nazionale per le manifestazioni federiciane, fine indagatore della cronachistica, delle università, della cultura nell’età di Federico II. Posso aggiungere che, in virtù delle sue antiche origini venete, ama questa terra, la sua cultura, la sua gente. Credo che Monselice non potesse trovare modo migliore per celebrare, come desiderava, il centenario federiciano. Ma voglio ricordare anche che altre prestigiose manifestazioni come il Premio Città di Monselice per la traduzione , o le recenti iniziative volte a Valmontone arciprete di Monselice, indicato quale autore della trecentesca Cronaca romana, o, ancora, i preziosi scavi archeologici sull’area della rocca, pongono Monselice al centro dell’attenzione del mondo della cultura e degli studi. Per questa attività bisogna essere grati al Sindaco, all’assessore Montelatici, all’attuale Amministrazione, agli Enti pubblici e privati che le sostengono, i quali, facendo propria una precedente e consolidata tradizione (e mi sia consentito di ricordare, per ciò che riguarda i Brunacci, gli ex assessori alla cultura Vittorio Bertazzo e Giannino Scanferla), con l’intenzione di potenziarla, stanno rendendo Monselice una piccola capitale degli studi storici, archeologici e filologico-letterari nel Veneto.

SEZIONE DESTINATA ALLE SCUOLE

Per questa edizione del premio sono pervenute 17 ricerche, ne sono state premiate solo 10, con un buono-libro di lire 500.000 ciascuna, che verrà equamente diviso tra studenti e insegnanti coordinatori.

COMUNE DI SAN PIETRO VIMINARIO ricerca eseguita dalla classe III della Scuola Elementare S. Giovanni Bosco.  Insegnante coordinatrice  Lidia Grassetto. Il lavoro viene premiato sulla base della seguente motivazione: Trattasi di una ricerca storica sulla cappella della Madonna Assunta (Sec. XVII-XVIII). Il lavoro è serio, correttamente svolto, raggiunge lo scopo di abituare l'alunno all'indagine mediante la documentazione.

PROGETTO AMBIENTE '95 - LE ACQUE DI MONSELICE  ed è stata eseguita dagli alunni dalla Scuola Elementare "Diego Valeri" di Monselice. Insegnanti coordinatrici: Alida Barbetta, M. Beatrice Grosselle, Daniela Maccagnan, Giuliana Mazzetto, Gabriella Veronese. E' una brillante ricerca svolta con alunni delle classi terze, quarte e quinte. Essa può ritenersi un ottimo modo di introdurre gli alunni nella logica del metodo scientifico: si parte dall'individuazione dei vecchi pozzi, per compiere osservazioni sulla profondità della falda di ciascuno, sui loro collegamenti o no con pompe, il tutto con elaborazione dei dati con vari tipi di aerogrammi; si passa quindi alle trivellazioni prospezioni più profonde, alle reti idriche urbane dei moderni acquedotti, con osservazioni sul ciclo dell'acqua, e, da ultimo, all'individuazione del percorso di alcuni corsi d'acqua.

E' PIU' FACILE SPEZZARE UN ATOMO CHE ROMPERE UN PREGIUDIZIO ed è stata eseguita dagli alunni delle classi VA e VB della Scuola Elementare "G. Cini" di Monselice. Insegnanti: Marialuisa Crozzoletti, Mara Cascadan, Maria Teresa Spagna, Lorena Finco, Simonetta Salvan; Partendo da una massima di Einstein si giustifica un'elegante e metodica ricerca sui radicati preconcetti che permangonoanche attualmente. I sussidi usati sono vari: test che si concludono con grafici, raccolta selezionata di fatti tratti dalle cronache di giornali, una raccolta di dati sugli usi e costumi di vari popoli, una disamina di ghetti storici e una drammatizzazione sui campi di concentramento.

CALENDARIO METEREOLOGICO NATURALISTICO Ricerca eseguita dagli alunni delle classi II - III - IV della Scuola Elementare "A. Gabelli" di Valsanzibio. Insegnante: Michela Desiderà; Il motivo della costruzione di un calendario dei vari mesi attraverso le erbe del bosco ha prodotto una serie di gustose tabelle, con eleganti disegni e informazioni farmaceutiche sulle piante, con ricette e altre piacevoli noticine.

CON GLI OCCHI DELLA CURIOSITA': LA RICONQUISTA DELLA CITTA'  eseguita dalla classe IIA della Scuola Media di Arquà Petrarca. Insegnante coordinatrice: Mariolina Gamba. E' un rilevamento dei vari segni del tempo nell'abitato di Arquà. La ricerca si è rivelata praticamente in una entusiasmante caccia dei vari elementi che si sono trasmessi come note senza alcuna funzionalità nelle odierne esigente di vita. E' appunto attraverso questo rilevamento che sorge l'esigenza di una riappropiazione consapevole di questa eredità. Il lavoro si può definire ineccepibile.

LA VILLA DI SALETTO NEGLI ESTIMI DEL TERRITORIO DELLA SECONDA META' DEL SEICENTO eseguita dagli studenti della classe IIIB T.P. della Scuola Media Statale di Saletto. Insegnanti: Riccardo Andreoli, Renato Ponzin Il lavoro è alquanto interessante e originale. Esso si basa esclusivamente su carte catastali del Seicento, ricavando una ricerca particolarmente fitta sulla toponomastica dell'epoca, supportata da considerazioni sulle origini e permanenza di alcuni toponimi.

IL NOSTRO TERRITORIO: CONOSCERLO PER VALORIZZARLO elaborato dagli studenti della classe IB della Scuola Media Statale "Giovanni XXII" di Vescovana. Insegnante: Giuseppina Barollo  Gli alunni, seguiti dai loro insegnanti hanno affrontato diversi aspetti del territorio: cartografico storico e attuale, ubicazione degli insediamenti più antichi ed evoluzione del disegno dell'ambiente umanizzato, rilevamento con foto, disegni e notizie di alcune costruzioni notabili nei comuni di Vescovana, Barbona, Granze e Stanghella. Questo è il frutto di un buon lavoro svolto nel tempo prolungato.

EPISODI DELLA RESISTENZA, RICOSTRUITI ATTRAVERSO TESTIMONIANZE ORALI eseguita dagli studenti della classe IIID della Scuola Media Statale di Megliadino S. Vitale. Insegnante: Carla Marchetti I ragazzi hanno intervistato paesani che hanno vissuto in prima persona le atrocità nazi-fasciste, raccogliendo in tal modo una ricca documentazione sul vissuto di un paese della Bassa nel triste periodo dell'ultima guerra. La lettura dell'elaborato è agile e piacevole.

CONOSCERE PER RISPETTARE. PROGETTO DI FORMAZIONE AMBIENTALE eseguita dagli studenti delle classi IB, IC, ID della Scuola Media Statale "G. Zanellato" di Monselice. Insegnanti: Daniela Bertagno, Lucia Destro, Elda Ferrarese, Lauretta Greggio, Giannino Martinello, Raffaele Mascetti, Manuelita Masia, Chiara Padovan, Giuseppe Pavan; La ricerca ha prodotto un libro elegantemente illustrato con schede di descrizione dei dati su tutte le piante arboree scientificamente rilevate e descriutte dell'area verde della scuola. Tale metodica si allarga poi per una analisi storica del popolamento floristico dei Colli Euganei. Il lavoro risulta notevole specialmente per le illustrazioni puntuali e piacevoli.

IL CASONE: LABORATORIO DI CULTURA CONTADINA è stata eseguita dagli alunni delle classi IIIA e IIIB della Scuola Media Statale "Don Paolo Galliero". Insegnanti coordinatori: Guido Marsili, Angelo Tassinato, Mariangela Zerbetto. E' un lavoro ben mirato e proporzionato, correttamente svolto nelle varie fasi, secondo una precisa progettazione. Nella ricerca, che si è snodata su cinque unità didattiche, si è analizzata la documentazione di vario tipo, dalla cartografica, alla bibliografica, dallo scritto d'archivio alla conoscenza oggettiva, con rilevazioni fotografiche, ricostruzioni con materiale plastico, disegni e con riferimenti musicali dell'epoca delle costruzioni notevoli del comune.

TESI DI LAUREA

Sono stati presentati in questa sezione 7 elaborati, dopo un'attenta valutazione da parte della Giuria sono stati premiati:

Raimondo Callegari per la tesi di laurea "Le pale rinascimentali a Padova (1450-1520)"

Mariavaleria Ciato per la tesi di laurea La tesi "Francesco Belli: Osservazioni nel Viaggio (edizione e commento)" di Maria Valeria Ciato, discussa presso la Facoltà di Lettere di Padova (A.A. 1993-94) La tesi offre un utile contributo alla conoscenza della letteratura di viaggio nel XVII secolo in ambiente veneto. Il Belli, un sacerdote e letterato vicentino, pubblica nel 1632 a Venezia il resoconto del viaggio, compiuto nel 1626-27 al seguito di Giorgio Zorzi, ambasciatore della Repubblica Veneta ad Amsterdam ed a Parigi. Alla narrazione si intrecciano digressioni storiche e letterarie, disquisizioni accademiche e ventisette sonetti di vario argomento. Lo studio della dottoressa Ciato si articola in due momenti: nell'introduzione si delinea l'opera del Belli nel contesto del mondo culturale veneto del primo Seicento, quindi si presenta il testo, corredato da un ricco apparato di note (oltre 1100) nelle quali si chiariscono aspetti significativi od oscuri, con una accurata e diligente ricerca che si giova di una ricca bibliografia. L'autrice rivela buone capacità di analisi e chiarezza espositiva che rendono persuasivo il lavoro condotto con serietà di metodo e scrupolosa accuratezza.

LIBRI RIGUARDANTI IL PADOVANO

Sono giunti alla segreteria nei termini indicati nel bando di partecipazione 12 pubblicazioni. La Giuria dopo un'attenta valutazione ha deciso di attribuire il premio a:

Ruggiero Marconato autore di "Civiltà veneta di Terraferma: Loreggia dal medioevo al secolo ventesimo" con la motivazione formualta dal prof. Franco Fasulo Il lavoro Marconato offre i risultati di una laboriosa ricerca di archivio, lontana dai facili effetti che spesso carratterizzano le storie locali. L'autore esamina le trasformazioni del paesaggio agrario e della società di Loreggia come caso esemplare di un paese della terraferma veneta nel corso di secoli (fiumi e mulini, boschi e paludi, colture agricole e fiscalità civile e religiosa, condizioni igienico-sanitarie ed abitazioni, "casoni" e ville venete). Nascono così, sempre sulla base di una rigorosa ricerca di documenti inediti, capitoli esemplari come quello sull'assetto proprietario a Loreggia: attraverso lo spoglio paziente di estimi veneti e di catasti austriaci ed italiani l'autore delinea il formarsi della grande proprietà mobiliare veneziana (Morosini, Gradenigo, Soranzo, Contarini, Giustinian ecc.), della nobiltà padovana (Polcastro) e della loro successiva disgregazione sino al costituirsi nel secolo XIX della grande possidenza israelitica (i Wollemborg che acquistano oltre trecento campi già di Polcastro, I fano l'analoga "possessione" dei Venier ecc.). Si tratta insomma di un lavoro serio e ben documentato che merita di essere segnalato all'attenzione del pubblico dei lettori e degli Enti pubblici (Comuni, Biblioteche, Banche) che finanziano spesso le storie locali. Occorre privilegiare la ricerca d'archivio se si vogliono ottenere libri nuovi e dignitosi, utili all'approfondimento delle conoscenze sul territorio e delle condizioni di vita delle popolazioni venete, in un'ottica non municipalista, che non privilegi le "glorie" locali ma che tenti l'esplorazione di nuovi continenti.

PUBBLICAZIONI RIGUARDANTI LA STORIA VENETA

La giuria ha assegnato il premio a Guido Tigler autore di "Il portale maggiore di San Marco a Venezia. Aspetti iconografici e stilistici dei rilievi duecenteschi" edito dall'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti nel 1995

PREMI SPECIALI PER FEDERICO II

In occasione delle manifestazioni legate all'ottavo centenario della nascita di Federico II, sono stati assegnati due Premi speciali: uno per gli studiosi della storia e della cultura nell'età di Federico II e l'altro per gli studenti della scuola dell'obbligo monselicensi che abbiano svolto una ricerca sul tema: "Federico II, Ezzelino III da Romano e la città di Monselice".

Il premio speciale riservato agli studenti è stato assegnato alla ricerca: UN ANTICO CASTELLO TRA FESTA E QUOTIDIANITA' eseguita dagli alunni delle classi IV della Scuola Elementare "G. Cini". Insegnanti: Mariavaleria Ciato, Rosa Ciliesa, Lorena Finc, Maria Liberni, Sandra Sturaro premiata con la seguente motivazione: Il lavoro consiste in una ricerca su alcuni aspetti di vita medievale, dalla religiosità all'alimentazione, dalle feste a corte alle tecnologie riguardanti la fabbricazione della carta e la preparazione della pergamena. Il tutto viene poi orientato sulle realtà monumentali di Monselice e sui miti medievali del luogo. La ricerca è briosa come le illustrazioni.

La Giuria ha quindi scelto tra gli studiosi, quale vincitore del premio speciale il prof. Gilmo Arnaldi con la motivazione formulate dal prof. Sante Bortolami:

Orientato da sempre verso un impegno intellettuale e una meditazione scientifica di altissimo livello nella fedeltà alla convinzione che, com'egli ha avuto modo di scrivere "quella cui lo storico assolve sia una delle più alte funzioni conoscitive e morali", Gerolamo Arnaldi rappresenta fra gli storici del dopoguerra, a giudizio unanime della giuria dei premi Brunacci, la figura di studioso che ha saputo offrire i più qualificati e persuasivi stimoli per una riconsiderazione complessiva del ruolo e del significato della cultura medioevale in rapporto allo svolgersi della vita politica e sociale della penisola. La larghezza di prospettiva e la finezza dei suoi ormai classici saggi su protagonisti, luoghi, istituti e prodotti del sapere medioevale, indagati costantemente con un senso penetrante del passato vissuto nel presente in forme partecipi ma signorilmente rigorose e vigili, quali si addicono ai rari storici di razza, è di per sé motivo che giustifica riconoscimento che da ben altri e ben più solennemente gli potrebbe essere tributato su un piano generale. Ma la città di Monselice e per essa il mondo dei cultori e degli innamorati della civiltà medioevale presenti oggi nel Veneto intendono con particolare affetto esprimere la loro gratitudine a Girolamo Arnaldi in quest'anno di chiusura delle celebrazioni federiciane anche in altra e più pertinente veste: quella dell'autore di un impareggiabile itinerario di ricerca e di riflessione storiografica intorno a rilevanti tematiche quali le istituzioni scolastiche e universitarie, la storiografia cittadina, le forme di autocoscienza e di legittimazione dei regimi comunali e signorili, il ruolo degli intellettuali di fronte al potere politico, lo sviluppo dei prodotti e dei generi letterari di fronte al moto delle credenze religiose e alle idee filosofiche e sociali; un itinerario, che ci auguriamo non concluso, il quale si è svolto, appunto, dedicando speciali cure proprio a questo lembo d'Italia "che Tagliamento e Adice richiude" (che sappiamo caro ad Arnaldi per varie e non peregrine ragioni) non solo "prima che Federico avesse briga", ma anche durante tutta l'età ezzeliniana e dopo l'uscita di scena dello "stupor mundi". Grazie, di cuore, caro Gilmo, per l'offerta che ci hai fatto d'un confronto durevole con la miglior cultura storica, cioò di cui i nostri studi e in nostro paese hanno estremo bisogno: sarà nostra cura farne tesoro condividendola con l'intera comunità internazionali degli studiosi. Ma grazie, se ce lo consenti, di dirti di noi veneti (Veneziani delle lagune o Marchesani della terraferma) anche per la restituzione che in tal modo hai in qualche misura favorito di noi a noi stessi.