Privilegiumpiccolo

 

Hanno fatto parte della Giuria del Brunacci molti studiosi della storia e cultura veneta che nel corso degli anni si sono alternati nel giudicare le opere in concorso. Per primo citiamo il prof. Sante Bortolami e inoltre: Manlio Cortelazzo, Paolo Preto, Donato Gallo, GianAntonio Cibotto, Camillo Corrain, Lionello Pupi et. Attulmente la giuria è composta dai seguenti studiosi.

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 Giuria durante la 33^ edizione 2018

 
rigonp Antonio RIGON (Presidente) Nato a l'Aquila nel 1941. E' stato allievo di Paolo Sambin, impareggiabile paleografo e storico dell'Ateneo Patavino. Nel dipartimento di storia medioevale e moderna di Padova svolge, con appassionala generosità e raffinata ricerca e competenza una funzione di educazione alla ricerca delle giovani generazioni e di promozione culturale nel campo delle ricerche storiche di cui hanno beneficiato largamente sia studenti sia colleghi. Intensa e fervida è stata, ed è la sua attività di stimolo alla promozione degli studi medioevali, vuoi come direttore o capofila di importanti collane e riviste ( da "Italia sacra" a "quaderni Padovani di storia religiosa", da fonti e ricerche di storia ecclesiastica padovana" fino a "La Venezia francescana", vuoi come organizzatore di convegni, seminari, corsi formativi accanto alle figure più qualificanti della medioevalistica italiana. La sua ormai affermata statura di studioso anche a livello internazionale, è stata riconosciuta anche in occasione di convegni e simposi anche recenti, da Losanna, a Parigi, a Berkley. Centrale nell'impegno di ricerca e nella riflessione storica di Rigon è l'attenzione rigorosa e partecipe all’uomo e alla società del medioevo, intesa quest'ultima non in forma chiusa ma nella sua accezione più vasta in un largo sereno e incessante conflitto con le istituzioni, l’economia, la cultura, la politica del tempo. E in questo medioevo rinchiuso tra l'eremo e la piazza, affollato di santi e abati, di cappellani e preti, ma anche di laici e borghesi, di nobili e contadini si svolge l'originale produzione di Rigon soffermandosi di volta in volta su figure e luoghi della Bassa Padovana: dalla cappella di S. Pietro ai romitori monastici di S. Giovanni evangelista del Monte Ricco e di S. Maria della Vangadizza. Una intensa e appassionata attività che contribuisce ad un suo ben meritato riconoscimento quale Insegna Storia medievale all’Università di Padova. Ha dedicato numerosi studi a istituzioni, religione e vita sociale del medioevo, agli Ordini mendicanti e, in particolare, al francescanesimo. Tra le più recenti pubblicazioni: I problemi religiosi, in Storia di Venezia (1997), Frati Minori e società locali, in Francesco d’Assisi e il primo secolo di storia francescana (1997), Le istituzioni ecclesiastiche della cristianità medioevale, in La società medioevale (1999). Recentemente ha pubblicato un saggio dal titolo Gente d'arme e uomini di chiesa. I Carraresi tra Stato Pontificio e Regno di Napoli (XIV-XV sec.).

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Dario Canzian

Professore associato di Storia medievale presso l’Università di Padova. Ha condotto ricerche sull’ordinamento del territorio, sulle istituzioni politiche e sugli insediamenti medievali in area veneta. Ha studiato inoltre la circolazione di uomini e merci tra le due sponde dell’Adriatico tra XII e XIV secolo.

 

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Chiara Ceschi
Studiosa dell'arte veneta, lavora presso la fondazione Cini di Venezia. E' autrice di molte pubblicazioni sulla storia di Monselice. Collabora alla pubblicazione della rivista "arte veneta" e "Saggi e memorie di storia dell'arte".

 antoniodanielepic Antonio Daniele (Vicepresidente)  - E' nato a Padova il 13 settembre 1946. Ha insegnato, a partire dal 1971, nelle università di Vienna (come lettore), di Padova (come ricercatore), di Cosenza (come associato e ordinario) e infine di Udine dal 1998 (titolare di Storia della lingua italiana e di Filologia italiana). Si è interessato soprattutto di lingua e letteratura italiana del Cinquecento e del Seicento, occupandosi con vari volumi del Tasso e del Dottori. Del padovano Carlo de’ Dottori ha prodotto anche le edizioni critiche dell’Asino e della Galatea. Ha studiato anche autori plurilingui come il Folengo e il Ruzzante. Ultimamente si è interessato della lirica del Trecento, rivolgendo la sua attenzione soprattutto al Petrarca e a Giovanni Dondi dell’Orologio (di cui ha edito un’edizione commentata delle Rime).Si è occupato anche di poesia moderna, facendo l’edizione dell’opera poetica di Romano Pascutto. I suoi scritti più recenti sono La memoria innamorata [dedicato al Petrarca] (Padova-Roma, Antenore, 2005); Magnaboschi [dedicato agli scrittori nella Grande Guerra] (Verona, Cierre, 2006); La guerra di Gadda (Udine, Gaspari, 2009); e alcuni capitoli della nuova Storia letteraria Piccin-Vallardi relativi al Cinquecento (2007). È segretario dell’ Accademia Galileiana di Padova e membro dell’Accademia Olimpica di Vicenza.
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Franco Fasulo
Ha insegnato storia  moderna presso l'Università di Padova e ha seguito con i suoi studenti, l'andamento demografico in età moderna in molti comuni padovani indagando sulla vita sociale nella Repubblica veneta. Ha realizzato molte pubblicazioni storiche

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Riccardo Ghidotti - Nato a Vaiano Cremasco nel 1956. Dal 1988 vive e lavora a Monselice, dapprima come insegnante presso le scuole medie statali “Guinizzelli” e “Zanellato”, poi come operatore turistico e animatore culturale. E’ stato collaboratore del settimanale della Diocesi di Padova “Difesa del Popolo” e del quotidiano “Il Mattino di Padova”. Ha collaborato, per la pagina culturale con il settimanale lombardo “Mondo Padano” e collaboratore con il pedagogo Mario Lodi per la redazione dell’allegato A&B rivista destinata alla didattica scolastica. Critico letterario e critico d’arte. E’ componente della giuria di prestigiosi premi nazionali. Autore di numerose pubblicazioni di carattere storico e divulgativo, tra le quali: Madignano Memorie Storiche (1976), Crema nel tempo (1980), Il Soggiorno veneziano di Francesco d’Assisi (1984), Chiesa e Convento francescano di Villa Verucchio (1988), Sant’Antonio di Padova e il miracolo della donna di Monselice (1995), Come morbide rose (2006), Monselice sacro monte giubilare (2010), “Non Abbandonarli” Ida Lenti Brunelli Giusta tra le Nazioni (2010), Ida Lenti un angelo nella Shoah (2015) Santuario giubilare delle Sette Chiese (2016).Fondatore del coro “Schola gregoriana Monselicense” e dell’Associazione Triveneta degli Amici di Santiago. Ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Monselice dal 1999 al 20o3. Fondatore dell’Associazione Amici dei Musei, ne è attuale Presidente. E’ direttore del Museo Storico di Monselice della Collezione Giuseppe Ruzzante. E’ direttore dell’Accademia di Monselice.Il Presidente della Repubblica l’ha insignito per meriti culturali del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.Ha intessuto rapporti di amicizia con scrittori e artisti del panorama culturale italiano. E’ componente della giuria del Premio Letterario di Monselice.Dal 2006 è nel novero del prestigioso Club Internazionale dei Grandi Viaggiatori del mondo. Dal 2016 componente della giuria dei Premi Brunacci per la Storia veneta, prestigiosa rassegna promossa dal Comune di Monselice.

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Antonio Lovato - Professore associato di "Storia della musica medievale e rinascimentale" presso l'Università di Padova e membro del collegio docenti della Scuola di dottorato in Storia, critica e conservazione dei beni culturali. Dal 1985 è componente del comitato e della segreteria di redazione della rivista «Rassegna Veneta di Studi Musicali».  Dal 2011 dirige la rivista «Musica e Figura». È componente del comitato scientifico ed editoriale per la pubblicazione di «Fonti relative a Testi e Monumenti della Cultura Musicale Veneta».  Dirige le collane «Octaviani Petrutii Forosemproniensis Froctolae», «Octavii Vernitii Opera» e «Fonti e studi per la storia della musica veneta». Ha diretto unità di ricerca nei Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) «Archivio fotografico e catalogo informatico dei manoscritti medievali e rinascimentali di musica e di teoria musicale» (ARCHANGELUS), «Il canto piano con elementi mensurali (1350-1750» (RAPHAEL), «Arti figurative e musica nei periodici di area settentrionale dell'Ottocento e del Novecento: archivio informatico e analisi critica». Dal 1997 è membro del comitato direttivo dell'Istituto per la Storia ecclesiastica padovana. Ha partecipato e organizzato convegni nazionali e internazionali; è autore di numerosi contributi scientifici in riviste e miscellanee, di edizioni critiche, cataloghi e studi monografici sulla musica medievale e rinascimentale, con particolare riguardo all’area veneta, Padova e il suo territorio.

 Magani Fabrizio Magani - Nato a Padova è dirigente nel ruolo dell’attuale Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dal 18 gennaio 2008. Dal giugno 2016, con incarico di livello non generale, dirige la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza; ha diretto fino al 14 aprile 2014, con incarico di funzione dirigenziale di livello generale, la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, svolgendo tale funzione anche oltre la scadenza della proroga e fino al 29 luglio 2014.  E’ stato nominato Vice Direttore generale Vicario per la realizzazione del “Grande Progetto Pompei” e il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
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Walter Panciera - Professore ordinario di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità (DiSSGeA) dell'Università di Padova; coordinatore del corso di dottorato in Studi storici e storico-religiosi dell’Università di Padova dal XXV al XXIX ciclo e membro del Collegio dei docenti e del Consiglio direttivo della Scuola superiore di studi storici, geografici, antropologici degli atenei di Verona, Padova e Venezia (scuola di dottorato interateneo in convenzione, con sede a Padova); responsabile di ateneo per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria per le classi di insegnamento A-12 e A22 (ex A043-A050); membro del Comitato scientifico del progetto di ateneo 'Formazione degli insegnanti'.
Insegna Storia Moderna nel corso di laurea triennale in Storia, Storia della Repubblica di Venezia nel corso di laurea magistrale di Scienze Storiche, Didattica della storia  nel corso di laurea a ciclo unico di Scienze della formazione primaria. Presiede la Commissione didattica del coordinamento delle società storiche, costituita a Roma in seno alla Giunta centrale per gli studi storici.
È membro del Comitato Scientifico della rivista di fascia A «Mediterranea - ricerche storiche» di Palermo, del Consiglio direttivo del Centro interuniversitario per la Storia di Venezia, con sede a Padova e del Consiglio direttivo del CISMEN (Centro interuniversitario di storia marittima e navale), con sede a Genova; fa parte inoltre del comitato scientifico delle collane "Early Modern" - Unicopli di Milano e "Quaderni - Mediterranea ricerche storiche" di Palermo. Socio fondatore della SISEM (Società italiana degli storici dell’età moderna); eletto nel suo Consiglio direttivo per il quadriennio 2008-2011, fa parte ora della sua commissione didattica.
A livello scientifico si è dedicato all'analisi delle strutture economiche, sociali e del lavoro, con riferimento ai secoli XVI-XIX. Le sue indagini includono cruciali aspetti culturali connessi alla dimensione economico-sociale e si estendono anche a questioni di natura politico-istituzionale, con particolare riferimento alla Repubblica di Venezia. Gli studi di storia militare e della tecnologia, sui confini e sulle frontiere, su aspetti di storia della navigazione completano un percorso di ricerca, il cui impatto innovativo è  documentato dalle numerose citazioni e dai contributi anche in lingua inglese e francese apparsi in riviste e sedi editoriali straniere,  e che ha toccato numerosi aspetti della società d’antico regime, cui si sono spesso aggiunti riflessioni e contributi circa la didattica della Storia e la formazione dei docenti..

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Francesco Selmin - Ha insegnato prima nella scuola media inferiore, poi per oltre vent’anni all’ITIS Euganeo di Este, la città in cui risiede dal 1975 e di cui è stato a lungo consigliere comunale. Nel 1987, assieme ai suoi studenti, porta alla luce la storia del campo di concentramento di Vo’ con un opuscolo intitolato Da Este ad Auschwitz. Qualche anno fa è ritornato sull’argomento con il libriccino Verso Auschwitz, uscito nel 2006. Agli inizi degli anni Novanta pubblica la Storia di Este, per i tipi del Poligrafo. Nello stesso periodo fonda con altri la rivista Terra d’Este, che sotto la sua direzione è arrivata al 41° numero. In seguito ha dato alle stampe altre opere quali Il poeta vagabondo, Storie di Baone, Storia del Gabinetto di Lettura di Este, Utita. La fabbrica, le macchine, gli uomini.  Due anni fa ha pubblicato La Resistenza tra Adige e i Colli Euganei, che documenta l’altissimo prezzo pagato dalla Bassa Padovana per la liberazione. Negli anni Novanta ha progettato l’istituzione di un parco letterario dei Colli Euganei, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi abitati e/o raccontati da grandi scrittori italiani e stranieri: da Shelley a Byron, da Montaigne a Foscolo. Ai Colli Euganei ha dedicato recentemente ampie ricerche sfociate nella Guida ai luoghi letterari dei Colli Euganei e nel coordinamento del grande volume I Colli Euganei edito dalla Cierre Edizioni. Nel 2006 ha pubblicato Este. Guida storico-artistica. Nel 2007 ha curato l’edizione di Più forte della paura, il diario di guerra che Maria Carazzolo, una studentessa di Montagnana, tenne dal 1938 al 1947. Con Claudio Grandis ha curato il volume Il Bacchiglione, uscito nel 2008 per i tipi di Cierre. Con lo stesso editore nel 2009 ha pubblicato la Guida dei Colli Euganei. Nel 2011 è uscito Nessun “giusto” per Eva. La Shoah a Padova e nel Padovano (Cierre). Oggi dirige la neonata rivista “Terra e Storia”

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Enrico Zerbinati - Originario di  Fiesso Umbertiano, ricopre la carica di vicepresidente dell’Accademia dei Concordi, consigliere della Deputazione di Storia Patria per le Venezie, redattore della rivista “Wangadicia” e del periodico di divulgazione culturale “l’Adese”. Dagli inizi degli anni Settanta del Novecento è stato consigliere dell’Associazione Culturale Minelliana (fino al 2005) e del Centro Polesano di Studi Storici, Archeologici ed Etnografici (fino all’aprile 2007). Dal 1980 al 2006 è stato redattore della rivista “Padusa”. Ha pubblicato saggi ed articoli di interesse archeologico, epigrafico, storico-topografico e di storia del collezionismo archeologico su varie riviste scientifiche, periodici divulgativi, notiziari: “Acta Concordium”, “Aquileia Nostra”, “Archeologia Viva”, “Archivio Veneto”, “Concordi”, “Epigraphica”, “l’Adese”, “Padusa”, “Quaderni del Gruppo Bassa Padovana”, “Quaderni di Archeologia del Veneto”, “Studi Polesani”, “Terra d’Este”, “Wangadicia”. Tra i suoi lavori si annoverano l’Edizione archeologica della Carta d’Italia al 100.000. Foglio 64. Rovigo (Istituto Geografico Militare Italiano, Firenze 1982) e Il Museo Rodigino dei Silvestri in una raccolta di disegni inediti del Settecento (Minelliana, Rovigo 1982). Ha compilato numerose schede di “carte archeologiche”: Atria. Siti di interesse archeologico in territorio polesano (Amministrazione Provinciale di Rovigo, Rovigo 1989); Carta Archeologica del Veneto, voll. II-III (Franco Cosimo Panini Editore, Modena 1990, 1992), curata dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Padova e dalla Soprintendenza Archeologica per il Veneto e pubblicata sotto il patrocinio della Regione del Veneto (Giunta Regionale - Segreteria Regionale per il Territorio).  Inoltre nel “Corpus delle collezioni archeologiche del vetro nel Veneto” (vol. 4), promosso dalla Giunta Regionale del Veneto e diretto dal prof. Wladimiro Dorigo, ha stilato il catalogo delle Collezioni polesane dei Vetri antichi di racolte concordiesi e polesane (Comitato Nazionale Italiano dell’Association Internationale pour l’Histoire du Verre, Venezia 1998). Una scheda completa delle sue pubblicazioni è disponibile sul sito dell'Accademia dei Concordi di Rovigo.

   
   

 

 

 

 
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