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PREMIO BRUNACCI PER LA STORIA VENETA
 
Vincitori 28 edizione 2011

 

 

 brunacci 2011

 Vincitori della 28^ edizione 2011

  

Le premiazioni hanno avuto luogo domenica 23 ottobre 2011 presso la pieve di Santa Giustina. Mentre sabato 22 e domenica 23 ottobre ha avuto luogo un convegno su "Giovanni Brunacci tra erudizione, storia e accademia nel terzo centenario della nascita (1711-2011)" 

 

Relazione del Presidente, prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, signore e signori,

questa edizione dei Premi Brunacci – Monselice (la ventottesima dalla fondazione) ha una caratteristica tutta particolare: si svolge infatti nell’anno in cui cade il 3° centenario della nascita di Giovanni Brunacci, erudita e storico monselicense che dà il nome alla nostra manifestazione. Il Brunacci nacque infatti a Monselice nella parrocchia di S. Paolo il 2 dicembre del 1711 settimo degli undici figli di Giacomo Brunazzo e Rosa Capello, studiò nel seminario di Padova, all’Università si laureò in teologia, divenne prete e si dedicò inizialmente a studi religiosi, ma presto imboccò la strada delle ricerche d’archivio che percorse con implacabile dedizione.

La storia ecclesiastica di Padova fu il suo principale settore di studi, ma si occupò anche di numismatica, di storia della lingua, delle origini del volgare padovano. Letterato e storico e umanista è considerato il padre della storiografia padovana relativa al medioevo ecclesiastico e civile, fu un uomo di cultura del tutto degno di stare accanto ad altri personaggi importanti nell’ideale galleria di uomini illustri di Padova. A lui, per iniziativa di un gruppo di studiosi animato e coordinato dal prof. Gallo con il patrocinio dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti di Padova e dell’Amministrazione di Monselice, è dedicato un convegno che si è aperto ieri a Padova e proseguirà oggi pomeriggio a Monselice. A lui si ispirati infatti quanti hanno dato vita ai premi e alle innumerevoli iniziative svoltesi nel corso degli anni avendo come criterio di analisi il superamento di ogni localismo nella prospettiva della ricerca storica con l’apertura più ampia possibile al confronto con altre realtà, e il dialogo con i più diversi studiosi. Anche le opere premiate quest’anno vanno in questa direzione e sono state giustificate su questa base.

Complessivamente sono state premiate 40 opere relativamente a quelle destinate ai premi “Celso Carturan” e Vittorio Lazzarini per il 150° dell’Unità d’Italia, riservati alle scuole la Giuria ha potuto constatare la crescente difficoltà in cui versano le scuole e che in parte influisce sulla qualità dei lavori. Mancano di risorse, classi sovraffollate, scoraggiamento degli insegnanti sono la base di questa situazione. A maggior ragione perciò va apprezzata l’opera dei docenti che non si arrendono, che cercano di compiere fino in fondo il proprio dovere, che sanno animare gli alunni e rendere feconda la propria opera educativa anche attraverso lo stimolo della partecipazione ai Premi Brunacci. Quest’anno va segnalata in particolare il fatto non comune della presentazione di un elaborato sull’alluvione del 2 novembre 2010 a Casalserugo e Bovolenta che ha avuto l’onore di essere pubblicata.

L’esclusione delle tesi triennali dal bando di concorso, data la scadente qualità e l’insignificanza della maggior parte di quei lavori presentati nelle Facoltà universitarie e la concentrazione, in bene, sulle altre tipologie di tesi, in particolare quelle di dottorato, ha portato ad un sensibile innalzamento del livello delle opere presentate per il Premio Sambin. Pur dichiarando vincitrice, in grazia di un superiore grado di elaborazione e approfondimento, la tesi di Dilva Princivalli, la Giuria ha segnalato con unanime giudizio di vivo apprezzamento anche i lavori di Alice Pegoraro ed Emilio Fagiani (Premo per le tesi di laurea). Nella sezione del libro padovano la Giuria dichiarando vincitore Francesco Liguori autore di una pregevole monografia sulla bottega dei Tieffenbrucker, prestigiosi costruttori di liuti a Padova, ha voluto allo stesso tempo sottolineare l’importanza e il crescente valore della collana in cui il volume è compreso,

La segnalazione dell’opera di Pier Giovanni Zanetti vuole essere d’altra parte una testimonianza della primitiva valutazione data al lavoro dell’autore sul territorio. Il Premio Sigillum Mons silicis è andato infine a Giampaolo Romanato per il libro su Giacomo Matteotti che ha suscitato vivo interesse anche sulla stampa nazionale e ha il merito di riproporre all’attenzione dei lettori la figura luminosa di un uomo politico di altissima caratura, per molti versi un’emozione sulla storia dell’Italia contemporanea. Meritevoli di essere segnalate sono apparse anche le opere di Liviana Gazzetta sulle organizzazioni femminili cattoliche nelle venezie durante il fascismo e di Francesco Piro Franchi che ha raccolto un’antologia della letteratura risorgimentale di Belluno, Feltre e Cadore. Un trittico opere che confermano felicemente il permanere nel Veneto di una tradizione di studi storici di buon livello a dispetto dei tempi poco propizi alla cultura e a quella storica in particolare.

In ringraziamento per l'impegno in campo culturale dell’Amministrazione comunale di Monselice e l’Assessorato alla cultura hanno sostenuto anche questa edizione dei Premi.

 

VINCITORI 2011

 

Premio Sigillum Monsilicis per la storia e civiltà veneta è stato assegnato a Gianpaolo Romanato, Un italiano diverso. Giacomo Matteotti, Longanesi, 2011

romanato1Questo libro è la prima biografia del deputato socialista selvaggiamente assassinato dal fascismo nel 1924: una biografia politica, dagli esordi oscuri, senza gloria, come organizzatore di leghe contadine e amministratore comunale nelle campagne venete fino alle battaglie tra rivoluzionari e riformisti nel socialismo di inizio Novecento; dall'accanita opposizione all'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale fino ai grandi discorsi parlamentari che ne rivelarono la tempra indomita, le capacità, il coraggio, facendone l'avversario più pericoloso e più temuto da Mussolini. Ma anche biografia umana, intima, costruita su una vasta documentazione inedita e su una minuziosa lettura dell'epistolario con la moglie Velia Titta, sorella del celebre cantante d'opera Titta Ruffo, che rivela i costi immani inflitti alla famiglia dalla sua totale dedizione alla politica. Quest'opera presenta il ritratto completo non solo di un personaggio finora noto quasi soltanto per la morte atroce, pur essendo uno dei pochi miti dell'Italia novecentesca, ma anche un quadro straordinario del Veneto contadino e abbandonato nel quale maturarono tanto la rivolta socialista quanto la reazione fascista. Un saggio documentato, di facile e accattivante lettura, che propone un'Italia insospettata e una grande, straordinaria, indimenticabile figura

MOTIVAZIONE La più recente opera di Gianpaolo Romanato ha l’indiscutibile merito di riproporre all’attenzione dei lettori la figura di un uomo politico che rappresenta un’eccezione nella storia dell’Italia contemporanea. Una di quelle figure di cui in questa fase della vita politica italiana si sente, forse come non mai, la mancanza. Giacomo Matteotti era un italiano “diverso”, come felicemente e giustamente, avverte il titolo. Diverso perché nell’esercizio delle cariche pubbliche (come consigliere comunale, consigliere provinciale, deputato) rifiutò sempre il dilettantismo e la faciloneria, perché detestava l’intransigenza parolaia degli estremisti, anche quando erano suoi compagni di partito. Non a caso Piero Gobetti ravvisò in lui un’intransigenza austera di stampo calvinista. Dopo aver inserito l’ambiente familiare nel difficile contesto economico e sociale del Polesine a cavallo tra Otto e Novecento, Romanato affronta la biografia di Giacomo senza restringerla al ruolo pubblico. Ne indaga infatti anche la dimensione intima, dando largo spazio al rapporto con la moglie e all’esperienza del confino che avrebbe contribuito a umanizzare il rigore della militanza politica. E’ questa attenzione al lato umano il contributo più innovativo e apprezzabile del libro. La parte dedicata al periodo compreso tra il dopoguerra e il martirio ad opera del fascismo, condotta con uno stile scorrevole e teso, è avvincente per la drammaticità della vicenda narrata, ma presenta alcuni punti problematici che meritano di essere discussi e ulteriormente approfonditi: in particolare l’accusa di doppiezza nel comportamento (pompiere a Roma e incendiario in Polesine), dedotta dalle dichiarazioni degli avversari politici, non pare adeguatamente supportata dai documenti; lo stesso si può dire per l’accusa di aver dato una coloritura di “fanatismo settario” alla sua azione politica. In realtà, a ben guardare, tutti i documenti prodotti dallo storico mostrano la grandezza, la modernità e la lungimiranza del politico polesano. Modernità, ad esempio, nell’approccio alla situazione dell’università, a proposito della quale lamentava che ce ne fossero troppe e nessuna specializzata e con un numero abnorme di facoltà di Legge. Lungimiranza poi nel presagire le drammatiche conseguenze della Grande Guerra: “La vittoria della Triplice Intesa preparerebbe inevitabilmente una nuova guerra”. Figura luminosa quella di Matteotti, destinata a resistere a qualsiasi tentativo di revisionismo pseudostoriografico dettato dall’agenda politica. Figura in cui mito e realtà in buona sostanza coincidono. Ed è questo il messaggio che nel complesso il libro di Romanato trasmette al lettore più attento [Francesco Selmin].

Opere segnalate: Liviana Gazzetta, Cattoliche durante il fascismo. Ordine sociale e organizzazioni femminili nelle Venezie. Roma, Viella, 2011; Francesco Piero FRANCHI. La penna, la spada, le bandiere. Antologia ragionata della letteratura risorgimentale di Belluno, Feltre e Cadore. Belluno, Isbrec, 2011.


 

Libro sulla storia padovana Premio "Gaetano Cognolato" assegnato a Francesco LIGUORI. L’Arte del Liuto. Le botteghe dei Tieffenbrucker prestigiosi costruttori di liuti a Padova tra il Cinquecento e il Seicento. Saonara (PD), Il prato, 2010.

liguoriUno spaccato storico, avvincente ed inedito, quello offerto da Francesco Liguori nel suo libro “L’arte del Liuto. Le botteghe dei Tieffenbrucker prestigiosi costruttori di liuti a Padova tra il Cinquecento e il Seicento” (Editrice “Il prato” 2010, collana “I quaderni dell’Artigianto” a cura di Giovanna Baldissin Molli). Tra i tanti artigiani tedeschi immigrati in diverse città della penisola, un ramo dei Tieffenbrucker, proveniente dal villaggio di Tieffenbruck presso Füssen, in Baviera meridionale, si stabilì a Padova dove eccelse, inarrivabilmente, nella raffinata arte del liuto. Artefice principale di strumenti molto ricercati e imitati ancor’oggi dai liutai, fu Wendelin Tieffenbrucker che operò con il nome di Vendelino Venere. Dalla sua bottega uscirono mirabili strumenti ai quali s’interessarono personaggi di spicco, come Galileo Galilei, provetto liutista. Pregno di particolari suggestivi, ancorché drammatici, il rapporto di amicizia tra Vendelino e il celebre liutista Bálint Greff Bakfark, alias Valentino Ongaro, di cui Liguori riporta una breve ed illuminante biografia. Con questo libro, costruito sulla base di numerosi documenti d’archivio, l’autore coinvolge il lettore disvelandogli un mondo sconosciuto e sorprendente.

[MOTIVAZIONE] Lo studioso, grazie a un rigoroso lavoro sulle fonti archivistiche di Padova e Venezia (Registri parrocchiali, Estimi, Archivio Notarile), delinea in maniera esemplare le vicende padovane di una famiglia di liutai bavaresi, immigrati a Venezia e quindi a Padova (1545). Conosciamo così le biografie di Vendelino Venere I°, nato probabilmente a Venezia da Leonardo Tieffenbrucker e poi trasferitosi a lavorare a Padova, i suoi spostamenti abitativi, il secondo matrimonio, il testamento, quella del suo erede universale, il nipote Cristoforo Eberle, del figlio di questi, Vendelino II° (pronipote del primo) morto nel 1643. Si ricostruisce così un quadro significativo della cultura musicale padovana per un secolo, dei liutai tedeschi e dei committenti padovani, senza pregiudizi localistici. La ricerca porta un significativo contributo alla storia della società padovana tra età Rinascimentale e Barocca (Franco Fasulo).

 Segnalato Pier Giovanni ZANETTI, Che più di terra, che di villa, il nome si merita, Verona, Cierre Grafica, 2010.


Tesi di Laurea o di dottorato - Premio "Paolo Sambin" assegnato a Dilva PRINCIVALLI, La scuola di grammatica e di canto della Commissaria Galliera di Tribano tra Rinascimento ed Età Moderna. Università degli studi di Padova. Dipartimento di Storia delle Arti visive e della Musica, Scuola di Dottorato di ricerca in Storia e Critica dei Beni Artistici, Musicali e dello Spettacolo. Direttore della scuola Prof. Alessandro Ballarin, supervisore: Prof. Antonio Lovato.

[MOTIVAZIONE] Il lavoro della Princivalle, come scrive l’autrice nella «Prefazione», «ha come oggetto di studio l’organizzazione scolastica di un’area decentrata della diocesi di Padova dall’età post tridentina al periodo napoleonico. Nello specifico è stata ricostruita l’evoluzione dell’istruzione primaria e musicale di base nella parrocchia di Tribano, garantita dagli inizi del Seicento da una Commissaria istituita per volontà testamentaria dall’arciprete della chiesa di San Martino, monsignor don Paolo Galliero (1550-1627), al fine di stipendiare un organista ed un cappellano con funzioni di maestri di musica e di grammatica per i giovani del paese». Oltre ad illustrare le strutture e il funzionamento della Commissaria Galliera, vengono individuati i momenti fondamentali e più significativi dell’ente, delineando la cronaca delle nomine e delle attività dei vari organisti e cappellani nel Seicento e nel Settecento. Questa prima parte storica, che si chiude con la trattazione riguardante gli organi della chiesa di San Martino e con una ricca bibliografia, è condotta in sei capitoli orditi con il tessuto dell’erudizione e dell’acribia necessarie, tipiche di consimili ricerche: un’erudizione e un’acribia, però, tutt’altro che pedanti o pignolesche, ma accattivanti perché sostenute da una prosa scorrevole, intercalata da ‘sapienti’ e ben ponderate citazioni tratte dai documenti, naturalmente scritti in un godibile volgare d’epoca, di frequente ‘condito’ da gustose espressioni vernacolari. La tesi, basata su sistematiche ricerche d’archivio, in particolare dell’archivio parrocchiale di Tribano (Archivio Galliero), dell’Archivio di Stato di Padova e dell’Archivio della Curia vescovile di Padova, apre inaspettati e illuminanti orizzonti antropologici e sociologici e non si configura come una mera indagine di storia locale, in quanto l’esperienza scolastica e didattica della Commissaria è rapportata al contesto dell’organizzazione dell’insegnamento laico ed ecclesiastico coevo soprattutto nell’area veneta. L’imponente seconda parte è composta dalla trascrizione con annotazioni e apparato critico di ben 754 documenti manoscritti inediti elencati in ordine cronologico, per lo più di carattere contabile e amministrativo: lavoro, questo della seconda parte, altamente meritorio qualora si pensi alla spesso assai precaria condizione dei materiali e al loro ‘disordine’ diacronico

Tesi segnalate

Alice PEGORARO, Monselice. Progetto di valorizzazione dell’argine destro del canale Bisatto. Università degli studi di Padova. Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Edile-Architettura; aa 2010-2011. Relatore: Prof. Enrico Pietrogrande.

Emilio FABBIANI, La pazienza e il giudizio: l’epistula ad Eustochium monialem arreptitiam et ad ceteras sorores di Gerolamo Saligario (XV sec.). Laurea Specialistica in Storia medievale conseguita presso l'Università di Padova. aa 2009-2010 . Relatore : Prof. Antonio Rigon , Correlatore Prof. Donato Gallo

 


Ricerche per le scuole dell'obbligo Premio "Celso Carturan" destinato alle ricerche storiche delle scuole primarie

ARQUA’ PETRARCA ­ Alla scoperta di un meraviglioso borgo: Arquà Petrarca. Cl V^ della scuola primaria “A. Naccari” di Arquà Petrarca. Insegnanti: Adelina Liviero e Rosa Nettis. Il lavoro è assai pregevole e riccamente illustrato dai bambini con immagini che raccontano la storia della città del Petrarca. La ricerca di proverbi e detti del luogo è molto interessante. L’elaborato presentato raccoglie le fantasie investigative dei giovani studiosi con grazia e gusto.

CASALSERUGO - Le giostrine sembrano paperelle che nuotano. Testi e fotografie sull’alluvione del 2 novembre 2010 a Casalserugo e Bovolenta. A cura di Francesco Bottaro. Il racconto costituisce una ricca documentazione orale degli alunni che hanno vissuto gli eventi alluvionali a Casalserugo e Bovolenta. Emergono dall’elaborato le emozioni e i vissuti dei ragazzi che diventeranno, grazie a questa pubblicazione, un prezioso documento sulla storia della loro comunità.

MONSELICE – Emozioni, sentimenti, paura …e immagini della nostra città e del territorio ad essi legati. Classe 3^ della scuola primaria “Diego Valeri” di Monselice. Insegnanti: Anna Maria Gargano e Maria Beatrice Grosselle. Un insieme di pensieri, emozioni, gioie, paure alimentate dall’immaginario naturale degli alunni rendono la ricerca assai emozionante ed intrigante. Bellissime sono le illustrazioni che accompagnano i pensieri dei ragazzi e che contribuiscono a rendere l’elaborato gradevole e speciale quasi racchiudesse l’inconscio dei giovani allievi.

MONSELICE - I colori della contrada di Marendole. Scuola per l’infanzia “Giuseppe Cantele” di Marendole. Insegnanti: Antonella Macchion e Francesca Bevilacqua. Il lavoro ha dato ampio spazio all’immaginario iconografico degli alunni, che mediante vivaci disegni ottenuti con vari materiali hanno trasportato su carta i personaggi che sfilano per la contrada di Marendole. Complessivamente il lavoro si presenta in modo piacevole e grazioso.


MONTAGNANA – Itinerario turistico : alla scoperta di Montagnana. GiocoGiroCittà. Classi 4^ e 5^ della scuola primaria “Massimo d’Azeglio” di Montagnana. Insegnanti: Erminia Da Costa, Claudia Moro e Daniela Reuspi. Il lavoro può considerarsi ottimo sia dal punto di vista didattico che educativo in quanto mira al recupero delle conoscenze storiche locali. La ricerca si fa apprezzare soprattutto perché si prefigge di sensibilizzare i ragazzi sugli aspetti artistici e monumentali del loro vivere quotidiano. Un lavoro originale che merita un giusto riconoscimento.

OSPEDALETTO EUGANEO – Giochi conte filastrocche del tempo dei nostri nonni. Classe 2^ B della scuola Primaria “G. B Ferrari” di Ospedaletto Euganeo. Insegnante Lorenzina Grifalconi. Gli alunni si sono cimentati nella ricerca della documentazione relativa ai giochi e ai giocattoli di un tempo, intervistando nonni e genitori. Il lavoro è ampiamente illustrato con disegni che rendono gradevole e vivace l’intero elaborato.

SAN PIETRO VIMINARIO – Ogni frutto a la so stagione. San Pietro Viminario: la terra, il frutto, il gusto. Scuola Primaria “San Giovanni Bosco” di San Pietro Viminario. Insegnante coordinatrice Valda Bertazzo. Alunni e le docenti del plesso scolastico della “scuola Primaria” hanno collaborato in questa ricerca con buoni risultati. Assai interessante è la ricerca sull’alimentazione, con approfondimenti nell’economia del conservano. La qualità dell’elaborato è buona.

SANT’ELENA, Con le mani nella storia. La scoperta del P38 Lightning e il ritrovamento del suo pilota. Ricerca eseguita da Gianluca Folli e Sergio Martinello dell’Istituto Comprensivo di Villa Estense. Il lavoro è il preciso apporto degli alunni sulla ricerca dell’aereo abbattuto nel natale del 1943, i cui resti sono caduti nella vicina Vighizzolo. I pezzi d’aereo sono diventati un laboratorio d’indagine per la ricerca di Gianluca. Il tutto è stato affrontato in modo corretto e minuzioso ed è diventato un motivo di ricerca sugli armamenti e sul tipo di aerei da caccia e da bombardamento americani e sui prigionieri degli aerei abbattuti.

SOLESINO – Andavo a cento all’ora. Classi 1^ e 3^ B coordinate dall’insegnante Maria Vittoria Liviero dell’Istituto Comprensivo di Solesino. L’elaborato tocca il tema della ripresa economica dell’Italia negli anni Sessanta, intrecciata con la storia delle prime utilitarie, delle moto e dei camioncini utilizzati per il commercio ambulante di molti abitanti di Solesino. La documentazione è ampia e ben illustrata.


Ricerche per le scuole dell'obbligo Premio "Mario Baccan"

MONSELICE – Dal documento storico all’analisi scientifica: i pesci del laghetto di Arquà e dell’area dei colli Euganei Classe 3^ della scuola primaria “Diego Valeri” di Monselice. Insegnanti: Anna Maria Gargano e Maria Beatrice Grosselle. La ricerca è una vivace e colorata indagine naturalistica sul laghetto della Costa. Gli alunni partono da una antica leggenda per soffermarsi ad esaminare i pesci dei colli euganei. Purtroppo devono prendere atto che molte specie originarie sono scomparse a causa del cambiamento dell’habit. Complessivamente l’elaborato risulta buono.

 

Ricerche sul 150^ anniversario dell'unità d'Italia Premio "Vittorio Lazzarin" Quest’anno, in occasione della ricorrenza del 150^ dell’Unità d’Italia, sono state invitate le scuole del territorio a realizzare delle ricerche che ricordano l’avvenimento. Complessivamente la giuria ha ritenuto meritevole di segnalazione le seguenti ricerche


GRANZE – Dalla sofferenza, alla speranza. In ricordo dei 150 anni dell’unità d’Italia. Classe V^ della scuola primaria “B. Croce” di Granze. Istituto comprensivo di Solesino. Coordinanti: Emanuela Rizzi e Bertilla Targa.Il lavoro, raccolto in un elaborato illustrato e in un CD, è stato suggerito dalla celebrazione del 4 novembre durante la quale si ricordano i caduti di tutte le guerra. La ricerca risulta assai documentata con interviste ai nonni e con lo studio di documenti antichi senza trascurare le canzoni della resistenza.

MONSELICE - 150 ANNI ! Auguri Italia. Classe 3^ della scuola primaria “G. Cini” di Monselice. Insegnanti: Fabiola Sigolotto e Renata Granzarolo. E’ una ricerca svolta dagli alunni della classe III, della Scuola primaria “Giorgio Cini”, suggerita dalla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La partecipazione degli alunni, con disegni ed osservazioni sulla Costituzione, sulla storia della bandiera nazionale, sull’inno è molto sentito. Il risultato finale è assai gradevole e gli obiettivi pienamente raggiunti.

MONSELICE - Calendario 2012. L’Italia unita: Ieri Oggi Domani . Classi 4^ A e B della scuola primaria “Giorgio Cini” di Monselice. Insegnanti: Federica Baccan, Fabiola Bortolami, Aquilina Fabbri, Paola Marinetti, Carla Montelatici, Monica Russo, Monica Zuccolo e Fiocco Silvia.

 

Per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia i ragazzi di IV elementare della Scuola Primaria” Giorgio Cini” hanno realizzato un grazioso calendario corredato di immagini, canzoni e poesie riferiti al testo della Costituzione. È una indovinata ricerca realizzata con creatività e spirito artistico.

SANT’ELENA – Padova e provincia: frammenti d’Unità. Classe 3^ della scuola media di Sant’Elena. Insegnante: Renato Toschetti. Lavoro ben organizzato che ha portato i ragazzi a scoprire personaggi e momenti del loro recente passato. Ricche di fascino sono le interviste ai loro nonni e assai gustose sono le lunghe chiacchierate con le vecchie maestre che da sempre conservano la memoria della comunità. Complimenti ai ragazzi per l’ottimo lavoro storico.