La storia della parrocchia di Pra’ d’Este nell’opera di Rodolfo Temporin e Stefano Baccini

La storia della parrocchia di Pra’ d’Este nell’opera di Rodolfo Temporin e Stefano Baccini

Racconta la storia di una parrocchia il libro La chiesa della SS. Trinità di Pra’ d’Este nei secoli… curato dal professor Rodolfo Temporin e dal direttore della Biblioteca civica di Este Stefano Baccini con la collaborazione di Rina Berni Temporin ed edito dalla stessa parrocchia di Pra’ nel 2018, in occasione del suo novantesimo anniversario. Una comunità piccola, composta da circa 500 anime, ma ancora ricca di vita, di solidarietà, di relazioni semplici e autentiche. L’opera, corredata da diverse fotografie di oggi e di ieri, è stata realizzata mediante un consistente lavoro di ricerca svolto all’interno dell’archivio parrocchiale e non solo. Si compone di sei capitoli e ha partecipato al Premio Brunacci 2019.

La trattazione prende le mosse da alcune notizie di carattere storico sul borgo di Pra’, forma abbreviata dal sostantivo latino pratum (prato). Il territorio della frazione era abitato già in epoca paleoveneta e romana, come si evince da vari reperti. Uno di questi, scoperto nel 1770, è costituito da un’urna di cristallo che conteneva ceneri umane, un vasetto lagrimatorio, una lucerna e un’antica moneta di metallo. Incerta invece l’origine della chiesa pratense: forse fondata da un membro della casata dei marchesi d’Este, il primo documento che ne attesta l’esistenza è del 1144.

Seguono una cronostoria degli eventi più rilevanti che hanno interessato nei secoli la parrocchia, il resoconto delle principali visite pastorali ricevute, una dettagliata descrizione dell’edificio religioso, un capitolo dedicato all’antico e al nuovo cimitero. Si riserva inoltre uno spazio importante alle alle opere d’arte custodite nella chiesa: tra queste la pala che raffigura la Sacra Famiglia con San Giovannino e Sant’Apollonia, di scuola veneta, risalente alla prima metà del Seicento.

Per quanto riguarda le numerose epigrafi, la più antica rimasta oggi nella parrocchiale di Pra’ è posizionata a sinistra di chi entra dalla porta maggiore, sotto la cantoria. E’ una lapide marmorea, in latino, e ricorda la donazione fatta dalla famiglia veneziana Boldù. Sempre sotto la cantoria, sulla destra, un’altra targa riporta i nomi dei parroci che si sono susseguiti dalla fondazione. L’ultimo capitolo del volume fornisce di questi un elenco completo, desunto dalle relazioni delle visite pastorali e dai registri presenti nell’archivio parrocchiale.