Lingua e toponomastica nell’arco alpino orientale

LINGUA E TOPONOMASTICA. Percorsi di toponomastica nell’arco alpino orientale, curato da Ester Cason e Maria Teresa Vigolo, edito da Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna nel 2019.

Partecipa alla 35° edizione del Premio Brunacci 2020: Lingua e toponomastica. Percorsi di toponomastica nell’arco alpino orientale, curato da Ester Cason e Maria Teresa Vigolo, edito da Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna nel 2019.

Il libro ci porta nel mondo dei toponimi e degli gli oronimi che costellano le montagne dolomitiche. Ci spiega da cosa derivano i nomi di paesi come Alnét o Ciarpenét o Baselga di Piné o del fiume Reno e del rio Rin. Nel volume sono contenute alcune riposte a queste domande e viene offerto al lettore un percorso sui nomi di luogo dell’arco alpino orientale. I toponimi sono una specie di “fossile” in cui rimane depositata la storia di un determinato luogo, la sua caratterizzazione geografica, talvolta la sua economia: analizzarli e comprenderne l’etimologia rappresenta un esercizio interessante, una scienza riservata ai glottologi, ma di grande fascino per tutti. Dopo una panoramica sui principali toponimi delle aree venete e ladine, trentine e friulane, opera di promotori di progetti di ampio respiro e grande valore documentario. Il libro si conclude con un omaggio al femminile dedicato soprattutto alle donne di montagna, che pur nel loro ‘silenzio’ hanno fatto la storia (tratto dalla quarta di copertina).

Maria Teresa Vigolo è stata allieva di Giovan Battista Pellegrini e si è occupata di storia ed etimologia del lessico dei dialetti italiani, di geografia linguistica e toponomastica; è ricercatrice associata all’ Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR e docente del DiSLL; collabora con la Fondazione G. Angelini.

Ester Cason è stata insegnante di Educazione linguistica all’interno del GISCEL ed è responsabile della collana “Oronimi Bellunesi” del Centro Studi sulla Montagna della Fondazione G. Angelini, di cui ha curato i principali volumi sulla bellezza e fragilità dell’ambiente montano.