Paolo Bonaldi segnalato per il libro “Di fronte alla Grande Guerra”

Paolo Bonaldi, DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA. La neutralità nella politica e nella società della provincia di Padova attraverso la pubblicistica locale

Le celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale si avviano ormai alla conclusione e lasciano dietro di sè una miriade di saggi, articoli, pamphlets, memorie, resoconti, diari e relazioni su degli eventi epocali della nostra storia. Ben prima di questa febbre, uno storico britannico aveva contato in più di 25 000 gli articoli e le monografie scientifiche dedicate alla Grande guerra. Davanti a una tale mole di scritti, potrebbe sembrare quantomeno pretenzioso un ulteriore libro su questi temi. In realtà, se è sempre presente il rischio di perdersi disorientati nella massa della produzione storiografica, non da meno è il pericolo di vedere la Grande guerra come un evento astratto e lontano, molto più vicino alla grande politica delle cancellerie europee e alle insensate decisioni dei vertici militari, piuttosto che alla vita quotidiana degli uomini e delle donne che quella immane tragedia l’hanno vissuta sulla propria pelle. Ben venga quindi questo breve libro di Paolo Bonaldi che offre uno spaccato a tutto tondo sulla vita di padovani e padovane alla vigilia della fatidica decisione del maggio 1915. Attraverso un approccio che coniuga lo spoglio sistematico dei giornali cittadini e l’analisi dei documenti d’archivio, Bonaldi cerca di delineare le ragioni- opposte e confliggenti- con cui ci si avvicina all’entrata in guerra, con uno sguardo attento soprattutto alle motivazioni politiche e agli attori della Padova di quel tempo. E Bonaldi porta avanti la sua analisi con l’umiltà e il profondo rispetto per le fonti dello storico non accademico, ricostruendo con precisione e puntualità il susseguirsi degli eventi, le polemiche e le contro-polemiche, le mobilitazioni irredentiste e le rare contromanifestazioni socialiste, il giubilo irresponsabile degli interventisti e la rassegnazione dei lavoratori. A Padova come altrove, la soddisfazione del prefetto che il 23 maggio informa il ministero dell’Interno che l’entrata in guerra è stata accolta “con patriottiche grida di evviva e con manifestazioni di giubilo. Gli irredenti, numerosi a Padova, furono baciati ed abbracciati fraternamente e colmati di affettuose feste…”, non sarà altro che un viatico ai lutti che di lì a poco colpiranno le famiglie italiane. Lo preconizzava, con lucidità, un editoriale del giornale socialista L’Eco dei lavoratori del 19 settembre 1914, a poche settimane dall’inizio del conflitto e otto mesi prima dell’entrata in guerra dell’Italia: ” La guerra continua atroce, il sangue umano finora sparso potrebbe senza iperbole formare un fiume scorrente al mare. Quanti di quei poveri soldati popolani ne sanno il perchè?”.

A questa inquietante domanda a cui, ad oggi, è ancora difficile dare una risposta, nel suo piccolo Bonaldi cerca di replicare, attraverso una trattazione esaustiva del pensiero e delle posizioni dei principali attori politici della città. Certo, davanti al bellicismo di molti nazionalisti, la voce in difesa dei lavoratori portata avanti al partito socialista e, in parte dal mondo cattolico, era spesso messo in sordina, ma non per questo non sono degne di essere ricordate. Paradossalmente nel clima inebriato di nazionalismo di quei giorni, la voce che viene dagli organi neutralisti si rivela, allo sguardo distaccato di oggi, la più lucida e realista. La spietata disciplina a cui saranno sotto posti i richiamati, le carneficine del Carso e del fronte alpino, l’oltre mezzo milione di morti e le centinaia di migliaia di mutilati e feriti, di orfani e vedove lasceranno un segno indelebile nella storia italiana, e preconizzeranno opposte fratture e contrapposizioni. Anche qui, con anticipo, L’Eco dei lavoratori aveva condannato- il 22 maggio 1915- la folle scelta del governo Salandra, con un avvertimento che, all’indomani della guerra vinta non risulterà ancora sopito: “la guerra il popolo non la vuole, perché non la sente. Il Governo potrà disporre dei nostri corpi, giammai delle nostre anime”.

Rileggere i giornali e i documenti di allora offre quindi l’opportunità di immedesimarsi con i protagonisti, rivivere- per quanto sbiadito dal tempo e dalla distanza- il clima cittadino e al tempo stesso europeo, maturare la consapevolezza dell’importanza dell’opposizione civile e critica. L’agile libro di Paolo Bonaldi offre a noi tutti la rara opportunità di tuffarsi nella Padova di quei mesi cruciali, e risulterà una importante lettura tanto per il cittadino interessato e critico, quanto per lo storico che vi troverà anche uno strumento di lavoro utile e apprezzabile ( Matteo Millan, Vicedirettore del centro studi Ettore Luccini).

L’opera è stata segnalata dalla Giuria dei premi brunacci 2019.

Paolo Bonaldi, DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA. La neutralità nella politica e nella società della provincia di Padova attraverso la pubblicistica locale

 

Paolo Bonaldi. Nato a Battaglia Terme. Da poco in pensione, ex dipendente Azienda Elettrica Nazionale. Ha ricoperto per molti anni incarichi sindacali di categoria a livello provinciale. Più volte Consigliere Comunale ed Amministratore nel Comune di Battaglia Terme e nel Comitato Esecutivo dell’Ente Parco Colli Euganei. Ricercatore ed appassionato di storia e storie locali. Collaboratore volontario del Centro Studi Ettore Luccini di Padova. Ha svolto attività culturale con il Comune e la Biblioteca di Battaglia. Con la Rivista Terra e Storia diretta da Francesco Selmin ha pubblicato alcune biografie di personaggi politici della storia locale.