Rallo, Cunico e Azzi Visentini con ‘Paesaggi di villa’ si aggiudicano la sezione speciale sulla civiltà delle ville venete del Premio Brunacci 2019

Rallo, Cunico e Azzi Visentini con 'Paesaggi di villa' si aggiudicano la sezione speciale sulla civiltà delle ville venete del Premio Brunacci 2019

Rallo, Cunico e Azzi Visentini con ‘Paesaggi di villa’ si aggiudicano la sezione speciale sulla civiltà delle ville venete del Premio Brunacci 2019

E’ stato assegnato a Giuseppe Rallo, Mariapia Cunico e Margherita Azzi Visentini per il volume Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto (Istituto regionale per le ville venete, Marsilio 2015) il premio speciale sulla Civiltà delle ville venete dei Brunacci 2019. Domenica 19 gennaio 2020 i tre autori, rispettivamente direttore architetto presso la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, professoressa associata all’Università Iuav di Venezia e docente di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano, sono stati chiamati sul palco dell’Auditorium Kennedy per ricevere il significativo riconoscimento. Nell’occasione hanno avuto modo di descrivere in breve il loro libro, ricco anche di suggestive immagini di alcune delle più importanti dimore storiche della nostra regione.

La villa veneta è dunque al centro dell’attenzione di Rallo, Cunico e Azzi Visentini. Un fenomeno che per molti aspetti, dal numero di edifici diffusi in maniera capillare alla loro bellezza sul piano architettonico e artistico, non ha eguali nella civiltà occidentale. Un fenomeno che dalla metà del Quattrocento si è profondamente intrecciato con l’evoluzione del paesaggio, fino a costituire veri e propri sistemi territoriali. L’opera vuole illustrare il rapporto fra gli insediamenti e i caratteri geomorfologici dei luoghi. Le reciproche interazioni tra le dimore storiche e gli spazi aperti circostanti hanno infatti lasciato tracce evidenti, determinando una sorta di scambio: la villa come elemento che qualifica il paesaggio e il paesaggio come indispensabile cornice visuale della villa stessa.

Nel volume trova ampio spazio anche villa Emo, che sorge a Monselice lungo il canale Battaglia, in località Rivella. Gli autori ripercorrono in modo minuzioso e puntuale la storia di questo complesso, che ebbe origine probabilmente verso la fine del Quattrocento. L’elegante edificio padronale, attribuito a Vincenzo Scamozzi, venne completato invece nel 1588. Si descrivono i vari passaggi di proprietà, il rapporto della villa con le vicine vie d’acqua, l’articolazione dei suoi spazi e il restauro avviato negli anni Sessanta dalla moglie di Andrea Emo, Giuseppina Pignatelli. Il libro offre poi alcune magnifiche vedute aeree del luogo, che fanno percepire come davvero il complesso si sia sviluppato in armonia con il paesaggio circostante.

La giuria presieduta dal professor Antonio Rigon ha riconosciuto numerosi meriti al lavoro di Rallo, Cunico e Azzi Visentini, che si sono dimostrati abili nell’individuare nuove e interessanti chiavi di lettura su un argomento piuttosto battuto dalla pubblicistica. Gli autori mettono in evidenza nelle loro pagine che la terra, l’acqua, la pietra, il verde, l’aria sono elementi costitutivi dell’interpretazione dell’ambiente di villa. Molto apprezzate anche dalla commissione sono state le originali fotografie in volo di Stefano Maruzzo: grazie a queste e all’esame della cartografia storica è possibile riflettere sulle trasformazioni del paesaggio veneto nel tempo.

Proponiamo di seguito una breve intervista a Mariapia Cunico.

Vi aspettavate di vincere il Premio Brunacci? : Vincere un Premio così prestigioso è stata una gioia inaspettata.

Come e perchè è nato questo libro? : Il volume è nato innanzitutto da una grande amicizia che lega noi tre autori: abbiamo sentito l’esigenza di far conoscere il valore del paesaggio della Villa veneta, soprattutto i suoi giardini, i suoi orti, le sue campagne, ogni elemento che concorre a creare questo unicum straordinario e irripetibile.

In che modo avete organizzato tra voi autori il lavoro di ricerca e stesura del volume? Quanto tempo avete impiegato?  : Abbiamo lavorato circa cinque anni mettendo insieme competenze diverse, di carattere storico, architettonico, paesaggistico. Abbiamo fatto molti sopralluoghi, passato molte ore negli archivi, conosciuto proprietari appassionati e disponibili ad aprire le ville e i giardini e a farci conoscere tante storie che hanno aggiunto molto sapere e attualità.

Le ville venete in generale oggi sono sufficientemente conosciute e valorizzate? Cosa rappresentano o possono rappresentare per la nostra Regione? : Alcune ville sono molto conosciute e apprezzate, ma manca quasi del tutto un sistema che le metta in rete, dando la possibilità a uno studioso o anche a un semplice visitatore di conoscere più elementi, ville, giardini, campagne, di capire il senso della loro collocazione rispetto a un corso d’acqua, alla presenza di un borgo, di un’attività, di preesistenze storiche. Un paesaggio “di strati” che, nel caso della Villa veneta, è davvero incredibile nella sua bellezza e nella sua complessità e andrebbe conosciuto come sistema e non episodicamente.

Complimenti a tutti

Paesaggi di villa