Vincitori 19 edizione 2002

Filiberto Agostini

PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA

I VINCITORI DELLA 19^ EDIZIONE 2002

La proclamazione dei vincitori ha avuto luogo domenica 27 ottobre 2002 presso il Duomo vecchio di Monselice. La cerimonia è iniziata con un saggio di musica degli studenti del corso della sperimentazione musicale dell’Istituto comprensivo G. Zanellato. Hanno partecipato complessivamente 49 opere suddivise nelle varie sezioni. Hanno contribuito alla realizzazione della 19^ edizione la Regione Veneto, gli Amici dei Musei – sez. di Monselice e la pasticceria Lazzarin di Monselice. La giuria era composta da: Antonio Rigon (presidente), Chiara Ceschi, Gian Antonio Cibotto, Camillo Corrain, Manlio Cortelazzo, Franco Fasulo, Riccardo Ghidotti, Enrico Zerbinati e Flaviano Rossetto (segretario).

Premiazione 2002

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Cari ragazzi autorità signore e signori da 19 anni i Premi Brunacci vivono lontani dai riflettori dei grandi mezzi di comunicazione, dalle TV e dai circuiti mediatici. Da 19 anni la Giuria svolge i1 proprio lavoro, valutando libri, tesi di laurea, ricerche condotte nella scuola dell’obbligo con impegno. Come in un rito festoso ci si ritrova ogni anno in autunno per rendere omaggio attraverso i premi, a chi si è distinto negli studi sulla storia e nella natura veneta. Stampa e televisione ormai sollecite sul reclamizzare altre iniziative e manifestazioni a basso contenuto culturale sono per noi avare di attenzione. E tuttavia qui a Monselice l’appuntamento autunnale (il nostro appuntamento) è atteso e accolto con simpatia e partecipazione; i1 mondo della scuola risponde e c’è fermento attorno ai Brunacci che sempre più interessano gli studiosi, le università, i tanti n’cercatori e gruppi di ricercatori impegnati nell’indagine storica, nella valorizzazione della storia locale, nel recupero e nella salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali. Anche l’edizione 2002 ne è una conferma.

Sono pervenuti 19 lavori della scuola dell’obbligo (Anguillara, Este, Megliadino S. Fidenzio, Monselice, Pozzonovo, Solesino, Tribano); 8 tesi di laurea discusse nelle Università di Padova e di Bologna presso le Facoltà di Lettere, Scienze della formazione, Scienze Politiche, Economia); 1 lavoro ad esse assimilabile; 19 libri su varie epoche e aspetti diversi della storia veneta. Circa i lavori presentati nella sezione riservata alla Scuola dell’obbligo la Giuria rinnova i1 proprio apprezzamento per la valorizzazione da parte degli insegnanti della storia locale intera come via per la formazione civile e culturale dei giovani. Anche quest’anno si conferma la qualità spesso eccellente dei testi e la raffinatezza grafica di molti elaborati. Ne consegua una menzione di lode per il lavoro svolto, ma anche una viva raccomandazione ai docenti a intervenire i1 meno possibile sulla stesura dei testi, a dare il massimo spazio alla spontaneità dei ragazzi, ad evitare l’eccesso nell’uso di strumenti offerti dalla modema tecnologia informatica che talora appesantisce e riduce a pura ulteriore la ricerca. Pur in una fase di difficile transizione l’Università sa ancora promuovere la ricerca stessa e giovani valenti. Lo dimostrano anche le tesi di laurea presentate per quanto l’originalità e la qualità complessiva di alcuni lavori ha indotto la Giuria ad assegnare 3 premi ex equo invece dei 2 previsti.

Un segnale importante dello sforzo del mondo accademico di intraprendere con più dedizione la via della alta divulgazione, della trasmissione del sapere anche per i non addetti ai lavori è rappresentato dal volume collettivo curato da Pietro Del Negro sulla storia dell’Università di Padova che ha ottenuto il Premio riguardante il Padovano, rispondendo in maniera del tutto congrua alla richiesta di serietà e di metodo e di apertura ad un vasto pubblico di lettori prevista dal bando.

Accanto all’opera premiata la Giuria ha ritenuto quest’anno di segnalare anche il volume Palazzo Prerorio, a cura di Giuliana Ericani Cittadella, Biblios 2002, e il libro Palazzo Gradenigo, Villa Veneta in Piove di Sacco a cura di Mario Miotto, edito dell’Associazione Amici del Gradenigo di Piove di Sacco 2001, riconoscendo in essi validità di contenuti ed encomiabili finalità di valorizzazione a difesa di monumenti e patrimoni d’arte.

Il premio relativo ad un libro di storia Veneta è stato assegnato all’opera di Filiberto Agostani su Istituzioni ecclesiastiche e potere politico in area veneta (1754 1866) Venezia, Marsilio 2002, che oltre a in alto grado i requisiti di novità e larghezza di risultati scientifici previsti dal bando, onora una scuola storiogratìca (quella di Gabriele De Raia e Angelo Trambarin) cui molto deve la storiografìa veneta degli ultimi decenni. Quest’anno c’è una novità rispetto alle precedenti edizioni: ai tradizionali premi si aggiunge il premio Sigillo Monsilicis. La Giuria dei Brunacci ha sempre mirato a riconoscere e premiare i meriti di chi lungo molti anni (vite intere) si è dedicato agli studi sulla storia e sulla cultura veneta con risultati di sicuro valore e prestigio. La Giuria ha anche cercato sempre di incoraggiare giovani promesse. E’ questo il senso del premio conferito a Giancarlo Marinelli già distintosi ad alto livello per la sua attività letteraria e culturale riguardo al Veneto. Il Premio è anche un sincero augurio per lui. Queste sono le decisioni prese nelle riunioni della Giuria, vivaci e ricche di appassionate dispute del 5 e 25 settembre 2002.

Non posso concludere questa relazione senza aver ringraziato la regione Veneto, l’Amministrazione di Monselice, l’Assessore Ghidotti sempre attento e disponibile nei nostri confronti, gli sponsor (Amici dei Musei, Pasticceria Lazzarin) che hanno sostenuto validamente anche questa 19^ edizione dei Premi Brunacci.

La giuria ha assegnato il Premio sigillo Monsilicis a Giancarlo Marinelli, finalista al premio Campiello 2002, per la sua opera Dopo l’amore edita da Ugo Guanda nel 2002.

Libro per la storia veneta. Hanno pertecipato a questa sezione del premio 20 pubblicazioni. La giuria unanime ha attribuito il premio a Filiberto Agostini, Istituzioni ecclesiastiche e potere politico in area veneta (1754-1866), Venezia, Marsilio 2002. Il saggio si propone di analizzare il rapporto tra chiese e organismi statali, tra religione e politica nell’area veneta, nel lungo periodo che da metà del Settecento giunge a oltre metà dell’Ottocento: oltre un secolo di storia, segnata dalla fine della Repubblica di Venezia, dalla dominazione giacobina-napoleonica e austriaca, dal Quarantotto e dall’annessione del Veneto al Regno d’Italia.

MOTIVAZIONE: L’autore esamina i rapporti tra religione e politica, tra chiese diocesane e organismi statali nel secolo che segna il trapasso tra l’ancien règime e il Regno d’Italia, attraverso un’ampia ricerca negli archivi veneti statali e di curia, fonti edite e ricca bibliografia. E’ un lavoro imponente, oltre 600 pagine, con una densa appendice documentaria, tabelle, grafici, cartine, è uno strumento di ricerca e di consultazione indispensabile per studiosi e appassionati cultori di storia non solo veneta. Lunghi anni di fatica e una intelligenza lucida hanno prodotto un libro che si segnala come modello di serietà scientifica a quanti vogliono dedicarsi agli studi storici nel solco della tradizione del Brunacci e non si lasciano abbagliare dai facili successi degli autori di moda.

Opere segnalate

Elena Maria Duso (a cura di), Rime di Giovanni Quirini, Antenore, 2002 MOTIVAZIONE: La dott. Elena Maria Duso non ha risparmiato fatiche per rendere nota, in un’accurata edizione critica, l’opera poetica del veneziano Giovanni Querini, nato verso il 1285 e morto nel 1333. Si tratta di un autore certamente di secondo piano, che ha composto rime di varia natura, ma l’interesse degli studiosi, specialmente a partire dall’Ottocento, si è concentrato soprattutto su quelle che riguardano direttamente o indirettamente il suo illustre contemporaneo Dante, di cui il Querini fu un grande ammiratore e un attento e discreto imitatore. La curatrice delle Rime, operando la scelta critica fra i numerosi manoscriti dei cento sonetti quiriniani del codice ritenuto più fedele, integrati da altri nove tratti da fonti diverse e da alcuni dubbi, ha corredato ciascun componimento di una breve introduzione esplicativa dl contenuto e dell’occasione che l’ha ispirato e di un particolareggiato apparato di note con il rinvio ai testi di riferimento del poeta. Nè è trascurato l’aspetto linguistico con essenziali, ma sicuri paragrafi e un ricco glossario che completa l’opera, degnissima di considerazione e di riconoscimento.

Lorenzo Tomasin Il volgare e la legge. Storia linguistica del diritto veneziano (secoli XIII-XVIII), Esedra, 2001 MOTIVAZIONE: Il dott. Lorenzo Tomasin si è assunto, con questo lavoro originale, l’impegno di tracciare una storia documentata dell’uso del volgare nella Cancelleria e nella legislazione veneziana dal Duecento a tutto il Settecento. Sono cinque secoli che implicano e sottintendono complesse vicende di storia politica e giuridica, seguita nel suo sviluppo dal lento abbandono del latino nei documenti ufficiali a favore di un volgare, dapprima intervenuto con inserti o relegato in brevi note oppure in più diffuse dichiarazioni di cittadini, poi nel Trecento, invadendo il terreno degli statuti delle arti e mestieri, infine decisamente affermandosi nel secolo successivo per avviarsi poi, a partire dal Cinquecento, all’italiano fino alla codificazione settecentesca. Questo processo continuo, fatto di spinte diverse e di continue incertezze, è seguit dal Tomasin in maniera esemplare, anche con una minuta analisi linguistica di numerosi brani per seguire l’evoluzionedelle lingue della repubblica. Un’opera validissima, quindi, che apre egregiamente la serie di ricerche per un vocabolario storico dei dialetti veneti, al quale porta un contributo fondamentale.

Storia del Padovano

La giuria ha assegnato il premio a Piero Del Negro (a cura di), L’Università di Padova. Otto secoli di storia, Signumpadova, 2002 (Oltre al curatore il premio va condiviso con gli altri autori: Attilio Adami, Ugo Baldini, Vittorio Dal Piaz, Donato Gallo, Cecilia Ghetti, Giuseppe Onagro, Gregorio Piaia, Antonino Poppi, Giorgio Zordan).

Marnelli, Agostini e del Negro

MOTIVAZIONE: Frutto di un impegnativo lavoro di èquipe il volume a cura di Piero del Negro, raccoglie 13 contributi di nove autori, che hanno posto a servizio della più qualificata divulgazione la propria competenza di studiosi: oltre allo stesso Del Negro, Attilio Adami, Ugo Baldini, Donato Gallo, Cecilia Ghetti, Giuseppe Ongaro, Gregorio Piaia, Antonino Poppi, Giorgio Zordani. La stora dell’Ateneo patavino è ripercorsa attraverso l’agile sequenza dei contributi nei suoi aspetti istituzionali e politic e in quelli relativi allo sviluppo della scienza e della cultura dal medioevo ai giorni nostri. Grazie a quest’opera l’università di Padova può finalmente disporre di una storia che su basi scientifiche si rivolge ad un pubblico vasto di lettori il quale è così messo in grado di conoscere il passato di uno dei massimi centri di insegnamento e di elaborazione del pensiero d’Europa e del mondo. Organizzazione degli studi, rapporti tra studium e città, maestri ed allievi, vita studentesca e riti accademici, dottrine ed esperienze di ricerca: un immenso patrimonio di cultura e vita civile è ricostruito con rigore e sapienza espositiva. Per ueste caratteristiche presenti in modo eminente nel libro viene conferito agli autori il premio Brunacci riguardante il padovano.

Opere segnalate

Giuliana Ericani (a cura di), Palazzo Pretorio, Cittadella, Biblios 2002

Mario Miotto (a cura di), Palazzo Gradenigo. Villa veneta in Piove di Sacco, Associazione amici del Gradenigo di Piove di Sacco, 2001

Tesi di laurea

Hanno partecipato a questa sezione numero 10 tesi di laurea. La giuria all’unanimità ha assegnato il premio a: Benedetto Fassanelli, Zingari di fronte alla giustizia veneta. Da un processo celebrato a Montagnana nel 1583. Relatrice prof.ssa Liliana Billanovich. MOTIVAZIONE: Sulla base di documenti d’archivio, il dottor Fassanelli analizza un processo contro due zingari, condannati dal podestà di Este a cinque anni di galera, come “vagabondi”. Uno di loro ricorre in appello a Venezia, all'”Avogaria di Comun”, che accoglie il suo ricorso e rinvia il processo alla “Quarantia Criminal” che rimanda lo zingaro in libertà “per vivere christianamente e da homo da bene, giacchè si è cavato fuori di compagnia de’ Cingani”.

Benedetto Fassanelli

Francesco Tognana L’incastellamento nei colli Euganei: dati e problemi. Relatore prof. Sante Bortolami. MOTIVAZIONE: Il dottor Tognana, sulla base di documenti d’archivio e di una ricca bibliografia, compie una sorta di censimento dei siti fortificati dei Colli, dall’Alto Medioevo al Trecento, tracciando un bilancio dell’importante fenomeno e riflettendo sul rapporto tra “incastellamento” e sviluppo demografico, economico e religioso delle località interessate.

Francesco Bottaro, Pesca di valle e commercio ittico tra Padova e Monselice nel Quattrocento Relatore prof. Antonio Rigon. MOTIVAZIONE: L’autore, che dimostra una buona conoscenza degli Archivi di Stato e di Curia padovani, oltre che della bibliografia non solo padovana, traccia un interessante profilo del paesaggio di “valli” e di “cuori”, di terre e di acque della Bassa Padovana tra Gorzone e Adige. La pesca era nel ‘400 forse la principale risorsa dei poveri abitanti delle “ville” di Pozzonovo, Vescovana, Solesino e Stanghella ma anche dei grandi proprietari fondiari padovani e veneziani (Polcastro, Pisani ecc.). Il mercato cittadino di Padova era il principale sbocco di tale produzione, scontrandosi talvolta gli interessi del Comune di Monselice, proprietario di valli da pesca e di una pescheria, con quelli dei pescatori di Pozzonovo che lavoravano nelle valli dei Polcastro.

Francesco Bottaro

Ricerche scuole dell’obbligo

Hanno partecipato a questa sezione n. 19 ricerche provenienti dalle scuole della Bassa Padovana, le prime 10 sono state premiate con un buono libro messo a disposizione dall’amministrazione comunale e dalla pasticceria Lazzarin di Monselice.

ANGUILLARA VENETA – Emigrazione – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 2^A e 2^B della Scuola Media “G. Marconi” di Anguillara Veneta. Insegnanti coordinatori: Antonio Luigi Cecchinello, Giorgio Capuzzo, Loredana Zoppellari. Motivazione: il lavoro è ricco di documentazione supportata da elaborazioni statistiche. Anche l’iconografia e puntuale e ben inserita nel testo. Per molti aspetti il tema dell’emigrazione e del ritorno in patria dei figli degli immigranti è diventato molto attuale in questi giorni, ma dalla ricerca emerge soprattutto i drammi familiari collegati con l’abbandono del paese natio. Comunque complimenti per la complessità del lavoro.

ESTE – Il castello di Este (con allegata videocassetta) – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 4^A e 4^B della Scuola Elementare “G. Pascoli” di Este. Insegnanti coordinatori: Patrizia Bertazzo, Adriana Nemo, Fabrizia Pajola.

MEGLIADINO S. FIDENZIO – Studiare al museo – Ricerca eseguita dagli studenti della classe di 1^A della Scuola Media di Megliadino San Vitale. Insegnante coordinatore: Carla Marchetti. Un buon prodotto multimediale che riesce a coniugare immagini e testo con ottimi risultati. Sicuramente nei prossimi anni la ricerca scolastica utilizzerà con sempre maggiore frequenza prodotti simili a quello premiato. Molto suggestive sono le immagini dei reperti antichi.

MONSELICE – Il gioco della memoria – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 5^A e 5^B della Scuola Elementare “G. Cini” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Aquilina Fabbri e Lorenzina Pulze. Un lavoro ben impostato e ricco di illustrazioni. Gli alunni sono riusciti a riportare nei loro quaderni il dialogo tra passato e presente, tra il nonno e il nipote con molta naturalezza e spontaneità.

MONSELICE – San Salvaro: silenziosi spazi prendono vita – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 5^A e 5^B, 4^A, 3^A, 2^A, 1^A della Scuola Elementare “Vittorio Cini” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Monica Ceccato, Flavia Contiero, Mirca Gotti, Denise Mardegan, Antonietta Mardegan, Roberta Paiusco, Adriana Pulze, Lina Riva, Beatrice Segato, Sandra Spinello.  Una bellissima ricerca scolastica realizzata sul convento monselicense di San Salvaro. Con rara perizia e perfezione storica gli alunni hanno ricostruito con testi e immagini la vita quotidiana dei monaci che vi abitavano senza tralasciare le vicissitudini del secolo scorso quanto gli edifici vennero acquistati dall’ Azienda agricola Trieste. Complimenti per la completezza delle informazioni e per il buon lavoro di gruppo.

Premio pasticceria Lazzarin

MONSELICE – La nostra Monselice (con CD-Rom allegato) – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^B della Scuola Media “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Amalia Lunghi, Fulvia Caruso, Ermano Signorelli, Giuseppe Pavan. Si tratta di una sintetica ma efficace presentazione della nostra città a scopo turistico realizzata anche su CD-ROM che sa abbinare con gusto notizie storiche, immagini con le moderne tecnologie informatiche.

POZZONOVO – Medioevo – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 4^A e 4^B della Scuola Elementare di Pozzonovo. Insegnanti coordinatori: Sandra Fornasiero, Elisabetta De Bona. Forse il Medioevo descritto dai ragazzi è un po’ diverso da quello reale, comunque belle le ricostruzioni in trasparenza di un ambiente cittadino e l’eleganza con la quale hanno completato la ricerca.

POZZONOVO – Gusto e Olfatto – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^B e 3^B della Scuola Media di Pozzonovo. Insegnanti coordinatori: Maria Grazia Pasqualin e Gabriela Polato. Un’indagine sui piaceri che una città agricola come Pozzonovo può dare ai ragazzi diventa l’occasione per riscoprire l’ambiente quotidiano fatto di lavori agricoli che ritmano ancora la comunità di Pozzonovo. La descrizione delle singole attività agricole o artigianali e completata dalla descrizione tecnica dei prodotti raccolti. Buona l’indagine esterna e le ricette di cucina.

SOLESINO – “Còrarse drio” – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^B della Scuola Media “D. Pegoraro” di Solesino. Insegnante Maria Vittoria Liviero. Ricordi dei giochi d’un tempo riportati dal racconto degli anziani. Buona l’impostazione generale. Viene premiata soprattutto l’attività di trascrizione della memoria orale compiuta dai ragazzi che costituisce ora una fonte primaria per ricostruire la nostra storia passata.

TRIBANO – Cinque sensi e…il linguaggio – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 2^A e 2^B della Scuola Media “D. P. Galliero” di Tribano. Insegnanti coordinatori: Laura Belcaro e Valeria Cavallaro. Una ricerca che esamina in modo critico il legame esistente tra gli organi di senso con i quali interpretiamo la realtà e il linguaggio che utilizziamo tutti i giorni. Gli alunni sono riusciti a mettere in risalto le contraddizioni che usiamo abitualmente. Come ad esempio “crescere vista d’occhio” o “acqua in bocca” che sembrano frase senza senso ma invece sono delle allegorie entrate nel nostro modo di vivere. Bellissimi i disegni che lo accompagnano.

Premio Luciana Pulliero

MONSELICE – L’osteria veneta, luogo d’incontro – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^D della Scuola Media “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Destro Lucia, Annalisa Martello, Rosa Mazzari. Una buona ricerca, ricca di illustrazioni, con settori di approfondimento davvero originali. Con molta professionalità gli studenti hanno ripercorso la storia di questi locali: dall’inizio dell’Ottocento fino agli anni ’70 del secolo scorso, evidenziando che – spesso – il bere era l’unico vizio degli abitanti di Monselice. Interessanti sono le molte storielle e filastrocche che prendono spunto dal “liquore nero”, come lo definiva il poeta di Bagnoli: Ludovico Pastò, il quale individuava nel vino perfino effetti medicinali e a questo proposito aggiungeva:

L’acqua, come savè, marcisse i pali; la porta mile dani a la salute; la fa che chi beve venga zali; che meta suso panza anche le pute;

In ogni caso il lavoro mette in evidenza un’ampio spaccato della vita cittadina monselicense vista dai locali culturalmente meno impegnati, ma dove la gente di ogni ceto sociale finiva per socializzare e maturare quel sentimento di “comunità” che ora è quasi scomparso o assortito dalla televisione. Complimenti ancora per il duro lavoro, con la speranza che l’amore per il vino rimanga un piacere senza trasformarsi in un vizio.