Vincitori della 32^ edizione 2017

I PREMI BRUNACCI – MONSELICE

32^  Edizione – 2017 

La 32 edizione dei premi Brunacci ha avuto luogo il 29  ottobre 2017 presso la Pieve di Santa Giustina di Monselice. Hanno partecipato al concorso:  6 ricerche nella sezione riservata alla scuola dell’obbligo; 2 concorrenti al Premio “Paolo Sambin”  riguardanti le tesi di dottorato e di laurea magistrale; 20 pubblicazioni nella sezione relativa al Padovano; 33 nella sezione “Storia Veneta”; 16 nella sezione  riservata alla storia romana specificatamente istituita in occasione del bimillenario della morte di Tito Livio.

Relazione del Presidente della Giuria prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, signore e signori,

Giuria 2017

all’inizio di questa breve relazione, in qualità di Presidente della Giuria e mio personale, desidero associarmi alle parole di ricordo, cordoglio e rimpianto pronunciate dai colleghi Riccardo Ghidotti e Enrico Zerbinati nella commemorazione di Gian Antonio Cibotto e Camillo Corrain. Intellettuale polesano di raffinata cultura, romanziere di fama, giornalista, critico teatrale, Cibotto ha sempre messo la sua larga esperienza a servizio del non facile lavoro di valutazione e scelta della Giuria e ha propagandato da par suo, con penetranti  presentazioni e cronache sui giornali, i Premi Brunacci. Generoso e instancabile ricercatore,  organizzatore,  promotore e animatore della cultura della Bassa padovana e del Polesine, Camillo Corrain è stato per decenni un punto di riferimento della Giuria, dedicandosi in particolare, alle ricerche scolastiche presentate in concorso.  Della sua eccezionale capacità di mobilitazione e coinvolgimento del mondo della scuola  sentiamo già la mancanza.  A questa trentaduesima edizione dei Premi sono state presentati  complessivamente 77 lavori,  dei quali solo 6 nella sezione riservata alle ricerche scolastiche: molto poche rispetto agli anni precedenti. E’ mancata forse una adeguata propaganda  e quello stimolo a condurre ricerche di storia locale che proprio un appassionato uomo di scuola come Camillo Corrain, sapeva dare. Va detto peraltro che iniziative simili alla nostra in ambito scolastico si sono moltiplicate. Possiamo dire, senza tema di smentita, che per più di un trentennio siamo stati di esempio, offrendo un modello che altri hanno poi seguito.

Anche per la sezione Tesi di laurea e di dottorato si deve registrare una partecipazione inferiore a quella di altre edizioni: solo due tesi per corsi di laurea magistrale, nessuna tesi dottorale. Solitamente è ormai solo quest’ultimo tipo di lavori che nell’ambito dell’istruzione universitaria assicura livelli qualitativi elevati. Ma, come dimostra la tesi di Giorgia Malagò vincitrice di questa edizione, anche nella laurea magistrale si raggiungono a volte livelli di eccellenza che la Giuria ha il piacere di registrare. Le pubblicazioni in concorso per la sezione sul Padovano sono state 20, di varia natura e differente valore, come è nella tradizione del Premio. Ma proprio come è nella tradizione del Premio, assieme all’opera vincitrice di Stefano Dal Santo (una ricerca di storia della Chiesa padovana, ricca di erudizione e di novità), anche altre sono apparse alla Giuria di ottimo livello e per questo degne di essere segnalate. Si tratta della monografia di Angela Maria Alberton, L’Università di Padova dal 1866 al 1922, Padova , Il Poligrafo, 2016; del volume curato da Gian Pietro Brogiolo e Alexandra Chavarria Arnau, Monselice. Archeologia e architettura tra Longobardi e Carraresi, Mantova, SAP, 2017;  del libro a cura di Elisabetta Francescutti in collaborazione con Francesca Meneghetti, Il restauro del Crocifisso ligneo di Donatello nella chiesa dei Servi di Padova, Padova, Centro studi Antoniani, 2016. Il bimillenario della morte di Tito Livio ha suggerito di istituire, per questa edizione, un premio speciale riservato ad un’opera di storia romana. Hanno concorso in quest’ambito 16 lavori. Il conferimento del premio a  Lorenzo Braccesi ha inteso premiare un’opera che esplicitamente collega il sommo storico dell’antichità (Tito Livio) alla sua città (Padova), ma vuole essere anche un omaggio alla carriera di uno studioso  come Braccesi, maestro dell’Università di Padova e in altri atenei, autore di opere fondamentali sulla grecità adriatica, su ideologia e propaganda nel mondo antico, sull’eredità della cultura classica nelle letterature moderne,  che al mondo veneto antico  ha dedicato  sempre una peculiare attenzione.

Prendendo atto con soddisfazione dell’alta qualità di molte pubblicazioni relative a questa sezione, la Giuria è inoltre lieta di segnalare con una nota di particolare apprezzamento le opere di Luigi Capogrossi Colognesi, Padroni e contadini nell’Italia repubblicana, Roma, L’erma di Bretschneider, 2012; di Luigi Fezzi, Il corrotto. Un’inchiesta di Marco Tullio Cicerone, Roma-Bari, Laterza 2016; di Mario Lentano, La memoria e il potere. Censura intellettuale e roghi di libri nella Roma antica, Macerata, Liberilibri, 2012; di Miguel Requena, L’imperatore predestinato: i presagi di potere in epoca imperiale romana , ed. italiana a cura di Maria Cristina Bitti, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2015; di Marco Rocco, L’esercito romano tardoantico: persistenze e cesure dai Severi a Teodosio I, Padova, Libreria Universitaria 2012. Per la sezione riservata alla storia e alla cultura veneta, infine, sono pervenute 33 pubblicazioni, tra le quali, la Giuria ha scelto, conferendole il Sigillum Monsilicis , la monografia  di Andrea Savio, Nobiltà palladiana. La famiglia Godi fra Vicenza e l’Europa, Roma, Viella, 2017 , opera di un giovane studioso (lo sottolineo per ribadire la costante attenzione che nel corso degli anni la Giuria ha avuto per la produzione scientifica di ricercatori delle nuove generazioni), rientrante nel progetto di ricerca strategico “European and Venetian Renaissance”. La Giuria segnala inoltre i seguenti libri:  Pensare la libertà. I quaderni di Antonio Giuriolo, Venezia, Marsilio, 2016; Reginaldo Dal Lago-Alberto Girardi, I colli Berici, Cierre, 2015; 1815. Murat e la battaglia di Occhiobello: crollo dell’Impero e nascita della Nazione, a cura di Renata De Lorenzo, Rovigo, Minelliana 2017; Nicola Gasparetto, L’anonimo del Novecento: Giuseppe Marchiori dagli esordi all’affermazione nella critica d’arte, Adria, Apogeo 2017; Massimo Orlandini . Paolini Villani.” La compagnia veneziana delle Indie”: cento anni di lavorazione delle droghe, delle spezie e dei coloniali tra Venezia, Mestre e Porto Marghera, Padova, Il Poligrafo, 2017; Ernesto Calzavara, Raccolte poetiche (1960-1974; 1979-1984), 2. Voll., edizione critica commentata a cura di Veronica Gobbato e Anna Rinaldin, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, 2017. Non mi resta ora che ringraziare l’Amministrazione comunale di Monselice, il sindaco Francesco Lunghi e l’Assessore alla cultura Gianni Mamprin, che pur in anni difficili per gli Enti locali, stanno assicurando continuità ai Premi Brunacci, riconoscendone il valore a servizio della cultura veneta e della comunità monselicense. (Antonio Rigon)

Libro sulla storia e civiltà veneta

Vincitore: Andrea SAVIO, Nobiltà palladiana. La famiglia Godi fra Vicenza e l’Europa. Viella 2017.

Andrea Savio

Per l’innovativo e convincente approccio al multiforme ruolo delle famiglie nobiliari della terraferma veneta, al loro rapporto con la Dominante e con le altre corti europee, oltre che con la società e la cultura del pieno Rinascimento veneto.

Il volume, costruito sulla base delle carte dell’archivio Godi (1091-1817), conservato presso la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, nonché sul sapiente utilizzo di una solida documentazione proveniente da una serie di altri archivi italiani e di un’esauriente apparato bibliografico, si presenta come una biografia multipla, che analizza in successione il ruolo pubblico e privato rivestito dai principali membri della famiglia, a partire da Enrico Antonio (1456-1536), giureconsulto e costruttore della fortuna personale forse più cospicua della Vicenza del suo tempo. Per la prima volta, le vicende di un potente clan familiare vengono considerate a tutto tondo, dalla gestione del patrimonio e degli affari commerciali alla partecipazione alle durissime e a volte sanguinose lotte di fazione; dall’impegno in campo giudiziario o militare alla vita nelle corti italiane, in particolare quella sabauda; dagli afflati religiosi di alcuni suoi membri al mecenatismo culturale e alla costruzione del prestigio della casata. Il libro è dunque importante perché dimostra in modo molto concreto come si possano dipanare intricatissime vicende familiari e rapportarle adeguatamente alle dimensioni politico-istituzionali e socio-economiche della Repubblica di Venezia, allora al suo apice, e dell’intero mondo europeo, senza isolarle indebitamente l’una dall’altra. Ne emergono, in sintesi,  come essenziali novità: il ruolo attivo che la nobiltà di terraferma poteva svolgere, rispetto a quella marciana, nell’azione di governo e nel campo delle relazioni internazionali; il suo impegno, tutt’altro che secondario, nelle attività manifatturiere e mercantili, soprattutto per quanto concerne la seta, al di là ovviamente dell’oculata gestione della rendita fondiaria; il suo coinvolgimento nel complessivo progetto culturale del classicismo rinascimentale. Infine, di notevole interesse è la parte relativa alla costruzione della fama e del prestigio familiari, legata in questo caso anche al nome illustre di Palladio (il rifacimento della villa di Lonedo di Lugo, commissionato da Girolamo Godi, realizzato nel 1540-42, prima del viaggio della prima grande archistar a Roma). Alimentata da una straordinaria ricchezza materiale, la saga nobiliare dei Godi poté avvalersi nel Cinquecento, al di là della costruzione di mitiche origini, di un mecenatismo artistico e di frequentazioni culturali di primo piano: Tintoretto e Angelo Beolco, Alvise Cornaro e Pietro Bembo, la famiglia veneziana dei Barbaro. La storia familiare, nutrita di un orgoglio sconfinante a tratti nella protervia, conobbe anche la faida e la vendetta, culminata nell’omicidio di Fabio Piovene perpetrato da Orazio Godi, il quale subì nel 1578 una dura condanna al bando e alla confisca dei beni da parte del Consiglio dei Dieci di Venezia.

Opere segnalate:
R. CAMURRI (a cura di), Pensare la libertà. I quaderni di A. Giuriolo. Marsilio 2016.
R. DAL LAGO e A. GIRARDI, I Colli Berici. Cierre 2015.
R. DE LORENZO (a cura di), 1815 Murat e la battaglia di Occhiobello. Minelliana 2017.
N. GASPARETTO, L’Anonimo del Novecento. Giuseppe Marchiori… Apogeo 2017.
M. ORLANDINI, Paolini Villani. La Compagnia veneziana delle Indie. Il Poligrafo 2017.
A. RINALDIN e V. GOBBATO (a cura di), E. Calzavara, Raccolte poetiche. 2 voll, Ed. Ca’ Foscari 2017.

Libri sulla storia del padovano

Vincitore: Stefano DAL SANTO, Il clero nella diocesi di Padova attraverso le visite pastorali post-tridentine (1563-1594). 2 voll. Istituto per la storia ecclesiastica padovana 2016.

Opere segnalate
A. M. ALBERTON, L’Università di Padova: dal 1866 al 1922. Il Poligrafo 2016.
G.P. BROGIOLO, A. CHAVARRIA ARNAU (a cura di), Monselice. Archeologia e architetture tra Longobardi e Carraresi. SAP 2017.
E. FRANCESCUTTI (a cura di), Il restauro del Crocifisso ligneo di Donatello nella chiesa dei Servi di Padova. Centro studi Antoniani di Padova, 2016.

Libro sulla storia romana

Vincitore: Lorenzo Braccesi, L’avventura di Cleonimo. Livio e Padova, seconda edizione  riveduta e ampliata con schede iconografiche di Francesca Veronese, Il Poligrafo casa editrice srl, Padova 2017.

Lorenzo Braccesi,

La giuria intende onorare la personalità di uno storico decisamente originale e riconoscere la valenza innovativa della vasta produzione scientifica del prof. Lorenzo Braccesi, che è stato ordinario di storia greca negli atenei di Torino, di Venezia e di Padova. Da grande Maestro ha dato vita a una vera e propria scuola, a un indirizzo di studi che è stato ‘ricevuto’ e continuato da suoi allievi, docenti in varie Università. Lo stesso Braccesi, pur  dicendosi attento e attivo nei confronti di una ricerca storiografica operante su molteplici scenari, ha ricondotto a tre i suoi fondamentali interessi:  colonizzazione greca e sue aree periferiche, ideologia e propaganda nel mondo antico, eredità della cultura classica nelle letterature moderne».

Opere Segnalate
L. CAPOGROSSI COLOGNESI, Padroni e contadini nell’Italia repubblicana. L’erma di Bretschneider 2012.
L. FEZZI, Il corrotto. Un’inchiesta di Marco Tullio Cicerone. Laterza 2016.
M. LENTANO, La memoria e il potere. Censura intellettuale e roghi di libri nella Roma antica. Liberilibri 2012.
M. REQUENA, ed. italiana a cura di M. C. BITTI, L’imperatore predestinato. L’erma di Bretschneider 2015.
M. ROCCO, L’esercito romano tardo antico. Libreria universitaria.it 2012.

Tesi di dottorato o Laurea magistrale

Giorgia MALAGO’, Per un’edizione delle lettere di Giuseppe Tartini. Università di PD e VE. Dipartimento di studi Linguistici e Letterari. a.a 2016-2017. Relatore prof. Sergio Durante.

PREMI PER LE RICERCHE SCOLASTICHE PADOVANE

CARTURA – Nel cuore nessuna croce manca. Ricerca  delle classi 3 G e H della scuola secondaria di I° grado “G.D. Tiepolo” di Cartura – Istituto comprensivo “N. Tommaseo” di Conselve. Insegnanti: Bozza Laura, Bozza Stefania, Faggionato Benedetta e Scarpa Antonella.

MONSELICE – Le radici del nostro futuro. Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2 B della scuola secondaria di I° grado “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti: Alessandro Azzimonti e Roberta Romano.

OSPEDALETTO EUGANEO – Le radici del nostro futuro. Ricerca multimediale eseguita dagli alunni della scuola primaria “G.B. Ferrari” di Ospedaletto Euganeo – Istituto comprensivo di Ponso. Insegnanti: Laura Cesaro e Roberta Fornasiero.

PADOVA – Strada maestra: camminando si impara. Ricerca eseguita dagli alunni delle classi 2 A e B della scuola primaria “Arcobaleno”, XIII – Istituto Comprensivo  “Tartini” di Padova. Insegnanti: Elena Schievano, Francesca Conterello, Susanna Tognon, Valentina Cavinato e Manola Visentin.

PONTE SAN NICOLO’ – Diamo un volto ai luoghi. Ricerca eseguita dagli alunni della classe V C della Scuola Primaria “P.R. Giuliani” di Ponte San Nicolò. Insegnante Catia Zoppello.

VILLA DEL CONTE – Laboratorio storico-fotografico “Villa del Conte: ieri, oggi e…”. Ricerca multimediale eseguita dagli studenti delle classi 1 e 2 della scuola secondaria di I° grado “D. Valeri” – Istituto comprensivo statale di Loreggia. Insegnante Roberto Mometto