Vincitori dell’8 edizione 1991

Lucia Lazzerini

PREMIO BRUNACCI PER LA STORIA VENETA

VINCITORI 8^ EDIZIONE 1991

La cerimonia di proclamazione dei vincitori ha avuto luogo sabato 12 ottobre 1991 presso la chiesetta del Carmine di Monselice.

Relazione del Presidente della Giuria prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, signori e signore, siamo giunti all’8^ edizione dei Premi Brunacci, che hanno ormai una loro fisionomia, un pubblico affiatato. Ci sono naturalmente le opere, che ogni anno giungono sul tavolo della Giuria e offrono un quadro degli studi, degli indirizzi di ricerca e delle metodologie didattiche eseguite nelle scuole, nelle università e nel mondo degli studi del Veneto. Quest’anno sono stati presentati diversi lavori: 8 per la sezione destinata alla Scuola dell’obbligo, 1 per quella relativa alla Scuola media superiore, 5 tesi di Laurea, 6 libri per la sezione delle pubblicazioni. Devo dare conto anche però di una novità: per la sezione riguardante il Premio Maggiore, la Giuria non ha atteso che le opere venissero spedite dagli editori, ma ha liberamente scelto nel ricco panorama di volumi pubblicati negli ultimi due anni nel Veneto, indipendenti dalle caratteristiche e alle finalità dei Premi. E’ stato così possibile tener conto di una vasta produzione e non delle solite gamme di libri ufficialmente presentati negli anni scorsi. Nell’attribuire questo premio, come gli altri, ci si è chiesto come sempre se i lavori andassero riferendosi allo spirito dei Premi: è la domanda più frequente nelle riunioni della Giuria, è la domanda che ci si ripropone sempre in queste occasioni. Vi sono degli insegnanti che invece di tirare a campare, di ripetere anno dopo anno sempre le stesse cose, animano le scolaresche. Vi sono studenti che si impegnano e vanno premiati. Qui sta lo spirito dei Premi Brunacci. Vi sono infine studiosi che credono nel loro lavoro, che svolgono con grande professionalità il mestiere dei ricercatore.

In questo spirito va ringraziata anche l’Amministrazione e l’Assessore Scanferla, che senza lasciarsi attrarre dalla cultura dell’effimero e dalle pubblicità ha sostenuto questa iniziativa educativa.

La Giuria del Premio Brunacci composta da: Antonio Rigon (presidente), Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Gianantonio Cibotto, Camillo Corrain, Manlio Cortelazzo, Franco Fasulo, Paolo Preto, Enrico Zerbinati e Giannino Scanferla, nelle riunioni del 9/9/91 e del 30/9/91, ha esaminato le opere pervenute alla segreteria e dopo una attenta valutazione ha proclamato vincitori  gli autori sotto indicati.

LIBRO SULLA STORIA VENETA

La giuria ha assegnato il premio a:

Lucia Lazzerini (a cura di), Artemio Giancarli, Commedie, Padova, Editrice Antenore, 1991. La  vincitrice la recuperato con acume un commediografo rodigino del ‘500, acclamato dai contemporanei, ma che era caduto in oblio assieme alle sue commedie: La Capraria  e la Zingana non più ripubblicate da allora in edizioni attendibili.

Motivazione: Dopo quattro secoli e mezzo l’opera teatrale del pittore e letterato rodigino Artemio Giancarli, apprezzatissimo nel Cinquecento, è resa accessibile ai lettori e studiosi d’oggi in una edizione critica esemplare, completa del testo minuziosamente rivisto, della traduzione letterale, di un ampio commento (indispensabile soprattutto per l’interpretazione delle parti in vari dialetti e lingue) e di un fitto glossario. Il lavoro paziente ed esperto della curatrice è manifesto in ogni pagina e rimette degnamente in circolazione le commedie del Giancarli, testi fondamentali sia per la storia del teatro veneto rinascimentale, sia per la sua fortuna anche al di fuori d’Italia, particolarmente in Spagna, la cui difficoltà d’accesso e d’interpretazione ha finora sottratto alla piena utilizzazione del pubblico degli interessati.

LIBRI SULLA STORIA DEL PADOVANO

La Giuria ha deliberato all’unanimità di premiare due lavori presentati per la sezione di storia padovana:

Carlo Fumian, La città del lavoro. Un’utopia agroindustriale nel Veneto contemporaneo, Venezia, Marsilio 1990

MOTIVAZIONE: Fumian ricostruisce la parabola, dall’ascesa al declino, di un grande imprenditore agricolo ed industriale, il conte Paolo Camerini erede di una famiglia di recente nobiltà, che cerca di realizzare a Piazzola, a cavallo tra ‘800 e ‘900, l’utopia di una città nuova, in un armonioso equilibrio tra industria e agricoltura moderna. Deputato progressista di Este per tre legislature, anticlericale, giolittiano ed infine interventista, il Camerini elabora una sua pedagogia sociale nei confronti dei suoi dipendenti, una sorta di paternalismo aristocratico che gli consente un rigido controllo, quasi principesco, sul suo piccolo regno. Il tramonto del suo tentativo negli anni trenta, rivela la difficoltà dell’integrazione del Camerini nel nuovo sistema politico, che pure aveva appoggiato le elezioni del ’24: il fascismo lo considera un personaggio scomodo, ingombrante

Francesco Selmin, Storia di Este. Treviso, Il Poligrafo, 1991

MOTIVAZIONE: Selmin narra invece la biografia politica, economica, sociale della sua città, Este, dall’Unità ai giorni nostri, nella dialettica tra guelfi e ghibellini. Prima lo scontro oppone liberali e clericali, finché l’egemonia del sindaco Tono, imprenditore e uomo politico sembra definitiva all’inizio del nuovo secolo. L’alternativa sembra essere ora tra socialisti e bianchi, sinché la crisi del dopoguerra porta al potere il fascismo. Forse le pagine sugli anni del regime, sui contrasti sotterranei e sui problemi economici e sociali negli anni del consenso, sono le più vive e stimolanti dell’opera. La guerra e la Resistenza portano al nascere di nuovi equilibri: è l’età di Guariento che caratterizza il dopoguerra, nonostante gli sforzi dei partiti della sinistra di condizionare il potere. Infine negli anni ’60 il cambiamento avviene all’interno della DC: Fracanzani, erede di una nobile famiglia di antiche tradizioni clericali (suo nonno era stato tra i fondatori nel 1869 del circolo S. Prosdocimo) diviene sindaco nel ’64, poi deputato, infine ministro delle Partecipazioni statali. Il resto è storia di oggi.

I due saggi, pur nella diversità, rappresentano un nuovo ed originale contributo alla conoscenza del Veneto contemporaneo, ricchi come sono di documentazione d’archivio e di informazione bibliografica, che li rendono strumenti indispensabili per quanti vogliano approfondire la ricerca delle nostre radici. Il Premio Brunacci intende segnalare all’opinione pubblica colta ed in particolare al mondo della scuola la validità di queste due ricerche, ciascuna per il suo verso esemplare.

TESI DI LAUREA

Sandro Marchioro, Il carteggio letterario di Medoro Rossi Ambrogi e Angelo Calogerà. Università degli studi di Venezia, facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1989/1990. Relatore Gilberto Pizzamiglio

Questa folta tesi di laurea, diretta dal prof. Gilberto Pizzamiglio, oltre a costituire un contributo di prim’ordine alla storia del giornalismo veneto letterario del Settecento, mette in luce l’attività ed il pensiero di due figure centrali dell’erudizione storico-letteraria dell’epoca. Si tratta di due personaggi operanti nello stesso clima culturale, sia pure con diverse e talvolta opposte opinioni, illuminate dalle 124 lettere inviate da Medoro Rossi ad Angelo Calogerà (e ad altri), qui accuratamente edite con puntuale e diffuso commento, che danno un’immagine netta della personalità e degli orientamenti dell’abate, nato a Baldovina, già nel Padovano e ora in provincia di Rovigo.

Stefano Zaggia, Il ghetto ebraico di Padova (1603-1797). Istituto universitario di Architettura di Venezia, Dipartimento di Storia dell’Architettura, a.a. 1989/1990. Relatore Donatella Calabi

MOTIVAZIONE La Tesi di Laurea rappresenta un importante contributo alla conoscenza della storia della Comunità padovana. Una ricca documentazione d’archivio, raccolta nel II volume della tesi, consente al laureando di fornire in una dissertazione di oltre 300 cartelle, un quadro esaustivo delle vicende degli Ebrei padovani, prima e dopo la segregazione. L’ampia utilizzazione della bibliografia esistente, congiunta all’esplorazione di fondi archivistici in gran parte inediti, consente all’autore di recare un personale, utile apporto per la miglior comprensione dei problemi legati alla presenza del Ghetto Padovano.

RICERCHE SCUOLE DELL’OBBLIGO

Vanzo di S. Pietro Viminario Tracce romane nel territorio di S. Pietro Viminario. Classi III e IV scuola elementare di Vanzo. Insegnante coordinatrice: Lidia GrassettoIl lavoro affrontato dagli alunni, minuziosamente coordinato dall’insegnante, ha interessato direttamente la ricerca sul campo dei reperti romani, dando significato agli indizi topografici, atti alla ricostruzione di un ambiente del passato, e precisamente il romano, con espansioni nell’attuale, e coinvolgendo attivamente le autorità locali. La bibliografia usata è puntuale e mirata.

Villa Estense Aspetti letterali sociali e storici dell’alimentazione. Classe III della scuola media G. Mazzini. Insegnanti coordinatori: Mirella MeneghelloTrattasi di una ricerca ampia, realizzata nel tempo prolungato, coinvolgente varie discipline sul tema alimentare, con le necessarie implicazioni in settori specifici: pubblicizzazione, indagine statistica riguardante la scelta dei prodotti reclamizzati, i tempi e la quantità degli alimenti assunti, secondo la tradizione familiare, alimentazione in alcune popolazioni.

Anguillara Veneta Come gli antichi… qui ad Anguillara. Baldon Silvia, Codogno Lisa, Furegato Sara, Negrisolo Rebecca della classe 3/a della scuola media G. Marconi di Anguillara. Insegnante coordinatore: Giorgio Capuzzo. La riceca è un lavoro di astronomia pratica strumentale, con lo scopo di imparare ad osservare i moti apparenti del sole, a stabilire con quadranti costruiti dagli alunni, l’ora solare, a rilevare le altezze angolari della nostra stella in diverse giornate e in determinate ore, con lo sviluppo di grafici. Risulta in tal modo un manuale esemplare, pratico e agevole.

Lozzo Atestino L‘emigrazione; parole, dati, storie e materiali per una ricerca storica; uso di fonti orali locali. Classe III B della scuola media Guido Negri. Insegnante coordinatrice: Luisa Fontana. Se non avesse avuto un concorrente di poco superiore, avrebbe meritato il primo premio. Infatti il lavoro è originalissimo nella sua struttura e completo. E’ stato svolto da ragazzi su una consistente raccolta di dati e sulla loro rielaborazione, concernenti il fenomeno dell’emigrazione, sulla sua tipologia, con una sequenza di schede, corredate da tabelle e grafici. Sno ben impostate anche le interviste a vecchi emigranti. E’ stato pure sviluppato l’ultimo fenomeno dell’immigrazione.

Lozzo Atestino La vita dei Paleoveneti attraverso le fonti del Museo di Este. Classe II D della scuola media Guido Negri. Insegnante coordinatrice: Anita Pignataro. La vita dei paleoveneti attraverso le fonti del museo di Este, nel rilevare con disegni e foto le forme, le figure degli oggetti paleoveneti esposti al Museo Nazionale Atestino, con l’ausilio interpretativo delle fonti bibliografiche, sono stati delineati gli aspetti della vita quotidiana dei nostri antenati. Il lavoro risulta ricco e nelle stesso tempo agile.

Vescovana Ricerca d’ambiente, realtà di un territorio: Tre comuni (Vescovana, Granze, Barbona). Classe I sez. A della scuola media statale Giovanni XXIII. Insegnante coordinatrice: Barollo GiuseppinaIl lavoro è stato portato a termine dagli alunni della classe prima, nel tempo prolungato, usufruendo di mezzi a disposizione della scuola, quali i computer e la cartografia storica. E’ una ricerca vasta su tutto il territorio comprendente i tre comuni consorziati con la scuola (Vescovana, Granze, Babona), toccando tutti gli aspetti dell’ambiente (fisico-naturalistico e antropologico).

Masi Colombare….33 voci. Scuola Elementare di Colombare. Insegnante coordinatrice: Giuliana Roncolato. Una vivace raccolta spassosa di “fole”, leggende, tradizioni locali e osservazioni della natura e sulla toponomastica del ristretto ambito della località di Colombare.

Boara PisaniStoria di Boara Pisani. Scuola media di Boara Pisani. Insegnanti coordinatrici: Anna Maria Sinigaglia e Maria Teresa Agugliari. Un esempio, anche se presenta alcuni interventi marginali zoppicanti, di come si può fare ricerca su un paese senza ausilio di testi di riferimento e di storie preconfezionate, partendo dalla realtà e usufruendo di documentazione d’archivio e di cartografia storica. La ricerca si è sviluppata, inoltre, su diverse direttrici, tra le quali figurano le fonti orali. E’ stata raccolta una mole di notizie e di dati che a fatica sono stati strutturati in capitoli.

Sezione destinata alla scuola media superiore

Paolo Marcon, Storia di un operaio processato dal tribunale speciale. Insegnante coordinatore: Gino DitadiUna raccolta orale di una storia di un operaio, Luigi Scarmignan, nato a Merlara nel 1900, che attraversò le vicissitudini della prima dittatura fascista, vissute sulla propria pelle, subendo la carcerazione dal 1928 al 1932. L’alunno ha ricomposto il racconto in un diario partecipato del vissuto di un operaio antifascista.