Vincitori della 10^ edizione 1993

Giuria della 10^ edizione

Premio Brunacci per la storia veneta

10^ edizione 1993

La cerimonia di proclamazione dei vincitori ha avuto luogo domenica 14 ottobre alle ore 10 presso il castello di Monselice.

Relazione del Presidente della Giuria prof. Antonio Rigon

Giuria della 10^ edizione

Cari ragazzi, signor sindaci, autorità, signore e signori, I Premi Brunacci compiono dieci anni. È tempo di bilanci. Quando, nel 1984, l’iniziativa, promossa dal prof. Roberto Valandro, prese il via volevamo stimolare le ricerche storiche locali coinvolgendo studiosi, professionisti, storici locali, mondo della scuola, donne e uomini di cultura impegnati a indagare con sguardo aperto e amore disinteressato, la storia veneta nei suoi più diversi aspetti. Era un progetto ambizioso: scuola e ricerca universitaria incontrano difficoltà a camminare insieme, cultura accademica e cultura militante non amano andare a braccetto, quasi sempre con danno dell’una e dell’altra. Abbiamo fatto fatica ma siamo ancora qui, crediamo che il progetto sia ancora valido e ci sembra che i risultati ci diano ragione. Da dieci anni, in una giornata autunnale, convengono a Monselice personaggi di grande statura culturale e fama anche internazionale per ricevere un premio intitolato a quel grande erudito monselicense che fu Giovanni Brunacci, assieme a scolari delle elementari, studenti delle medie inferiori e superiori, giovani neo laureati.

Sono stati premiati nel corso degli anni storici (da Piero Del Negro ad Angelo Ventura) ed intellettuali (Alvise Zorzi, Luigi Meneghello); promettenti studiosi come Raffaella Piva e Lauretta Canato e raffinati filologi come Lucia Lazzarini. Nell’interpretazione del bando non ci siamo mai chiusi in una visione angusta e burocratica-disciplinare della storia. Siamo lieti di aver valorizzato ricercatori come Antonio Mazzetti che studiò con rigore scientifico e animo gentile la flora dei Colli Euganei; e siamo contenti di ave dato il giusto riconoscimento a chi, come Stefano Baccini e Viviana Larcati, ricostruì 75 anni di teatro del Veneto attraverso le vicende della compagnia Città di Este. Nelle affascinanti opere di un Meneghello o di uno Scabia non abbiamo voluto premiare la ricostruzione stoico-filologica che pure ci è cara, ma la capacità poetica di evocare e restituire magicamente un mondo reale e fantastico assieme che ci appartiene e affonda le proprie radici nel Veneto.

Quest’anno il conferimento dei premi maggiori ad uno storico metodologicamente raffinato e ad un uomo di studio e di spettacolo conferma la variazione dei Brunacci a premiare esperienze culturali diverse mentre la relazione tra i lavori degli studenti delle scuole dell’obbligo e medie superiori e l’attribuzione dei premi speciali per tesi di laurea ribadiscono l’attitudine a riflettere lo stato degli studi e della didattica. Se alto è apparso il livello delle ricerche presentate dagli scolari delle elementari e delle medie inferiori (12 lavori), se ottima è stata giudicata la qualità delle tesi (8), meno interessanti nel loro complesso sono risultati i contributi pervenuti dalle scuole medie superiori (4), ove l’importazione tradizionale degli studi limita probabilmente la possibilità di svolgere ricerche secondo le indicazioni del bando di concorso. Nell’insieme poco significative sono risultate anche le opere riguardanti il padovano (5).

Sappiamo che anche l’appuntamento di oggi è stato atteso con interesse. Come membri della giuria abbiamo apprezzato lo sforzo dell’amministrazione di Monselice per celebrare degnamente questo decennale. Le siamo grati, signor Sindaco e siamo grati alla sua amministrazione. L’assessore Scanferla ci segue con un’attenzione esemplare. Desidero manifestargli qui anche a nome di tutti i colleghi la più viva gratitudine. L’organizzazione, a me pare, migliore di anno in anno; il merito è anche di Flaviano Rossetto davvero sollecito e impeccabile nella sua attività di segretario. Un grazie sincero da parte di tutti noi.

Dieci anni fa, quando iniziammo, non pensavamo che l’esperienza dei Brunacci sarebbe durata tanto a lungo. Ora noi della giuria ci ritroviamo un po’ più anziani, qualcuno ci ha lasciato, altri come il prof. Manlio Cortellazzo e Gianantonio Cibotto diventati subito carissimi amici e altri autorevoli membri della giuria stessa si sono uniti a noi. La passione per lo studio, il desiderio di promuovere la ricerca, di incoraggiare i giovani all’esercizio dello scavo nel passato della propria terra sono sempre gli stessi. E sempre lo stesso è il piacere di ritrovare due/tre volte l’anno gli amici della giuria: Chiara Ceschi, Sante Bortolami, Giannantonio Cibotto, Camillo Corrain, Giannino Scanferla, Flaviano Rossetto. Dopo dieci lasciatemi ringraziare anche loro per le molte ore serene passate assieme e per la loro amicizia.

Sezione libro Veneto

La giuria ha assegnato il premio Premio Brunacci  1993 al libro:

Achille Olivieri, Riforma ed eresia a Vicenza nel’500. Roma, Herden  1992.

Achile Olivieri

MOTIVAZIONE: Si tratta di una approfondita riflessione storica su uno dei principali centri della Riforma veneta ed italiana tra la fine del 400 e la repressione post tridentina (1563). L’influenza del Valla e la figura di Gian Giorgio Trissino dominano la prima fase del dibattito culturale (“Chiesa Purificata”, “Libero arbitrio”). In quest’ambiente la penetrazione del pensiero di Erasmo è profonda e crea un pubblico numeroso di uomini e donne (Olimpia Morato) che si appassiona al dibattito religioso sulla Riforma. Alessandro Trissino è il nuovo punto di riferimento (dal 1545 al 1563 d oltre) per le “congregazioni” calviniste, per i seguaci di Zuvingli e gli anabattisti: la sua villa di Lanzè diviene un punto di incontro per i riformati italiani e d’Oltralpe. Dopo il 1563 la repressione colpisce duramente gli eretici vicentini costretti a scegliere tra la fuga e il martirio: il Trissino ripara in Svizzera, Odoardo Thiene ad Heidelberg (Germania). Ma il filone sotterraneo del pensiero riformato non si estingue con le condanne dell’Inquisizione o con le fughe dei protagonisti: l’idea di Tolleranza del Trissino e dei suoi compagni ricompare nell’Illuminismo settecentesco. Il poderoso saggio dell’Olivieri (quasi cinquecento pagine) offre una stimolante prospettiva per una rilettura del fenomeno della Riforma veneta in cui si intrecciano influenze umaniste, nostalgie del Cristianesimo primitivo, mito veneziano e fascino del Gran turco (Giovan Maria Angiolello). Nel giardino di Cricoli si profila un mondo di uomini simili agli dei ai quali spetta di aggiungere nella storia del genere umano il seme dell’innovare. Questo seme non sarà intrigato dalla repressione o dalla fuga degli “eretici”: la storia dell’eresia è di lunga durata.

Sezione libro padovano

La giuria ha assegnato il premio Premio Brunacci – Monselice 1993 al libro:

Giuliano Scabia, Nane Oca   –  Maggiori info  su Giuliano Scabia

Motivazione: Il volumetto, che sfugge ad ogni classificazione di genere (è, e non è favola, romanzo, fantanovella, memoria, descrizione onirica e rappresentazione scenica), è indubbiamente e profondamente originale. Racconta l’inverosimile storia, percorsa da numerose deviazioni narrative, del protagonista Giovanni alla ricerca del momon. Giovanni è figlio di una fata, che, sposandosi, ha perduto tutti i suoi poteri, ma gli promette che riuscirà a trovare la magica sostanza, che alla fine si rivelerà l’albero della vita. Eppure, in questo aggrovigliato avvicendarsi di racconti fantastici, vissuti in un ininterrotto illogico e conturbante sogno, due elementi portano alla realtà concreta del quotidiano: l’ambientazione e il linguaggio. E’ vero che l’autore, manipolando le parole e trasferendole di categoria, tenta di occultarne i riferimenti precisi, ma chi è vissuto a Padova non fa fatica a riconoscere in certi personaggi, anche di contorno, come il Pesce Baùco, Maria Panciadiscuscita, Peggio di Stella, tutta una spicciola cronaca cittadina, depositata nel ricordo della collettività urbana. E il viaggio di un eremita dai Colli Euganei alla Piazza della Frutta si alimenta di precisi riferimenti toponomastici, facilmente identificabili anche quando non espliciti. La lingua del “romanzo” è nervosa, nuova, audace in certi ripetuti composti, anche violentata nel gioco fanciullesco di rovesciare le frasi (e “la figliola della fata”, per esempio diventa la “gliolofi ladel fata”), ma anch’essa ricca di padovanità, come nell’elenco di parole dialettali, di cui il protagonista amerebbe conoscere la storia. Mai Padova e il Padovano hanno avuto un’esaltazione così fantastica e un tributo d’amore tanto largo, quanto sommesso.

Giuliano Scabia durante la premiazione

Sezione Tesi di Laurea

La giuria ha premiato due tesi di laurea.

Viviana Gottardo, Movimento demografico a Battaglia (nel XVII secolo), discussa presso la facoltà di Lettere di Padova. Aa 1991 – 92. relatori prof. Federico Seneca e Franco Fasulo;  Motivazione: Lo studio compie la prima ricognizione, sulla base di una ricca documentazione d’archivio, sulle vicende demografiche di una comunità parrocchiale del ‘700. Dopo una ricca introduzione sulla vita economica e sociale di Battaglia (navigazione, commercio, attività industriali ed agricole) lo studio si concentra sulla vita della gente comune, assai poco nota in un’epoca generalmente conosciuta solo in ragione delle ville venete o dei capolavori letterari ed artistici. La laureanda affronta così sulla base degli archivi parrocchiali, delle visite pastorali e delle anagrafi venete temi quali l’età media alla morte di uomini e donne (di poco superiore ai 20 anni per i primi e di 24 per le altre, a causa dell’altissima mortalità infantile) l’età al matrimonio ed al primo parto, l’intervallo protogenesico ed intergenesico, la durata della fertilità coniugale, il numero dei figli per coppia e altri, fornendo un importante contributo alle conoscenze storiche della Bassa Padovana. Lo studio, di oltre 450 cartelle, è scritto in maniera scorrevole e talvolta vivace, nonostante l’apparente aridità dell’argomento e meriterebbe di venire pubblicato, segnalandosi per novità di informazioni in un panorama di storie locali e localistiche raramente esaltanti.

Barbara Stevanin, Il ruolo della storia nelle memorie di letteratura e grammatica, Istoria e mitologia” di Girolamo Polcastro. Discussa presso l’Università di Padova, Facoltà di Lettere e Filosofia. Anno accademico 1991-1992. Relatore: A. Olivieri

Premi speciali

Infine la Giuria invita l’Amministrazione comunale ad attribuire uno speciale riconoscimento alle seguenti tesi di laurea che hanno partecipato alla X edizione della manifestazione, classificandosi immediatamente dopo le due tesi vincitrici. I due lavori si segnalano per la complessità degli studi compiuti rispettivamente nello studio della Villa Foscarini di Pontelongo presentando anche un serio progetto per la sua conservazione e – per la seconda tesi – un’accurata ricerca storica compiuta sui gionali dell’epoca che ampiamente hanno trattato i problemi agragi derivanti dall’introduzione della meccanizzazione nelle campagne venete:

Andrea Nante, La villa e il giardino Foscarini a Pontelongo. Storia e conservazione. Discussa presso l’Università di Udine, Facoltà di Lettere e Filosofia. Anno accademico 1991-1992. Relatore: Sergio Polano, Correlatore: Susanna Pasquali.

Roberto Sinigaglia, La meccanizzazione dell’agricoltura nel Padovano tra l’Ottocento e i primi del Novecento. Discussa presso l’Università di Padova, Facoltà di Scienze Politiche. Anno accademico 1991-1992. Relatore: Antonio Lazzarini. Motivazione Trattasi di uno studio ben impostato, che si è avvalso di dati minuziosamente raccolti da quotidiani e periodici locali dell’epoca, quali il Raccoglitore, il Giornale degli Economisti, la Cooperazione Rurale, il Veneto, l’Agricoltore Atestino, l’Eco dei Lavoratori e di pubblicazioni di vario genere, comprese quelle dei Comizi Agrari. Anche la bibliografia consultata è alquanto nutrita e puntualmente citata. Il panorama agricolo-economico-demografico della campagna padovana tra il 1866 e il 1914 risulta nelle sue giuste connessioni e riflessioni. Il gioco tra le componenti sociali che operarono in un ambiente povero e spesso legato a pregiudizi e tradizioni ancestrali è rappresentato con partecipazione. Il lavoro merita senz’altro di essere preso in considerazione per un primo Premio Brunacci della categoria.

Scuole dell’Obbligo

Scuola Media G. Negri – Cinto Euganeo Cl- ID, coordinatore Anita Pignataro: Quando le campane parlavano. Trattasi di una ricerca su fonti orali, con un’introduzione di documentazione bibliografica. Il livello è buono.

Scuola Media di Lozzo Atestino C. IB, coordinatore Egidio Ivetic: Ricordi d’infanzia a Lozzo Atestino (1900-1940). Il lavoro risulta equilibrato e armonico. Esso è il frutto di una ricerca orale, che si trasforma in un racconto affascinante. Merita di essere premiato.

Scuola Media di Arquà Petrarca, sez. staccata della Sc. Media Guinizzelli di Monselice Cl. 2A, coordinatore: Gamba Mariolina: Immagini di un medioevo minore del territorio euganeo – Spunti e proposte per una ricerca. E’ un bell’esempio di proposta didattica su aspetti di vita del ‘200, in ambito euganeo. Il quaderno dovrebbe essere presentato in un’altra sezione dei Premi Brunacci.

Scuola Media Guinizzelli di Monselice Cl. 3A, coordinatore Franca Donato: La scuola Media G. Guinizzelli tra passato e futuro. La ricerca si è svolta tra marzo e giugno ed è alquanto articolata. Praticamente, gli alunni, assieme alla loro insegnante, hanno affrontato un lavoro ben organizzato, suddiviso in una ricerca d’archivio, sia in ambito scolastico, sia in quello comunale, per risalire alle varie tappe burocratiche che precedettero la fondazione di detta istituzione, e in una elaborazione dei dati sulla frequenza e sull’area di utenza in detta scuola nei primi anni di vita fino a portarsi al 1992, mettendo in luce il suo inserimento tra le altre istituzioni. Il lavoro si può definire ottimo e merita di essere premiato.

L’insegnate Franca Donato

Scuola Media Guinizzelli di Monselice, Cl. 3B coordinatore Franca Donato: Monselice e il suo territorio. La ricerca si staglia essenzialmente sull’urbanistica, avvalendosi del PRG, completandosi poi nella ricerca in loco, con esemplificazioni pratiche.

Scuola elementare G. Cini, Cl. 2A coordinatori Candeo Emanuela, Ciato Maria Valeria, Ciliesa Rosa, Sturaro Sandra: Le mie radici. E’ una storia con un processo retrogrado, che parte dalla nascita o meglio dal come si nasce, e si allarga retrospettivamente alla conoscenza dei progenitori immediati, con larghi spunti del vissuto di un tempo, illustrati da considerazioni e immaginazioni degli alunni. E’ un lavoro, anche se sostenuto largamente dall’insegnante, meritevole di un premio.

Scuola elementare A. Naccari di Arquà Petrarca, Cl. 5A e B coordinatori Liviero Adelina, Veronese Costanza e De Poli Antonio: Scopriamo Arquà Petrarca. E’ il frutto di itinerari scelti nell’abitato e nel territorio di Arquà, con illustrazione di monumenti significativi, di ville, della vegetazione collinare circostante, con una giustificata deviazione sulla vita del Petrarca.

Scuola Elementare G. Cini, Cl. 4A e B, coordinatori Veronese, Rizzo, Bassani e Cascadan: Abbazia di Santa Maria di Praglia. Dalla ricerca sul complesso abbaziale di Praglia si traggono spunti di allargamento del discorso sulla vita monastica, sulla regola benedettina, sugli altri impianti benedettini del territorio, sulla scrittura e sul materiale scrittorio, sull’orto dei semplici. E’ un buon lavoro.

Luigi Masin con l’opera per il decennale del brunacci