Vincitori della 12^ edizione 1995

Guido TIGLER, Il postale maggiore di San Marco a Venezia. Aspetti iconografici e stilistici dei rilievi ducenteschi

PREMIO BRUNACCI  PER LA STORIA VENETA

XII edizione 1995

La cerimonia di proclamazione dei vincitori si è svolta il 19 novembre 1995 nella Pieve di Santa Gistina di Monselice. La giuria dei Premi Brunacci era composta dai professori: Antonio Rigon (presidente), Sante Bortolami, Chiara Ceschi, Gianantonio Cibotto, Camillo Corrain, Manlio Cortelazzo, Franco Fasulo, Enrico Zerbinati e l’Assessore alla Cultura Carla Montelatici.

 

Premiazione nel duomo vecchio

Relazione del Presidente della Giuria prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, signore e signori, come ogni anno la mia brevissima relazione non avrà soltanto un carattere tecnico. I Brunacci sono un osservatorio in qualche modo privilegiato per cercare di capire le tendenze della didattica della storia nella scuola dell’obbligo e nelle medie superiori, per seguire l’evoluzione dei metodi e degli interessi della ricerca universitaria nel settore storiografico, per valutare lo stato degli studi storici in ambito regionale. Temi che interessano i membri della giuria, tutti variamente occupati nella scuola e nell’università, ma che certamente coinvolgono in senso più ampio quanti hanno a cuore i problemi della cultura e quelli dell’istruzione, della formazione e dell’educazione civica dei giovani.

Dodici anni di esperienza hanno reso chiaro che a una buona partenza nella scuola dell’obbligo e in particolare alle elementari, ove è alto l’impegno degli insegnanti nel guidare i propri allievi alla conoscenza del passato attraverso un metodo che dallo studio dell’ambiente e della tradizione storica locale si apre a quadri più generali, segue un vuoto nelle scuole medie superiori, dove l’insegnamento della storia lascia debolissime tracce nella preparazione dei giovani, come è possibile verificare all’università dove la cultura di base degli studenti nelle discipline storiche appare assai modesta.

L’eccellenza delle tesi di laurea che annualmente concorrono ai Premi Brunacci dimostra, tuttavia, che capacità di giovani e impegno dei docenti possono far superare carenze iniziali e intralci di strutture. In che misura è difficile dire; certo, come si è ripetuto più volte, le tesi di laurea superano spesso di gran lunga per qualità e serietà scientifica tanta paccottiglia di pubblicazioni locali prive di contenuti minimamente attendibili, utili solo a soddisfare malriposte vanità e a sprecare denaro pubblico e privato. Sollecitati spesso e volentieri ad abbassare la guardia e a ridurre il tasso di serietà e rigore per l’attribuzione dei Premi, abbiamo sempre resistito. E’ così che tra i vincitori dei Brunacci negli anni passati troviamo alcuni fra i più bei nomi della cultura veneta: da Angelo Ventura a Pietro del Negro, da Alvise Zorzi a Lucia Lazzerini, da Luigi Meneghello a Giuliano Scabia. Con loro e con altri, molti giovani e giovanissimi sono stati premiati anche nelle sezioni per così dire maggiori. E’ una linea confermata anche quest’anno, come si vedrà fra poco alla proclamazione dei vincitori.

Alla XII edizione (1995) sono stati presentati 39 lavori: 17 per la scuola dell’obbligo e per le scuola medie e superiori, 7 per la sezione tesi di laurea o lavori assimilabili, 12 per il libro edito riguardante il padovano, 3 per la sezione speciale.

La Giuria si è riunita 2 volte: l’11 ottobre e il 23 ottobre 1995. Forse più che in altre occasioni la discussione è stata animata. In presenza di ricerche condotte con amore e passione nelle scuole, di tesi di laurea documentate e brillanti, di libri diversissimi per impianto e contenuti, le scelte non sono sempre state facili. Sentirete fra poco i nomi dei vincitori e le motivazioni che giustificano il conferimento dei premi. Qui devo ricordare che per questa edizione si è aggiunto, in occasione del centenario federiciano, un premio speciale per uno studioso che si sia distinto negli studi di storia della cultura nell’età di Federico II. Molto più di altre città Monselice, terra diletta e possesso speciale dell’impero, ha buone ragioni per commemorare l’imperatore che tanto colpì e colpisce ancora l’immaginario collettivo: all’iniziativa di Federico II che nel 1239 soggiornò in Monselice, tenendovi la sua corte e il suo tribunale, si deve la costruzione della rocca e il conseguente spostamento dell’antica pieve di S. Giustina nella sede nella quale si svolge oggi questa famosa cerimonia.

 II. Posso aggiungere che, in virtù delle sue antiche origini venete, ama questa terra, la sua cultura, la sua gente. Credo che Monselice non potesse trovare modo migliore per celebrare, come desiderava, il centenario federiciano. Ma voglio ricordare anche che altre prestigiose manifestazioni come il Premio Città di Monselice per la traduzione o le recenti iniziative volte a valorizzare le ricerche di Giuseppe Billanovich attorno a Bartolomeo da Valmontone arciprete di Monselice, indicato quale autore della trecentesca Cronaca romana, o ancora, i preziosi scavi archeologici sull’area della Rocca, pongono Monselice al centro dell’attenzione del mondo della cultura e degli studi. Per queste attività bisogna essere grati al Sindaco, all’assessore Montelatici, all’attuale Amministrazione, agli enti pubblici e privati che le sostengono, i quali, facendo propria una precedente tradizione (e mi sia consentito di ricordare, per ciò che riguarda i Brunacci, gli ex assessori alla cultura Vittorio Bertazzo e Giannino Scanferla), con l’intenzione di potenziarla, stanno rendendo Monselice una piccola capitale degli studi storici, archeologici e filologico-letterari nel Veneto.

 

Giuria

SEZIONE LIBRO VENETO

Questo premio è stato quindi assegnato a

Guido TIGLER, Il postale maggiore di San Marco a Venezia. Aspetti iconografici e stilistici dei rilievi ducenteschi.Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, 1995.

LIBRI RIGUARDANTI LA STORIA DEL PADOVANO

Per questa sezione sono giunti alla segreteria nei termini indicati nel bando di partecipazione 12 pubblicazioni. La Giuria dopo un’attenta valutazione ha deciso di attribuire il premio a

Ruggero MARCONATO, Civiltà veneta di Terraferma. Loreggia dal medioevo al secolo ventesimo. Cittadella, Biblioteca Cominiana, 1994.

MOTIVAZIONE: L’opera offre i risultati di una laboriosa ricerca di achivio, lontana dai facili effetti (nostalgia di un mondo scomparso) che spesso caratterizzano le storie locali. L’autore esamina le trasformazioni del paesaggio agrario e della società di Loreggia come caso esemplare di un paese della Terraferma veneta nel corso di secoli (fiumi e mulini, boschi e paludi, colture agricole e fiscalità civile e religiosa, condizioni igienicosanitarie ed abitazioni, “casoni” e ville venete). Nascono così, sempre sulla base di una rigorosa ricerca di documenti inediti, capitoli esemplari come quello sull’assetto proprietario a Loreggia: attraverso lo spoglio paziente di estimi veneti e di catasti austriaci ed italiani l’autore delinea il formarsi della grande proprietà nobiliare veneziana, della nobiltà padovana e della loro successsiva disgregazione sino al costruirsi nel secolo XIX della grande possidenza israelitica. Si tratta insomma di un lavoro serio e ben documentato che merita di essere segnalato all’attenzione del pubblico dei lettori e degli Enti pubblici (comuni, biblioteche, banche) che finanziano spesso le storie locali. Occorre privilegiare la ricerca d’archivio se si vogliono ottenere libri nuovi e dignitosi, utili all’approfondiemento delle conoscenze sul territorio e delle condizioni di vita delle popolazioni venete, in un’ottica non municipalista, che non privilegi le glorie locali ma che tenti l’esplorazione di nuovi continenti. Il Premio Brunacci al libro di Ruggero Marconato vuole essere anche un segnale di questa direzione.

Tesi di laurea

R. CALLEGARI, La pala d’altare rinascimentale a Padova (1450-1520). Università UD, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1993-94, relatore prof.ssa S. Mason Rinaldi;

M. CIATO, Francesco Belli. Osservazioni nel Viaggio, Università PD, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1993-94, relatore prof.ssa G. Auzzas.

MOTIVAZIONE: La ricerca offre un utile contributo alla conoscenza della letteratura di viaggio nel XVII secolo in ambiente veneto. Il Belli, un sacerdote e letterato vicentino, pubblica nel 1632 a Venezia il resoconto del viaggio, compiuto nel 1626-27 al seguito di Giorgio Lorzi, ambasciatore della Repubblica Veneta ad Amsterdam ed a Parigi. Alla narrazione si intrecciano digressioni storiche e letterarie, disquisizioni accademiche e ventisette sonetti di vario argomento. Lo studio della dott.ssa Ciato si articola in due momenti: nell’introduzione si delinea l’opera del Belli nel contesto del mondo culturale veneto del primo Seicento, quindi si presenta il testo, corredato da un ricco apparato di note (oltre 1100) nelle quali si chiariscono aspetti significativi od oscuri, con una accurata e diligente ricerca che si giova di una ricca bibliografia. L’autrice rivela buone capacità di analisi e chiarezza espositiva che rendono persuasivo il lavoro condotto con serietà di metodo e scrupolosa accuratezza.

SEZIONE SPECIALE PER VIII CENTENARIO DELLA NASCITA DI FEDERICO II

Per questa edizione dei Premi Brunacci in occasione delle manifestazioni legate all’ottavo centenario della nascita di Federico II, sono stati riservati due premi speciali uno per gli studiosi della storia e della cultura nell’età di Federico II e l’altro per gli studenti della scuola dell’obbligo monselicensi che abbiano svolto una ricerca sul tema Federico II, Ezzelino III da Romano e la città di Monselice.

Il premio speciale riservato ad una ricerca di studenti della scuola dell’obbligo è stato assegnato alla ricerca Un antico castello tra festa e quotidianità, eseguita dagli alunni delle classi IV della scuola elementare G. Cini. Insegnanti Mariavaleria Ciato, Rosa Ciliesa, Lorena Finco, Maria Liberni e Sandra Sturaro. Con la seguente motivazione: il lavoro consiste in una ricerca su alcuni aspetti di vita medievale, dalla religiosità all’alimentazione, dalle feste a corte alle tecnologie riguardanti la fabbricazione della carta e la preparazione della pergamena. Il tutto viene poi orientato sulle realtà monumentali di Monselice e sui miti medievali del luogo. La ricerca è briosa come le illustrazioni.

La Giuria ha quindi scelto tra gli studiosi, quale vincitore del premio speciale il prof. Gilmo Arnaldi, Presidente del prestigioso Istituto storico italiano per il medioevo, coordinatore del Comitato nazionale per le manifestazioni federiciane, fine indagatore della cronachistica, delle università, della cultura nell’età di Federico II

SCUOLE DELL’OBBLIGO

Iniziamo con la premiazione delle ricerche partecipanti alla sezione destinata alla scuola dell’obbligo e alla scuola media superiore. Per questa edizione del premio sono pervenute 17 ricerche, ne saranno però premiate solo 10. Le motivazioni sono state formulate dal prof. Camillo Corrain.

Iniziamo con le scuole elementari e precisamente con la ricerca: Comune di San Pietro Viminario, provincia di Padova eseguita dalla classe III della Scuola Elementare S. Giovanni Bosco. Insegnante coordinatrice: Lidia Grassetto. Il lavoro viene premiato sulla base della seguente motivazione: trattasi di una ricerca storica sulla cappella della Madonna Assunta (Sec. XVII-XVIII). Il lavoro è serio, correttamente svolto, raggiunge lo scopo di abituare l’alunno all’indagine mediante la documentazione.

La seconda ricerca è intitolata Progetto ambiente ’95- Le acque di Monselice ed è stata eseguita dagli alunni della Scuola Elementare Diego Valeri di Monselice. Insegnanti coordinatrici: Alida Barbetta, M. Beatrice Grosselle, Daniela Maccagnan, Giuliana Mazzetto, Gabriella Veronese. Ed è stata premiata con il seguente giudizio: è una brillante ricerca svolta con alunni delle classi terze, quarte e quinte. Essa può ritenersi un ottimo modo di introdurre gli alunni nella logica del metodo scientifico: si parte dall’individuazione dei vecchi pozzi, per compiere osservazioni sulla profondità della falda di ciascuno, sui loro collegamenti o no con pompe, il tutto con elaborazione dei dati con vari tipi di aerogrammi; si passa quindi alle trivellazioni prospezioni più profonde, alle reti idriche urbane dei moderni acquedotti, con osservazioni sul ciclo dell’acqua, e da ultimo, all’individuazione del percorso di alcuni corsi d’acqua.

La terza ricerca è intitolata: E’ più facile spezzare un atomo che rompere un giudizio, ed è stata eseguita dagli alunni delle classe V A e V B della Scuola Elementare “G. Cini” di Monselice. Insegnanti: Marialuisa Crozzoletti, Mara Cascadan, Maria Teresa Spagna, Lorena Finco, Simonetta Salvan; viene premiata con il seguente giudizio: partendo da una massima di Einstein si giustifica un’elegante e metodica ricerca sui radicati preconcetti che permangono anche attualmente. I sussidi usati sono vari: test che si concludono con grafici, raccolta selezionata di fatti tratti dalle cronache di giornali, una raccolta di dati sugli usi e costumi di vari popoli, una disamina di ghetti storici e una drammatizzazione sui campi di concentramento.

Il quarto lavoro è Calendario metereologico naturalistico. Ricerca eseguita dagli alunni delle classi II – III – IV della Scuola Elementare “A. Gabelli” di Valsanzibio. Insegnante: Michela Desiderà; ed è stato premiato con il seguente giudizio: il motivo della costruzione di un calendario dei vari mesi attraverso le erbe del bosco ha prodotto una serie di gustose tabelle, con eleganti disegni e informazioni farmaceutiche sulle piante, con ricette e altre piacevoli noticine.

Per le scuole medie iniziamo con la ricerca Con gli occhi della curiosità: la riconquista della città, eseguita dalla classe II A della Scuola Media di Arquà Petrarca. Premiata con il seguente giudizio: è un rilevamento dei vari segni del tempo nell’abitato di Arquà. Tale ricerca si è rivelata praticamente in una entusiasmante caccia dei vari elementi che si sono trasmessi come note senza alcuna funzionalità nelle odierne esigenze della vita. E’ appunto attraverso questo rilevamento che sorge l’esigenza di una riappropriazione consapevole di questa eredità. Il lavoro si può definire ineccepibile.

La seconda ricerca premiata è La villa di Saletto negli estimi del territorio della seconda metà del Seicento, eseguita dagli studenti della classe III B T.P. della scuola media statale di Saletto. Insegnanti: Riccardo Andreoli, Renato Ponzin. Viene premiata con il seguente giudizio: il lavoro è alquanto interessante e originale. Esso si basa esclusivamente su carte catastali del Seicento, ricavando una dovizie di informazioni paleoambientali, accompagnate da una ricerca particolarmente fitta sulla toponomastica dell’epoca, supportata da considerazioni sulle origini e permanenza di alcuni toponimi.

Il terzo lavoro è Il nostro territorio: conoscerlo per valorizzarlo elaborato dagli studenti della classe I B della Scuola Media “Giovanni XXIII” di Vescovana. Insegnante Giuseppina Barollo. Premiato con il seguente giudizio: gli alunni, seguiti dai loro insegnanti hanno affrontato diversi aspetti del territorio: cartografico storico e attuale, ubicazione degli insediamenti più antichi ed evoluzione del disegno dell’ambiente umanizzato, rilevamento con foto, disegni e notizie di alcune costruzioni notabili nei comuni di Vescovana, Barbona, Granze e Stanghella. Questo è il frutto di un buon lavoro svolto nel tempo prolungato.

La quarta ricerca è Episodi della Resistenza ricostruiti attraverso testimonianze orali, eseguita dagli studenti della classe III D della scuola media di Megliadino S. Vitale. Insegnante: Carla Marchetti. Viene premiata con il seguente giudizio: i ragazzi hanno intervistato paesani che hanno vissuto in prima persona le altrocità nazi-fasciste, raccogliendo in tal modo una ricca documentazione sul vissuto di un paese della Bassa nel triste periodo dell’ultima guerra. La lettura dell’elaborato è agile e piacevole.

La quinta ricerca è intitolata Conoscere e rispettare. Progetto di formazione ambientale, eseguita dagli studenti delle classi I B, I C, I D della scuola media statale “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti: Daniela Bertagno, Lucia Destro, Elda Ferrarese, Lauretta Greggio, Giannino Martinello, Raffaele Mascetti, Manuelita Masia, Chiara Padovan, Giuseppe Pavan. E’ stata premiata con il seguente giudizio: la ricerca ha prodotto un libro elegantemente illustrato con schede di descrizione dei dati su tutte le piante arboree scientificamente rilevate e descritte dell’area verde della scuola. Tale metodica si allarga poi per una analisi storica del popolamento floristico dei Colli Euganei. Il lavoro risulta notevole specialmente per le illustrazioni puntuali e piacevoli.

La sesta ricerca è intitolata Il Casone: laboratorio di cultura contadina, è stata eseguita dagli alunni delle classi III A e III B della scuola media statale Don Paolo Galliero. Insegnanti coordinatori: Guido Marsili, Angelo Tassinato, Mariangela Zerbetto. Viene premiata con il seguente giudizio: è un lavoro ben mirato e proporzionato, correttamente svolto nelle varie fasi, secondo una precisa progettazione. Nella ricerca, che si è snodata su cinque unità didattiche, si è analizzata la documentazione di vario tipo, dalla cartografia, alla bibliografia, dallo scritto d’archivio alla conoscenza oggettiva, con rilevazioni fotografiche, ricostruzioni con materiale plastico, disegni e con riferimenti musicali dell’epoca delle costruzioni notevoli del comune.

A conclusione è stato eseguito un concerto di Musiche e danze dal Medioevo al Rinascimento, a cura del gruppo Concertus Euganeus nella foto sotto