Vincitori della 22^ edizione 2005

PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA

VINCITORI DELLA 22^ EDIZIONE 2005

La cerimonia di proclamazione dei vincitori ha avuto luogo il 30 ottobre 2005 nella Pieve di Santa Giustina.  Relazione del Presidente della Giuria Prof. Antonio RIGON

Cari ragazzi, autorità, signore e signori,

Quando ho cominciato a pensare a questa breve relazione, facendo il confronto con altre esperienze simili sulle quali sono coinvolto, non ho potuto non provare un senso di ammirazione per Monselice e per i Monselicensi. Non lo dico per accattivarmi simpatie e consensi: dopo periodi ventennali viene semmai il desiderio di passare la mano ad altri. Il fatto è che mentre altrove (parlo per conoscenza diretta) prevalgono le piccole rivalità, le angustie locali, il disinteresse dei cittadini per iniziative che abbiano al centro la cultura storica, artistica e letteraria, a Monselice le cose non stanno così:

  1. Un pubblico tanto numeroso – in questa come nelle precedenti edizioni del Premio – impegnato a seguire e a prendere parte ad un avvenimento culturale non destinato a finire nelle televisioni o nei giornali, in quanto evento mediatico, è un fenomeno unico e, molto indefinibile;
  2. Due prestigiosissimi Premi come il Brunacci e il Premio per la traduzione letteraria in una città di non grandi dimensioni come Monselice sono anch’essi un fatto unico;
  3. Le ricerche storiche su Monselice sono in continua espansione; è appena uscito nella collana di “Fonti per la storia della Terraferma veneta” il Liber iurium di Monselice ed è pronto per la stampa un volume che raccoglie i Monumenti monselicensi dell’archivio del monastero di San Zaccaria di Venezia;
  4. Il lavoro della Giuria si è svolto e si svolge sempre in totale autonomia senza interferenze e pressioni di sorta. Siamo davvero fortunati; così è stato anche quest’anno.

Sono pervenute alla Giuria 36 opere: 12 per la sezione destinata alla scuola dell’obbligo, di cui 4 presentate per il Premio speciale istituito per ricordare il XVII centenario di Santa Giustina. A questo proposito mi piace sottolineare come i Brunacci siano aperti, attenti a vagliare e definire di volta in volta (come in questo caso) proposte di inserimento di Premi speciali legati alla volontà di celebrare e valorizzare avvenimenti, figure, personaggi della storia veneta. Anche questo è un modo per rispondere positivamente alle richieste di cultura e di approfondimento delle tradizioni locali che vengono dal basso. Nella sezione riservata alle tesi di laurea sono stati presentati 9 lavori, mentre in quella relativa alle pubblicazioni sono giunte 15 opere. Si tratta, complessivamente, di un buon numero, che testimonia interesse, per il Brunacci e una partecipazione attiva e sentita. La Giuria rileva con soddisfazione come alcuni suggerimenti e alcune osservazioni fatte in passato circa la necessità di favorire nelle ricerche dei ragazzi della scuola dell’obbligo una maggiore spontaneità  senza interventi troppo pesanti dei docenti, siano stati accolti. In merito alle tesi di laurea esse sono state sempre un fiore all’occhiello dei Brunacci. Quest’anno però per la prima volta, la Giuria – a  parte le eccezioni delle due tesi vincitrice nelle quali la Giuria ha premiato l’impegno profuso da Matilde Silvani e Laura Spillere – deve contestare con preoccupazione, uno scadimento generale del livello di questo genere di lavori. Come era facile prevedere la riforma cosiddetta del tre più due degli ordinamenti universitari ha inciso negativamente sulla qualità degli studi, almeno per ciò che riguarda la prova finale (le tesi appunto) che sull’area umanistica era un elemento qualificante e momento alto nella formazione dei giovani. La cosa mi dispiace  e alla luce di questi mutamenti, occorrerà comunque rivedere fin dal prossimo anno il bando dei Premi Brunacci per questa sezione. Come apparirà nelle motivazioni che tra poco verranno lette, autori e opere premiati quest’anno con il Premio Sigillo Monsilicis per la civiltà veneta e con il Premio riguardante la storia del Padovano rendendo onore ai massimi livelli, alla ricerca in campo storico, storico artistico e storico culturale che si svolge nel Veneto e sul Veneto. Mentre spiace non aver potuto tenere in considerazione lavori anche eccellenti che eludono però dall’ambito dei Brunacci, la Giuria ritiene di dover segnalare con particolare calore, accanto ai libri premiati, i volumi di Aldo Tumiatti su Taglio di Porto Viro e di Ferruccio Sabbion su fascismo e resistenza nel conservano, oltre al libro su Cervarese Santa Croce a cura di Espen e Grandis. Detto all’inizio dei meriti di Monselice e di monselicensi non posso infine che ringraziare come sempre l’Amministrazione comunale di Monselice e in particolare il Sindaco Fabio Conte, all’Assessore alla cultura Giovanni Bellico, la Regione Veneto e gli sponsor (Amici dei Musei, Vittorio Lazzarin e la Banca di credito cooperativo di Lusia e Cavazzana e il Vicariato di Monselice) che generosamente sostengono questa iniziativa.

Premio sigillo Monsilicis per la civiltà veneta assegnato a:

Giorgio Fossaluzza, Gli affreschi nelle chiese della Marca Trevigiana dal Duecento al Quattrocento, Fondazione Cassamarca, 2003

MOTIVAZIONE. La giuria dei Premi Brunacci attribuisce, unanime, il “Sigillum Monsilicis per la Civiltà veneta” all’opera di Giorgio Fossaluzza Gli affreschi nelle chiese della Marca trevigiana dal Duecento al Quattrocento edita dalla Fondazione Cassamarca di Treviso nel 2003. Si tratta di un’opera monumentale (quattro volumi per circa 2000 pagine con centinaia di illustrazioni in bianco/nero e a colori, in gran parte di opere inedite, stampati con grande sapienza tipografica) che costituisce un contributo di altissimo significato, per originalità e ampiezza di risultati scientifici alla conoscenza della cultura veneta, esplorata nell’espressione visiva impalcata negli affreschi delle chiese della Marca trevigiana nel corso dei due secoli che tragittano dal Duecento al Quattrocento. Un patrimonio sin qua solo parzialmente indagato, e prezioso, non solo per i vertici di assoluta qualità con cui spesso si afferma, ma anche in quanto intessuto dal confronto e dal dialogo con i linguaggi e gli stilemi di aree non soltanto venete viciniori e sostenuto da una complessità contestuale (i livelli sociali della committenza; i sostrati di cultura religiosa, dottrinale, filosofica, letteraria) di straordinaria articolazione. Un simile “territorio” culturale è messo in luce dal Fossaluzza attraverso un’orchestrazione sempre vigile e mai stridente – e rara – della meticolosa inchiesta archivistica, dell’acribia filologica e della lucidità del giudizio storico-critico, che fanno del suo lavoro una referenza ineludibile, e un punto di riferimento necessario per la conoscenza della cultura non solo figurativa, nel corso di due secoli cruciali, della terra veneta.

Opera segnalata

Aldo Tumiatti, Il Taglio di Porto Viro. Aspetti politico-diplomatici e territoriali di un intervento idraulico nel Delta del Po (1598-1648), Diemme, 2005.

Libro sulla storia padovana assegnato a:

Lorenzo Tomasin, Testi padovani del Trecento, Esedra, 2004.

Una silloge di cinquanta testi documentari, in massima parte inediti, relativi al secolo XIV (dal 1336 circa al 1380) consente di tracciare una descrizione generale del volgare padovano in età carrarese, che si salda idealmente con i lavori di Gustav Ineichen e di Gianfranco Folena rispettivamente sul Libro agregà de Serapiom e sulla Bibbia istoriata padovana, opere risalenti all’ultimo scorcio del secolo. I testi raccolti in questo volume consistono perlopiù in inventari, conti, materiali preparatori di cause civili, lettere e altri documenti di pertinenza notarile, particolarmente utili anche per le attestazioni lessicali, che spaziano dall’ambito notarile e giuridico a quello dell’agricoltura, dell’artigianato e della vita quotidiana.

Opere segnalate per la storia padovana

-Alberto Espen e Claudio Grandis, Cervarese S. Croce. Profilo storico di un comune del padovano tra Bacchiglione e colli Euganei, “Il Prato”, 2004

-Ferruccio Sabbion, I testimoni raccontano: fascismo e resistenza nel conselvano, Comune di Conselve, 2005.

Tesi di laurea

Matilde Silvani, Le oreficerie liturgiche del vicariato di Monselice, relatrice prof. Giovanna Baldissin Molli

Laura Spillere, L’illuminato “Giornale enciclopedico” di Elisabetta Caminer Turra, Università degli Studi di Padova, corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Relatore prof. Carlo Fumian

Premio Lazzarin – Ricerche scuole dell’Obbligo

ANGUILLARA VENETA – C’era una volta … la scuola – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 2^A e 2^B della Scuola Media “G. Marconi” di Anguillara Veneta. Insegnanti coordinatori: Giorgio Capuzzo, Luigi Antonio Cecchinello, Roberto Manfrin, Loredana Zoppellari. Motivazione: la ricerca è stata condotta in modo esemplare, con documentazione diretta orale dagli anziani e con le relazioni ricavate dall’archivio comunale sui fatti e sul vissuto scolastico del tempo passato. Anche la parte iconografica è originale e avvincente. Il risultato è un lavoro degno di essere consultato.

CERVARESE SANTA CROCE – I nonni racconta-storia – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 2^ e 3^ della Scuola primaria “Edmondo De Amicis” di Montemerlo. Insegnanti coordinatori: Franca Ferrarese e Maria Novella Espen. Motivazione: l’album è il prodotto di una collaborazione nella trasmissione orale tra generazioni (rapporto nonni nipoti). Gli alunni delle classi seconde e terze hanno raccolto direttamente dagli anziani le tradizioni, i detti, i proverbi del tempo passato, acquistando in tal modo la nozione di disporre in modo tematico ed organizzato le notizie raccolte. Il risultato può definirsi soddisfacente.

ESTE – In viaggio con Piglo inseguendo un eco venuto da lontano …Venti piccoli ricercatori alla scoperta di un mondo perduto ma ancora affascinante – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 4^ della Scuola Elementare “Unità d’Italia” di Este. Insegnante coordinatrice Pamela Rizzo. Motivazione: la trama è originale e l’impegno degli alunni, che sono stati coinvolti, è notevole. E’ più la ricerca di una storia romanzata che un’animazione storica. Buona l’intesa complessiva degli alunni.

MONSELICE – Il brigantaggio, gli urtanti e l’emigrazione: conseguenze della povertà nel Veneto tra Ottocento e Novecento – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^D della Scuola Media “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Martello Annalisa, Travaglia Marina, Destro Lucia . Motivazione: l’argomento affrontato è molto interessante, la conduzione dei docenti è alquanto buona, sia pure in senso talvolta unidirezionale nella prima parte, mentre più aggiornata sul tema emigratorio, con ricchezza di dati. Le illustrazioni e la grafica sono eleganti.

MONSELICE – Il drago di Marendole – Ricerca eseguita dai bambini della scuola per l’infanzia “G. Cantarle” di Marendole. Insegnanti: Antonella Macchion, Francesca Bevilacqua, Ombretta Donà. Motivazione: la leggenda del drago di monte Fiorin è vivacizzata dagli alunni con raffigurazioni ottenute con la tecnica del collage di cartoncini colorati, raggiungendo effetti piacevoli, come solo la semplicità e l’immediatezza dei bimbi possono dare.

SOLESINO – Al marcà: zente che vende, che compra, che varda – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^B della Scuola primaria “D. Pegoraro” di Solesino. Insegnante: Maria Vittoria Liniero. Motivazione: è una ricerca ad ampio raggio, pur concentrandosi particolarmente a Solesino, dove l’arte dell’arrangiarsi con tutto era ed è atavico, Il reperire, anche da luoghi lontani, la merce, vendendola nel momento conveniente e nelle piazze più favorevoli impegnava la maggior parte delle famiglie. La documentazione orale e quella d’archivio accompagnate da foto significative delle varie attività rene il lavoro accattivante nella lettura, merito di una regia scaltra e preparata sull’argomento.

TRIBANO – Tribano: storie, toponimi, mestieri, personaggi, soprannomi, detti, proverbi – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 3^A e 3^B della Scuola primaria “Galliero” di Tribano. Insegnanti coordinatori: Cavallaro Valeria e Penon Maria. Motivazione: il lavoro prodotto dalle classi 3 A e 3 B è orientato sulla raccolta di vari aspetti della vita di fine Ottocento e prima metà del Novecento nel rapporto allora equilibrato uomo/ambiente. La regia dei docenti è impeccabile e alquanto smaliziata sull’argomento e il risultato, sia dal punto di vista didattico, sia su quello della ricerca, è alquanto positivo.

Premio per i santi patroni

MONSELICE – Il culto di Santa Giustina nel Padovano – Ricerca eseguita dagli alunni della classe 5^ della Scuola Primaria Paritaria “Sacro Cuore” di Monselice. Motivazione: pur essendo estremamente sobrio ed illustrato da disegni realizzati dagli alunni, la ricerca dei documenti oggettivi devozionali della santa è alquanto meticolosa, seguendo un criterio storico appropriato.

MONSELICE – Giustina martire – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 2^C, 2^D e 2^E della Scuola Media “G. Zanellato” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Bonato Rossana, Benetollo Fiorenza, Artuso Patrizia, Destro Lucia, Costalunga Don Giacinto. Motivazione: grande album ottenuto con dovizia di eleganza, sia nello scritto che si divide in una ricerca storica con l’analisi dell’ambiente in cui visse Santa Giustina e in una di varie leggende pensate dagli alunni sulla figura della martire, sia in una iconografica improntata su foto a colori, accostate a disegni, sempre a colori, dei principali templi a lei intitolati nel Padovano. Il lavoro è valido soprattutto per il dispendio di energie nella ricerca di un prodotto piacevole ed elegante.

TEOLO – Santa Giustina tra fede arte e tradizione nel territorio padovano – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 5^A della Scuola Elementare “Don Bosco” di Teolo. Insegnanti coordinatori: Alessia Meneghetti, Anna Bressan, Cristina Martin. Motivazione: dopo una puntuale storia della santa, sono elencate le varie chiese intitolate alla martire padovana, con brevi cenni storici delle loro fondazioni. Quindi si sviluppa l’aspetto architettonico e artistico della parrocchiale di Teolo, con schizzi e disegni. Il lavoro, pur non essendo rifinito, sembra avere coinvolto gli alunni.

MONSELICE – Santa Giustina e l’antica pieve di Monselice. Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 3 e 4 a/b della scuola primaria “G. Cini”. Insegnanti: Bortolami, Candeo, Ciliosa, Desiderà, Fabbri, Finco, Iasio, Montelatici, Salvan, Tassinato. Motivazione: questa ricerca è frutto anche della drammatizzazione sulla vita di Giustina (documentata da foto a colori) eseguita dagli alunni. Il prodotto è sobrio e nello stesso tempo didatticamente alquanto valido, con apporti degli alunni senza mediazioni troppo invadenti da parte dei docenti, dando così un’impronta di vivacità, mentre la ricerca sul culto della santa si è limitata al duomo vecchio.