Vincitori della 23^ edizione 2006

PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA

I VINCITORI DELLA 23^ EDIZIONE 2006

La cerimonia di proclamazione dei vincitori si è svolta il 22 ottobre 2006 presso la Pieve di Santa Giustina. In apertura la relazione della Giuria formulata dal suo presidente prof. Antonio Rigon.

Cari ragazzi, Autorità, Signore e Signori,

ogni anno, nell’imminenza della consegna dei Premi Brunacci – Monselice, sono preso dalla preoccupazione per il carattere un po’ rituale che hanno i nostri incontri, ma ogni anno la preoccupazione mi passa subito appena entro in questa grande e bella chiesa e colgo l’aria che si respira, l’animazione, l’attesa per la proclamazione dei vincitori. Ogni anno poi non ci sono solo singole opere nuove da premiare e con esse giovani o già sperimentati studiosi ai quali rendere un pubblico riconoscimento per i meriti acquisiti con il loro lavoro. l’insieme delle opere partecipanti suggerisce ogni volta, anno per anno, riflessioni nuove sullo stato della ricerca storica in senso ampio, sul mondo della scuola e dell’università, sugli orientamenti generali della cultura, sui problemi dell’insegnamento. Da questo punto di vista i Premi Brunacci sono un osservatorio prezioso. Quest’anno sono state presentate 38 opere: 4 per la sezione relativa alla scuola dell’obbligo; 9 per il premio speciale “Alla scoperta del Santo Patrono” ; 4 per le tesi di laurea ; 21 per la sezione destinata alle pubblicazioni padovane e veneta.

Giuria da destra GA. Cibotto, Franco Fasulo, Chiara Ceschi, Antonio Rigon

Nei confronti degli altri anni, ecco la prima novità: mentre in passato per i lavori presentati dagli alunni della scuola dell’obbligo si notava un buon livello medio, quest’anno, accanto a lavori di ottimo livello sono apparsi anche elaborati di qualità modesta. Alcuni testi poi sono frutto di un solo studente: non sappiamo se si tratta di un fenomeno occasionale o di una nuova tendenza che si affaccia in questo tipo di attività nell’ambito dell’insegnamento della scuola dell’obbligo. Per ora ci limitiamo a riportare le novità. Una novità spiacente, ma prevista, viene poi dalle tesi di laurea. Per molti e molti anni sono state un fiore all’occhiello dei Brunacci e la Giuria più e più volte ha rilevato l’alto livello dei lavori pervenuti, prendendo spunto da questo fatto per sottolineare la qualità della ricerca universitaria italiana nel settore umanistico che pur nelle molte difficoltà si mantiene a livelli assai alti. Ora non è più così – come già rilevato l’anno scorso, le tesine presentate al termine del ciclo triennale non hanno più – salvo rare eccezioni – carattere scientifico, né svolgono alcuna funzione ai fini della formazione di un giovane futuro studioso. Quest’anno nessun premio è stato attribuito alla sezione tesi di laurea. A partire dal prossimo anno questa sezione sparirà e sarà sostituita da uno o due premi destinati a tesi di dottorato, le uniche che, al momento, sembrano avere alti livelli qualitativi e alle tesi di laurea del vecchio ordinamento quadriennale. Con piacere la giuria ha inoltre constato l’eccellente qualità di molte opere presentate per la sezione destinata alle pubblicazioni padovane e venete. È una prova di una fiducia e di un consenso che si può cogliere da altri segnali attorno ai Premi. Nell’attribuire i premi per la storia del padovano la giuria rileva con compiacimento l’impegno manifestato dagli autori sul piano della comunicazione affidata ad una scrittura in grado di coinvolgere anche un pubblico di non addetti ai lavori. Quanto ai libri pervenuti (ex aequo quello per la civiltà veneta) ho il piacere di segnalare anche il volume di Nello Bertoletti, Testi veronesi nell’età scaligera, Padova, Esedra, 2005. Se il nostro lavoro si è potuto svolgere, come sempre, in assoluta serenità, e se i Brunacci continuano ad essere un punto di riferimento per la cultura veneta lo dobbiamo all’amministrazione comunale di Monselice.

Chiudo ricordando che per esprimere il proprio giudizio la giuria si è riunita il 26 settembre nella biblioteca comunale di Monselice sempre all’unanimità nelle scelte dei vincitori ai quali attribuire il premio.  Il libro di Giuseppe Gullino, La saga dei Foscari. Storia di un enigma, edito nel 2005 dalla casa editrice Cierre di Verona, è una fra le poche opere storiografiche , comparsa di recente, che uniscono alla serietà dell’impianto scientifico, la felicità narrativa, rivolgendosi al grande pubblico, senza venir meno alle esigenze dello storico di professione. La vicenda di Francesco Foscari “il più gran doge che la Repubblica di San Marco abbia mai avuto 81423-1457) e del suo sventurato figlio Jacopo”, volta in tragedia nell’Ottocento da Lord Byron, messa in musica da Giuseppe Verdi, ispiratrice di famosi dipinti di Francesco Hayez e Eugène Delacroix, al centro di studi storici e raccolte documentarie, viene ricostruita da Gullino con brillante e coinvolgente piglio narrativo, ma anche con quella sperimentata maestria di storico che gli permette di raggiungere risultati nuovi e originali sul piano della ricerca. Sia pure in termini problematici l’autore indica nell’inquieto Foscari più che un ribelle alla Repubblica, la vittima di un fenomeno di rigetto degli ambienti patrizi veneziani nei confronti del padre e dell’intero suo clan familiare, giunto nel Quattrocento ai vertici della società e dello Stato veneziano. La saga dei Foscari non esamina peraltro il contenuto del libro, ma Gullino la inquadra in una sintetica e affascinante cornice storica nella quale la secolare vicenda di Venezia è rievocata con esemplare chiarezza e concisione. Si delineano nelle pagine del volume grandi progetti politici (il commercio, lo Stato da mar da una parte, la guerra, il dominio, lo Stato da terra dall’altra); si ricordano drammatici problemi legati alla Serenissima dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi; si illustrano i meccanismi di funzionamento del governo; si rintracciano le reti di relazione, i vizi privati e le pubbliche virtù di una società ricca, amante del denaro e della vita evocata con punte di amabile ironia ma anche con un filo di nostalgia per un mondo di grandezza irrimediabilmente perduto.

VINCITORI

Premio sigillo Monsilicis per la civiltà veneta assegnato ex aequo

Giuseppe Gullino La saga dei Foscari. Storia di un enigma. Cierre, 2005

L’opera scritta in veste romanzesca, senza note e con taglio discorsivo (ma nel rispetto della verità storica), vuole rievocare la singolare avventura di Francesco Foscari, il più gran doge che la Repubblica di San Marco abbia mai avuto, e del suo sventurato figlio Jacopo, con la speranza di far conoscere un po’ meglio e un po’ più da vicino quel drammatico “e, per tanti versi, oscuro” intreccio di eventi storici e vicende private.

Donatella Bartolini, Medici e comunità. Esempi dalla Terraferma veneta dei secoli XVI e XVII. Deputazione, 2006

Il  libro si sofferma sulle relazioni che tra Cinquecento e Seicento una serie di centri della terraferma veneta svilupparono con medici, chirurghi, barbieri e speziali. Come molte altre città italiane e dell’Europa del sud, anche in quest’area, a partire dal XIII-XIV secolo, le comunità locali iniziarono a stipendiare un dottore per fornire assistenza sanitaria agli abitanti. Queste figure erano conosciute come “medici condotti”.

Storia padovana

Il premio per un libro sulla storia del padovano è stato assegnao a Elda Martellozzo Forin, La bottega dei fratelli Mazzoleni, orologiai in Padova (1569), Il Prato, 2005

La sorprendente attività dell’artigianato padovano nell’età di Galileo svelata da inedita documentazione archivistica. L’autrice, con un’ampia ed esaustiva ricerca, consente al lettore di cogliere ampi squarci della vita e della società padovana del Cinquecento, partendo dalla bottega di orologiaio, luogo d’incontro di nobili veneti e padovani, di borghesi e intellettuali, di religiosi e di letterati, che frequentano i fratelli Mazzoleni, come committenti o come amici.

Premio Lazzarin – Ricerche scuole dell’obbligo

MONSELICE – Solo e il segreto di Favetta; una fiaba tira l’altra. Ricerca eseguita dagli studenti della Scuola Primaria “Giorgio Cini” di Monselice. Motivazione: una proposta di partecipazione degli alunni in senso corale di tutto il plesso, ben diretta dagli insegnanti, che ha come base iniziale i dipinti ottocenteschi dell’ambiente veneziano di Antonio Favretto. I personaggi sono reinterpretati in un favoleggiare fantastico, dando loro nuova vita, tanto da realizzare un copione teatrale, con vari ruoli. Il lavoro si può definire ottimo.

SOLESINO – Na sbrancà de ricordi. Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^B della Scuola secondaria “ Pegoraro” di Solesino. Insegnante: Maria Vittoria Liviero. Motivazione: ancora una volta l’abile regia dell’insegnante Maria Teresa Liviero ha saputo coinvolgere gli alunni sulla ricerca degli usi e costumi d’un tempo di Solesino. In questo lavoro il tema dominante è il rapporto tra le pietanze, le stagioni e le festività, con ricchezza di notizie ricavate dalla memoria delle vecchie generazioni e disposte in modo organico e vivace.

Concorso scolastico riservato a ricerche sui “Santi Patroni” 

BRUGINE – Alla (ri)scoperta dei Santi Patroni locali. Ricerca eseguita dagli studenti di classe 5° della scuola primaria “Carlo Goldoni” di Brugine. Insegnante coordinatrice: Pastò Alessandra. Motivazione. Sono presentati diversi lavori: “Santuario di S. Maria delle Grazie” di Piove di Sacco (ricerca dell’alunno Marco Maggetto), “San Martino” (ricerca degli alunni Alice Ometto, Deborah Tamiazzo, Sandy Nalesso), “Santa Teresa di Gesù Bambino, seguono “Santa Teresa di Gesù Bambino (ricerca di Arianna Giraldin), “S. Antonio da Padova”(ricerca di Elisabetta Giunco), “S. Leopoldo Mandic”(ricerca di Cristian Patella). “Padre Leopoldo uno dei santi di Padova” (ricerca di Davide Bartoli, Filippo Lusian, Nicola Romanato), “San Biagio” (ricerca di Riccardo Piazzon), “San Gabriele di Bovolenta” (ricerca di Alessia Sguardo, Sofia Zama, Diletta Romanato), “San Martino di Tours” (ricerca di Maja Mutavdzic). Si tratta sostanzialmente una raccolta di notizie e di curiosità sui santi realizzata da gruppi e da singoli alunni della classe quinta. Il pregio è quello di aver coinvolto nella ricerca tutta la classe.

MONSELICE – Il santo patrono San Nicola. Ricerca eseguita dai bambini della scuola per l’infanzia “Cantarle” di Marendole. Insegnante coordinatrice: Valentina Sbarra. Motivazione: è un lavoro semplice, spontaneo eseguito dai bambini di Marendole, che hanno riprodotto su carta la mitria di San Nicola; il santo a cui è dedicata la chiesa del frazione. Complimenti per simpatica elaborazione.

MONSELICE – Santo Patrono: Sant’Atanasio della Parrocchia di Pozzonovo: Natività B.V. Maria. Ricerca eseguita dalla studentessa Marzario Martina della classe 1 A della scuola secondaria di 1° grado “V. Poloni” di Monselice. Insegnante coordinatrice: Suor Norina Callegari. Motivazione: ricerca personale dell’alunna Martina Marzaro. Si presenta senza artifici, di una spontaneità commovente.

MONSELICE – San Giuseppe lavoratore. Ricerca eseguita dagli studenti Federico Longhin e Silvia Aldrigo della classe 1 A della scuola secondaria di 1° grado “ Poloni” di Monselice. Insegnante coordinatrice: Suor Norina Callegari. Motivazione: frutto di una regia sapiente, il lavoro è ben articolato e si presenta in veste elegante.

MONSELICE – Alla (ri)scoperta dei Santi Patroni locali: San Sabino. Ricerca eseguita dallo studente Vettorello Niccolò della scuola primaria paritaria “Sacro Cuore” di Monselice. Insegnante coordinatrice: Fabiola Baldisser. Motivazione: dopo una breve storia del santo, Vettorello Nicolò approfondisce la ricerca sulla venerazione. Non solo a Monselice: anche in altre città, e particolarmente a S. Fermo. Il lavoro è equilibrato ed elegante.

VO’ EUGANEO – Il Santo patrono. Ricerca eseguita dai bambini delle classi terze A e B  della scuola primaria  “Guido Negri ” di Vo’ Euganeo. Insegnanti: Guariento Serafina, Da Rù Anna, Gonfalone Maddalena, Rizzo Samuel. Motivazione: il lavoro si presenta come un grande pannello di disegni a colori su supporto di cartone, per illustrare la vita del Santo, la chiesa parrocchiale a lui dedicata e la sagra paesana. Interessante per la vivacità e la spontaneità espressiva.

Premio “Luciana Puliero” – Ricerche sulla storia artistica di Monselice

MONSELICE – Storie di pietra. Ricerca eseguita dagli studenti della classe 3^B della Scuola secondaria “Zanellato” di Monselice. Insegnanti coordinatori: Ester Besusso, Donata Dindiani, Elisabetta Volpito. Motivazione. Risulta un affascinante e complesso lavoro per  tappe di avvenimenti e della storia di monselice: Le pietre, o meglio i manufatti emergenti da una stratificazione di passate realtà di Monselice raccontano la storia e spesso viene immaginata dagli alunni. Alla ricerca si accompagna la parte iconografica, molto ricca e ben inquadrata, ottenuta con delicati disegni ad acquerello su particolari architettonici e lamine di rame sbalzato, riproducenti bassorilievi e motivi ornamentali.