Vincitori della 25^ edizione 2008

Da Sinistra: Antonio Rigon, Giovanni Belluco, Claudio Scimone, Fabio Conte Enrico Maria Dal Pozzolo, Luisa Pigatto e Andrea Desolei

PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA
I VINCITORI 25^ EDIZIONE 2008

La proclamazione dei vincitori ha avuto luogo Domenica 26 ottobre 2008 presso la Pieve di Santa Giustina di seguito la relazione del presidente della giuria (Prof. Antonio Rigon).

Studenti della scuola media Zanellato che eseguono un concerto iniziale

Cari Ragazzi, Autorità, gentili Signore e Signori, i Premi Brunacci compiono 25 anni. Si poteva festeggiarli con una qualche manifestazione celebrativa e retorica. Si è scelta, invece, la via che più ci piace e che ci ha accreditato nel mondo della cultura e fra la gente di Monselice in lunghi anni di lavoro: quello dello studio e della ricerca nel campo della storia e della cultura veneta e della premiazione di chi nello studio e nella ricerca ha creduto e si è impegnato. Ieri si è svolto il convegno dedicato al culto di San Valentino nel Veneto: un’occasione per approfondire uno dei fenomeni devozionali che più coinvolgono i monselicensi. Gli atti verranno pubblicati nella collana “Carrubio” , che fa capo al Comune e alla Biblioteca di Monselice e che, volume dopo volume, sta accumulando un vero tesoro di conoscenze sulla storia e sulle culture venete.

PREMIO SPECIALE A CLAUDIO SCIMONE
Questo è un modo concreto e fattivo di festeggiare il venticinquesimo dell’attribuzione dei Premi Brunacci. L’altro modo che abbiamo scelto è stato quello di conferire un premio speciale ad una personalità che abbia contribuito ai massimi livelli a formare e diffondere la cultura veneta nel mondo. E abbiamo destinato il premio al maestro Claudio Scimone, figura di prima grandezza nel campo della musica che, in mezzo secolo di attività alla guida dei “Solisti Veneti”, ha esportato nel mondo la cultura musicale veneta. Questo proprio a sottolineare i tanti fili che, in maniera anche impercettibile, legano ambiti culturali diversi, i grandi del Veneto fra di loro e quel Veneto al presente. Vorrei ricordare qui, emblematicamente, una lettura che, nel 1761, Giuseppe Tartini, l’illustre compositore la cui opera è stata, analogamente a quella di Vivaldi, rilanciata dal maestro Scimone, scriveva ad un altro illustre musicista, (il bolognese padre Martini, che gli aveva richiesto un’informazione su documenti dell’Archivio Capitolare di Padova): “Nel suddetto Archivio vi è un disordine notabile, ed è che dal 1517 in qua non si ha registro ordinato. Oltre di quel tempo non vi è registro alcuno, bensì un mezzo magazzino di rotoli confusi tra loro e senza ordine alcuno” nel quale solo “il nostro famoso antiquario che è il signor abate Brunacci ha pratica per avervi lavorato per sei anni”. Tartini e Brunacci, la musica barocca e la grande erudizione settecentesca: un duo e un binomio che certo tanti marcano e che segnalo qui anche al maestro Scimone.

Giuria del 2008: in primo piano Franco Fasulo

Ma veniamo ai Premi. Per l’edizione 2008 sono state presentate 33 opere: 7 per il Premio “Celso Carturan” destinato alle scuole dell’obbligo; 2 per il Premio del Vicariato di Monselice; 2 per il Premio “Paolo Sambin” assegnato alle tesi di laurea; 9 per il Premio “Gaetano Cognolato” relativo alle pubblicazioni argomento padovano; 13 per il Premio “Sigillo Monsilicis” riguardante le pubblicazioni di storia e cultura veneta. In relazione alla scuola dell’obbligo, oggi travagliata da gravi problemi, soprattutto per ciò che riguarda le elementari, la Giuria ha il piacere di rilevare ancora come molte volte, come l’impegno e il lavoro di alunni ed insegnanti continui a dare in Monselice ottimi frutti, va anzi affermato che, rispetto alle ultime edizioni, il livello è ulteriormente migliorato. Complimenti! Quanto alle tesi, è ormai un fatto che sono quasi sempre le tesi di dottorato ad essere caratterizzate da una qualità di lavori paragonabile (e spesso superiore) a quella delle tesi di laurea del vecchio ordinamento: come si è dimostrato anche in questa occasione. Buoni lavori sono stati presentati per il settore del libro padovano e di quello regionale. Oltre alle opere dei vincitori, la Giuria ha vivacemente apprezzato e ha il piacere di segnalare quelle di Gregorio Piaia, Nicolò Cusano, vescovo filosofo e il castello di Andraz edita dal Comune di Livinallongo del Col di Lana; di Giuseppe Vedovato, Storia della CISL di Venezia 1969-2000 e il volume Itinerario per la terraferma veneta nel 1483 di Marin Sanudo, a cura di Luisa Bellini e Roberto Bruni.
Come sempre, in conclusione, non posso non ringraziare, anche a nome dei colleghi della Giuria, l’Amministrazione Comunale di Monselice, il sindaco Conte, l’assessore alla cultura Belluco che hanno sostenuto il nostro lavoro sul solco di una tradizione che dura ormai da venticinque anni.
Permettetemi, infine, di rivolgere un affettuoso saluto e augurio a nome di tutti i membri della Giuria e mio personale, al prof. Manlio Cortelazzo, che per la prima volta in tanti anni, per ragioni di salute, non ha potuto partecipare ai lavori della Giuria e oggi non è qui, ma ci segue da casa sua.

Premio Speciale della Giuria in occasione del 25^ di istituzione dei “Brunacci”

La Giuria ha ritenuto di assegnare un premio speciale al maestro Claudio Scimone per aver promosso la cultura della musica veneta nel mondo

Il maestro Scimone tra Antonio Rigon e Giovanni Belluco

[motivazione] La Giuria dei Premi Brunacci – Monselice, per celebrare il 25° anniversario di istituzione dei Premi, ha stabilito di attribuire un premio speciale ad una personalità che, ai massimi livelli, anche al di fuori dell’ambito strettamente storiografico, abbia contribuito a realizzare finalità, valorizzazione e formazione della cultura veneta. Allo scopo, ha individuato in Claudio Sciamone una delle figure che, negli ultimi decenni, ha più operato per diffondere nel mondo la conoscenza del ricchissimo patrimonio musicale veneto. Si deve a lui la riscoperta della musica barocca e di compositori insigni come Vivaldi e Tartini, rimasti a lungo nell’ombra, ed oggi, tra i musicisti più conosciuti e amati. Ambasciatore raffinato della cultura e dell’arte veneta, Claudio Scimone, alla guida dei “Solisti Veneti”, con inesauribile e gioiosa operosità, ha affascinato il pubblico di tutti i continenti. Nel conferirgli il Premio speciale, la Giuria, da sempre sensibile e attenta alla dimensione pedagogica ed educativa dell’attività culturale, segnala anche l’impegno del maestro nella direzione e nell’insegnamento nei conservatori “Benedetto Marcello” di Venezia e “Pollini” di Padova (A. Rigon)

Premio Sigillum Monsilicis per la storia e civiltà veneta

Enrico Maria DAL POZZOLO, Colori d’amore. Parole, gesti e carezze nella pittura veneziana del Cinquecento. Treviso, Canova, 2008
L’opera premiata è un raffinato volume, che riunisce una serie di ricerche condotte su un vasto corpus iconografico rinascimentale, indaga i simboli e le allegorie individuabili nei dipinti di alcuni tra i maggiori pittori dell’epoca. Così capolavori di Lotto, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, ma anche opere quasi sconosciute, scorrono sotto i nostri occhi, tessendo un racconto amoroso fatto di volti, mani, trecce, guanti, provocanti scollature e velate allusioni. Elementi che non si lasciano scoprire con facilità ma che una volta afferrati svelano un mondo in cui le immagini, più rare di oggi e quindi più preziose, servivano a veicolare messaggi e valori sociali, attraverso un complesso linguaggio simbolico che è andato perdendosi nel tempo. Ritratti nuziali, allegorie in stretto legame con la poetica stilnovista, dipinti di carattere intimo e privato. Un volume che si presta alla lettura critica di uno studioso, quanto a coloro che preferiscono accostarsi all’arte dal suo lato storico e sociale. Un delicato percorso attraverso la pittura veneziana del Rinascimento. Il professor Enrico Maria Dal Pozzolo (Padova, 1963), ha un lungo curriculum di studioso in Storia dell’Arte che prende avvio dalla laurea in Lettere all’Università di Padova, con una tesi sulla giovinezza di Lorenzo Lotto. Si occupa essenzialmente di pittura veneta del Quattrocento e Cinquecento .Attualmente è docente di Storia dell’Arte Veneta e Metodologia della ricerca storico artistica presso l’Università degli Studi di Verona.
[motivazione] Nell’ambito disciplinare storico-artistico gli studi che Enrico M. Dal Pozzolo ha dedicato, nel corso degli ultimi quindici anni, alla pittura veneta del Rinascimento, consolidandoli in sostanziosi volumi e ampli saggi, costituiscono ormai contributi fondamentali e ineludibili per l’originalità metodologica delle strategie interpretative elaborate ed articolate nell’obbedienza ad una stimolante dialettica di testi e contesti. Nell’opera recentissima Colori d’amore. Parole, gesti e carezze nella veneziana del Cinquecento, cui la Giuria, unanime, ha assegnato il Sigillum Monsilicis, è il patto nuziale che costituisce il filo conduttore di un fascinoso percorso iconografico che accompagna capolavori di Giorgione, Lotto, Tiziano, Tintoretto, Veronese – e altri Maestri ancora – attraverso la società e la letteratura del Cinquecento per svelar intenzioni e significati spesso inattesi e sorprendenti in un gesto di carezza, in una mano guantata o in un guanto sfilato, in una treccia, in un bacile, in una carezza maliziosa che rimanda all’orgoglio di Venere Callipigia. Peripezie, dunque, di simboli, allegorie, metafore sempre condotte, sul fondamento solido di una vastissima erudizione – storica, letteraria e figurativa – mai pedantescamente esibita e sempre invece mediata dall’affabilità di un linguaggio godibilissimo, alla meta sicura e chiara di un senso: che vale, alfine, in un panorama complessivo troppo spesso stantio e deprimente, un modo, insieme autentico e innovativo, di far storia dell’arte (L. Puppi)

Libro sulla storia padovana messo a disposizione dalla Provincia di Padova – Assessorato all’Identità Veneta

 

Luisa PIGATTO, La Specola di Padova. Da torre medievale a museo. Padova, SignumPadova, 2007;
In questo racconto documentato l’autrice, docente di Astronomia storica dell’Università degli Studi di Padova e fondatrice del Museo “La Specola” di Padova, illustra la storia dell’Osservatorio astronomico e di tutti i suoi protagonisti. Alle singole, distinte, figure dei direttori che nel tempo si sono succedute sono legati, nel progredire del tempo, eventi e fatti significativi per la storia del monumento: dalla fondazione a opera della Repubblica di Venezia, alla trasformazione dell’antica torre, dall’eclissi di Sole del 1804 a quella del 1870, dalla missione italiana in India per il passaggio di Venere sino a epoche più recenti con la ricerca e l’individuazione di una nuova succursale: Asiago. I sei capitoli attraverso cui si snoda la ricerca prendono l’avvio dai gravi avvenimenti politici che a partire dalla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 – coinvolsero il territorio veneto per quasi centocinquant’anni, per giungere sino all’età contemporanea con la fondazione, nel 1994, del Museo. L’opera è impreziosita da un ricchissimo corredo iconografico di documentazione storica (con alcuni pregevoli e rari inediti) e da un Catalogo degli strumenti utilizzati alla Specola curato da Valeria Zanini. L’opera è stata pubblicata con il fondamentale contributo di Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (oggi Cassa del Veneto) che ha fortemente voluto, promosso e sostenuto questa iniziativa editoriale.
[motivazione] L’autrice, Luisa Pigatto, traccia un profilo di un monumento/documento della storia cittadina, in forma chiara e leggibile. La Specola, sorta come osservatorio astronomico negli anni ’70 del XVIII secolo, sulla Torlonga dell’antico castello medievale, è, con Prato della Valle, una delle realizzazioni più significative dello spirito illuministico che investe la cultura padovana nel ‘700. Accanto all’illustrazione dell’Osservatorio, l’autrice fornisce utili informazioni sulla storia della scuola astronomica padovana dai precursori medievali come Pietro d’Abano, agli studiosi degli ultimi secoli, quando la Specola si trasforma in museo (ad Asiago il nuovo Osservatorio). L’ultimo capitolo illustra i preziosi strumenti scientifici conservati nei locali storici della Specola, catalogo a cura di V. Zanini. E’ un lavoro prezioso per studiosi e curiosi di storia padovana che possono giovarsi della ricca documentazione bibliografica e delle belle illustrazioni che costituiscono parte integrante della ricerca (F. Fasulo).

Tesi di laurea messo a disposizione dalla famiglia del prof. Paolo Sambin

Marta Sambin premia Andrea DESOLEI

Andrea DESOLEI, Istituzioni e archivi a Padova nel periodo napoleonico (1797-1813). Università degli Studi di Siena. Scuola di dottorato di ricerca “Riccardo Francovich”. Storia e Archeologia del Medioevo. Istituzioni e archivi. XX ciclo 2004-2008. Relatore: Stefano Moscadelli; Tutor: Giorgetta Bonfiglio Dosio;
[motivazione] Dopo una ricca premessa sul periodo veneziano, (in particolare gli anni 1789-1797) il dott. Desolei analizza puntualmente il breve intervallo democratico (aprile-dicembre 1797), la prima occupazione austriaca (1798-1805), il governo provvisorio ed il magistrato civile del Padovano (novembre 1805-aprile 1806) ed infine l’annessione al Regno >Italico (1 maggio 1806-7 novembre 1813). Nella II parte sono fornite utili schede diacroniche dell’attività delle magistrature (comunali, governative, giudiziarie) nel periodo napoleonico. Nella III parte (appendice documentaria), dopo un quadro sintetico delle funzioni svolte dalle principali istituzioni comunali e governative, sono forniti i verbali del Consiglio Generale della città di Padova (dicembre 1796-1805), del Consiglio Comunale di Padova (1808-1813) , con gli elenchi dei fondi archivistici delle istituzioni. Il lavoro rappresenta un utile strumento per quanti vogliamo condurre ricerche sulla Padova tra ‘700 e ‘800, con un esaustivo elenco di fonti inedite ed edite, articoli e monografie, prezioso ausilio per studiosi e per gli appassionati di storia. Andrea Desolei rappresenta un esempio di quei giovani ricercatori che, pur nelle difficoltà presenti, fanno ben sperare sull’avvenire della cultura storica ed archivistica in Italia: il Premio Brunacci vuol significare questo e lanciare un messaggio ai giovani perché non desistano, perchè resistano, perché non abbandonino, nonostante tutto, il rigore dello studio e la passione per gli archivi.

Ricerche per le scuole dell’obbligo
GRANZE – Un viaggio nel tempo. Ricerca eseguita dagli studenti delle classi III^, IV^, V^ dell’ Istituto comprensivo di Solesino Scuola primaria “B. Croce “ di Granze. Insegnante coordinatrice Emanuela Rizzi; Il lavoro è ben organizzato, duttile e ricco di documentazioni, sia tratte dalla memoria degli anziani, sia da pubblicazioni, accompagnate da un’iconografia appropriata. Interessante l’approfondimento storico che accompagna tutto l’elaborato, dallo studio delle professioni, a quello dell’abbigliamento e dei giochi, e che, attraverso l’importante documentazione fotografica, si fa testimonianza di un passato da non dimenticare.

SOLESINO – Na vita de fadighe – Ricerca eseguita dagli studenti della classe 1^ B, 2^ B, della Scuola Media “D. Pegoraro” di Solesino. Insegnante coordinatrice Maria Vittoria Liviero; La ricerca si snoda per capitoli, conseguenti ad una relazione vivace sull’ambiente commerciale della vecchia Solesino: le botteghe, le osteria, i forni del pane, ecc. Il tutto s’imposta su un diario della nonna ritrovato dai nipoti Paolo ed Anna nella soffitta, in un cassettone. Nel rileggere il suo diario ai nipoti, la nonna commenta il vivere dei primi decenni del Novecento, in un ambiente rurale povero. La lettura è gradevole cadenzata da foto d’epoca.

MONTAGNANA – L’uomo primitivo a Borgo San Marco” Progetto di Archeologia Ricerca eseguita dagli studenti della classe III^ della scuola primaria “E. De Amicis” di Borgo San Marco Montagnana; Insegnanti coordinatori: Bizzo Maria Luisa, Bellin Marilisa, Corrain Monica, Costantin Elisabetta;
E’ una ricerca nella quale si percepisce la vivace partecipazione degli alunni. Spontanea è la ricerca storica, corredata da disegni e testi ricostruttivi che, nella loro semplicità e nel loro modo diretto di comunicare, permettono una diretta conoscenza e un facile apprendimento.

MONTAGNANA Borgo San Marco – I Veneti antichi. Progetto di Archeologia: “Adotta un reperto” Ricerca eseguita dagli studenti della classe IV^ della scuola primaria “E. De Amicis” di Borgo San Marco Montagnana. Insegnanti coordinatori: Bizzo Maria Luisa, Bellin Marilisa, Corrain Monica, Costantin Elisabetta; I disegni, eseguiti dagli alunni, che sono di una spontaneità piacevole, lo scritto è un felice assemblaggio di testi diversi con interpretazioni spontanee. Importante è l’approfondimento storico dell’identità veneta, realizzato attraverso testi e racconti, oltre che ad illustrazioni vive e colorate, di immediata e facile comprensione.

ANGUILLARA VENETA – Villa dell’Arca del Santo e l’Oratorio di Sant’Antonio di Padova nella frazione Taglio di Anguillara Veneta.Ricerca eseguita dagli studenti della classe I^ B dell’ Istituto comprensivo di Anguillara Veneta. Insegnanti coordinatrici: Maria Angelica Longato e Andrea Zuppa;
Illustrati in modo appropriato e arricchito da testimonianze degli antichi locali dell’arca del Santo. Il lavoro, anche sotto l’aspetto didattico, può considerarsi di valore per l’attenzione al territorio e alla sua storia geopolitica e per le ricostruzioni storico-artistiche riguardanti la Villa.

Ricerche per le scuole dell’obbligo Premio “Mario Baccan”

MONSELICE – Nella mia città c’è…… una torre antica – Ricerca eseguita da alcuni alunni della scuola dell’Infanzia “Tortorini” di Monselice. Insegnanti coordinatrici: Francesca Andreose, Alessandra Ballarin, Paola Braggion, Ombretta Donà, Felicia Liguori, Carla Mardegan, Daniela Rizzato, Enrichetta Paiola, Catia Semenza, Stefania Sguotti, Chiara Zangirolami; E’ una composizione (uso manifesto) abbastanza indovinata, nella quale ogni bambino ha disegnato con pennarello come vedeva la torre civica di Monselice. Ricerca interessante e diretta che permette ai bambini di venire a conoscenza e di apprezzare, guardando con occhi diversi, l’architettura storica della nostra Città.

Ricerche su Monselice Premio “Vittorio Lazzarin”

MONSELICE – Progetti per comunicare “Comunicare con le parole” – Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 4^ e 5^ A e B della scuola Primaria “G. Cini” di Monselice. Insegnanti coordinatrici:Martina Agugiaro, Vally Cavestro, M. Luisa Crozzoletti, Loredana Dal Maso, Renata Granzarollo, Rossella Nagy, Daniela Rizzo, Fabiola Sigolotto, Ketty Zatta; E’ una ricerca a mo’ di sondaggio sui messaggi trasmessi da alcune parole chiave lanciate in modo discorsivo tra alunni, per poi focalizzare sui diritti dell’infanzia e quindi trattare degli articoli della Costituzione. Sugli organismi dell’ONU, in favore dell’Infanzia, per passare infine ad organizzare un Consiglio Comunale dei Ragazzi.

MONSELICE – Don Ezio Andreotti – Ricerca eseguita dagli studenti di classe 4^ della scuola primaria paritaria “Sacro Cuore” di Monselice; Insegnante Cristina Rizzato; E’ una ricerca interessante per l’originalità e la spontaneità espressiva. Davvero geniale è l’idea di rappresentare la bicicletta di Don Ezio con la quale raggiungeva ogni angolo della città. Dalle pagine del racconto emerge il profondo rispetto che il sacerdote è riuscito a trasmettere ai giovani.

Ricerche sul tema “La bella figura. Un cristiano da imitare” Premio “Francesco Sartori”

PERNUMIA – Don Lucio Ferrazzi. Ricerca eseguita dagli studenti della Scuola primaria “A. Beolco” di Pernumia. Insegnanti: Paola Verna e Fiorenza Veronese; Dopo una raccolta ben ordinata di scritti sulla figura esemplare dell’arciprete Don Lucio Terrazzi, che per ben 52 anni esercitò il suo ministero a Pernumia. Gli alunni hanno raccolto una serie di aneddoti dalle persone che lo conobbero. Il lavoro è ben impostato e strutturato.

 

Alcuni libri di storia veneta partecipanti alla 25^ edizione dei Premi Brunacci

G. DELLAI, Pozzo, la Frivola e la contrada degli Scaldaferro. Sandrigo, GnG, 2008;
L.I. MORONATO – O. PASQUATO, Turri parrocchia da 80 anni racconta la sua storia peregrinando tra archivi e memorie. Montegrotto Terme, Edizioni Turlon, 2007;
G. Pozzobon, Nel castello di Speronella. L’alta padovana nei secoli XI e XII tra realtà e fantasia, Camposampiero, Edizioni del noce, 2007
B. SARTOR, Tesori d’arte e cultura, beni culturali ed artistici del territorio di Trebaseleghe. Comune di Trebaseleghe, 2007.
F. URSINI, Parlare a Trebaseleghe, al confine di tre province. Comune di Trebaseleghe, 2006.
R. ZANNATO, Corte Bona et optima villa del padovano. Piove di Sacco Art&Print, 2007;
P. ZATTA, Villa Bassini a Piove di Sacco Storia e architettura. Padova, Cleup, 2008;
L. BELLINI – R. BRUNI, Itinerario per la terraferma veneta nel 1483 di Marin Sanuto. Padova, Cleup, 2008
M. CAPUZZO, Non fermarti. Roma, Il filo, 2007.
C. CIBIN, Chioggia: Città della pesca, Treviso Canova 2007.
G. CROVATO, La Regata di Castello o del XX settembre, Venezia, Marsilio, 2007.
B.DI MARTINO – F. CAPPELLANO, La grande Guerra sul fronte dolomitico La 4° armata italiana (1915-1917), Novale di Valdagno, Edizioni Gino Rossato, 2007;
G. DUSE (a cura di), Siamo in tempi di prova. Padre Emilio Venturini e l’esperienza de la fede (1876-1880.) Ristampa anastatica di un giornale cattolico. Taglio di Po, Arti Grafiche Diemme, 2008
G. MUSUMECI, La grande guerra nelle retrovie, Novale di Valdagno, Edizioni Gino Rossato, 2007;
G. PIAIA, Nicolò Cusano, vescovo filosofo, e il castello di Andaz, Col di Lana, Comune di Livinallongo, 2007;
G. RATTINI, C’era una volta il Trentino dell’Altopiano viaggi, storie e ricordi lungo la ferrovia Padova, Cleup, 2008;
F. SARDI – E.P. ZANON, L’archivio della Scuola grande di San Rocco a Venezia. Atlante iconografico. Venezia, Marsilio, 2007
G. SBORDONE, Il filo rosso. Breve storia della Cgil nel Veneto Bianco. Portogruaro, Nuova dimensione, 2007
G. VEDOVATO, Storia della CISL di Venezia 1969-2000, Cisl Venezia, 2007.

 

Con il sostegno di:

Regione Veneto, Provincia di Padova – Assessorato all’Identità Veneta;  Pasticceria “Vittorio Lazzarin”; Eredi Famiglia Baccan