Vincitori della 27^ edizione 2010

PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA
I VINCITORI della 27 edizione 2010

Relazione del presidente della Giuria prof. Antonio Rigon.

Cari ragazzi, autorità, signore e signori,
I Premi Brunacci non sono estranei e lontani dalle vicende del nostro paese e della nostra regione ciò nonostante la giuria ha sempre lavorato con convinzione per offrire alla città di Monselice un evento culturale significativo che coinvolge studenti, studiosi, scuole ed università, nonché professionisti della ricerca storica nel senso più ampio.
Per la presente edizione sono pervenute complessivamente 28 opere: 9 lavori, presentati dalle scuole dell’obbligo di Monselice, Bagnoli, Solesino, Ospedaletto Euganeo; 3 tesi discusse nelle università di Padova e Venezia, 16 libri di storia padovana e veneta. Non so se il numero piuttosto basso di ricerche condotte nella scuola, sia un segno di crisi. Certo vale la considerazione che in classi sempre più affollate non è facile guidare ricerche di gruppo ed è giusto esprime un personale ringraziamento agli insegnanti, alunni e studenti che anche quest’anno hanno lavorato con amore e umiltà realizzando lavori su temi legati alla loro scuola, alle tradizioni della propria terra, ma anche su soggetti di grande respiro civile. Non diversa soddisfazione si prova quando, chiamati a valutare le tesi, si costata che nonostante le gravi difficoltà in cui versa l’università ma grazie a docenti responsabili e a studenti capaci l’Università appunto è ancora in grado di promuovere ricerche di ottimo livello. Il mio maestro Paolo Sambin, al quale è intitolato il premio per le tesi sarebbe certamente contento della scelta fatta quest’anno dalla Giuria. Per la sezione del “libro padovano” il maggiore riconoscimento va quest’anno alla raffinata edizione critica della Moschetta di Ruzante, un classico del teatro rinascimentale veneto, ma la giuria ha voluto segnalare anche un’opera collettiva di grande dignità com’è quella dedicata ai Fontaniva tra medioevo e rinascimento, che dimostra come la storia locale, quando è affrontata con professionalità e competenza, altre che con amore e passione per la propria terra è in grado di offrire risultati utili al di là di ogni angusta prospettiva localistica.
Il Premio Sigillum Monsilicis va quest’anno a Mario Isnenghi, uno dei maggiori storici italiani vero protagonista in alcuni settori della storiografia contemporanea, non affetto da conformismo ideologico ma fedele sempre al metodo storico che impone di cercare la verità, quale che sia, anche quando ci si inoltra nella complessità del novecento italiano. La Giuria riunitasi il 1° di ottobre di questo mese ha trovato subito l’unanimità sul suo nome. A lui il benvenuto nella lunga e prestigiosa lista di premiati con il Sigillo di Monselice.

Premio Sigillum Monsilicis destinato ad uno studioso della storia e cultura veneta è stato assegnato al prof. Mario Isnenghi per i vasti e qualificati studi sul novecento italiano e in particolare sulla prima guerra mondiale.
Motivazione: La Giuria unanime ha conferito il premio Brunacci a Mario Isnenghi per il contributo fondamentale apportato dagli studi storici riguardanti il Veneto e l’Italia negli ultimi 30 anni. Il suo volume Il mito della grande guerra nato dalla sua tesi di laurea – giunto nel 2007 alla 6^ edizione – rappresenta un testo esemplare per quanti, studiosi o curiosi, vogliano affrontare le loro conoscenze sulla guerra che ha segnato più profondamente la nostra regione dal Piave al Grappa, da Asiago a Vittorio Veneto. Garibaldi fu ferito. Il mito, le favole ripubblicato quest’anno dopo la prima edizione del 2007, è un lavoro magistrale sul personaggio più amato ed odiato del Risorgimento che diventa bandiera di scontro politico dal fascismo alla resistenza, sino alle elezioni del 18 aprile 1948 ed ai giorni nostri, tra progressisti e reazionari nostalgici delle “piccole patrie”, Non potendo ricordare in questa sede tutti gli studi di Isnenghi, basti citare I luoghi della memori, L’Italia in piazza, La tragedia necessaria: da Caporetto all’8 settembre e come esempio di divulgazione ad alto livello cosi rara in Italia, la Breve storia dell’Italia unita ad uso dei perplessi che meriterebbe di essere donata a tutti i diciottenni perché lo leggano prima di votare.[Franco Fasulo]

MARIO ISNENGHI si è laureato a Padova in Letteratura italiana contemporanea. Ha insegnato a Padova, Torino e Venezia. Fra i suoi principali lavori Il mito della Grande guerra (1970), oggi alla sesta edizione (Bologna, Il Mulino,2007). Il suo secondo grande ambito di indagine è la cultura dell’Italia fascista ( Intellettuali militanti e intellettuali funzionari, Torino, Einaudi, 1979; L’educazione dell’Italiano, Bologna, Cappelli, 1979;L’Italia del fascio, Firenze, Giunti, 1996). Gli scritti degli anni novanta vertono sui conflitti fra le memorie nella storia dell’Italia otto e novecentesca,come in L’Italia in piazza (Milano, Mondadori, 1994), e nei tre volumi Laterza I luoghi della memoria (1996-97)da lui ideati e diretti (traduzione francese , Paris, Rue d’Ulm,2006). Intervenendo direttamente nel “discorso pubblico” in elaborazione ha scritto – pensando in particolare ai più giovani – una Breve storia dell’Italia unita a uso dei perplessi (Milano,Rizzoli, 1998). I primi anni 2000 hanno visto diverse ristampe delle opere precedenti e l’uscita nel 2002 del volume da lui diretto dedicato al Novecento nella Storia di Venezia della Treccani. Attualmente lavora a una grande opera che dirige per la casa editrice Utet ,che attraversa duecento anni di ‘conflitti’ in Italia ; e alla nuova edizione dei “Luoghi della memoria” ,sempre per Laterza. Da alcuni anni è subentrato a Emilio Franzina come direttore della rivista di storia locale “Venetica” e dal 2008 è condirettore di “Belfagor” accanto a Carlo Ferdinando Russo. Dirige la Collana “Profili novecenteschi” per la casa editrice Cierre di Verona ; e la collana “Novecento a Venezia. Le memorie, le storie”, per Il Poligrafo di Padova.

Libro sulla storia padovana messo a disposizione dalla Provincia di Padova – Assessorato alla cultura assegnato a:
Luca D’ONGHIA per l’edizione critica e commento dell’opera di Ruzante Moschetta, edita dalla casa editrice Marsilio nel 2010;

Motivazione Questa nuova edizione critica della Moschetta del Ruzzante, curata da Luca d’Onghia, viene dopo quelle di un qualche interesse ecdotico di Ludovico Zorzi (Torino, Einaudi,1967) e di Giorgio Padoan (Padova, Edizioni Antenore,1981, solo relativamente ai Prologhi delle commedia), ed è la prima della serie che si propone – su strette basi filologiche – la riedizione di tutto il Teatro ruzzantiano, progettata dalla casa editrice Marsilio di Venezia. Cominciare con la Moschetta significa partire dal centro della questione, vale a dire dal testo più emblematico e compiuto della singolare e potente produzione del Ruzzante, certo il più significativo comico del Cinquecento, cui fa ombra solo l’aspra lingua pavana: così ardua da scoraggiare spesso tanti lettori (e talora anche certi cultori della letteratura e tanti teatranti). Ora l’edizione di D’Onghia fa fare ancora un passo in avanti nella interpretazione e nel commento di questo testo difficile in certi suoi punti espressivi particolari, ma dinamico e perfetto per meccanismo scenico, intreccio psicologico e scaltrezza dialogica [Antonio Daniele].

Opera segnalata:

Elda MARTELLOZZO FORIN, Da signori feudali a patrizi. I Fontaniva tra Medioevo e Rinascimento. Fontaniva, 2010;

 

Tesi di Laurea o di dottorato

Elisa GHIROTTO, L’abate Gasparo Patriarchi. Lettere all’abate Giuseppe Gennari (1748-1762). Università degli Studi di Padova. Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Romanistica. aa. 2008-’09. Relatore: prof. Ivano Paccagnella.
Motivazione: La tesi di laurea è un buon esempio di ricerca filologica e archivistica, che mette a disposizione degli studiosi un importante e affascinante carteggio del Settecento veneto e padovano in particolare: quello tra due noti eruditi dell’epoca, entrambi altamente benemeriti circa gli studi patrii: Gasparo Patriarchi e Giuseppe Gennari. Queste due singolari personalità sono legate in modo inscindibile anche con il titolare del nostro premio,Giovanni Brunacci, del quale furono – in ragione dell’amicizia che a lui li univa – anche gli esecutori testamentari. Il vasto corpus dell’epistolario Patriarchi-Gennari è una ricca miniera di informazioni relative alla vita culturale della Serenissima, di riferimenti di prima mano sui maggiori esponenti della cultura e letteratura veneta del momento (Algarotti, Cesarotti, Goldoni, Gozzi, e tanti altri) e sulle più cospicue novità politiche e letterarie, specie in ragione del fatto che il Patriarchi, dalla sua specola privilegiata (Venezia) è in grado di informare il suo corrispondente (a Padova), a stretto giro di posta, sugli avvenimenti in atto nella capitale lagunare. La giuria nel suo insieme approva questo lavoro, e sollecita l’autrice ad applicarsi ancora ad esso in vista di una futura, possibile, auspicabile pubblicazione [Antonio Daniele].

Ricerche per le scuole dell’obbligo

BAGNOLI DI SOPRA – Identità e radici. Ricerca eseguita dagli alunni delle classi terze C e D dell’Istituto Comprensivo di Anguillara Veneta. Insegnanti: Patrizia Zambon e Silvia Drago. E’ un’elegante e preziosa raccolta di testimonianze dal vivo di chi ha visto fatti dell’ultima guerra e che ha sperimentato la miseria e le fatiche di quel tempo, rivissuti nel racconto. Un lavoro originale che merita un giusto riconoscimento.

MONSELICE – 10 scatti per la vita. Ricerca eseguita dagli alunni della classe Vª A e B della scuola primaria ‘Diego Valeri’. Insegnanti: Anna Maria Manoli, Paola Zambon e Elena Dalla Pia Casa. Lavoro ben organizzato, particolarmente nella fase di progettualità e negli obiettivi finalizzati ad un coinvolgimento delle varie branche del sapere e delle tecnologie, comprendenti l’informatica, le tecniche del disegno e la fotografia.

MONSELICE – Racconti e poesie di terra e di natura, Foletti al bosco dei frati e Le piante del nostro giardino. Ricerca eseguita dagli alunni della classe IIª A della scuola primaria ‘Diego Valeri’. Insegnanti: Anna Maria Gargano e Maria Beatrice Grosselle. Racconto fantastico finalizzato a stuzzicare e alimentare l’immaginario naturale degli alunni.I dialoghi, immaginati dagli alunni, dei vari folletti del bosco sono accompagnati da varie illustrazioni a vivaci disegni, ottenuti con l’uso di varie tecniche, comprese quelle plastiche, e raccolti in vari album. Da premiare per la resa didattica e per la fantasia.

OSPEDALETTO EUGANEO – Storie e tradizioni della nostra terra presentato su DVD dagli alunni della Scuola primaria “G.B. Ferrari” di Ospedaletto Euganeo. La ricerca inizia con una veloce premessa storica e si sofferma con competenza sulla ricerca della tradizione orale contadina, sui lavori nella campagna d’un tempo. Complessivamente il lavoro si presenta in modo piacevole, con illustrazioni eleganti e appropriate.

SOLESINO – Quando che i schei jera pochi. Tra sogno e dolore. Ricerca eseguita dagli alunni delle classi Iª B, IIª B, IIª C dell’Istituto Comprensivo S.M.S. “D. Pegoraro” di Solesino. Insegnante: Maria Vittoria Liviero. E’ una ricca documentazione orale di coloro che la miseria costrinse ad abbandonare il proprio paese ed emigrare. Suggestive sono le ricerche sui contadini che durante il fascismo furono impegnati nelle opere di bonifica nell’Agro Pontino o come “scariolanti”, a rinforzo o per escavazione di argini. E’ una buona ricerca.

Ricerche per le scuole dell’obbligo

MONSELICE – Scuola “D. Manin” tra storia e memoria. Elaborato prodotto dalla scuola primaria “D. Manin” di San Cosma. Insegnanti: Annamaria Bizzotto e Donata Casotto. L’elaborato è stato realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione della scuola. Gli alunni si sono cimentati nella ricerca della documentazione relativa alla storia della scuole e intervistando gli anziani del paese. Il prodotto è un volume veramente serio, ben illustrato, tanto da considerarsi un prezioso contributo per conoscere la storia della comunità.

Ricerche su Monselice Premio “Vittorio Lazzarin”

MONSELICE – “L’aria natia”. Il nostro “giardino segreto” a Monselice. Elaborato presentato dagli alunni della classe Vª della scuola primaria “B. Bussolin” – San Bortolo. Insegnante: Valda Bertazzo. Il motivo dominante del lavoro è la descrizione pittorica dei giardini, nel significato più ampio e generico, come visto e voluto dai pittori. La ricerca inizia presentando i giardini di tipo pompeiano per passare alle varie mode artistiche. Il lavoro può definirsi ottimo sia dal punto di vista didattico che artistico.

 

Vanda Bertazzo riceve il premio dal Sig. Lazzarin

MONSELICE – Monte Fiorin, il monte che non c’è. Ricerca presentata dagli alunni della scuola dell’infanzia “G. Cantele” di Marendole. Insegnanti: Antonella Macchion e Francesca Bevilacqua. I bambini con buon gusto hanno preparato un tabellone vivacemente colorato. Lo scopo di sensibilizzare i fanciulli sul passato e sul divenire del proprio ambiente è stato felicemente raggiunto. L’album è graziosamente illustrato dall’immaginazione infantile.

MONSELICE – Progetto cittadinanza. Ricerca eseguita dagli alunni delle classi quarte della scuola Primaria “Giorgio Cini”. Insegnanti: Emanuela Candeo, Rosa Ciliesa, Michela Desiderà, Paola Marinetti e Simonetta Salvan. Il lavoro, raccolto in un album illustrato e in un CD, è suggerito dal centenario dell’unità d’Italia. Molta attenzione è stata dedicata alla descrizione degli articoli fondamentali della Costituzione con ricerche storiche sulla bandiera nazionale, sull’inno, con considerazioni sulle legislazioni antiche. E un buon lavoro, elegante e sobrio.