Vincitori della 31^ edizione 2016

Prof Gastone Breccia premio speciale per un libro sulla grande guerra

PREMI  BRUNACCI –   XXXI EDIZIONE 2016

Invito Premiazioni brunacci 2016

La cerimonia di proclamazione dei vincitori si è svolta il 22 gennaio 2017  presso l’auditorium Kennedy di Monselice alla presenza di oltre 300 persone.

Relazione del Presidente della Giuria, prof. Antonio Rigon

Dopo due anni di interruzione, dovuti alle note difficoltà finanziarie in cui versano gli Enti locali del nostro Paese, l’Amministrazione comunale di Monselice è tornata a dare il proprio sostegno economico ai Premi Brunacci, consentendo lo svolgimento di questa 31° edizione. Sento perciò il dovere di ringraziare, a nome della Giuria, il sindaco Francesco Lunghi e l’assessore alla cultura Gianni Mamprin perché, continuando una tradizione ormai più che trentennale di attenzione e appoggio ai Brunacci da parte delle autorità pubbliche, hanno mostrato di credere nella bontà dell’iniziativa e nel prestigio che conferisce alla città. I Premi Brunacci, la più antica manifestazione di questo genere nel Veneto, con l’apertura al mondo degli studi e della ricerca storica non solo accademica, con il coinvolgimento della scuola e dell’università e con il rigore delle scelte della Giuria, mai venuto meno nel corso degli anni, hanno raccolto sempre ampi consensi non solo in qualificati ambienti della cultura ma anche presso un più vasto pubblico. L’edizione 2016 lo conferma in maniera per molti aspetti clamorosa.

Giuria 2016Complessivamente le opere presentate e distribuite nelle varie sezioni hanno superato il centinaio: esattamente 103, così ripartite:

14 ricerche nella sezione riservata alla scuola dell’obbligo, comprese quelle specificamente dedicate alla prima guerra mondiale;

7 concorrenti al Premi “Paolo Sambin”  riguardanti le tesi di dottorato e di laurea magistrale;

20 pubblicazioni nella sezione relativa al Padovano;

30 nella sezione “Veneto”;

32 nella sezione  riservata alla prima guerra mondiale.

Non si tratta però di un semplice dato quantitativo. Ai Premi hanno concorso molti eminenti studiosi con libri pubblicati da alcune tra le maggiori case editrici italiane e venete e prestigiosi istituti di cultura. Varie nei contenuti e nella tipologia molte opere si segnalano per la loro eccellente qualità: monografie, edizioni di fonti, raccolte di studi offrono contributi nuovi e approfonditi sulla storia civile ed ecclesiastica del Veneto, su quella sociale, economica e della cultura, su miti e tradizioni, ambiente e territorio, musica ed arte. La Giuria, rinnovata in alcuni suoi membri, con l’ingresso di studiosi dell’Università di Padova, specialisti in Storia medievale (Dario Canzian), e in Storia della musica (Antonio Lovato), e di una figura di punta della cultura monselicense (Riccardo Ghidotti), si è trovata ad affrontare un compito assai impegnativo che ha richiesto un laborioso lavoro di esame e di selezione delle opere. Di comune accordo si è proceduto in due fasi. Nella prima è stata individuata una rosa ristretta di opere ritenute degne di premio, successivamente, dopo ulteriori approfondimenti e riflessioni,  sono stati scelti i vincitori nelle singole sezioni.

Rinvio alla lettura delle motivazioni  relative alle opere premiate per una conoscenza dettagliata delle valutazioni espresse dalla Giuria. Più in generale per la sezione relativa alle scuole dell’obbligo sono stati rilevati i mutamenti verificatisi nella didattica e il carattere tecnicamente raffinato di molte ricerche, alcune delle quali, sfociate in vere e proprie pubblicazioni, hanno richiesto  per la realizzazione un forte ed evidente intervento dei docenti . Si è deciso di conseguenza di  attribuire i premi a quelle ricerche nelle quali, la lodevole interazione tra insegnanti ed allievi nella elaborazione dei testi, mostrai salvaguardare adeguatamente la libera creatività degli studenti.

Per ciò che riguarda il settore delle tesi di laurea magistrale o di dottorato i componenti della Giuria sono stati felicemente colpiti dalla fedeltà a tradizioni di studio e di rigoroso metodo di ricerca che accomuna i lavori discussi in varie università del Triveneto (Venezia, Venezia IUAV, Padova, Udine). La decisione finale di premiare la tesi di Chiara Comparin sul musicista Antonio Gualtieri, gloria di Monselice, si fonda non solo sull’apprezzamento del forte impegno di ricostruzione storica della figura del Gualtieri  compiuta dall’autrice, ma sul riconoscimento del valore e dell’alto significato  che  sul piano culturale rivestono la scoperta  e l’ edizione di testi musicali antichi, per i quali si richiedono  preparazione e competenza non comuni. Per la serietà delle ricerche svolte e la novità dei risultati raggiunti vengono peraltro segnalate anche le tesi di Valentina Casarotto su Giovanni de Lazara, erudito e collezionista numismatico nella Padova del Seicento, e di Eleonora Gamba sulla vita, gli studi, la biblioteca di Pietro da Montagnana.

La sezione riguardante il Padovano è quella dove si sono notati i maggiori dislivelli nella qualità delle opere presentate. Ma alcuni lavori risultano di ottimo livello. Nel premiare il libro sulle certose di Padova curato da Franco Benucci si  è voluto dare il meritato riconoscimento ad un gruppo di ricercatori che, su una robusta base documentaria, hanno offerto un contributo di conoscenze  davvero nuovo sulla storia, la vita, l’architettura, le opere d’arte di monumenti insigni e spesso dimenticati di Padova. Nello stesso tempo La Giuria ha inteso manifestare vivo apprezzamento per il curatore Franco Benucci, appassionato studioso della sua città e promotore infaticabile di iniziative culturali all’insegna del rigore scientifico e dell’erudizione più severa. Tra le altre pubblicazioni afferenti a questa sezione la Giuria ritiene meritevoli di segnalazione quella di Giulia Simone sulla Facoltà di Scienze politiche di Padova dalle origini alla Liberazione, e quelle sull’opera poetica di Melchiorre Cesarotti, curate rispettivamente da Valentina Gallo e Salvatore Puggioni.

Molti i nomi degli studiosi illustri in concorso per la sezione sulla “Grande Guerra”con libri di sintesi e di alta divulgazione. Nella valutazione i membri della Giuria hanno puntato sul valore innovativo e sull’originalità dei volumi presentati, ferma restando la necessaria rispondenza di questi ultimi ai requisiti metodologici dell’indagine storica, Sulla base di questi criteri  è stato designato vincitore Gastone Breccia con l’opera “1915:l’Italia va in trincea”; nello stesso tempo sono stati segnalati Valeria Di Carlo e Gianfranco Donelli, “La sanità pubblica italiana negli anni a cavallo della prima guerra mondiale” e Augusta Molinari, “Una patria per le donne: la mobilitazione femminile nella Grande Guerra”.

Infine per la sezione “Veneto”, nella quale come nella precedente sono presenti studiosi e libri di eccellente livello, la Giuria ha indicato vincitrice del Premio Brunacci-Monselice Daniela Rando con il libro “ Venezia medievale nella Modernità: storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento”, opera di grande respiro   certamente destinata a restare un punto di riferimento della cultura storica europea. Per la loro alta qualità la Giuria è lieta di segnalare anche  i volumi di Marca Callegari, “L’industria del libro a Venezia durante la Restaurazione (1815-1848)”; Silvia Carraro, “La laguna delle donne; il monachesimo femminile a Venezia tra IX e XIIV secolo”; Lidia Fersuoch, “Codex publicorum. Atlante: da San Martino in Strada a San Leonardo in Fossa Mala”; Sergio Perosa, “Veneto, Stati Uniti e le rotte del mondo. Una memoria”; Anita Pezzelle, “L’immagine dei Veneti negli autori greci e latini”; Andrea Vanni,” Gaetano da Thiene: spiritualità, politica, santità”.

Al termine della presentazione da me fatta nel 2003 del volume commemorativo dei venti anni del Premio Brunacci-Monselice scrivevo che la manifestazione era  una dimostrazione di civismo e di amore per la città di Monselice e per il Veneto,  un bell’esempio di sensibilità culturale, una iniziativa che fa onore a Monselice. A distanza di più di un decennio da allora quella riflessione vale ancora.

 PREMIAZIONI 2016

IL PREMIO SIGILLO MONSILICIS PER LA STORIA E LA CULTURA VENETA

VINCITRICE : Daniela RANDO per l’opera Venezia medievale nella Modernità. Storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento, edita dalla casa editrice Viella.

MOTIVAZIONE: La pubblicazione di Daniela Rando rappresenta l’esito di una ricerca particolarmente innovativa, incentrata sulla lettura del Medioevo in rapporto alla modernità con l’obiettivo di verificare come, tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, la cultura europea abbia osservato, interpretato, immaginato e descritto il Medioevo veneziano. Attraverso l’esame approfondito di un caso esemplare, l’autrice dimostra in quale misura tra XIX e XX secolo il Medioevo sia diventato un parametro su cui misurare il presente, un termine di confronto per affrontare i problemi attuali, uno strumento per leggere il nostro tempo. Partendo da questo presupposto, sono stati riletti autori di varia estrazione e collocazione, i quali, nel periodo intercorso tra gli ultimi due secoli, si sono occupati della Venezia medievale, considerata come la città europea più lontana dalla civiltà industriale e dall’arte contemporanea, l’architettura in particolare. Con una scrittura rigorosa, ma al tempo stesso coinvolgente, Venezia emerge al centro di un immaginario medievale alimentato da storici, critici e scrittori in contrapposizione a una modernità intesa come progresso, ma vissuta anche come causa sofferta di squilibri e disagi sociali. Questa nuova chiave di lettura spiega perché il percorso proposto da Daniela Rando risulti articolato e complesso: muovendo dall’interesse per Bisanzio esso si intreccia con il Gotico, tocca il nascente capitalismo veneziano e giunge a individuare nei rapporti della città lagunare con l’Oriente una prefigurazione da un lato delle successive politiche coloniali e dall’altro delle nuove discipline antropologiche ed etnografiche. Al di là del tema, già in sé alquanto originale, il volume di Daniela Rando si distingue per la novità del metodo proprio perché la ricerca, sebbene saldamente ancorata agli eventi storici, privilegia l’obiettivo di ricostruire gli elementi costitutivi di un passato immaginario del Medioevo, che avrebbe nella Venezia del presente il proprio emblema più significativo. Per raggiungere lo scopo, l’autrice si spinge oltre la storia intesa come una serie di sequenze e di connessioni causali, stabilendo le corrispondenze presenti nelle riflessioni di autori diversi tra loro, secondo differenti livelli di valutazione. Volutamente Daniela Rando va oltre l’ambito consolidato della ricerca sistematica per costruire una struttura narrativa aperta e creativa. Pur assicurando puntuali informazioni sulla biografia e il percorso scientifico degli autori considerati, il volume supera i canoni consolidati della storiografia per aprirsi a una visione interdisciplinare e alle sue molteplici implicazioni rese attraverso la descrizione storica. È un modo nuovo e stimolante di fare storia, che non si limita a ricostruire la corretta successione dei fatti attraverso una fedele lettura delle fonti, ma dà ragione degli accadimenti all’interno di un più ampio contesto sociale e culturale, dimostrando quanto il nostro passato continui a interferire e a interagire con il nostro presente (Lovato).

OPERE SEGNALATE PER IL PREMIO SIGILLO MONSILICIS

Silvia CARRARO, La laguna delle donne. Il monachesimo femminile a Venezia tra IX e XIV secolo.  Pisa, University Press 2015.

 Marco CALLEGARI, L’industria del libro a Venezia durante la Restaurazione (1815-1848). Firenze, Leo S. Olschki  2016

Lidia FERSUOCH, Codex publicorum. Atlante. da San Martino in Strada a San Leonardo in Fossa Mala. Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti 2016.

Sergio PEROSA, Veneto, Stati Uniti e le rotte del mondo. Cierre 2016.

Annica PEZZELLE, L’immagine dei veneti negli autori greci e latini. Editoriale Documenta 2016.

Andrea VANNI, Gaetano Thiene. Spiritualità, politica, sanità. Viella 2016.

 

IL PREMIO PER UN LIBRO SULLA STORIA DEL PADOVANO, MESSO A DISPOSIZIONE DALL’ACCADEMIA MONSELICENSE – AMICI DEI MUSEI

Assegnato all’opera curata da Franco Benucci  Le certose di Padova, edito dalla casa editrice Cleup. Il libro contiene i contributi dello stesso Franco Benucci, di Paola Luchesa e Franco De Checchi.

 

MOTIVAZIONI: Il volume si propone di portare alla conoscenza del pubblico la storia di un importantissimo ente religioso padovano, le cui suggestive vestigia ancora si possono ammirare lungo il corso del Brenta in prossimità del centro di Vigodarzere. La vicenda della certosa, anzi delle certose, di Padova, fino ad oggi poco conosciuta e mai affrontata con sistematicità, viene ricostruita qui con estrema cura e scrupolo documentario lungo l’intero arco di tempo in cui essa si svolse. Gli autori ne propongono un quadro movimentato, la storia di un organismo dalla vitalità straordinaria, testimoniata innanzitutto dalle due fondazioni (per questo si parla di ‘certose’): la prima nel 1449, nella località di Porciglia, subito fuori le mura di Padova presso porta Codalunga, la seconda, dopo le distruzioni della guerra del 1509, tra le amene anse del Brenta, in sede isolata e idonea alle attività spirituali e intellettuali dei monaci certosini, che erano ad un tempo eremiti e cenobiti. Il monumento sopravvisse a se stesso, poiché anche dopo la soppressione, avvenuta ad opera della Repubblica veneta nel 1779, ospitò attività manifatturiere e agricole, anche d’avanguardia, dei privati che ne erano entrati in possesso. Come testimoniato nel dettaglio da questo volume, dunque, la certosa di Padova ebbe molte vite. E molti protagonisti: non solo i monaci che vi risiedettero, ma anche i contadini che ne lavorarono le terre, gli artisti che la decorarono, i progettisti e gli architetti che la progettarono e la riprogettarono, in un lavorio incessante di riadattamento del grande fabbricato alle esigenze cui esso si prestò nelle sue diverse stagioni. Di tutto questo mondo vario, autentico laboratorio sempre attivo di cinque secoli di civiltà religiosa, artistica, rurale e imprenditoriale, il libro rende testimonianza vivace e nel contempo scientificamente garantita dal continuo rimando alle fonti d’archivio, alle quali si dà ampio spazio sia nelle note, sia in apposite appendici. Ad un ricco apparato iconografico e cartografico, testimonianza della pluralità di fonti impiegate e del carattere multidisciplinare che connota la pubblicazione, è dedicata inoltre un’intera sezione del volume. Infine, il brulicante paesaggio umano che popola le pagine dell’opera, e la minuta topografia, sono fruibili per gli studiosi e gli appassionati grazie all’accurato indice dei nomi. È da ritenere che lo sforzo sostenuto dal curatore e dagli autori rappresenti un viatico importante in chiave di recupero e valorizzazione di un monumento che diede lustro alla città di Padova e al suo territorio, e che ancora oggi affascina, per il condensato di storia e spiritualità che da esso promana, l’occasionale visitatore.

OPERE SEGNALATE PER LA SEZIONE STORIA PADOVANA

Giulia SIMONE, Fascismo in cattedra. Padova University Press 2015.

Valentina GALLO (a cura di), Poesie. Melchiorre Cesarotti. Edizioni di Storia e Letteratura 2016.

Salvatore PUGGIONI (a cura di), Melchiorre Cesarotti. Pronea. Esedra  2016.

 

PREMIO SPECIALE SULLA PRIMA GUERRA MONDIALE

In occasione del centenario della Prima guerra mondiale il Comune di Monselice ha bandito un concorso per un libro sulla Grande guerra. La giuria, esaminate le opere in concorso ha assegnato il premio a Gastone BRECCIA per il libro 1915: L’Italia va in trincea edito dalla casa editrice Il Mulino

 

 

MOTIVAZIONE: Per la convincente, puntuale e a volte avvincente ricostruzione, nella sua sconcertante tragicità, del primo anno della guerra austro-italiana, analizzato grazie alle fonti di entrambe le parti in conflitto. Quello che a prima vista può apparire come un classico testo di storia politico-militare, unisce invece all’estrema precisione ricostruttiva un ottimo livello di contestualizzazione e uno sguardo d’assieme molto ampio, che coinvolge entrambe le parti in conflitto, con particolare sensibilità e attenzione verso la componente umana della vicenda bellica. Grazie alla valorizzazione delle fonti d’archivio degli stati maggiori italiano e austriaco, nonché di un sapiente uso della storiografia, il libro offre sia dettagli inediti e a volte sorprendenti riguardo al primo anno di guerra, sia una chiave di lettura coerente per il ‘fallimento’ da entrambe le parti dei piani strategici inizialmente predisposti, nonostante l’abnorme sacrificio di vite e di risorse. L’Autore possiede strumenti storico-filologici di spessore (proviene da esperienze di ricerca di storia bizantina, la materia che insegna a Pavia), che vengono messi al servizio per questo lavoro, come per altri analoghi degli ultimi anni, di un modello di storia politico-militare molto attento alla realtà umana e capace di coniugare al rigore della ricerca una notevole capacità e ritmo narrativi (Panciera).

OPERE SULLA GRANDE GUERRA SEGNALATE DALLA GIURIA

Gianfranco DONELLI, Valeria Di CARLO, La sanità pubblica italiana negli anni a cavallo della Prima Guerra Mondiale. Armando 2016.

Augusta MOLINARI, Una patria per le donne. La mobilitazione femminile nella Grande Guerra. Il Mulino 2014.

 

RICERCHE SCOLASTICHE SULLA GRANDE GUERRA

Iniziamo con la ricerca degli studenti del Liceo scientifico di Stato “Leonardo da Vinci” di Cerea intitolata Cerea e la Grande Guerra. Un paese mobilitato. Insegnante Girolamo Paparella. Il lavoro viene premiato per lo studio delle  fonti storiche reperite dalla meticolosa ricerca effettuata dai ragazzi nell’archivio di stato di Verona e in quello di Cerea. Puntuale è lo studio e la trascrizione dei documenti che hanno permesso ai giovani studenti di approfondire lo studio delle sofferenze causate dalla grande guerra, recuperando preziose testimonianze che  valorizzeranno il senso di comunità civile  e umana del loro territorio.  Il risultato finale è encomiabile e gli obiettivi pienamente raggiunti.

Sant’Elena e i tre monumenti ai caduti. Storia di Giulio Trevisan  è la ricerca eseguita  dalle classi III A e B della scuola secondaria di I° grado “Domenico Pegoraro” di Sant’Elena. Insegnante Renato Toschetti in collaborazione con il cav. Sergio Martinello E’ un interessante studio realizzato utilizzando le  testimonianze tramandate ai ragazzi dai loro nonni. Articolata e ben dettagliata è la seconda parte del lavoro realizzata attraverso la raccolta di lettere e documenti reperiti tra le soffitte. Emerge tra le carte d’archivio familiari il profilo quasi commovente di Giulio Trevisan che attraverso le sue lettere conservate in una scatola “tesoro” ci fa rivivere le sensazioni  e il ricordo dalla zona di guerra.

 Gli italiani la guerra e la pace ed è stata eseguita dalla classe IV della scuola primaria ‘Montessori’ di Urbana – Istituto Comprensivo “Luigi Chinaglia”. Insegnante: Bizzo Maria Luisa  E’  un elaborato ben illustrato, suggerito dalla celebrazione del 4 novembre durante la quale si ricordano i caduti di tutte le guerre. La ricerca risulta assai documentata con le interviste ai nonni che conservano la memoria della comunità e con lo studio e la testimonianza di documenti dell’archivio comunale di Urbana. Un lavoro che ha portato i ragazzi a scoprire personaggi, curiosità e momenti del loro recente passato. Complimenti per l’ottimo lavoro storico.

IL PREMIO DESTINATO ALLE TESI DI DOTTORATO E DI LAUREA MAGISTRALE

Il premio è stato assegnato alla dott.ssa Chiara COMPARIN per la tesi dal titolo Antonio Gualtieri: opere sacre e profane. Università di Padova, 2015

 

MOTIVAZIONI: Chiara Comparin restituisce il profilo biografico e propone l’edizione critica delle musiche di Antonio Gualtieri (1574-1661), la cui identità risultava finora incerta, mentre la sua attività e la sua produzione sono state spesso oggetto di interpretazioni arbitrarie, quando non confuse con quelle di altri autori. La ricerca d’archivio ha portato a identificare e trascrivere i documenti relativi al musicista conservati negli archivi di San Daniele del Friuli, Monselice, Montagnana, Padova e Venezia. Il recupero di una consistente documentazione inedita ha permesso così di stabilire luogo e data sia della nascita sia della morte di Antonio Gualtieri, e di ricostruire il suo percorso artistico: dalla formazione avuta per interessamento del vescovo di Padova Marco II Cornaro, agli incarichi ricoperti a San Daniele del Friuli, Monselice, Montagnana, Venezia (Ospedale della Pietà e basilica di San Marco con Claudio Monteverdi) e infine ancora a Monselice coadiuvato dal figlio Girolamo. La ricostruzione biografica è stata determinante per poi individuare la produzione musicale di Antonio Gualtieri e le sue caratteristiche: quattro libri di mottetti, uno di canzonette e due di madrigali pubblicati a Venezia tra il 1604 e il 1630. L’edizione critica proposta da Chiara Comparin, basata sulla preliminare individuazione delle fonti, presenta per ogni composizione una scheda analitica con informazioni su fonti, testo poetico, musica, edizioni moderne e bibliografia. I testi sono stati restituiti secondo i criteri stabiliti dal “Comitato per la pubblicazione di fonti relative a testi e monumenti della cultura musicale veneta”, adattati alle specificità di quelli in volgare che in genere sono adespoti e solo in parte attribuibili a poeti dei secoli XVI e XVII, quali Filippo Alberti, Valerio Belli, Alessandro Gatti, Maurizio Moro, Pomponio Montanaro, Dionisio Viola e Giovan Battista Marino. La trascrizione delle musiche in partitura unisce il rigore filologico alle esigenze pratiche di studiosi ed esecutori, perciò impiega notazione, chiavi e segni di tactus moderni, indicando l’incipit in notazione originale. Varianti, omissioni ed errori sono segnalati in apparato critico, mentre nelle composizioni dotate di basso continuo con cifratura le aggiunte sono riportate in corsivo. Uno studio introduttivo di carattere critico e analitico mette puntualmente a fuoco le caratteristiche e l’evoluzione dello stile compositivo di Antonio Gualtieri, soprattutto in relazione alla cosiddetta “seconda pratica”, cioè al “recitar cantando” e allo stile concertato.

L’esito complessivo della tesi di dottorato di Chiara Comparin è non solo originale e innovativo, ma anche particolarmente significativo, perché permette di conoscere il modus operandi di un compositore di Monselice che, tra Cinque e Seicento, si è formato e perfezionato in ambienti musicali prestigiosi del suo tempo, quali erano la cappella musicale della cattedrale di Padova e quella di San Marco a Venezia, ma che non ignorava altre esperienze artistiche, come dimostrano la scelta dei testi e dei dedicatari, oltre che una serie di specifici procedimenti compositivi ricorrenti nelle sue opere. Inoltre, lo studio di Chiara Comparin ha efficacemente evidenziato come la musica di Antonio Gualtieri sia un esempio delle modalità con le quali le più avanzate conquiste dell’arte, elaborate nelle principali istituzioni musicali, venissero poi tradotte a livello periferico, attraverso un processo non casuale di disseminazione della “nuova musica” e del sapere musicale.

RICERCHE SCOLASTICHE

Alla scoperta del nostro territorio collinare  realizzata  dalla classe III della scuola primaria “A. Naccari” di Arquà Petrarca. Insegnanti: Alessandra Fasson, Maria Gavanelli, Rosa Nettis, Gianna Rinaldo – Si tratta di uno studio nel quale gli  alunni vanno alla ricerca delle storie del proprio territorio collinare analizzando l’ambiente , le leggende e raccogliendo le testimonianze  dei suoi abitanti.  Il lavoro finale  è assai pregevole e riccamente illustrato con disegni che rendono gradevole e vivace l’intero elaborato.

 Sentieri dei saperi: alla scoperta della vegetazione del Monte Ricco è stata eseguita dalla scuola primaria “G. Cini” di Monselice coordinata da tutte le insegnanti della scuola – E’ una ricerca dalla composizione vivace e colorata che mira a sviluppare nei ragazzi l’affinità con l’ambiente circostante e la conoscenza diretta del proprio territorio. Il lavoro è ben fatto e riccamente illustrato. Assai preziosi soni gli  erbari realizzati dai ragazzi che racchiudono le emozioni evocate dai cinque sensi, osservando, annusando, toccando e identificando piante, cespugli e arbusti dell’ambiente naturale. 

Storie e leggende dele strighe … de Villa e dintorni eseguita  dalla classe I° A della scuola secondaria di I° grado  “G. Mazzini” di Villa Estense coordinata dall’ insegnante Maria Eugenia Peron – La ricerca indaga e individua alcuni aspetti delle antiche credenze nelle streghe e negli esseri fantastici che hanno caratterizzato la storia della Bassa Padovana.  Ben fatte e dettagliate sono le relazioni e le interviste fatte dagli studenti. Emergono così i ricordi avvolti da un alone di magia che riportano in vita le streghe, i riti scaramantici, le leggende e le manifestazioni soprannaturali mettendo in luce uno dei tanti aspetti del mondo contadino e della cultura popolare locale di un tempo. Un buon lavoro di indagine e ricostruzione.