Vincitori della 33^ edizione 2018

I PREMI BRUNACCI – MONSELICE

33^  Edizione – 2018 

Invito premiazione Brunacci 2018

Nel 2018 si è svolta la 33^ edizione,  la premiazione delle opere vincitrici ha avuto luogo  luogo domenica 28 ottobre alle ore 10 presso Pieve di Santa Giustina di Monselice. 

RELAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIURIA

Gentili signore e signori,

confesso di essere particolarmente lieto di tenere questa relazione sui lavori  della Giuria e di prendere ancora una volta la parola in occasione della consegna dei Premi Brunacci-Monselice. In chiara controtendenza rispetto ad una cultura che, non solo nel nostro paese, appare sempre più ostile nei confronti della ricerca storica, questa manifestazione dimostra in maniera indiscutibile che la storiografia, quando si fonda su rigore scientifico e capacità comunicative, continua a suscitare un forte interesse non solo  presso gli specialisti. Accanto alla soddisfazione non posso però non esprimere, anche a nome dei colleghi della Giuria, una viva preoccupazione, riguardante  in maniera specifica i Premi Brunacci, per la presenza nell’elenco dei partecipanti di due sole ricerche scolastiche.  È la prima volta in 33 edizioni che si verifica un così sconcertante calo di opere, per giunta in una sezione dei Premi, tradizionalmente più ricca di presenze. Non esiste ovviamente alcun rapporto diretto di causa ed effetto tra il venir meno di una adesione sempre convinta del mondo della scuola ad una delle iniziative culturali  più antiche e di maggior prestigio di Monselice e i ripetuti tentativi di ridimensionare il ruolo delle discipline storiche nell’insegnamento, evidenti anche nei recenti provvedimenti che eliminano lo scritto di storia dalla rosa di quelli proposti all’esame di maturità. Non vorremmo però che nello specchio piccolo ma significativo dei Brunacci si riflettessero orientamenti, in atto da tempo, di marginalizzare la storia nella programmazione scolastica, complici, ahimé, anche rappresentanti del mondo accademico a cui dovrebbe stare a cuore la salvaguardia di un caposaldo indispensabile per la formazione dei giovani e l’educazione civile dei cittadini. Ci auguriamo tutti che la flessione sia solo temporanea, frutto di cause contingenti e che sin dal prossimo anno le ricerche storiche condotte da singoli studenti e classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tornino ad essere numerose e i giovani vincitori rallegrino e animino come sempre la nostra manifestazione. Complessivamente sono state presentate per questa edizione 51 opere: 2 ricerche scolastiche; 5 tesi di laurea; 12 pubblicazioni per la sezione relativa al Padovano; 15 per quella sulla cultura letteraria e linguistica del Veneto; 17 per il Premio “Sigillum Monsilicis”. Dopo aver letto ed esaminato le opere, la Giuria si è riunita il 25 settembre a Monselice per procedere alla designazione dei vincitori. Per

quanto detto in precedenza la Giuria si congratula vivamente con Emanuela Rizzi e tutte le insegnanti della scuola  primaria di primo grado“Vittorio Cini”-Istituto comprensivo “G.Zanellato” di Monselice e con le insegnanti Laura Cesaro e Lorenzina Grifalconi della scuola primaria di primo grado “G.B. Ferrari di Ospedaletto Euganeo per aver guidato con sapienza pedagogica e viva sensibilità i loro alunni alla riscoperta della storia locale dei centri ove svolgono la propria attività e aver creduto nel significato e nelle opportunità offerte dai premi Brunacci nel percorso formativo degli allievi a loro affidati. La Giuria ha apprezzato il  buon livello delle tesi di laurea discusse presso l’Università di Padova,  lo IUAV e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. In particolare ha valutato positivamente la  novità di risultati raggiunti in questo tipo di lavori che aggiungono preziosi tasselli alla conoscenza della storia, dell’arte e della cultura veneta, con approfondimenti molto interessanti  sul versante dei commerci, della moda, dell’organizzazione sanitaria in età moderna e contemporanea. Nella sezione sul Padovano sono state presentati libri di disuguale valore: saggi di rilievo per contenuti e metodo (cinque sono stati ritenuti degni di segnalazione) e testi di divulgazione poco controllata. Il premio è andato ad un’opera che corona degnamente l’iniziativa di pubblicazione del Corpus statutario delle Venezie promossa da molti anni dal  prof.Gherardo Ortalli dell’Università di Venezia e che, con l’edizione degli statuti di Padova di età carrarese,  curata da Ornella Pittarello , porta finalmente  a compimento un progetto nato in seno alla Deputazione di storia patria per le Venezie fin dal 1873 e mai realizzato. Particolarmente ricca di ottimi lavori si è rivelata la sezione riservata alla cultura letteraria e linguistica. Con giudizio unanime la Giuria ha premiato il volume di Vittorio Formentin sulle prime manifestazioni del volgare a Venezia, raccolta di saggi in cui filologia e storia si mescolano con risultati di assoluta eccellenza.  Contemporaneamente, a sottolineare l’alta qualità di molte delle opere pervenute,  sono state fatte sei segnalazioni. Il premio “Sigillum Monsilicis” quest’anno è stato attribuito ex aequo a Piero Brunello per il libro sulla rivoluzione del Quarantotto a Venezia e a Silvano Fornasa per la ricerca sul miracolo del ritorno alla vita dei bambini morti senza battesimo in terra vicentina. Oltre a quelle premiate sono state segnalate anche cinque opere. A questo proposito è opportuno sottolineare che le  segnalazioni di libri in concorso (quest’anno molto numerose), e il conferimento ex aequo del premio “Sigillum Monsilicis” non nascono dalla volontà della Giuria di accontentare il più alto numero possibile di concorrenti, ma dall’effettiva presenza di molti ottimi lavori nelle varie sezioni dei Premi Brunacci, segno della buona salute di cui gode la storiografia veneta.  Premi e segnalazioni fotografano al meglio il carattere di questa manifestazione: riconoscimento dell’eccellenza là dove si presenta, indipendentemente dalla genesi accademica o meno delle opere in concorso; attenzione a temi classici della storiografia e contestuale apertura a quanto di nuovo sul piano dei contenuti e dei metodi offre la cultura veneta nel campo della ricerca storica nel senso più ampio. Concludo rivolgendo, anche a nome dei  colleghi della Giuria, un caldo ringraziamento all’Amministrazione comunale di Monselice, e in particolare al sindaco Francesco Lunghi e all’assessore alla cultura  Gianni Mamprin, che con il loro sostegno hanno permesso ancora una volta lo svolgimento di questa manifestazione. Un cordiale grazie va anche a Flaviano Rossetto per l’impegno profuso come sempre nell’organizzazione e la promozione dei Premi .  Il Presidente della Giuria  Antonio Rigon

PREMIO SIGILLUM MONSILICIS – Destinato a uno studioso della storia e cultura veneta assegnato ex aequo:

Piero BRUNELLO, Colpi di scena: la rivoluzione del quarantotto a Venezia. Sommacampagna,  Cierre 2018 ;

 

Come in una sceneggiatura, il volume prende in esame le giornate che nel marzo 1848 portarono alla resa del Governo austriaco a Venezia, mettendo in evidenza, attraverso cambi di scena, i diversi punti di vista dei testimoni. La prima parte racconta gli avvenimenti dal 17 al 23 marzo 1848, sottolineando l’importanza delle passioni – in questo caso fratellanza e fiducia nel futuro – nelle mobilitazioni politiche. La seconda parte fa luce su alcune situazioni che si vennero a creare con la nascita del nuovo Governo provvisorio della Repubblica veneta: in che modo la polizia superò i cambiamenti politici, le procedure nei confronti degli stranieri, i processi di definizione della mascolinità. Lo sguardo si espande qui dal 1848 all’intero periodo rivoluzionario, a volte risalendo anche ai decenni precedenti. Nell’intermezzo tra i due “atti”, Brunello discute gli interrogativi che hanno orientato le sue decennali ricerche d’archivio su personaggi ed eventi del Quarantotto veneziano. In particolare, in che senso si possa parlare di “rivoluzione” per vicende contrassegnate, in ultima analisi, dalla sostanziale continuità degli apparati statali.

Già docente di Storia sociale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Pietro Brunello si è occupato negli anni di diversi argomenti: dalle migrazioni all’anarchismo passando per scrittura, storia urbana, culture popolari e musica. In questo volume viene proposto al lettore un accurato resoconto degli avvenimenti storici che toccarono Venezia dal 17 al 22 marzo 1848. La sua peculiarità, però,  è quella di mettere a fuoco lo stesso evento da differenti punti di vista, evidenziati mediante cambi di scena e segnalati graficamente dallo stacco di una riga bianca. In questo modo l’autore riesce a trasmettere i molteplici sentimenti ed emozioni, anche di carattere opposto, che animarono quei giorni intensi vissuti da una delle città all’epoca più popolose dell’Impero. Ma l’opera di Brunello non si ferma qui: in realtà, come lui stesso ammette, si potrebbe forse parlare di due volumi in uno. Al primo nucleo segue infatti una cospicua seconda parte in cui viene posto l’accento su una serie di temi che rendono ancora oggi interessante approcciarsi allo studio del Quarantotto: la continuità e anzi il rafforzamento dello Stato nelle rivoluzioni, la definizione di uno spazio politico a partire da virtù domestiche e da modelli di comportamento prescritti alle donne, la cittadinanza e l’immagine dello straniero, tanto per citarne alcuni. Un meticoloso lavoro di ricerca storica che rappresenta un contributo molto importante per la comprensione di uno dei periodi storici di maggiore rilievo della storia veneta e d’Italia.

 

Silvano FORNASA, Il tempo di un respiro. Il miracolo del ritorno alla vita in terra vicentina. Venezia, Marsilio 2018.

 

Motivazione: Studioso di storia del territorio vicentino, in particolare della Valle dell’Agno e delle sue comunità, Silvano Fornasa con questo volume dal titolo suggestivo (Il tempo di un respiro. Il miracolo del ritorno alla vita in terra vicentina, Venezia, Marsilio, 2018) supera ampiamente la dimensione localistica della ricerca , affrontando un tema di  interesse generale, studiato e approfondito dalla storiografia d’Oltralpe, poco frequentato dagli storici italiani e del tutto nuovo in ambito veneto: il miracolo del temporaneo ritorno alla vita dei bambini morti senza battesimo, grazie al quale essi potevano ricevere il sacramento e accedere al Paradiso. Diffuso in Francia, nei paesi del centro e  nord Europa, nelle zone alpine e prealpine d’Italia, in terre di confine fra regioni soggette alla Riforma protestante e altre rimaste cattoliche, il fenomeno risultava sino ad oggi sconosciuto nella pianura e nell’area pedemontana veneta. Merito dell’A. è averne documentato per la prima volta la presenza nel Vicentino, di aver rintracciato testimonianze su altri santuari della morte sospesa nel Trentino e di aver aperto nuove prospettive di studio su una delle manifestazioni religiose e culturali più interessanti dell’Europa cristiana. Con  ampia contestualizzazione storica, padronanza della bibliografia più aggiornata e sensibilità anche umana verso un aspetto dell’esistenza di donne, uomini e famiglie che implicava dolore e angoscia e nello stesso tempo chiamava in causa credenze, dottrine, valori di fede profondi, Fornasa accerta tra Sei e Settecento il manifestarsi in diocesi di Vicenza del fenomeno   in varie forme: il viaggio intrapreso dai fedeli con i corpicini morti verso santuari trentini (Terlago, Aldeno, Bolognano di Arco), per chiedere la grazia di una temporanea resurrezione che permettesse la somministrazione del battesimo al piccolo defunto, la presenza in terra veneta di un  santuario del ritorno alla vita nella prima metà del Settecento (La Madonnetta dei frati di Arzignano), il verificarsi di questo tipo di miracolo a Schio nel 1686 per intercessione del predicatore cappuccino Marco d’Aviano. Lasciando parlare le fonti, sottolineandone gli aspetti più interessanti e fecondi per una storia  della mentalità religiosa e  della vita sociale, l’A. con sapienza narrativa svela un mondo di pratiche, di credenze, di riti, spesso in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa, ma anche un universo di  emozioni,  sentimenti, sofferenze,  alle quali presta lodevole attenzione. Escluso che il miracolo della morte sospesa vada considerato una truffa generalizzata, constatato lo scarso coinvolgimento del clero, Fornasa può concludere che esso è stato “una creazione del popolo credente”, e rilevare l’assoluto protagonismo delle donne:  madri, levatrici, devote impegnate in primo piano nell’accoglienza presso il santuario, nello svolgimento del rito della reviviscenza, nell’osservazione dei segni di non estinta vitalità dei corpicini dei bimbi morti. Per la novità dei risultati raggiunti, l’ampiezza di orizzonte storiografico, la limpidità della trattazione la Giuria è lieta di conferire a  Silvano Fornasa il Premio Sigillum Monsilicis. (Antonio Rigon)

Segnalati
Fiorella BOTTEON, Ferdinando Ferracini. Un patriota veneto nel Risorgimento italiano. Treviso, Istresco 2018.
Isabella COLLAVIZZA, Dall’epistolario di Emmanuele Antonio Cicogna: erudito, collezionista e conoscitore d’arte nella Venezia dell’Ottocento. Udine, Forum 2017.
Nadia Maria FILIPPINI (a cura di), Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta. Roma, Viella 2017.
Giovanna GAMBACURTA, Angela RUTA SERAFINI, con un contributo di Federico BIONDANI, I Celti e il Veneto. Padova, Società Archeologica Veneta 2018.
Michael KNAPTON, Una repubblica di uomini: saggi di storia veneta. A cura di Andrea Gardi, Gian Maria Varanini, Andrea Zannini. Udine, Forum 2017.

LIBRO SULLA STORIA DEL  PADOVANO

Vincitore – Statuti di Padova di età Carrarese (a cura di Ornella PITTARELLO), con saggi introduttivi di Gherardo ORTALLI, Ermanno ORLANDO, Silvia GASPARINI, Mariella MAGLIANI. Roma, Viella 2017.

 

Motivazione: Per aver portato a termine un complesso e atteso lavoro di edizione, che mette a disposizione degli studiosi della storia di Padova, e della storia delle istituzioni tardo-medievali in genere, una eccezionale fonte giuridica. Negli statuti cittadini risulta infatti compendiata per un verso l’architettura di governo della città medievale; per un altro, l’universo rappresentato dalla sua normativa quotidiana, i suoi usi, le pratiche relative ai mestieri e alle altre attività produttive, la gestione dei beni comuni, e anche il governo del contado in tutti i suoi aspetti, come la regimazione delle acque, la costruzione delle strade, dei ponti, degli argini. La raccolta statutaria qui edita fu promulgata nel 1362, ai tempi in cui la signoria di Francesco I da Carrara era in piena fase ascendente. Dunque, essa è testimonio della volontà di conferire alla città e al suo contado un ordine preciso e uno strumento di governo affidabile. Per questo gli Statuti rappresentano anche un momento particolare di assestamento del rapporto tra il signore e la città. Si trattava di un rapporto complesso, poiché il dominio carrarese non cancellò il comune, ma piuttosto lo assorbì allo scopo di utilizzarne le risorse migliori. Per questo motivo possiamo considerare gli Statuti come il punto di incontro istituzionale tra la tradizione comunale cittadina e l’ordine signorile vigente. Come è ben noto, inoltre, questo tipo di fonte costituisce una sorta di palinsesto: ciascuna redazione ripete in parte le precedenti e raccoglie anche le disposizioni occasionali che ciascun podestà nei decenni ha ritenuto di dover aggiungere. Dunque, attraverso questo straordinario documento è possibile seguire a ritroso un filo che si snoda lungo l’intera storia di Padova comunale e signorile, còlta dal punto di vista della sua documentazione pubblica. L’edizione si presenta estremamente curata, come tutti i volumi della collana Corpus statutario delle Venezie, sia per quanto attiene alla resa testuale, a cura di Ornella Pittarello, sia per il ricco apparato introduttivo che, affidato ad un validissimo drappello di collaboratori, offre al lettore il necessario inquadramento archivistico e diplomatistico, e anche una prima traccia interpretativa di tipo storico. Non vi è dubbio che gli Statuti di Padova carrarese rappresenteranno una sorta di porta di ingresso obbligata per tutti coloro che si interesseranno del medioevo padovano, e un punto di riferimento ineludibile per gli studiosi della civiltà medievale italica nella sua piena maturità. (Dario Canzian).

Segnalati
Beniamino BETTIO, Il paese sarebbe felice… Tessere della millenaria storia di Sarmeola (Padova). Sommacampagna, Cierre 2018.
Ugo FADINI (a cura di), Mura medievali. Guida alla scoperta delle difese comunali e carraresi. Vicenza, Edibus 2017.
Claudio GIULIVO, Gianni BORIN, Cristiano BULEGATO, La vite nel paesaggio dei Colli Euganei : cenni storici, elementi visivi del vigneto, distretti e percorsi viticoli. Crocetta del Montello, Antiga edizioni 2018.
Alba LAZZARETTO, Giulia SIMONE (a cura di), Dall’Università d’élite all’università di massa. L’Ateneo di Padova dal secondo dopoguerra alla contestazione sessantottesca. Padova, PUP 2017. (
Giulia PRINCIVALLI, Padova di piombo. Lo scontro tra PCI e autonomia operaia negli anni Settanta. Meduna di Livenza, Alba edizioni 2017.

 

LIBRO SULLA CULTURA LETTERARIA E LINGUISTICA DEL VENETO

Vincitore – Vittorio FORMENTIN, Prime manifestazioni del volgare a Venezia. Dieci avventure d’archivio. Roma, Edizioni di Storia e Letteratura 2018.

Segnalati
Enzo DUSE, Commedie venete. Prefazione di Piermario Vescovo. Rovigo, Associazione Culturale Minelliana 2013 – Piermario VESCOVO (a cura di), Enzo Duse: drammaturgo veneto del Novecento. Atti del 31° Convegno di studi storici, Rovigo, 5 ottobre 2013. Rovigo, Minelliana 2016.
Francesca FAVARO, Sui sentieri di Foscolo e Petrarca. Le Veglie Tauriliane dell’abate Giuseppe Barbieri. Prefazione di Fabio Finotti; postfazione di Giulio Osto; con un carme di Niccolò Tommaseo e una poesia di Teresa Albarelli Vordoni. Roma, L’Erma di Bretschneider 2018.
Francesca MALAGNINI, Il Lazzaretto Nuovo di Venezia: le scritture parietali. Firenze, Franco Cesati ; Venezia, Archeoclub d’Italia 2017.
Maria Teresa VIGOLO, Paola BARBIERATO, Glossario del Cadorino antico : dai Laudi delle Regole (secc. 13.-18.) con etimologie e forme toponomastiche. Udine, Belluno, Società Filologica Friulana, Fondazione G. Angelini 2012.
Enrico ZUCCHI, Il «tiranno» e il «dilettante». La dissertazione epistolare di Pietro Calepio sopra la Merope di Scipione Maffei e la critica teatrale del primo Settecento. Verona, QuiEdit 2017.

TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DI DOTTORATO

Vincitore – Pierre Niccolò SOFIA, Produzione e commercio mondiale delle perle di vetro veneziane nel secondo Settecento. Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche. Università degli Studi di Padova. Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità. Relatore Prof. Walter Panciera. Anno accademico 2017-2018.

 

MOTIVAZIONE: Almeno tre elementi caratterizzano il pregio di questa tesi. In primis la stesura del testo, con rigore metodologico scientifico, ma nello stesso tempo chiaramente discorsivo e con padronanza linguistica. In secondo luogo per la competenza storiografica nel procedere all’indagine su materiali specifici e la loro distribuzione toccando argomenti diversi, ben dosati, che spaziano dalla storia economica al variegato e complesso mondo manifatturiero di Venezia, in un ben studiato e descritto spazio temporale coincidente con il declino della Repubblica Serenissima. In terzo luogo l’interazione con luoghi di destinazione, in scala mondiale, tenendo conto non solo delle rotte di commercio, ma anche lo studio puntuale e sistematico delle culture e delle “misure” che i negozianti veneziani dovevano tradurre in terre lontane con sistemi diversi, incardinando a pieno titolo la produzione e il commercio mondiale delle perle di vetro veneziane in un sistema storiograficamente ben delineato nella tesi; non trascurando la struttura e la filiera produttiva in Venezia. Si tratta di una seria ricerca in cui l’Autore percorre con proficua analisi e studio delle fonti archivistiche testi consultati, testimoniati in una copiosa bibliografia e disseminati nelle note al testo, ben redatte e chiare. Il terzo capitolo della tesi è un capolavoro per la complessità e semplicità con cui l’Autore tratta il mercato globale delle conterie e delle perle a lume. Narra il passaggio dalla produzione al mercato e la suddivisione degli stessi mercati. Tratta dei flussi verso Ponente, toccando anche la discussa tratta atlantica degli schiavi; del cosi detto ramo occidentale del commercio veneziano e la dinamica delle esportazioni. Un corposo capitolo tratta del grande mercato orientale da Aleppo e Alessandria alla Persia e all’India; chiosando con la dinamica delle esportazioni veneziane di perle di vetro verso l’impero ottomano nella seconda metà del Settecento. Infine la tesi non trascura l’interessante argomento della progettualità, opportunità e nuovi mercati, nonché l’andamento generale delle esportazioni. (Riccardo Ghidotti)

 

RICERCHE SCOLASTICHE

Per le ricerche scolastiche sono state premiate le classi I, II, III, IV e V della scuola primaria di primo grado “Vittorio Cini” di Monselice – Istituto comprensivo “G. Zanellato” di Monselice per il lavoro intitolato Oh! Meravigliosa città della Rocca! Monselice, storia, arte, religione. Insegnanti: Emanuela Rizzi con tutte le docenti della scuola Vittorio Cini.

MOTIVAZIONE: Gli  elaborati costituiscono una ricerca ben organizzata e allo stesso tempo vivace e colorata che mira a sviluppare nei ragazzi l’affinità con l’ambiente locale e la conoscenza diretta del proprio territorio. Pregevole è lo scopo didattico del lavoro raggiunto dagli studenti che, pezzo per volta, collegando personaggi, monumenti e chiese ai diversi periodi hanno saputo ricostruire la realtà che li circonda dal punto di vista storico e artistico.

 

Secondo lavoro premiato è intitolato: “Alla ri-scoperta di Ospedaletto Euganeo” eseguito dagli alunni della classe IV della scuola primaria di primo grado “G. B. Ferrari” di Ospedaletto Euganeo. Insegnanti: Laura Cesaro e Lorenzina Grifalconi.


MOTIVAZIONE: Eccellente il lavoro svolto dagli alunni nella raccolta dei materiali riguardanti i punti di interesse storioco e artistico del loro territorio, trasportati anche in un depliant bilingue.  Funzionale è anche il sito web nel quale sono stati inseriti i risultati della ricerca garantendo una buona informazione  ricca di immagini e di spunti di riflessione. Complimenti ai ragazzi per le varie competenze tecnologiche e informatiche profuse nel loro lavoro.