Vincitori della 4^ edizione 1987

I Premi Brunacci – Monselice

Vincitori 4^ edizione  1987

La premiazione ha avuto luogo  sabato 10 ottobre 1987 nell’ambito di un più vasto programma che comprendeva: l’inaugurazione della ‘Settimana del Libro’ con una introduzione di Pietro Randi della Direzione Nazionale dell’ALI;  l’esposizione materiale illustrativo e poster del francobollo del Castello di Monselice emesso dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, a cura del Circolo Filatelico Numismatico Città di Monselice.

Relazione del presidente della Giuria prof. Antonio Rigon

Signore e signori, è ormai consolidata consuetudine quella di ritrovarsi a Monselice, all’inizio dell’autunno, per il conferimento dei Premi Brunacci. Giunta al quarto anno di vita, l’iniziativa si avvia a diventare un importante appuntamento per la cultura veneta, senza per questo snaturarsi e perdere alcunché della sua ispirazione e delle sue caratteristiche. Come è noto, i Premi hanno lo scopo di valorizzare il lavoro di ricerca storica in ambito locale e regionale, coinvolgendo il mondo della scuola e quello accademico, gli studenti e gli insegnanti, gli studiosi dilettanti e gli storici professionisti, uniti dal comune amore per la storia veneta e impegnati, a livelli diversi, nello studio del passato con la convinzione che sia questa una via maestra per la migliore comprensione del presente. Far ricorso a un premio per raggiungere queste finalità può apparire scontato (non mancano certo i Premi nel nostro paese), in realtà non è scontata la formula né convenzionale lo spirito che anima coloro che sostengono in vario modo questa impresa culturale, unica nel suo genere nel Veneto e, credo, anche fuori.

Chi ha seguito i Premi Brunacci e ha assistito negli anni scorsi alla proclamazione dei vincitori conosce la serietà ma anche la spontaneità, la semplicità, l’entusiasmo di quanti sono impegnati in questa iniziativa che vuole superare gli steccati fra Scuola e Università, fra cultura accademica e cultura militante, fra chi si avvia alla ricerca e chi ha già conseguito risultati prestigiosi. I traguardi sino ad oggi raggiunti sono confortanti. Con soddisfazione la Giuria rileva la crescente partecipazione ai concorsi. Quest’anno sono pervenute complessivamente 35 opere: 12 per la prima sezione (alunni della scuola dell’obbligo), 1 per la seconda (studenti di Scuola media superiore), 8 per la terza (Tesi di laurea), ancora 8 per la quarta (volumi riguardanti il padovano), 6 infine per la quinta (libri relativi alla storia veneta).

Questi dati meritano qualche commento. Non si può non essere contenti, innanzitutto, nel rilevare che il maggior contributo numerico viene dagli alunni della scuola dell’obbligo. Ci pare questo un segno che, pur tra le note difficoltà, nelle scuole elementari e medie l’esigenza di intraprendere il cammino della conoscenza storica partendo da dati concreti, dall’esperienza personale, dall’analisi dell’ambiente umano e naturale nel quale si vive è particolarmente viva e sentita da allievi bravi e insegnanti preparati e appassionati che ringraziamo calorosamente per la collaborazione offerta.

Che nel settore riservato alla Scuola media superiore sia stata invece presentata una sola opera dispiace, ma non sorprende. Al di là dei problemi nostri di diffusione del bando, è forse questa la spia significativa di un problema più generale: la mancata riforma dei programmi della scuola superiore frena attività di ricerca e rinnovamento di metodi; in ogni caso impedisce e rende assai difficoltoso il collegamento tra esperienze didattiche dell’uno e dell’altro ciclo scolastico.

Come sempre di notevole livello sono apparse le tesi di laurea, discusse nelle università venete di Padova e Venezia, ma anche nell’ateneo di Bologna. Il mondo locale è oggetto di indagini severe, condotte con buon metodo e centrate su aspetti economici, demografici, culturali della Bassa Padovana, di Padova stessa, di Monselice, Este, Montagnana, Castelbaldo.

Per quel che riguarda la sezione riservata ai libri di contenuto storico concernenti il padovano, la Giuria, pur riconoscendo che alcuni dei lavori presentati non mancano di aspetti interessanti, non ha individuato fra essi l’opera di spicco che unisca serietà di metodo, apertura a un largo pubblico di lettori, pertinenza alle finalità specifiche del concorso. Ha pertanto deciso all’unanimità di non assegnare, quest’anno, il relativo premio.

La Giuria manifesta invece grande apprezzamento per l’elevato livello degli studi di storia veneta concorrenti nella quinta sezione. La scelta del libro da premiare non è stata facile difronte ad opere di alto livello scientifico che fanno onore alla storiografia veneta e che in un arco di tempo che dal Paleoveneto risale al XX secolo, affrontano tematiche di grande respiro nei campi della cultura, della mentalità, dell’economia e della religiosità.

Oggi è una festa per i vincitori, ma, lasciatemelo dire, è una festa anche per chi ha lavorato per la migliore riuscita di questa iniziativa. E’ doveroso ringraziare innanzitutto l’Amministrazione comunale di Monselice, che ha creduto nell’iniziativa e l’ha appoggiata in forme sempre più impegnate e gli sponsor privati che con sensibilità quanto mai apprezzabile hanno sostenuto economicamente l’iniziativa stessa. Un grazie particolare va all’assessore alla cultura Vittorio Bertazzo per la disponibilità costante e la discrezione esemplare con la quale ha seguito il nostro lavoro. So di interpretare i sentimenti di tutti i membri della Giuria, dicendo che i Premi Brunacci sono diventati per noi una straordinaria occasione di incontro, di amicizia, di scambio di esperienze umane e culturali che vorremmo trasmettere anche ad altri. Assegnati nei primi anni nell’aula magna dell’Istituto Kennedy, poi l’anno scorso a Ca’ Marcello, i Premi vengono conferiti quest’anno sotto questo tendone nel cuore della città. Anche idealmente mi pare sia questo un itinerario affascinante: dai banchi di scuola a una splendida sala di un antico maniero ed infine qui, in piazza, tra la gente e tra i libri.

Giuria e vincitori 1987. Da sin. Aldo Businaro, G.A. Cibotto, Paolo Preto, Del Negro, Rigon, Zerbinati, Corrain, Bortolami, Bertazzo

LIBRO RIGUARDANTE LA STORIA VENETA

La Giuria ha preso atto con soddisfazione che sono pervenuti per questa sezione numerosi volumi di qualificati studiosi veneti, talvolta editi anche da case editrici di rilievo nazionale, segno evidente che il premio Brunacci ha ormai una sua specifica qualificazione e risonanza nel panorama culturale italiano. Dopo un’attenta valutazione delle opere pervenute la Giuria si è ritrovata unanime nella scelta del volume di:

Piero del Negro, Il mito americano nella Venezia del Settecento, Liviana, Padova 1987.

Le colonie inglese d’America, sino allora oggetto di mera curiosità culturale sono balzate alla ribalta dell’attenzione europea durante la guerra d’indipendenza e la formazione di quel nuovo stato destinato poi a diventare una delle grandi potenze mondiali. Giornali, gazzette, libri, dispacci e discussioni di diplomatici, economisti, politici sono stati indagati da Del Negro per ricavare le reazioni della cultura e della società veneziana di fronte a questo grande fatto storico. La ricerca è condotta con rigore scientifico e puntuale documentazione, non disgiunti da una scorrevolezza espositiva che la rende leggibile anche ad un pubblico non accademico.

TESI DI LAUREA

La Giuria ha deliberato di attribuire il Premio Brunacci a due tesi  di laurea:

Orietta Sorze, Monselice nella seconda metà del XVIII secolo. Cenni di vita economica, aspetti sociali e movimento demografico. Discusso presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova. a.a. 1986-1987. Relatore prof. F. Seneca.

MOTIVAZIONE: Tale lavoro è stato scelto per le notevoli capacità di ricerca archivistica, condotta con passione ed intelligenza dalla dott. Sorze a Venezia, Padova, Monselice, per la buona bibliografia dimostrata, per la forma chiara ed incisiva con la quale l’argomento proposto è stato svolto per quasi 500 cartelle. La tesi fornisce un quadro preciso ed accurato della società monselicense nella II metà del XVIII secolo, della struttura della popolazione, delle attività economiche e professionali attestate nelle Anagrafi venete, attraverso lo spoglio sistematico dei registri parrocchiali di S. Giustina, S. Paolo, S. Martino e S. Tommaso sono quindi ricostruite nei loro vari aspetti natalità, mortalità e nuzialità di Monselice nella seconda metà del ‘700. Grazie ad un opportuno confronto con i risultati emersi per il primo cinquantennio dalle ricerche condotte in altre due tesi di laurea precedentemente discusse dalle dottoresse Gialain e Quaglio, è possibile così un primo bilancio del movimento demografico dell’intero secolo. Risulta poi particolarmente interessante il campione di oltre cento famiglie ricostruite combinando i dati dei vari registri parrocchiali: la dott.ssa Sorze riesce così a gettare un primo sguardo su alcuni aspetti della vita quotidiana della gente comune di Monselice nel ‘700 (età degli sposi al matrimonio, fecondità della coppia, durata del legame matrimoniale, vedovanze ec..) aspetti di difficile conoscenza a causa dei limiti della documentazione archivistica esistente. La tesi premiata offre così, insieme alla serietà del metodo di ricerca, utili spunti per una divulgazione di risultati non meramente specialistici ma che possono divenire patrimonio dell’intera comunità e stimolare ulteriori approfondimenti.

Mauro Vigato, Una comunità e i suoi estimi: Castelbaldo nel XVII secolo, presentata all’Università degli studi di Venezia nell’anno accademico 1985-86, relatore prof. G. Corazzol.

 

 

MOTIVAZIONE: Il lavoro, attraverso l’analisi puntuale degli estimi di una comunità della Bassa Padovana in età veneziana, illumina con prospettive nuove e interessanti e con ricco corredo documentario il problema dei rapporti fiscali e più in generale politico-amministrativi tra Venezia e i centri della terraferma, cimentandosi su un tempo tecnicamente avaro e solitamente trascurato da tanta letteratura per la quale la ricerca in argomento può considerarsi un valido modello di riferimento. La tesi pone un quadro metodologicamente accurato e convincente della realtà ambientale, con alcune efficaci messe a punto sulla popolazione e sul dinamismo delle strutture familiari e parentali, in intelligente accordo con l’economia, particolarmente con il regime della proprietà e le forme di gestione della terra. Nell’indagine così condotta la Commissione giudicatrice ha considerato il contributo egregio e interessante per la conoscenza della storia del territorio del padovano nella sua accezione più complessa e seria.

SCUOLE DELL’OBBLIGO

E’ con compiacimento che si è notato nell’anno scolastico 1986-1987 un aumento notevole di adesione e di interesse verso la proposta dei premi Brunacci nella scuola dell’obbligo, sia nella scuola elementare, sia nella scuola media. Si deve inoltre sottolineare che la Giuria ha dovuto faticare nella scelta dei primi cinque vincitori, per le diversificazione degli argomenti, delle impostazioni e degli ambienti. Per quest’ultimo motivo si è deciso di dare un riconoscimento anche a tutti gli altri lavori che non sono stati considerati vincitori. Fra tutti i lavori, la scelta è andata a quei cinque che presentano (sempre a parere della giuria) una particolare originalità ed una più adeguata metodica di ricerca. Sono premiati, quindi, con le seguenti motivazioni:

Lozzo Atestino. Itinerari didattici sui Colli Euganei. Si dimostra ancora una volta, quando da parte degli insegnanti esiste una vera conoscenza locale, come il caso dei coordinatori prof. Antonio Mazzetti, Anita Pignataro, delle classi di scuola media II D e II E, come si possano ottenere ottimi risultati, sia nel coinvolgimento operativo e diretto degli alunni, sia nel prodotto della ricerca. Pur sembrando ovvio, è una dimostrazione che la ricerca d’ambiente si dovrebbe fare solo quando si conosce l’ambiente.

Pozzonovo. I segni dell’uomo. E’ una ricostruzione approfondita e puntuale della struttura sociale del vecchio mondo contadino, effettuata localmente da un gruppo di alunni della classe II A della scuola media Dante Alighieri di Pozzonovo. In tale ricerca si nota l’efficacia dell’azione coordinatrice degli insegnanti, per la serietà e l’accuratezza del procedimento.

Saletto. Studio del territorio dal XVI secolo ad oggi. E’ una ricerca di gruppo della classe I B della scuola media locale, coordinata dall’insegnante Augusto Bruschetta. Rappresenta una dimostrazione evidente di come si possano usare i documenti d’archivio e particolarmente come le carte storiche, per uno studio sul territorio, quando esse vengono usate come base di indagine e d’interpretazione dello sviluppo urbanistico e dell’insediamento rurale, sia del passato, sia del recente, in una proposta che può presentare ampi spazi interdisciplinari.

Solesino. Ricerca sulla stampa locale. Consiste in un lavoro di gruppo svolto dalla classe 3 F. L’impostazione corretta e la scelta di un materiale facilmente reperibile, hanno permesso di ricostruire uno spaccato della vita pubblica di Solesino. Il lavoro può costituire un esempio di lavoro agile e dal prodotto valido.

San Pietro Viminario. Vanzo. Antiche fattorie di Vanzo. Si tratta di una ricerca, coordinata dall’insegnante Lidia Grassetto, della classe V della scuola elementare locale. Tale ricerca si distingue per la sua linearità, chiarezza di conduzione, per la vivacità dell’itinerario storico, che ha come punti territoriali le fattorie. Le osservazioni fatte sulla loro stratificazione di architetture e la raccolta della tradizione orale e scritta sul luogo hanno permesso di offrire uno scorcio avvincente di storia agraria di Vanzo.

SCUOLA MEDIA SUPERIORE

Per la sezione destinata a ricerche effettuate dagli alunni della Scuola Media Superiore, la Giuria ritiene di premiare all’unanimità il lavoro di Matteo Bin, Le fabbriche nei campi. Ricerca sulle fornaci di laterizi nella Bassa Padovana in età contemporanea. Itis Euganeo di Este, Cl. V EB. Coordinatore: prof. Francesco Selmin per la serietà e l’impegno nell’indagine, basata su dati desunti da fonti bibliografiche di carattere statistico, ma soprattutto arricchita sulla scorta di fonti orali attentamente vagliate e curate con viva passione. Queste ultime propongono testimonianze singolari, “curiose”, di sicuro interesse. La Giuria ha pure apprezzato le utili schede di archeologia industriale e il dignitoso, pur nella modestia dei mezzi a disposizione, apparato figurativo.

Al termine dell proclamazione dei vincitori della IV edizione dei  Premi Brunacci è intervento di Gerard Rippe dell’Università di Parigi con una relazione sul Catastico di Ezzelino.