Vincitori della 6^ edizione 1989

Angelo ventura

Premio Brunacci – Monselice per la storia veneta

Vincitori della 6^ edizione 1989

La premiazione ha avuto luogo sabato 7 ottobre 1989 presso la chiesetta del Carmine di Monselice: nel corso della manifestazione il prof. Angelo Ventura ha tenuto una conferenza sul tema: “Una città nella storia: Padova dal Risorgimento alla repubblica”. La Giuria era composta da: Antonio Rigon (Presidente, Vittorio Bertazzo, Sante Bortolami, Chiara Ceschi, G.A. Cibotto, Camillo Corrain, Manlio Cortelazzo, Franco Fasulo, Paolo Preto, Enrico Zerbinati.

Cari ragazzi, autorità, signore e signori, nello stendere la relazione finale per i “Premi Brunacci – Monselice”, provo ogni anno un po’ di imbarazzo. Temo infatti di ripetere cose già dette e sentite più volte. Potrei cavarmela con un freddo resoconto sui lavori della Giuria, ma tradirei, credo, lo spirito dei Premi, il senso e la qualità di questa iniziativa culturale. A costo di ripetermi, dunque, desidero ribadire alcune idee che sono alla base dei “Brunacci”. Con essi si intende innanzitutto premiare chi, a vari livelli (dalla scuola elementare all’Università o anche fuori dalle istituzioni scolastiche), si segnala per serietà di impegno e validità di risultati raggiunti sul campo della ricerca storica locale, intesa nel senso più ampio. Ci interessa il lavoro dello scolaro, assistito intelligentemente dagli insegnanti, quello dello studente, quello dello studioso.

Siamo convinti si adempiere ad una importante funzione culturale, ma anche educativa e civica. È ormai entrata nella coscienza comune l’idea che lo studio del passato possa servire alla riscoperta delle radici di una comunità e contribuisca a dare ad essa il senso della propria identità. Anche se di questi concetti facilmente si abusa, se ne parla spesso a sproposito, mi pare mantengano la loro validità.

Oggi, poi, che è sempre più sentita da un’opinione pubblica allarmata l’esigenza di difendere dal pericolo del degrado il patrimonio storico-artistico e ambientale del nostro paese, mi pare che valorizzare il lavoro di quei giovani che con i loro docenti studiano le realtà fisico-naturalistiche “storico-sociali-economiche e culturali” (cito dal bando), e dare il dovuto riconoscimento a quegli studiosi che, indagando con rigore nel passato, pongono le premesse per una più fondata conoscenza del presente, sia assolvere un compito civile di non secondaria importanza.

Non siamo condizionati da localismo; i “Premi Brunacci” si allargano a centri concentrici: riguardano ricerche sulla bassa padovana relativamente ai distretti scolastici di Piove di Sacco, Conselve, Monselice, Este, Montagnana, sull’intera provincia di Padova, e infine nel Veneto.

E mi sia consentito ricordare anche che con un’altra iniziativa, precedente ai Brunacci e diversa da essi, cioè il prestigioso Premio Città di Monselice per la traduzione letteraria e scientifica, Monselice si proietta in una dimensione internazionale, coinvolgendo uomini di cultura italiani e stranieri. La tradizione e la ricerca storica non hanno certo molte occasioni di essere apprezzate; traduttori storici non cadono certo di frequente sotto i riflettori delle notorietà. Per questa ragione va dato atto a chi patrocina il Premio Città di Monselice e i Premi Brunacci di una meritoria apertura e di una disponibilità che non hanno come obiettivo primario gli applausi e i facili consensi ma il sostegno ad attività culturali serie che fanno onore alla città.

Venendo all’edizione 1989 dei Premi Brunacci rilevo che sono pervenute alla giuria complessivamente 28 opere. Numerose, come sempre, quelle destinate alla sezione della scuola dell’obbligo, in buon numero anche quelle della sezione C (tesi di laurea) e D (libro relativo alla Provincia di Padova); inferiori all’ampia produzione storiografica veneta quelle della sezione E (libro riguardante la storia veneta); desolatamente poche (una sola opera) quelle della sezione B (per studenti di scuola media superiore). Mentre ringrazio il prof. Francesco Selmin dell’Istituto tecnico industriale Euganeo di Este, sempre puntuale nell’appuntamento con i Brunacci, assieme ai suoi ragazzi, credo di dover ribadire come già l’anno scorso, che a parte le nostre carenze di pronta diffusione del bando, sono forse le strutture stesse dei programmi e i metodi di insegnamento tuttora in auge alle Medie superiori a frenare lo sviluppo delle attività di ricerca nel senso da noi auspicato. Se questo sia un bene per la formazione dei giovani lascio agli esperti decidere.

La qualità dei lavori presentati è parsa generalmente buona alla giuria, come risulterà dalle motivazioni dei Premi. Anche quest’anno ci è stata possibile la decifrazione di vincitori che amano la scuola, l’Università, la cultura. Nomi di giovani valorosi e di affermati studiosi (da Alvise Zorzi a Pierantonio Gios a Piero Del Negro) sono nell’album dei premiati ai Brunacci. Quest’anno il riconoscimento maggiore è andato a un maestro della storiografia italiana e un protagonista coraggioso di dure battaglie negli anni di piombo.

Anche in questa occasione la giuria ha potuto lavorare in serenità e con piena soddisfazione per merito non ultimo del solerte segretario Flaviano Rossetto, che vivamente ringrazio. Un grazie particolare agli sponsor: l’Agenzia generale di Monselice dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni Assitalia e la Banca Antoniana di Padova e Trieste. Il più sincero ringraziamento infine all’Amministrazione comunale di Monselice e all’assessore Vittorio Bertazzo che sostengono con fermezza l’iniziativa e la regnano con sollecitudine, premura e discrezione. Grazie

LIBRO STORIA VENETA

La giuria ha deliberato all’unanimità di assegnare il premio a:

Angelo Ventura per l’opera Padova edita da Laterza nel 1989;

Motivazione: Per la serietà della ricerca storiografica e per la chiarezza espositiva che fanno di tale lavoro la più felice sintesi degli scopi per i quali è sorto il Premio Brunacci. In oltre quattrocento pagine l’autore ricostruisce lo sviluppo economico-sociale della città, le tensioni politiche ed il dibattito culturale che rendono Padova protagonista della storia veneta dell’ultimo secolo (con un utilissimo excursus sull’eredità del passato). Una città senz’anima municipale, come rileva l’autore, assume un ruolo importante, dopo la decadenza di Venezia, divenendo un polo regionale, grazie anche alla sua Università, dove si forma gran parte dell’élite dirigente dell’Italia nord-orientale. Così la storia di Padova nelle pagine del Ventura diviene storia nazionale, della fondazione della Banca Veneta e dell’industrializzazione degli ultimi decenni dell’800, di cui Vincenzo Stefano Breda è protagonista nazionale alla Resistenza al fascismo di cui Marchesi e Meneghetti sono personaggi di dimensioni di risonanza più vasta dell’ambito regionale. Al lettore comune, non dotato di cultura specialistica il Ventura offre uno stimolo culturale a porsi serenamente e razionalmente difronte ai problemi del nostro tempo, senza semplificazioni eccessive o schematismi ideologici, ma con la chiarezza e il rigore di un intellettuale coraggioso nella sua vita come nelle sue idee.

LIBRO STORIA DEL PADOVANO

La giuria ha deliberato di attribuire il premio a:

Tiziano Merlin Storia di Monselice edita dal Poligrafo nel 1988

Motivazione: Per il pregevole contributo che tale lavoro reca alla conoscenza della storia politica e sociale della città e del territorio dall’Unità alla Liberazione. L’autore offre al lettore che desidera cercare le radici storiche della realtà contemporanea un quadro articolato ed appassionante delle vicende locali, delle lotte per il potere dei gruppi dirigenti e delle rivendicazioni economiche e sociali delle classi subalterne che si affacciano sulla scena politica cercando di liberarsi della secolare soggezione nei confronti dei possidenti e del clero. Il lavoro ricco di spunti polemici e di calorosa partecipazione, che ne rendono la lettura viva e stimolante, è frutto altresì di accurata documentazione archivistica e bibliografica che lo raccomandano come strumento indispensabile per quanti, sia pure con diversi orientamenti politici e storiografici, vogliono approfondire gli studi sulla realtà contemporanea della Bassa Padovana.

TESI DI LAUREA

Bruno CASTIGLIONI, La corte Benedettina di Maserà (Padova) nei secoli X-XIII: aspetti economici e istituzionali, Università PD, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1987-88, relatore Prof. Giorgio Cracco;

F. RIZZI, Contributo allo studio del dialetto padovano, Università PD, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1987-88, relatore prof. M. Cortelazzo.

SCUOLA DELL’OBBLIGO

La giuria ha assegnato il premio alle seguenti ricerche:

Emigranti di ieri e di oggi: dalla grande emigrazione all’immigrazione africana. Cl. III D e III E Scuola media “G. Negri” di Cinto Euganeo. Insegnati: Flores Baccini, Anita Pignataro

Motivazione: Rappresenta una ricerca minuziosa e puntuale e appassionata su documentazione scritta (giornali e riviste anche dell’epoca) e orale (intervista di emigranti, di testimoni, di tradizioni, di canzoni) sul fenomeno emigratorio nel Veneto, zumato nell’ambito euganeo, a partire dalla prima grande emigrazione, fino all’inversione immigratoria dei giorni nostri.

Appunti di storia granzese” Cl. IV Scuola elementare B. Croce di Granze. Insegnanti: D. Galante e S. Marin – Rappresenta un brillante esempio di ricerca sul territorio, quale laboratorio didattico ricchissimo di sviluppi di carattere educativo, nella lettura di un territorio, non solo strettamente storia e topografica, ma anche sociale, economica, religiosa.

Montericco: le piante insegnano” Cl. II D. Scuola media “G. Guinizzelli” di Monselice. Insegnanti: Diego Bonafè e Marina Travaglia – Basato essenzialmente sulla ricerca fotografica della flora spontanea e antropica del Montericco, secondo un itinerario ascensionale, dal piano alla sommità, il lavoro senza quasi farlo intendere, si trasforma in una descrizione della trasformazione dell’ambiente nei vari secoli, a documentazione di quella storia mai sufficientemente studiata che è quella dell’impatto uomo-ambiente, non sempre positivo o indifferente.

La storia dei nostri luoghi, oggi, ieri, tanto tempo fa” Cl. II scuola elementare G. Cini di Monselice. Insegnanti: Alida Barbetta e Carla Montelatici – Il campo di osservazione è essenzialmente storico-sociale-religioso locale. I dati raccolti riguardano le maggiori feste dell’anno, e particolarmente le ricorrenze che hanno sempre avuto un carattere socio-religioso. Nell’illustrazione vengono brillantemente usate immagini grafiche ad albero e schemi d’insiemistica, allo scopo di ottenere l’immediatezza del confronto tra le costumanze di ieri e di oggi nelle occasioni festive. Lo scopo di educare l’alunno al concetto di tempo, all’osservazione critica sull’ambiente, all’elaborazione dei dati in senso matematico è stato pienamente raggiunto.

Il Bisatto ieri e oggi: appunti per una indagine sull’evoluzione del rapporto uomo-ambiente realizzata dagli studenti G. Cersosimo, P. Saggiorato, O. Trivellato e M. Zoia della classe IV B dell’Ist. Tecnico Euganeo di Este per l’interessante ricerca coordinata dal prof. Francesco Selmin, con la consueta perizia che lo rende benemerito di questo premio. È un esempio il suo che vorremmo trovare più spesso imitato dagli insegnanti della scuola superiore.

Indagine statistico-demografica: Balduina, Sant’Urbano e Vighizzolo nella seconda metà del secolo scorso. Classe II Scuola media di Vighizzolo con contributo della classe III di Sant’Urbano. Insegnante: Ornella Valerio

Il lavoro è sempre impostato come studio dell’ambiente, elaborando i dati ricavati dai registri parrocchiali dei morti e dei battezzati. È un ottimo esempio di come le opportunità didattiche che offre il territorio possono considerarsi illimitate e come le aride registrazioni archivistiche possono offrire, opportunamente schedate, e raccolte in grafici, una finestra di osservazioni su un passato, non tanto remoto, di una comunità.