Vincitori della 9^ edizione 1992

Luigi Meneghello riceve il premio dal sindaco Gianni Baraldo

PREMIO BRUNACCI – PER LA STORIA PADOVANA E VENETO

Vincitori della 9 edizione 1992

La cerimonia di proclamazione dei vincitori della 9° edizione dei Premi Brunacci ha avuto luogo il 9 gennaio 1993 presso il castello di Monselice.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE, prof. Antonio Rigon

Cari ragazzi, autorità, gentili signore e signori,
per ragioni tecniche la cerimonia di assegnazione dei Premi Brunacci si tiene in questa occasione qualche mese più tardi del solito: non ad ottobre, inizio dell’anno scolastico ma a Gennaio, inizio del nuovo anno solare quasi prolungamento e conclusione delle feste di Natale e di Capodanno. Questo incontro è di fatto una festa ormai tradizionale; un po’ rumorosa per l’impaziente vivacità di tanti ragazzi, affollata e talvolta un po’ disordinata per la difficoltà di disporre di spazi adeguati; un tantino impacciata per la scarsa consuetudine dei membri della Giuria con le cerimonie, ma festa viva e autentica per i premiati, per il mondo della scuola e degli studiosi, per quanti amano il passato ed il presente di Monselice, per gli amici della Giuria che sono lieti di ritrovarsi, stare insieme, un pomeriggio a parlare e sentir parlare di libri, di ricerche, di studi. Per la 9^ edizione dei Premi Brunacci sono giunte 27 opere: 12 per la sezione riservata agli studenti della scuola dell’obbligo e media superiore; 10 per il settore della Tesi di Laurea o lavori assimilabili; 5 per quello destinato ad un libro riguardante il padovano.
I ragazzi delle scuole dell’obbligo hanno condotto ricerche che dal Paleoveneto risalgono ai giorni nostri, affrontando problemi che con radici profonde sul passato tenevano il presente dell’uomo e del suo ambiente. I giovani delle superiori si sono interessati a temi di storia sociale e culturale. Gli studenti dell’università hanno studiato le vicende insediative nel monselicense nella prima età moderna e i movimenti demografici sui Colli ( Este, Baone) nel XVIII secolo, hanno analizzato i dati emergenti dalle visite pastorali nel conselvano sempre nel ‘700, hanno riportato alla luce carteggi tra eruditi o sono andati all’indietro alle scoperte di antiche letture monastiche a Padova (basilica di Santa Giustina) e Monselice (San Salvaro). I contributi sono giunti dalla scuola elementare di Arquà Petrarca, dalla scuola media di Anguillara, Cinto Euganeo, S. Urbano, Vescovana, dall’istituto tecnico industriale Euganeo di Este, dall’istituto Kennedy di Monselice, dalle Università di Padova, Venezia e Trento. 
Per quanto riguarda il libro sul padovano le opere presentate si collocano su una linea di misura tradizionale: la storia di un centro (in questo caso Campolongo Maggiore e Castelbaldo); o spaziano sui temi di storia sociale ( l’impatto delle pestilenze nella società veneta) o si muovono lungo un filone già in passato molto apprezzato anche in questa sede (l’ambiente geologico dei Colli Euganei). La Giuria che ha esaminato questo complesso di lavori ha apprezzato vivamente le opere presentate rilevandone il buon livello e comunque introducendo quest’anno criteri di differenziazioni sulla valutazione delle ricerche e quindi nel Premio anche nel settore dedicato alle Scuole dell’obbligo.

Premiazione 1992 sala del castello di Monselice

LIBRO SULLA STORIA E CULTURA VENETA

La giuria ha attribuito il premio allo scrittore vicentino Luigi Meneghello per l’opera Maredè maredè. Sondaggi sul campo della volgare “eleganza” vicentina. Milano, Rizzoli, 1991.

In questo Maredè Maredè…, presentato sotto il segno di un’alquanto misteriosa filastrocca, con l’ammiccante sottotitolo in pompa magna che parla di “sondaggi nel campo della volgare eloquenza vicentina”, le cose si complicano sempre più nei bradi  e screziati rapporti tra lingua del borgo, lingua del capoluogo e lingue maggiori, colti nella lontananza di una memoria che pur si avviticchia caparbiamente all’oggi. l’autore si insinua entro lo scoppiettio dei contrasti tra innovazione e regolarità, tra “errore”, strafalcione d’oro individuale, e regola inconscia e ferrea in cui si ritrovano solidali e ben coesi il gruppo, il borgo, ecc. Egli riuscirà, allora, a snidare la storiella (realissima) culminante in una frase e in una parola che ebbe così il suo massimo momento di gloria, coglierà il ramificarsi delle espressioni in mille avventurose divaricazioni o parentele o, sporgendosi allegramente su vertigini, farà scaturire dai sensi  i nonsensi e gli scioglilingua, dalle più semplici forme le glossolalie, con impennate degne della Lecon di un Ionesco che avesse letto  monsignor Flucco. Sempre più abissalmente preciso e insieme insondabile si fa così l’idioma-vita in sondaggi come questi, sempre più sfuggente anche agli stessi che “credono” di conoscerlo e in questa fede arrivano a parlarlo e sicuramente a farsi capire. E chi sta fuori?  In realtà Meneghello, astuto e segreto direttore d’orchestra, sembra chiamare tutti a mettersi  sulla sua stessa strada, a un “fatelo-da-voi con i parlari vostri”. Più avrete sentito guizzare le vostre particolarità  e più vi sarete perlustrati – lingua, storia, storielle, maredè – più sarete tutti gli altri. (Andrea Zanzotto)

Meneghello premiato per il suo lavoro dialettale, al di fuori degli schemi usuali, sulla sua parlata materna, riconosciuta  non solo nelle manifestazioni esterne, ma anche nelle pieghe più segrete, rilevate con la sensibilità d’artista.

 

LIBRO STORIA PADOVANA

La giuria ha assegnato all’unanimtà il premio a L. COCCATO, Campolongo Maggiore, Cassa Rurale ed Artigiana di Bojon, 1991

 

SEZIONE TESI DI LAUREA

La Giuria unanime ha deliberato di attribuire il premio relativo alle tesi di Laurea: 

G. RIZZI, Movimento demografico a Este nel XVIII secolo, Università PD, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1990-91, relatore proff. F. Seneca e F. Fasulo;

Motivazione Il lavoro presentato offre un prezioso contributo alla conoscenza della storia della Bassa Padovana, grazie ad una ricca ed aggiornata bibliografia e soprattutto all’utilizzo di fonti inedite (registri parrocchiali, stati d’animo, visite pastorali,anagrafi veneziane). Il laureando riesce così a delineare, per la prima volta con sufficiente attendibilità, le alterne vicende della storia demografica di Este. Attraverso lo studio del movimento naturale (battesimi-morti) il Dott. Rizzi illustra, senza possibili equivoci, l’inesorabile progredire della mortalità infantile, che giunge nell’ultimo decennio del secolo a toccare l’agghiacciante vertice della scomparsa di un neonato su due entro il primo anno di vita. E’ soprattutto questa impressionante “strage di innocenti” ad impedire la crescita della popolazione ad Este come a Monselice, a Padova, come a Venezia nel cosiddetto Secolo dei Lumi: i pure elevatissimi tassi di natalità non consentono nessuna rivoluzione demografica a causa delle emorragie inarrestabili delle morti dei bambini, che “volano in cielo”, secondo la terminologia dei registri parrocchiali, come se fosse una legge naturale o provvidenziale, tanto da non richiedere neppure l’attribuzione di una causa di morte. Il rinvenimento degli stati d’anime, della parrocchia di San Martino (Santa Maria delle Grazie del 1771) consente quindi un’interessante analisi della struttura famigliare, caratterizzata da una presenza di nuclei coniugali semplici, scarsamente numerosi (il 60% è composto da due, tre o quattro persone) smentendo così il luogo comune delle grandi famiglie allargate ed ascendenti o discendenti. In particolare a San Martino tra il 1729 e 1799 cresce il numero dei solitari (dal 5% al 7%), dei nuclei coniugali semplici, (dal 57 al 61%), dei nuclei coniugali multipli (fratelli sposati con residenti dal 7% al 10%) mentre diminuisce il numero delle famiglie allargate (dal 21% al 16%). L’età media dei viventi calcolata sulla base dello stato d’anime si mantiene assai bassa (dai 26 ai 30 anni) con tendenza ad un relativo invecchiamento sul finire del secolo, soprattutto per le donne, per le quali, superato il rischio maternità, è più facile raggiungere i 60 o 70 anni rispetto ai loro compagni. E’ impossibile tuttavia in questa sede accennare a tutti gli spunti, spesso nuovi, che la Tesi di Este offre agli studiosi e anche ai curiosi di storia locale; conviene tuttavia ricordare la grande serietà e la diligenza del laureando che non avanza ipotesi se non suffragate da prove documentarie, opportunamente valutate. Nonostante la mole (oltre 360 cartelle) il lavoro di Rizzi offre una lettura chiara e persuasiva; i dati numerici e le tabelle non soverchiano il ragionamento, ma lo confortano con elementi concreti. Si tratta quindi di una ricerca che, pur nei limiti di una ricerca di laurea, risulta esemplare ai fini del Premio Brunacci, congiungendo rigore scientifico e partecipazione personali agli argomenti trattati.

C. CONTIN, La basilica di Santa Giustina di Padova, IUAV, a.a. 1991-92, relatore prof. M. Tafuri.

 

SEZIONE MEDIE SUPERIORI
Il lavoro di Martina Oselin Dalla letteratura alla storia. Un’esperienza di ricerca locale, rappresenta un interessante percorso didattico compiuto sotto l’esperta guida del prof. Roberto Valandro, del J.F. Kennedy di Monselice. La studentessa, partendo dalla lettura dei principali testi editi (Carturan, Merlin e Valandro) esamina alcuni aspetti della storia più recente di Pozzonovo, realtà con la quale non si era mai seriamente confrontata, scoprendo così la validità e l’interesse per la storia locale, sistematicamente ignorata dai manuali scolastici. Attraverso l’esame delle grandi lotte bracciantili, della conseguente emigrazione degli anni ’50, del famoso processo dei prigionieri, la studentessa riesce a cogliere le profonde trasformazioni politico- sociali, al di là di autoritarismi e chiusure mentali, in una prospettiva di superamento del divario generazionale. La storia di “Coca” (la ex suora, processata ed assolta ma costretta dalle chiacchiere paesane ad emigrare in Germania), rivela una comprensione ed una simpatia umana, ma nei confronti di una persona che ha fatto la storia, non l’ha solo vissuta.

 

Giovanissimo Francesco Selmin

La ricerca La fame e il colera presentata dalle studentesse Tiziana Bressanin e Martina Boggian e dagli studenti Lucio Bellamio e Giovanni Sultato, coordinata dal proff. Francesco Selmin, con la collaborazione della prff.ssa Giovanna Finoli, dell’Itis dell’Euganeo di Este, analizza il movimento demografico di quattro parrocchie della bassa (Arquà, Battaglia, Urbana e Valli Mocenighe). La prima parte della ricerca concerne il primo ventennio del secolo (dall’età Napoleonica alla restaurazione) la seconda le epidemie di colera nel trentennio 1831-1860. La validità della ricerca è data innanzitutto dalla metodologia che consente agli studenti di passare dalla lettura di saggi editi (Ciscato, Monteleone, Brunello, Gloria nel campo della storia locale e lavori più complessi, quale cipolla, o specialisti come Gramelli Benini) alla frequentazione degli archivi parrocchiali, con la consultazione dei registri di battesimi e morti, con buoni risultati, considerando il livello scolastico. Interessante è sembrato soprattutto il tentativo di trovare una correlazione tra movimento demografico e prezzo del mais, sulla base di dati forniti dal Monteleone. Complessivamente tuttavia questo esperimento offre spunti a successivi lavori che sappiano congiungere ricerche d’archivio e studio di testi editi secondo lo spirito del Premio Brunacci: in quest’ottica la Giuria ha ritenuto meritevole del primo premio di questa sezione il lavoro presentato dagli studenti dell’Itis Euganeo di Este.

SEZIONE SCUOLE DELL’OBBLIGO

Scuola Media Statale G. Marconi, Anguillara V. Cl. 3 A: Ricerca d’ambiente – Caratterizzazione qualitativa delle acque del territorio di Anguillara Veneta. Coordinatore: proff. Giorgio Capuzzo Il lavoro è frutto di una ricerca bene condotta, in cui la fase sperimentale e la fase di confronto e di discussione sono armonizzate.

Scuola Media Statale M. Buonarroti di Stanghella. Sez. staccata di Vescovana Cl. 3 A: Emigrazione verso l’America
Coordinatore: prof. Carlo Folchini;  E’ il frutto di una ricerca d’archivio, particolarmente nelle raccolte comunali. L’impostazione è ottima;

Scuola Media Statale G. Marconi, Anguillara V. Cl 2 B – 2 C: Studio sui rifiuti solidi urbani; Coordinatori: prof. Emilio Danesi, Micalla Quadrio, Paola Sichirollo Lavoro di ricerca con questionari ed elaborazione dei dati, visualizzati con grafici. Ha il pregio di essere stato condotto con sensibilità didattica ineccepibile, con ricchezza di spunti e di elementi.

Scuola Media Statale di Villa Estense – Sez. staccata di Sant’Urbano Cl. 1 A: …per saperlo anche noi… Coordinatori: prof. Mirella Meneghello, Lino Gazzetta. Il filo conduttore della ricerca è nell’elaborazione dei dati ricavati dalla compilazione di schede d’intervista di 47 coltivatori del luogo. Il lavoro è inoltre piacevolmente completato con una raccolta d’usi dello scomparso mondo rurale.

Scuola Media Statale di Villa Estense – Sez. staccata di Sant’Urbano. Cl. 3 A: numeri e vicende umane. Coordinatore: prof. Ornella Valerio. Un buon lavoro, retto da una conduzione seria, secondo un procedere scientifico e storico, che pur adeguato alle capacità degli alunni, ha permesso l’acquisizione delle modalità della ricerca e dell’uso dei dati.

Scuola Media Statale M. Buonarroti di Stanghella – Sez. staccata di Vescovana. Cl. 2 B: il territorio: uno spazio per il progetto uomo Coordinatori: prof. Licia Tessari, Giuseppina Barollo; E’ una ricerca d’ambiente, particolarmente minuziosa sugli elementi del territorio, con una premessa dello strumentario minimo di topografia.