Giostra della Rocca 2019

Giostra della Rocca 2019

Monselice si riscopre città medievale con l’emozionante corteo storico della Giostra

Il medioevo rivive a Monselice grazie allo splendido corteo storico che anche quest’anno ha animato la città della Rocca. Domenica 15 settembre 2019 i figuranti delle nove contrade sono stati protagonisti della sfilata che rappresenta uno degli appuntamenti clou della Giostra, seguito con grande attenzione e curiosità dal pubblico. Ad aprirla stavolta, vestiti con abiti medievali, c’erano gli esponenti della Giunta comunale, sindaco Bedin in testa, che hanno inaugurato l’evento con un simbolico taglio del nastro. Partiti da San Giacomo, uomini, donne e bambini in costume d’epoca hanno fatto tappa davanti al duomo, dove si trovava la giuria, procedendo poi per le vie del centro secondo il tragitto delineato.

Il primo gruppo a transitare è stato quello del Carmine, che ha rappresentato la crociata indetta contro il tiranno Ezzelino nel 1256 e condotta sul campo dal comandante Marco Badoer: emozionante, in particolare, la scena dell’attacco incendiario a una torre. E’ toccato poi a San Martino, che ha stupito per i giocolieri con fuoco sui trampoli, per i cacciatori con i falchi (lasciati per qualche minuto liberi di volare sopra i tetti di Monselice), per l’imperatore Federico II e il suo seguito militare, per i monelli intenti a giocare. Per quanto riguarda Monticelli, molto apprezzate dagli spettatori sono state la bottega dei mugnai, con la descrizione dell’intero ciclo produttivo della farina, e la comitiva di monache.

Sfruttando la scalinata del duomo cittadino, Torre ha raffigurato l’incontro tra Ezzelino e Federico II, che per consolidare i rapporti dà in sposa al tiranno la figlia Selvaggia. Il signore della Marca era accompagnato a cavallo dal fratello Alberico e dal capitano Gorcia: quest’ultimo indossava una maschera di ferro che gli copriva interamente il volto, deturpato dalle ferite di guerra. Marendole si è distinta per aver allestito una taverna medievale e come personaggio storico ha scelto il cardinale Paltanieri, scortato da religiosi e templari. San Giacomo si è invece soffermata sulla famiglia dei Carraresi e in particolare su Ubertino I. Il suo corteo ha visto passare damigelle, nobili, straccioni, pellegrini, giullari, danzatrici e musici, oltre a una compagnia di soldati mercenari. Ha colpito molto il pubblico la scenetta dedicata ai mercanti che percorrevano il canale Bisatto con le loro imbarcazioni cariche di merci.

Tra i figuranti di Ca’ Oddo c’erano la strega Artemisia, il conte e la famiglia Oddo e i fratelli Araldo e Monte, che tentarono di assassinare Ezzelino e finirono giustiziati. Toccante anche il momento del ritorno dei soldati in patria dopo la guerra, con la gioia e il sollievo dei familiari. Non tutte le donne e i bambini, purtroppo, avevano la possibilità di riabbracciare i loro mariti e i loro padri. San Cosma ha rappresentato un miracolo attribuito a Sant’Antonio: una donna, per la disperazione dovuta alla mancata conversione del marito, si getta nel canale. Quando viene tratta in salvo, però, è inspiegabilmente asciutta. Ha proposto inoltre il carro dei vignaioli e l’antica leggenda di Speronella, rapita da un vicario imperiale invaghitosi di lei e successivamente liberata dal popolo. Tanti infine i figuranti di San Bortolo, tra cui damigelle, pescatori di gamberi, contadini di rientro dalle fatiche della campagna con figli, animali e carri di ortaggi al seguito, frati domenicani e donne fatte prigioniere perché dichiarate eretiche.

Quasi tutti, come da tradizione, hanno fatto sfilare all’interno del proprio gruppo i tamburini, che hanno offerto brevi ma vivaci coreografie, e numerosi soldati, sia a piedi che a cavallo. Sempre suggestivo il passaggio delle grandi macchine da guerra, nel Medioevo ampiamente utilizzate per gli assedi: in primis catapulte, trabucchi, balestre e arieti. Molto interessanti le botteghe artigiane, che hanno permesso di immergersi in quella che in passato era la dura quotidianità lavorativa della gente comune. In generale si è assistito a un corteo appassionante. I giudici hanno assegnato la vittoria a San Giacomo, ma ognuna delle contrade monselicensi si è preparata all’evento con impegno e dedizione ammirevoli. L’auspicio è che la Giostra della Rocca possa confermarsi anche nei prossimi anni una delle più importanti manifestazioni di rievocazione storica del territorio, mantenendo intatte le proprie peculiarità e riuscendo, nel contempo, a rinnovarsi.

La torre della contrada ‘torre’
il carro imperiale dell’imperatore