I meravigliosi affreschi di Giotto nell’ex chiesa di Santo Stefano a Monselice

Giotto a Monselice

Grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro realizzato dall’Istituto Kennedy di Monselice in collaborazione con Itaca e Kalos Eventi Culturali, all’interno dell’ex chiesa di Santo Stefano si può ammirare in questi giorni una riproduzione della Cappella degli Scrovegni, meravigliosamente decorata da Giotto, in scala 1:4. A illustrare ai visitatori le particolarità dell’opera, la meglio conservata del maestro fiorentino, sono gli studenti della 3 A Tur. e 3 B Tur. del Kennedy.

La Cappella, intitolata a Santa Maria della Carità, si trova a Padova e risale ai primi anni del Trecento. Si trova nell’arena romana, innalzata tra l’età Claudia e la Flavia (60-70 d.C.): anfiteatro di cui oggi restano solo i ruderi del muro esterno, che sosteneva le gradinate. La Cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo usuraio padovano, che ebbe il permesso del vescovo Ottobono dei Razzi. Scrovegni chiamò ad affrescare il luogo Giotto, che all’epoca era già in città per dipingere alcuni ambienti della Basilica di Sant’Antonio. Nacque così quello che è considerato uno dei capolavori dell’arte occidentale.

Giotto decorò l’intera superficie della Cappella. L’opera si presenta divisa in quattro fasce, a loro volta formate da pannelli in cui sono raffigurate numerose scene religiose. Ci sono le storie di Gioacchino ed Anna, di Maria, di Gesù. Il quarto registro è dedicato ai vizi e alle virtù, mentre sull’Arco Trionfale sono ritratti Dio che affida all’arcangelo Gabriele il compito dell’Annunciazione, l’Annunciazione vera e propria, la Visitazione, il Tradimento di Giuda. La parete ovest ospita la famosa rappresentazione del Giudizio Universale: a destra l’inferno e i dannati, a sinistra il paradiso e le anime degli eletti, nella parte superiore le schiere degli angeli con Cristo giudice. Uno straordinario racconto che passa attraverso immagini caratterizzate da un crudo realismo e da una forte espressività: l’artista riesce infatti a cogliere i sentimenti dei personaggi, dai cui volti traspaiono stupore, dolore, disperazione, gioia.

La riproduzione della Cappella degli Scrovegni si può visitare fino al 27 maggio. Questo sabato l’exchiesa di Santo Stefano sarà aperta dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30, mentre rimane chiusa a Pasqua e a Pasquetta. L’ingresso è libero. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’itinerario voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato in collaborazione col professor Riccardo Ghidotti per avvicinare residenti e turisti alla bellezza dell’arte e, nel contempo, favorire un maggior decoro delle vie del centro storico. Partendo proprio dalla Santo Stefano, sono stati scelti nove affreschi raffiguranti i fatti evangelici del triduo pasquale di Giotto, che si snodano tra via San Luigi, via Cesare Battisti, via XXVIII Aprile e via Riviera Belzoni, dove la mostra a cielo aperto si conclude.