Il delicato rapporto tra uomo e ambiente nel romanzo ‘Il fiume sono io’ di Alessandro Tasinato

Alessandro Tasinato

Sarebbe un imperdonabile errore non includere tra i libri di maggior interesse pubblicati di recente da scrittori della nostra zona Il fiume sono io di Alessandro Tasinato. L’opera, uscita nel febbraio 2018 per Bottega Errante Edizioni, affronta la complessa e delicata tematica ambientale attraverso la forma del romanzo, o meglio, dell’indagine narrativa. L’autore, nato a Este nel 1974, è dottore in Scienze Ambientali e in passato ha svolto indagini sui cicli produttivi della chimica, del cloro, del petrolio e dei rifiuti nei grandi impianti industriali, occupandosi di energia, fonti rinnovabili e cambiamenti climatici. Ha fondato I.D.E.A., associazione senza scopo di lucro per la divulgazione sull’etica ambientale. È stato inoltre tra i promotori del “Parlamento” per la salvaguardia del Fratta-Gorzone. E proprio di questo fiume, la Rabiosa, si parla nel libro, che però va oltre ed esplora in profondità le dinamiche del territorio, del mondo del lavoro e dell’agire umano. Con le conseguenze, talvolta enormi, che ne derivano per la natura.

Protagonista della storia è Nino Franzin, un bambino che cresce nella Bassa Padovana, in simbiosi con il corso d’acqua: insieme ai suoi amici va a pesca e gioca lungo gli argini vicino casa. Gli studi, la laurea, la prospettiva di un’importante carriera lo porteranno in seguito ad allontanarsi, ma non sarà un distacco definitivo. Il suo destino e quello del fiume, infatti, si incroceranno di nuovo: quest’ultimo, però, ormai non esiste più. La scrittura vera e propria del romanzo è stata preceduta da un meticoloso lavoro di documentazione che ha richiesto una decina di anni. La Rabiosa raccoglie le acque dai Monti Lessini e le distribuisce nella Bassa Padovana attraverso una rete complessa di canali e fossi. La denominazione Rabiosa si trova nella cartografia a partire dal Cinquecento per poi, a un certo punto, perdersi. Tasinato tenta di capire la ragione di questa scomparsa, che è legata alla progressiva tendenza a trasformare i luoghi in-culti, cioè le zone paludose, acquitrinose, dove il fiume avrebbe il suo naturale e libero sfogo, in aree coltivabili da cui trarre profitto. Una tendenza che prende piede soprattutto dai tempi della Repubblica Serenissima, che per raggiungere lo scopo dispone l’istituzione di un’apposita Magistratura.

L’autore spiega che all’inizio, date anche le sue competenze professionali in materia, aveva pensato di elaborare un saggio di carattere storico-ambientale. In un secondo momento, durante la fase di ricerca del materiale, è maturata invece la decisione di inserire nell’opera l’elemento narrativo. Una scelta azzeccata, perché la veste del romanzo ha ulteriormente amplificato il messaggio, già di per sè forte, lanciato dallo scrittore. Il fiume sono io si è aggiudicato l’edizione 2018 del premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti nella sezione riservata a ecologia e paesaggio, ottenendo altri riconoscimenti prestigiosi. È stato presentato in varie località della Bassa Padovana e del Veneto, tra cui anche Monselice. I meriti di questo libro sono numerosi. Innanzitutto ha un fine nobile: affrontare con grande competenza e sensibilità una questione importante come quella ambientale, su cui negli ultimi anni si è sviluppata anche nel nostro territorio una maggiore consapevolezza collettiva. L’opera ci interroga sul delicato rapporto tra l’uomo e la natura. Invita a riflettere sugli abusi commessi in nome del profitto economico, senza preoccuparsi dell’impatto sull’ecosistema: azioni scriteriate che rischiano di essere pagate a caro prezzo dalle generazioni presenti e da quelle future.

Il romanzo in qualche modo anticipa (è stato pubblicato nel 2018, ma come detto l’attività di ricerca e documentazione dell’autore ha mosso i primi passi parecchi anni fa) il grave problema legato alla contaminazione da Pfas, che riguarda un’ampia parte della nostra regione. Pone l’accento sull’inquinamento di un fiume e di riflesso sulla necessità di tutelare una risorsa naturale essenziale per la vita: l’acqua. Non solo: arricchisce il lettore anche sul piano linguistico, recuperando termini dialettali e introducendo neologismi. Insomma, un esordio davvero significativo per questo autore della Bassa Padovana. L’auspicio è sia solo il punto di partenza e che Tasinato possa continuare sulla strada intrapresa, regalandoci in futuro nuovi libri utili ad approfondire i temi relativi all’ambiente, oggi più che mai di stretta attualità.

Il libro di Alessandro sarà letto collettivamente durante la maratona di lettura che avrà luogo  venerdi 27 settembre alle ore 18 presso la Loggetta. In biblioteca sono aperte le iscrizioni per partecipare all’evento culturale come lettore di alcune righe dell’opera. Naturalmente sarà presente l’autore.