Il giardino botanico di Gastone Cusin

Gastone Cusin

Sabato 14 maggio 2016, durante la ‘Rocca in fiore’ è stato presento il libro “Giardino Botanico di Monselice”, scritto a più mani da Gastone Cusin, Riccardo Ghidotti, Stefano Formaglio, Filippo Rossato e Giada Zandonà, edito dalla casa editrice Euganeamente di Monselice. L’opera descrive la realizzazione, nel 2014, di un giardino botanico all’interno del boschetto  dei frati, frutto delle fatiche dei volontari del Gruppo Micologico di Monselice e della casa editrice  che ha pubblicato il libro. Nel giardino, diviso in aiuole tematiche sono state impiantate oltre 250 piante molte di queste rappresentano in modo significativo la vegetazione presente nei Colli Euganei. Non mancano neppure alcune piante medicinali (oltre 70 specie) che si possono incontrare nei nostri Colli. Il Gruppo Micologico in oltre 30 anni di ricerca ha curato e mantenuto alcune delle più belle orchidee spontanee dei Colli Euganei, che sono state messe a dimora in una particolare aiuola con suolo calcareo e scaglia bianca, così da ricreare l’ambiente in cui queste preziose specie vivono in natura.

Il libro sul giardino botanico

Anima del Gruppo micologico è Gastone Cusin a cui dedichiamo queste righe per l’impegno profuso nella promozione e salvaguardia  dei nostri colli. Nella sua premessa al libro Gastone (Regi per gli amici) descrive come nasce la sua passione per il mondo vegetale; sono parole fresche e spontanee  che riportiamo integralmente perché ci fanno conoscere la sua grande nobiltà d’animo: un grande esempio per tutti.

“La passione innata – scrive Gastone – che mi vive dentro per tutto ciò che è natura mi ha portato a ricercare  le verdi presenze che mi vivono accanto. Mi ricordo, tanti anni fa, quando ero molto più giovane e lavoravo, chiedevo le ferie verso la fine della primavera per andare a conoscere le piante dell’Orto Botanico di Padova, ci andavo da Monselice tutti i giorni per più di una settimana, in corriera, con la macchina fotografica e il blocco notes, per scattare qualche foto interessanete e soprattutto per prendere appunti di ricerca, che poi approfondivo a casa sui testi specialistici dei quali mi ero ampiamente attrezzato. Mi ricordo che lì ho incontrato il dott. Cassina, grande studioso, conoscitore di botanica. Quando non riuscivo ad individuare una pianta, andavo da lui e quasi sempre mi dava preziose indicazioni. Mi affascinavano le piante medicinali, le studiavo, volevo scoprire le loro proprietà.
All’Orto Botanico di Padova c’era un settore molto ben rifornito, mi ricordo che ho scoperto l’Issopo, pianta preziosa, che non cresce spontanea nella nostra zona e poi l’Assenzio, questa pianta mi aveva sempre affascinato, perche era l’erba prediletta dei poeti maledetti “i romantici”.  L’assenzio, sapevo che era considerata l’erba più amara  della “nostra flora”, non ho saputo resistere e l’ho assaggiata per la prima volta, è molto amara, provare per  credere. Poi c’erano le piante velenose e velenose mortali, ricordo una magnifica pianta di Belladonna, alta  circa un metro e mezzo, qualche tempo dopo sono ritornato a rivederla, volevo conoscere le sue bacche, nere  lucide della dimensione di una piccola ciliegia, micidiali, ne bastano poche per uccidere una persona, non ho  resistito al desiderio di raccoglierne un paio per tentare di riprodurre la pianta. Una volta arrivato a casa le  ho messe in un vaso e quando sembrava che la cosa non avesse funzionato, dopo due anni sono apparse due piccole piantine di Belladonna. Bisogna avere pazienza con le piante, soprattutto con le Orchidee spontanee. Io le amo, ne sono perdutamente innamorato, le seguo con attenzione, le parlo , le coccolo, le proteggo dai  rigori del clima e loro mi ripagano continuando a germogliare e regalandomi i loro meravigliosi fiori. Verso  la fine degli anni ’60, ho conosciuto Franco Colombara. Ci frequentavamo, qualche volta andavamo a funghi  sui Colli Euganei, erano i primi approcci nel magico mondo della micologia, Franco frequentava l’università  facoltà di biologia, ma il suo innato estro di ricercatore lo portava a indagare in ampi spazi, si interessava di  minerali e fossili e di altre cose. Un giorno incontrandolo a casa sua ho visto sopra il tavolo dei libri, erano i primi due volumi dell’interessante opera naturalistica Regno Verde, formata da sette volumi, ho sfogliato  questi libri con grande interesse e mi sono talmente piaciuti, che appena ho potuto sono andato a Padova in libreria e gli ho acquistati, mi ricordo come fosse ieri, costavano 70 mila lire, una grossa cifra se paragonata i nostri giorni, ho fatto 7 cambiali con decorrenza mensile di 10 mila lire, quando sono uscito dalla libreria con quel pesante fardello da portare, per oltre un Km, dove salivo in pullman mi sembrava di essere al settimo cielo. Questi libri mi hanno aiutato molto nella scoperta delle piante e dei funghi e fanno tuttora parte della mia stupenda biblioteca. Questa passione per le piante mi ha portato a desiderare di avere un mio giardino botanico da frequentare e curare e questo l’ho potuto realizzare in parte, preparando delle collezioni di piante vive in vaso, con i loro nomi e caratteristiche, tenute negli spazi esterni del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale Monselicense, questo piccolo angolo verde è aperto al pubblico. Ma il mio sogno si è potuto completare con la preparazione del Giardino Botanico del “Bosco dei frati” di Monselice, in cui incontrerete alcune rarità e soprattutto i profumi più insoliti e magici che la Natura ci dona.”
Una grande passione la sua che come vediamo ha dato i suoi frutti. Un grazie quindi a Gastone per quanto ha fatto e farà per la salvaguadia dei colli euganei.