Inaugurazione del Museo San Paolo di Monselice

È stato inaugurato l’11 marzo 2017 il Museo SanPaolo, allestito all’interno dell’omonima ex chiesa di via XXVIII Aprile. La cerimonia ha visto la presenza delle maggiori autorità monselicensi, il sindaco Francesco Lunghi e l’assessore alla Cultura e al Turismo Gianni Mamprin, ma anche di alcuni rappresentanti istituzionali della Provincia, della Regione e del Governo, come la consigliera provinciale nonché sindaco di Casalserugo Elisa Venturini, l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari e la deputata Gessica Rostellato. Non sono mancati anche gli interventi tecnici, da parte del soprintendente Andrea Alberti, della responsabile scientifica Simonetta Pirredda e del progettista Alfredo Bernardini.
Bernardini, in particolare, si è soffermato sull’intricata vicenda storica del museo, per anni al centro delle cronache amministrative della città della Rocca, complici i lunghissimi tempi di realizzazione. Un percorso iniziato nel lontano 2001 – per alcuni, addirittura nel 1999 – sintetizzabile in quattro fasi principali: la prima, tra il 2003 e il 2006, ha permesso il restauro e la riconversione dell’ex chiesa per destinarla a museo civico; la seconda, tra il 2007 e il 2009, ha portato alla costruzione della fontana monumentale, progettata da Mario Botta, sul sedime dell’antico sagrato; la terza (2013-2015) e la quarta fase (2016-2017) sono state occupate dai due stralci per l’allestimento del museo vero e proprio, finanziati rispettivamente dal Gal patavino e dall’Ipa; la quinta e ultima tappa prevede la sistemazione della “Sala della Buona Morte”, la più ampia dell’intera struttura museale, chiusa al pubblico dal febbraio 2014 e utilizzata per la prima volta durante la presentazione di sabato scorso, per la quale il Comune sta cercando i fondi necessari.
Nel frattempo, è stato riaperto il piano terra del complesso, che si snoda in due percorsi successivi: il Museo della Città, dedicato alla storia monselicense dal Neolitico al Medioevo, e l’area degli scavi dell’ex chiesa, compiuti tra la metà degli anni Ottanta e la fine del secolo scorso, che permettono di osservare le trasformazioni architettoniche susseguitesi dal primo impianto dell’VIII secolo all’ultimo della seconda metà del XVII secolo, conservatosi fino ai giorni nostri. La pannellistica informativa e l’esposizione dei reperti riguardanti la storia della chiesa, divenuta “museo di se stessa”, sono stati relegati alla passerella superiore, che permette di godere di una vista privilegiata su tutta l’area.