Incontro con lo scrittore padovano Matteo Righetto

Matteo Righetto

Si è svolto sabato 21 maggio 2016 presso la libreria Fahrenheit di Monselice un incontro con lo scrittore Matteo Righetto, una delle voci più interessanti della recente narrativa padovana  e italiana. Nei suoi racconti dimostra una grande versatilità artistica e una notevole apertura a forme espressive di volta in volta diverse. Ha esordito dando vita, insieme a Matteo Strukul, al movimento Sugarpulp, con l’intenzione di superare le tradizionali rappresentazioni del Veneto grazie all’apporto di modalità espressive dirette e anticonvenzionali. Vanno in questa direzione i primi libri Savana padana e Bacchiglione blues. Con il romanzo successivo, La pelle dell’orso, del 2013, è stato tratto un film per la regia di Marco Segato, con Marco Paolini che sarà pronto per il prossimo mese di  Ottobre.  A Monselice ha presentato il suo ultimo libro Apri gli occhi : un romanzo essenziale che tratta il tema della famiglia o meglio della crisi della famiglia nella società attuale e del conseguente rapporto con i figli che sono – secondo l’autore –  troppo ‘coccolati e protetti’ dai genitori. Una volta per gli adolescenti c’era la prova di iniziazione (servizio militare o l’esame di maturità) dalle quali si usciva con la patente di ‘maggiorenni’. Ora invece i giovani diventano adulti senza avere la consapevolezza di esserlo.

occhi
Matteo Righetto, Apri gli occhi

Il libro narra le vicende di una coppia milanese, in un continuo passaggio temporale tra presente e passato, tra passione e disamore, tra felicità e dolore, tra unione e distacco. Luigi e Francesca, i protagonisti del romanzo assieme a Giulio, si sono lasciati, dopo una giovinezza pulsante e un’età adulta fatta di affermazione e solidità. Ma poi il fuoco si spegne, il matrimonio finisce e la durezza della vita bussa alla porta delle esistenze con il suono sordo delle cose pesanti. E i due amanti che non condividono più tetto, lenzuolo e destino, si trovano uniti da un ricordo. E da una promessa: una gita intensa in montagna, sulle Dolomiti , sulle cime del Latemar. E lì, dopo una camminata in cui la fatica e le difficoltà della salita – metafore delle fatiche e delle vette che nella vita dobbiamo scalare – di fronte all’immutabile fissità dei monti, al compimento di una promessa fondata sull’assenza si sentiranno per una volta ancora uniti come mai sono stati. E’ un romanzo contemporaneo che tratta della difficile manutenzione del matrimonio e di ciò che lo tiene vivo. ‘Apri gli occhi’, insomma, è un libro che parla a noi, uomini e donne, mariti e mogli, padri e madri di un incerto nuovo millennio.

Matteo ha concluso il suo intervento segnalando che la cultura è stata abbandonata dagli italiani e poi anche dalle istituzioni e in ogni settore si nota uno sfilacciamento, una perdita di identità che si riverbera negativamente sugli adolescenti. Mancano soprattutto dei modelli educativi per i giovani, dei principi di autorità da seguire per formare delle persone in grado di prendere il nostro testimone. Tutto questo però non deve farci perdere la fiducia nei ragazzi d’oggi che rimangono comunque la nostra speranza per il futuro dell’umanità.