Incontro con Pietro Trabucchi l’allenatore della mente

Lo psicologo degli sportivi Pietro Trabucchi

Sabato 1 aprile 2017, alla loggetta, Pietro Trabucchi è stato ospite di ‘Monselice Incontra’.  Moltissimi gli sportivi da tutta la provincia hanno assistito alla relazione dello psicologo dello sport che allena la ‘mente’ degli atleti italiani alle olimpiadi, ma i suoi insegnamenti finiscono per coinvolgere tutti noi. Secondo Trabucchi la nostra generazione non è abituata a combattere e si arrende al primo ostacolo. La mancanza di motivazione e la tendenza a scegliere la via più breve per raggiungere gli obiettivi della vita ci espone al rischio di pesanti sconfitte. Questa tendenza è molto evidente anche nella pratica sportiva attuale caratterizzata dalla diminuzione degli allenamenti e della volontà di ‘faticare’ il meno possibile. Questa particolarità determina risultati sportivi e individuali molto modesti. L’educazione protezionista dei genitori e la mancanza di principi generali – secondo Trabucchi- sono tra le maggiori cause del fallimento motivazionale delle giovani generazioni. Alla fine anche il nostro cervello si adegua alla situazione facendo svanire i sogni dei giovani al primo ostacolo. La forza di andare avanti di resistere alle sventure della vita si conquista ogni giorno con regole ferree ed allenamenti. Significativo l’esempio dello scalatore che in caso di difficoltà deve avere in mente che non ci sarà l’elicottero che verrà a salvarlo, ma deve fare forza nelle sue capacità fisiche e mentali per ritornare a casa. La volontà di resistere alle sventure (resilienza) si crea giorno dopo giorno adottando stili comportamentali rispettosi degli altri e di noi stessi.

Pietro Trabucchi è uno psicologo che si occupa di prestazione sportiva, in particolare di discipline di resistenza. Insegna all’Università di Verona. È stato lo psicologo della squadra olimpica di sci di fondo alle Olimpiadi di Torino del 2006 e da anni si occupa della preparazione mentale delle squadre nazionali di Ultramaratona. Autore di articoli scientifici e divulgativi, ha anche pubblicato diversi libri sul tema della motivazione e resilienza, come: Resisto dunque sono (Corbaccio, 2007) e Perseverare è umano (Corbaccio, 2012). Si è occupato di spedizioni alpinistiche finalizzate al raggiungimento di record di ascensione e nel 2006 ha raggiunto la cima dell’Everest. Appassionato di sport di endurance, ha corso gare come l’Ultratrail del Monte Bianco e ha terminato per quattro volte il Tor des Géants.

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