L’arte di Adriano Zogno alla mostra dell’Auser di Monselice

L'artista estense adriano Zogno

Suggestivi angoli cittadini, paesaggi naturali che ristorano l’anima, figure femminili piene di grazia ed eleganza, ma non solo. È indubbiamente una significativa vetrina per gli artisti del territorio la mostra di pittura allestita dall’Auser presso l’ex libreria di via XXVIII aprile a Monselice. Vi si trovano esposte opere di numerosi autori: tra loro Alberto Polato, Teresa De Poli, Claudio Tiberto, Giancarlo Brancalion, Roberto Garavello, Carla Baldon, Tarcisia Bettin, Leonardo Rizzo, Gloria Parisotto e Nicoletta Contran.

Incuriosiscono in modo particolare il visitatore le creazioni di Adriano Zogno. L’artista, di Este, utilizza fili di metallo (rame, ferro e ottone) uniti tramite una saldatura e una brasatura a stagno, quindi colorati con tinte acriliche e bronzi liquidi ricoperti di vernice trasparente. In questa mostra sono presenti tre opere da lui realizzate. La principale raffigura una spiaggia divisa in due. A sinistra si vedono un bagnante sdraiato sotto l’ombrellone e un altro impegnato nel windsurf: ci sono, dunque, il relax, la spensieratezza e il divertimento tipici di una vacanza. A destra invece si riconosce il corpicino esanime di Aylan, il bimbo siriano trovato morto in riva al mare nel settembre 2015 dopo essere annegato mentre assieme alla famiglia tentava di raggiungere l’Europa a bordo di un barcone. Il contrasto tra queste immagini, evidenziato anche dal colore plumbeo assunto dal cielo nella seconda scena, è stridente e drammatico. A spezzare in due il quadro è il volto stilizzato di Cristo, percorso da un filo spinato che parte dalle nubi e si conficca nella sabbia come una lama. Un viso che per metà è anonimo, quasi a richiamare un sentimento di indifferenza, e per metà è sofferente, tanto da versare lacrime di sangue che vanno pietosamente a posarsi sul cadavere del piccolo Aylan.

Di spirito molto diverso le altre due opere di Zogno esposte. Entrambe comunicano vitalità, bellezza e serenità: rappresentano rispettivamente una veduta del centro storico di Monselice (Loggetta e Torre civica) e la famosa Barcolana che si tiene nel Golfo di Trieste. Da segnalare sono poi gli acquerelli di Valter Tamiazzo, le vedute del castello del Catajo e di Cà Marcello dipinte da Bruno Donà, i quadri di Vanni Tosello, caratterizzati da un’eccezionale cura del dettaglio, i colori vivaci di Vittorio Guglielmo e gli scorci di Monselice di Stefano Bizzaro, eseguiti a carboncino e capaci di riprodurre in maniera fedele fotografie d’archivio dei primi dell’Ottocento. In sala si possono infine ammirare alcuni modellini ben conservati di vascelli che solcavano i mari nei secoli scorsi: un galeone, una cocca veneta e una polacca. Inaugurata ufficialmente sabato 13 aprile, la mostra è aperta fino al 29 dello stesso mese tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.