Lo scrittore Matteo Righetto apre la rassegna Ecologicamente

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Riscoprire il legame che ci unisce alla natura: lo scrittore Matteo Righetto apre la rassegna Ecologicamente

L’ambiente siamo noi. E’ questo il messaggio principale emerso nella serata di venerdì 22 novembre 2019, quando una Loggetta gremita di pubblico ha ospitato il primo appuntamento della rassegna Ecologicamente, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monselice. L’evento, coordinato da Davide Penello, ha portato all’ombra della Rocca lo scrittore padovano Matteo Righetto e il docente dell’Università di Padova Lucio Montecchio. I due hanno dialogato su temi relativi al nostro rapporto con la natura, accompagnati dalle note di Giorgio Gobbo e Cristiano Turato.

Noi e l’ambiente che ci circonda siamo la stessa cosa. Righetto, che di recente ha pubblicato per Mondadori Il passo del vento – Sillabario Alpino, scritto assieme a Mauro Corona, lo ha sottolineato con forza. ‘Siamo tutti interconnessi e quando cade un albero ci facciamo male anche noi’. Nell’ultimo periodo l’attenzione collettiva verso il cambiamento climatico e in generale le questioni care all’ecologia è aumentata. Ma siamo ancora lontani dall’instaurare una relazione sostenibile con il pianeta e per questo serve coraggio. Il coraggio di ‘rimettere in discussione il modello di sviluppo attuale e di ripensare l’ambiente come si faceva una volta‘. Noi invece oggi ‘abbiamo perso la sacralità dei luoghi, la poesia che ci unisce alla natura’.

Secondo l’autore padovano, non è però questa l’unica cosa che bisognerebbe riscoprire. ‘E’ venuta meno la consapevolezza del tempo. Ormai viviamo in un eterno presente, un presente istantaneo che è ben rappresentato dai social network. Vale anche per i politici, che si focalizzano sugli ultimi sondaggi e non hanno più una visione lungimirante’. A proposito di tempo, il professor Montecchio ha illustrato il Progetto 400. L’iniziativa, a cui ha aderito anche il Comune di Monselice, impegna l’Università di Padova a mettere a dimora, studiare e preservare nei prossimi quattro secoli gli alberi monumentali del futuro.

Nel corso della serata, densa di spunti di riflessione, c’è stato spazio anche per la lettura di alcuni brani e per qualche piacevole intermezzo musicale. Gobbo, cofondatore e voce della storica band veneta Piccola Bottega Baltazar, ha da poco presentato il suo disco Nettare dell’estate, nel quale narra le storie dei paesaggi e delle persone che li attraversano. Con Turato, che ha fatto parte in passato anche del gruppo dei Nomadi, ha parlato di come nel silenzio della natura e in particolare della montagna sia possibile ritrovare la vera dimensione di se stessi.

Ecologicamente prosegue con altri due date. Venerdì 29 novembre alle ore 21 alla Loggetta è in programma l’incontro ‘Colori e forme dell’uomo contemporaneo nelle opere di Stefano Reolon’. Dove sta andando la società? Questa la domanda a cui Reolon tenterà di dare una risposta in una conversazione che spazierà dall’ecologia all’arte passando per l’antropologia. Venerdì 13 dicembre alle ore 21 la Sala Buonamorte (Museo SanPaolo) accoglierà lo spettacolo ‘Da qui alla luna, racconto di Righetto interpretato da Andrea Pennacchi e dedicato alla tempesta Vaia. Un disastro che, abbattendosi nell’autunno del 2018 sulle Alpi nord-orientali, ha strappato alla Terra ben 16 milioni di alberi. Alla chitarra ci sarà ancora Giorgio Gobbo, mentre la produzione è a cura del Teatro Stabile del Veneto.