testo

Casa Bacchini Pavanello

Casa Bacchini Pavanello

L’edificio è inserito nel centro storico del Comune presso la chiesa di san Martino. Viene costruito attorno alla metà del Settecento e viene restaurato alla fine degli anni ottanta del Novecento. Il restauro ha interessato non solo gli apparati decorativi ma anche parte delle strutture portanti; è doveroso notare che i rimaneggiamenti interni,, dovuti all’inserimento di più unità abitative, hanno modificato l’impianto strutturale ma non hanno toccato né l’impostazione della facciata né le decorazioni originali degli interni. La villa ha pianta trapezoidale con l’area principale rettangolare con affaccio diretto sulla strada, mentre un volume triangolare impegna il lato est, aprendosi sulla piccola corte interna cintata.
Il fronte principale è segnato dall’ingresso, con ampio fornice ad arco policentrico, contornato in trachite, sulla cui chiave è disegnato uno stemma gentilizio; sempre in trachite sono i davanzali delle finestre architravate che illuminano le stanze laterali e le trifore dei saloni passanti. Direttamente sulla chiave dell’arco e su quattro mensole a voluta poggia il terrazzo, con pilastrini e colonne, del piano nobile; gli si affaccia una trifora architravata a pieno sesto su pilastrini con teste in chiave. Nel piano, un tempo delle soffitte, il vano mediano mostra una trifora con luci laterali architravate e centrale a pieno sesto con testa in chiave. Al di sopra della cornice di gronda, direttamente poggiata sulla chiave sopra descritta, il vano centrale è segnato da un timpano triangolare con cornice modanata. Sopra la falda del tetto, in corrispondenza dell’asse centrale delle ali, i camini sono decorati da pinnacoli con sfera in trachite in sommità. Sono in trachite sia il pavimento del portico sia la prima rampa della scala, posta a sinistra della casa.
Il salone del primo piano è decorato da foglie e volute in stucco in una fascia sotto la travatura del solaio, i sovrapporte sono abbelliti da putti e cornucopie, mentre ai lati ampi riquadri rettangolari e ovali accoglievano tele di pregio. E’ certo il soggiorno, nella casa, di Andrea Tirali, l’architetto vissuto a cavallo tra Sei e Settecento.

Tratto da Ville venete: La provincia di Padova. Istituto regionale per le ville venete, Marsilio Editore