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Corrado Forlin, pittore e scultore futurista

Il pittore futurista Corrado Forlin (nella foto) nasce a Monselice il 1° maggio 1912, è morì in Russia (disperso di  guerra) nel 1943 Scalpellino autodidatta, attraverso una formazione eterogenea nella quale confluiscono esperienze e studi sulla pittura rinascimentale, sugli impressionisti e sul cubismo, scopre il futurismo attraverso il libro di Boccioni, Pittura e Scultura futuriste. Dotato di un carattere vivace che si potrebbe quasi definire “d’urto”, assimila ben presto tutti gli atteggiamenti polemici del futurismo con l’entusiasmo della giovinezza e con una brillante intuizione creativa. Nel 1936, assieme a Italo Fasullo, da l’avvio alla seconda fase del futurismo padovano, quella appunto di Monselice, e fonda il Gruppo Futurista Savarè, intitolato a uno sconosciuto poeta futurista caduto in Etiopia all’inizio delle ostilità. Nello stesso anno organizza con Fasullo la prima mostra del gruppo dove espone un ritratto di D’Annunzio e uno di Marinetti. Il gruppo sarà forse il più attivo fra tutti quelli rimasti nella seconda metà degli anni trenta, fin dentro ai quaranta nel panorama di generale sbandamento creativo e ideologico delle formazioni marinettiane. Il gruppo si presenta con un documento programmatico dattiloscritto a firma di Forlin e Fasullo, intitolato Primo gennaio 1937 – XV, dove si proclama di mirare a “scuotere l’apatia, l’incomprensione, di Padova e in generale del Veneto, la regione più refrattaria ad ammettere che per la vita dell’arte è necessario non ignorare il Futurismo”.
Corrado Forlin, Gruppo Futurista  Savarè
La grande vitalità di Forlin, autentico animatore del gruppo, richiama ben presto molte adesioni tra pittori e poeti di area veneta, ma anche emiliana. Del 1938 è un altro documento, questa volta sottoscritto oltre che da Forlin e Fasullo, anche da Averini, Buccafusca, Ganzaroli, Stoppele, Pattarozzi, Pennone e U. Veronesi, il Manifesto futurista agli studenti d’Italia e del Mondo, che seppur redatto con spirito goliardico ribadisce gli ideali di Dio, patria, individualismo, guerra ed estetica della macchina, dunque sulla linea della continuità con il futurismo ortodosso. Dinamico ed instancabile organizzatore, Forlin connota il gruppo Savarè di un forte impegno politico a sostegno del regime perché “un’arte politica” – secondo Forlin – “impegna l’artista alla grandezza della visione che deve trasfigurare, lo vuole partecipe, lo immedesima e lo ispira”. E’ presente alle seguenti mostre del gruppo Savarè: I (Monselice 1936), II (Monselice 1937), III (Monselice 1938), IV (Adria 1938), VII (Monselice 1940), VIII (Padova 1940), IX (Ferrara 1940 – ‘41), X (Milano 1941). Nel 1940 la sua attività teorica prosegue con il Manifesto dell’Ardentismo in pittura. Un atteggiamento che egli stesso definisce per punti programmatici:

1.Tutto ciò che in pittura non brucia ha torto, agonizza, tende alla morte, alla noia, e non aggancia non affascina non incuriosisce più l’occhio né l’anima.

2. L’ardore acceso nella scelta dei colori nei loro toni inventati e nel modo di distribuirli sulla tela è la principale virtù di un’opera pittorica.

3. Questo ardore puramente coloristico, se viene eccitato da un ardore di nuove idee, determina con la miscela un esplodente e speciale dinamismo.

4. Inoltre, si può così ottenere una quasi tattile e olfattiva corposità dell’atmosfera.

5.Creerò aeropitture in un certo modo paragonabili a ingranaggi di sfere e piastre di metallo infuocato che per virtù di calore si mettano in movimento e velocità.

6.Raggiungere così la forza di ardore non soltanto questa quasi tattile e olfattiva corposità, ma l’autentica carnalità d’una atmosfera vivente, palpitante, veloce.

Nel 1938 Forlin organizza prima a Monselice, e poi nel teatro di Adria, due serate futuriste nelle quali affianca Marinetti e Crali declamando poesie e parole in libertà. Nello stesso anno partecipa alla mostra Gli aeropittori futuristi alla Galleria del Milione di Milano, alla Esposizione dei XXXV anni della Galleria Pesaro di Milano e alla Mostra itinerante d’aeropittura di Falconara Marittima. Nel 1939 espone alla Mostra nazionale di aeropittura di Cagliari. Dal 1939 al 1941 organizza a Padova, Ferrara, Legnago, Cagliari e Venezia mostre futuriste che risulteranno vivacissime per il dibattito col pubblico da lui sostenuto “ardentemente”, a difesa ed esaltazione dei quadri e delle poesie di Fasullo, Zen, Caviglioni, Averini, Korompay, Marcati, Goretti e Veronesi, tutti aderenti al gruppo Savarè. Partecipa nel 1938, 1940 e 1942 alle Biennali di Venezia, con aeropitture di forte dinamismo cromatico, realizzate sulla scorta del suo manifesto programmatico della pittura “ardentista”. Tra queste spicca, per i toni accesi e per l’accostamento di nudi femminili e trimotori in volo, il quadro Sorpresa del volo. E’ forse proprio quest’opera che, più di ogni altra, racchiude e manifesta il suo “ardentismo”, mentre del suo primo periodo va segnalato il famoso Palio di Siena, del 1937, “festa di cuori e di bandiere, ardentismo di spiriti e colori”, che si svolge invece secondo un “dinamismo rotatorio”, con rutilante cromatismo, e con scansioni verticali e ondulatorie che ricordano la lezione di Balla e Depero. Sue opere figurano nella sezione futurista alle Quadriennali di Roma del 1939 e del 1943; nel 1941 è presente nella sala aeropittori futuristi alla III Mostra del sindacato nazionale fascista di belle arti al Palazzo dell’arte di Milano. Pubblica il dépliant autopromozionale Futurismo ardentismo Forlin (Padova 1941). Durante l’ultimo conflitto mondiale, nel giugno del 1942, inaugura a Monselice la Centrale futurista, ultimo baluardo del futurismo di guerra marinettiano, avente lo scopo di inviare sui campi di battaglia dei vari fronti pubblicazioni e poesie futuriste. Poi, verso la fine del 1942, richiamato alle armi e inviato sul fronte orientale:  morì in Russia. (tratto da “Futurismo Veneto”, catalogo della omonima mostra curato da M.Scudiero e da C.Rebeschini)

LE  OPERE
Corrado Forlin, Splendore simultaneo del palio di Siena, 1937
Corrado Forlin, Silmutaneità del poema africano di Marinetti, 1938
Corrado Forlin, Paracadutista
Corrado Forlin, L’astronomo Mattana, 1939
Corrado Forlin, Nascita imperiale di Carbonia, 1938
Corrado Forlin, Ardentismo di un capo futurista a cavallo, 1939
Corrado Forlin, Ardentismo simultaneo della battaglia del Grano (1940)
Corrado Forlin, Ardentismo aeropittorico del creatore di Carbonia (1939)
Corrado Forlin, Ardentismo di aviatori, 1940 (alto 36 cm.)
Corrado Forlin, Fiamma Corrado Forlin, Torrione nella notte
Ardentismo di bersaglieri all’assalto, 1942
Corrado Forlin, Via San Luigi a Monselice
Corrado Forlin, Senza nome
Corrado Forlin, Senza nome
Corrado Forlin, Dinamismo di una famiglia, 1937 (alto 36 cm.)
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