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Le cave nei colli euganei di G. Dalla Barba

Pubblichiamo in PDF gli atti di un convegno che ha avuto luogo nel 1978 organizzato dal compianto prof. Giampietro Dalla Barba, allora sindaco di Monselice. Gli atti del convegno vennero stampati dallo stesso Giampietro Dalla Barba nel 1979 in un volume intitolato Escavazioni nei colli euganei: un problema di produzione nella salvaguardia del territorio. Nel libro oltre alla storia delle cave euganee si trovano dati e cifre che raccontano la storia delle escavazioni nel nostro territorio. Un documento eccezionale che mettiamo a disposizione degli studiosi e degli studenti che ci aiuta a conoscere il nostro territorio.

Sommario del libro di G. Dalla Barba

Premessa – G. Dalla Barba, pag. 5

– Le cave dei colli Euganei – L. Fontana, pag. 9

– Attività estrattiva e problemi di piano con riferimento al comprensorio Euganeo – G. Abrami, pag. 19

– Le cave e torbiere tra governo del territorio e tutela dell’ambiente – R. Caccin, pag. 29

– L’escavazione nei colli Euganei: un problema di produzione nella salvaguardia del territorio – G. Baù, pag. 47

– L’escavazione nei colli Euganei – G. Dal Pian, pag. 55

– Potestà amministrativa regionale e regime di concessione in materia di cave dopo l’emanazione della legge sulla edificabilità dei suoli – G. Gerin, Pag. 65

Interventi : I. Cacciavillani, pag. 81; F. Cremonese, pag. 87; G. Greggio, pag. 103; C. De Nicola, pag. 105; G. Nalesso, pag. 107; D. Bertocco, pag. 111; D. Callegaro, pag. 115; R. Moruzzi, pag. 121;  G. Cerruti, pag. 125;  F. Piva, pag. 127;  C. Fracanzani, pag. 129; E. Pegoraro, pag. 135

 


[ Premessa del volume] Il Comune di Monselice, in accordo con i Comuni di Arquà Petrarca e di Baone, ha organizzato un convegno sull’escavazione nei colli Euganei che si è svolto nella Sala San Paolo in Monselice il 28 novembre 1978. Questa pubblicazione raccoglie le relazioni e gli interventi in discussione, costituisce perciò gli Atti ufficiali del Convegno su “L’escavazione nei colli Euganei: un problema di produzione nella salvaguardia del territorio”; di qui il titolo.

Nel dare alle stampe quanto si è registrato, modificando in parte l’ordine secondo il quale si sono svolti i lavori, mi scuso con gli intervenuti, che non ho potuto mettere in grado di correggere la trascrizione: troveranno il loro italiano non sempre corretto ed elegante, in compenso è stata sempre conservata la genuinità dei loro detti.

Il Convegno è stato promosso per la necessità di rispondere con un contributo critico costruttivo alla proposta di Piano Regionale delle Escavazioni che la Giunta Regionale aveva inviato all’attenzione delle amministrazioni comunali nell’estate 1978.

Quel progetto di piano, nel frattempo, sembra essere stato abbandonato dai responsabili regionali e non sono giunte in esame dei Comuni proposte alternative. Tuttavia, molto di quanto è stato detto nel Convegno e le posizioni antiestetiche “autorizzazione-concessione” (e di conseguenza “regione-comuni”) risulterebbero forse ingiustificate se non si facesse ancor oggi riferimento a quell’ipotesi di piano che fu data allora per ampiamente nota ai partecipanti, anche nella considerazione che il compito di illustrarla e difenderla sarebbe spettato all’Assessorato Regionale, latitante quel giorno forse perchè era già stata presa la decisione di non portarla avanti.

Per questo, se da una parte il nuovo Convegno era stato pensato e realizzato avendo come preciso punto di riferimento un’ipotesi di piano cbe non sapevamo nata-morta, per cui il taglio delle relazioni e la maggior parte degli interventi affrontarono allora il tema tecnico-giuridico che sembrava per la premessa, il più urgente e importante, dall’altra, ora che si sono sperimentati i tempi lunghi e, sembra, i voltafaccia della Regione Veneto, sarà possibile trarre dagli Atti materia sufficiente di riflessione anche civile e politica per gli accenni che pur per questo aspetto nel Convegno non sono mancati.

Mi sembra chiaro perciò che il Convegno non sarà stato inutile sia pure dalla apparente settorializzazione del problema, trarrà avvio un discorso globale che si allarghi al complesso dei problemi posti dal trinomio produzione-escavazione-salvaguardia del territorio, che era poi il titolo forse ambizioso che al Convegno avevamo dato.

Una delle proposte che sono state avanzate quel giorno è stata di continuare la discussione in un’assemblea più vasta e articolata, che coinvolga l’intero territorio regionale (ed anche il Friuli e il Trentino per la stretta interdipendenza di queste zone, in questo ambito), in una Conferenza Regionale sulle escavazioni. Penso che la proposta vada senz’altro accettata ma solo dopo e se alcune esigenze che il Convegno di Monselice hanno reso più chiare a tutti saranno state nel frattempo soddisfatte.

Una di queste esigenze, premessa indispensabile ad ogni ulteriore percorso, è quella quantificazione della necessità produttiva in termini di tempo e luogo.

Per quanto tempo sarà necessario scavare che cosa e dove è la risposta che si deve dare prima di mettersi ad organizzare un piano a tavolino; ed il “dove” che ci offende come cittadini dei tre comuni dei colli Euganei indicati dall’ipotesi di piano della Giunta Regionale non deve poter essere, così acriticamente come sembra, una scelta obbligata (dove ci sono i cementifici e la materia prima), pur rendendomi perfettamente conto che non si possono disattendere altrettanto acriticamente problemi di costi (specie nell’ambio del trasporto su strada connesso con lo spreco energetico); ma si tratta qui, evidentemente, pur senza nascondersi le difficoltà, di far politica una volta tanto, d’intervenire cioè con una decisione civile, anche contro – se è necessario- la logica semplicistica del mero interesse economico dell’oggi che sarà il disastro, anche economico, di domani.

Perchè qui sta il punto: il progetto di legge e la proposta di piano regionale sono sembrati a molti ipotesi “prepolitiche”, più vicine al lasciar fare del vecchio stato liberale, che oggettivamente si poneva a difesa del maggior profitto, che ad una filosofia di progettazione, che pur nella logica del modello capitalistico, tenga almeno conto dell’interesse a lungo termine del capitale stesso.

In una visione realistica di chi non abbia tabù pseudoculturali da onorare è necessario che tutti esprimano nella concretezza il proprio punto di vista sul problema produzione-escavazione. Nella discussione si sono avute risposte puntuali a chi ha criticato la nostra impostazione del tema del Convegno, che è partito da “un problema di produzione” e non semplicisticamente dal problema della salvaguardia; chè altrimenti non vi sarebbe bisogno nè di Convegni, nè di piani. Tutela e subalternità sono andati per troppo tempo d’accordo nel nostro paese quando si riferivano all’uomo e ai suoi bisogni, perchè non si possa oggi esprimere la certezza che anche nel mediato di una tutela del territorio non si finisca col mirare ancora una volta alla subalternità dell’uomo al profitto! E c’è chi ha denunciato con chiarezza che la 1097 ha condotto alla concentrazione monopolistica, che con i suoi mezzi ha in effetti affrettato la distruzione nei colli, ed impedito la pianificazione.

Il piano serve proprio a questo: a riconoscere i bisogni civili, sociali ed economici dell’uomo ed a gerarchizzarli per poterli conciliare, non a disattenderne alcuni per rispondere ad altri, quando da sempre quelli disattesi sono quelli di tutti, quelli valorizzati riservati a pochi.

Se non si tien conto di questo è inutile affrontare in termini di progetto alcuna attività umana: meglio non sprecare tempo e parole; il profitto di pochi prevarrà sempre e comunque e quel tempo, quelle parole, non avranno alcun senso politico e perciò civile, ma saranno solo copertura che, illuministicamente finchè si voglia, verrà data alla speculazione più selvaggia. E questo insegnamento potrà trarsi chiaro dalla storia delle leggi poliziesche di cui parla la relazione Fontana.

   

scarica il convegno in PDF

Escavazioni nei colli euganei:

Un problema di produzione nella salvaguardia del territorio, Monselice 1979

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LINK UTILI

https://monseliceitalia.blogspot.com/2014/03/i-disordini-di-monselice-per-la.html

 

 

 

 

 

 

 


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