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Fornace Manzoni

Vicino a villa Pisani si trova una antica fornace di calce di proprietà dei Manzoni. L’edificio, costruito nel 1903, è in mattoni a forma circolare classica. Oltre alle consuete cerchiature in ferro, che “insaccano” il tino, si nota la grossa cupola del camino sulla quale si appoggiava il fumaiolo, poi demolito.
Sullo sterso luogo esisteva a metà ‘800 una fornace di mattoni e calce; era un impianto primitivo a funzionamento intermittente che con il suo fumo di scarico provocava le proteste degli abitanti vicini. Successivamente, la ristrutturazione attuata dal proprietario Altieri permette l’adozione di un forno a produzione continua di calce.
Vengono così immessi strati di calcare alternati a combustibile (carbone, antracite, canna palustre-canèla ) ; un’impalcatura lignea esterna consente agli operai di introdurre dall’alto il materiale da cuocere e il combustibile, mano a mano che la calce è prelevata da sotto. L’ opificio cessa di funzionare dopo la fine della Grande Guerra perchè il trasporto del calcare è diventato troppo oneroso.
Nei primi anni ’50 la fornace è acquistata da Cesare Manzoni che, per agevolare il carico e lo scarico dai barconi, fa costruire una banchina sulla riva del canale, i cui resti sono tuttora visibili.
Nel 1954 riprende la produzione di calce ma per pochi mesi, a causa della spietata concorrenza della nuova calce idraulica, prodotta industrialmente a costi inferiori. Da allora, il complesso è stato utilizzato come deposito, ora è abbandonato.