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Ida Brunelli

IDA LENTI BRUNELLI
Una monselicense tra i “Giusti” d’Israele

Una monselicense Ida Lenti Brunelli (1920 – Torino 2008) era una ragazzina che, durante la guerra, riuscì con determinazione e coraggio a salvare la vita ai tre bambini ebrei che aveva in cura. La coppia ungherese Toth Kalman e Yuzzi Galambos, entrambi artisti, ballerini e musicisti, era giunta in Italia nel 1930. Yuzzi lavorava anche come traduttrice e dava lezioni private di tedesco. Con l’inizio della guerra, nel 1940, il marito Kalman fu richiamato in Ungheria e arruolato nell’esercito ungherese.

Ida Lenti Brunelli

Poco conosciamo della sua vita militare: sappiamo solo che fu ricoverato in ospedale per problemi di salute. Nel 1942 la corrispondenza con lui si interruppe. La moglie Yuzzi, rimasta sola, lottò per guadagnarsi da vivere e per mantenere i suoi tre figli: Alessandro, di otto anni (poi Zvi Yànai, che diventò direttore generale del ministero della Scienza e della Tecnologia in Israele), Fiorenza, di tredici (poi Judit Adier) e Lisetta di dodici. Durante la guerra, i Kalman andarono ad abitare a Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo, assieme alla giovane bambinaia Ida Brunelli, considerata membro della famiglia. Ida era all’oscuro del fatto che la famiglia Kalman fosse ebrea, cosa che non si riusciva a desumere dalle loro abitudini.
I bambini sapevano solo che la madre aveva un fratello in Israele (allora Palestina). Nel 1943 anche Yuzzi si ammalò di cuore e nel gennaio del 1944 morì. Sul letto di morte, chiese a Ida di prendersi cura degli orfani e le rivelò la loro identità ebraica consegnandole un documento che lo dimostrava. Nei giorni a venire, durante l’occupazione e la persecuzione degli ebrei, Ida mantenne il segreto e non mostrò mai a nessuno il documento. Dopo la morte di Yuzzi, la giovane Ida diventò come una madre per i bambini, ma riuscì con difficoltà a nutrirli per la carenza di risorse economiche. Disperata, decise di portarli da sua madre Maddalena a Monselice. Essi furono presentati come profughi ungheresi, furono loro insegnate in fretta le preghiere cattoliche e nessuno sospettò che erano ebrei. Tuttavia, anche lì Ida non riusciva a provvedere ai bambini da sola e così si rivolse al podestà che fu pronto a dare il suo aiuto per trovare istituzioni cattoliche vicine a Padova disposte ad accettare i bambini. Una volta sistemati, Ida li andava a trovare regolarmente e passava con loro tutte le domeniche.

Era una ragazzina inesperta ma si occupò dei tre bambini che le erano stati affidati con una maturità unica, tenendo sempre a mente le ultime parole della loro mamma. Dopo la guerra, con l’aiuto del sindaco di Monselice (Pogliani), si mise in contatto coi soldati della Brigata Ebraica che cercavano di reperire in tutta l’Italia gli ebrei orfani. Uno dei soldati, Shiomo (Sever) Rovitz, ricorda ancora quel giorno di giugno del 1945 quando la diciottenne Ida comparve coi tre bambini al campo militare di Santa Colomba, vicino a Siena. La ragazza gli disse che i bambini erano ebrei e gli raccontò le loro peripezie durante la guerra. Rovitz, dopo aver verificato il racconto della ragazza, rimase estremamente colpito dal suo coraggio e dal suo impegno. La giovane però non volle lasciare i bambini nel campo coi soldati fino a che non fu sicura che essi salissero davvero a bordo della nave che partiva da Napoli alla volta della Palestina.Nel 1950 Ida scrisse una lettera al rabbino capo di Roma raccontandogli la sua storia. Il settimanale ebraico italiano «Israel» pubblicò un articolo dal titolo Un caso di coscienza. Ida visse sempre molto modestamente, si sposò tardi e non ebbe figli. Il 24 febbraio del 1993, Yad Vashem ha riconosciuto Ida Lenti Brunelli come Giusta tra le Nazioni. Dossier 3995
Nel 1998 Ida fu invitata alle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dello Stato di Israele, assieme ad altri 50 Giusti tra le nazioni provenienti da vari paesi.

Giusti tra le nazioni
Dopo la seconda guerra mondiale, il termine Giusti tra le nazioni è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare anche di un solo ebreo dal genocidio nazista conosciuto come Shoah. Nel 1962, una commissione guidata dalla Suprema corte israeliana ha ricevuto l’incarico di conferire il titolo onorifico di Giusto tra le nazioni a quanti avevano salvato dalla morte cittadini ebrei. La Commissione è presieduta da un ex giudice della Corte Suprema: Moshe Landau (dal 1962 al 1970), Moshe Bejski (dal 1970 al 1995), Jakov Maltz (dal 1995). Per svolgere il proprio compito la Commissione segue criteri meticolosi ricercando documentazione e testimonianze che possano avvalorare il coraggio ed il rischio che i salvatori hanno affrontato per salvare gli ebrei dalla Shoah. Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d’onore ed il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. Ad ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la piantumazione di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni novanta tuttavia, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d’Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale. La cerimonia di conferimento dell’onorificenza si svolge solitamente presso il museo Yad Vashem alla presenza delle massime cariche istituzionali israeliane, ma si può tenere anche nel paese di residenza del Giusto se questi non è in grado di muoversi. Ai Giusti tra le nazioni, inoltre, viene conferita la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele. A tutt’oggi, oltre 22.000 Giusti tra le nazioni sono stati riconosciuti. Oltre ai benefici onorifici, i Giusti tra le nazioni possono ricevere anche una sorta di pensione ed aiuto economico se si trovano in difficoltà finanziarie, godono dell’assistenza sanitaria dello Stato di Israele e, se residenti in Israele, hanno diritto ad una pensione. In Italia le indagini preliminari per il riconoscimento dei Giusti tra le nazioni vengono svolte dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano Nel 2009 risultano quasi 500 cittadini italiani non ebrei ufficialmente riconosciuti come giusti tra le nazioni a Yad Vashem. Tra questi anche la nostra concittadina Ida Lenti Brunelli

Intervista a Ida Lenti Brunelli