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Il cardinale Simone Paltanieri (1200-1277)

Cardinale Paltanieri

Figlio di Pesce, il màior castellanus, l’esponente più in vista dell’aristocrazia monselicense e grande sostenitore di Ezzelino III da Romano e dell’Imperatore svevo, Simone venne alla luce attorno all’anno 1200. Fu alunno di una scuola di diritto, annoverato, dal 1228, fra i canonici di Padova e chiamato a ricoprire nel 1239 la carica di arciprete nella nostra Collegiata.

A Monselice in questo periodo, si dedicò a promuovere e condurre a termine la costruzione dell’attuale Pieve di Santa Giustina (monumento religioso moto amato dai monselicensi, parte integrante della passeggiata che porta alla sommità della Rocca e conosciuto popolarmente come Duomo Vecchio), dopo che la vecchia chiesa di Santa Giustina, che sorgeva alla sommità del colle era stata abbattuta per potenziare il sistema difensivo delle mura. La Pieve fu terminata attorno al 1260-62

Qui si vede un bel ritratto del Cardinale Paltanieri, probabilmente l’unico esistente, eseguito in epoca successiva e custodito nella sacrestia della “sua” Pieve di Santa Giustina a Monselice. (M de M)

In questo periodo, un po’ oscuro per la scarsa documentazione, ebbe i giusti contatti con personaggi legati alla Curia pontificia, tanto che nel 1254 papa Innocenzo VI lo promosse delegato apostolico in diocesi d’Aversa e subito dopo vescovo. D’ora in avanti molti furono gli episodi che lo videro protagonista, scontando pure invidie e false accuse, addirittura di non essere stato ordinato prete.
Tra le sue imprese, una in particolare va segnalata: l’esito vittorioso della spedizione militare, tra Campania e Calabria, contro Manfredi, l’erede di Federico II che tentava di risollevare le sorti del regno paterno.

Alla fine degli anni sessanta fu protagonista del lunghissimo conclave che in Viterbo chiamò al soglio pontificio Gregorio X; nel 1274 il Papa lo volle accanto a sé nella solenne funzione religiosa con cui si aprì il Concilio ecumenico di Lione; e il 7 febbraio 1277 Simone, detto nei documenti ‘Cardinale di San Martino, rogò il suo terzo testamento, morendo subito dopo. Venne sepolto nella viterbiana cattedrale di San Lorenzo.