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Il porto di Monselice e la fraglia dei barcaroli

Porto di Monselice 1946

Il porto di Monselice, che si estende dal ponte della Pescheria fino a valle del ponte girevole (di fronte al Campo della Fiera) è stato attivo per molti secoli fino agli anni ’60 del secolo scorso. Dai barconi si caricavano o scaricavano derrate e soprattutto pietrame trachitico proveniente dalla cava del Cini della Rocca. Queste operazioni erano favorite da numerose scalette in pietra che, dalla sommità arginale dove sono poste le bitte, pure in trachite, scendono in acqua. L’attuale via Argine Destro (lungo le mura medievali) sino al 1931 non aveva un titolo ufficiale, ma era chiamata comunemente via delle Pietre perché qui si accumulavano le maségne provenienti dalle cave. All’inizio di questa via, sulle mura, venne eretto un capitello con un statua di san Giovanni Nepomuceno, protettore della fraglia o traghetto dei barcaroli di Monselice che si riuniva in una cappella della chiesa di San Paolo. Questo capitello nel 1875 venne demolito e la statua trasferita nella chiesa dei Carmini, ora dispersa.

Nel dopoguerra con  legge 10-8-1945 N. 517 concedeva anticipazioni ai Comuni per l’esecuzione di opere pubbliche, con l’obbligo di rimborsare allo Stato la metà dell’importo anticipato, senza interessi, in trenta rate annuali. Col beneficio di questa legge fu ricostruito il porto fluviale ( delib. Cons. 25-8-1946 N. 37), che costò L. 6.120.000. Ultimato il lavoro, con delib. Cons. 20 dicembre 1947 N. 23 fu approvato un regolamento per la gestione del porto stesso, che è riuscito di evidente utilità alla più antica industria monselicense, quella delle cave.

Ora il porto di Monselice è attrezzato con un pontile fisso e galleggiante e di uno scivolo (scalo) per favorire il turismo e gli sport nautici.

 

 

Bibliografia:

Pier Giovanni Zanetti, Andar per acque. Da Padova ai Colli Euganei lungo i navigli, Il Prato 2002