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La famiglia veneziana dei Nani a Monselice

Sui muri di cinta della loro villa i Conti Nani Mocenigo hanno collocato simpatiche figure grottesche che alludono al nome della ricca famiglia patrizia veneziana. Meriterebbero un accurato restauro. In ogni caso simpatici questi conti !!

La famiglia sarebbe stata originaria di Altino e, in seguito, si trasferì a Torcello, un’isola della laguna veneta. Venne annoverata nel patriziato. Francesco Nani fu procuratore in Dalmazia. Altri Nani furono ambasciatori e procuratori di S. Marco. Tra essi ricordiamo Agostino Nani, che acquistò da Girolamo Vercelisio una casa chiusa da un muro, a Monselice.  Qui la famiglia voleva  investrire per costruirsi palazzi a proprio nome. La residenza andò in vendita circa nel 1661 quando Paolo Nani e i suoi fratelli dichiararono: “Casa domenicale con zardin, posta sopra il monte per andare alle sette chiese e casa sotto la terrazza della suddetta casa domenicale e tre annesse alla casa domenicale”.

La casa è rinascimentale. Il portale è di trachite, simile all’ ingresso di villa Duodo, sulla cui trabeazione è scolpito il motto: “Eremitam hic suspende togam”. Il fregio è sostenuto da due semicolonne tuscaniche poggiate ai pilastri in bugnato tra i quali si apre l’arco a sesto pieno; sopra il portale vi è il timpano triangolare. Il cancello in ferro battuto è tardo settecentesca, posta da Filippo Nani. A lui si devono i lavori interni di sistemazione delle scale di accesso, la costruzione della chiesetta e della nuova muratura di recinzione decorata dalle statue dei nani, alludenti forse, al nome della famiglia. Di fronte alla villa, al di là della via del Santuario, sorgono le cosiddette scuderie, restaurate dopo il 1975.

I recenti restauri hanno evidenziato il suo nucleo centrale. Ha la struttura tipica della casa-torre trecentesca, cui sono stati aggiunti gli altri volumi, seguendo le mutate esigenze degli abitanti. Il complesso è conosciuto per la scalinata, che nell’incisione del Coronelli appare solo nella sua parte terminale e, curiosamente, priva della villa a destra.

Oltre la prima parte, a quattro ripiani, sale la stretta rampa affiancata da statue che termina nell’esedra, simile ad un ninfeo palladiano anch’essa coronata da statue, poste in epoca più tarda. La statuaria è parte integrante del complesso; oltre ai nani, situati tra il giardino e la recinzione, abbiamo figure a soggetto allegorico o mitologico della scalinata e dell’esedra, ad esempio Diana e Venere, Flora, Bacco, Apollo ed Ercole, ed ancora il gruppo scultoreo delle Ninfe.

 


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