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La fontana monumentale di Mario Botta

La fontana di Botta
Loggia Bolani (1470-1836)

Lo spazio urbano attorno alla chiesa di San Paolo ha sempre rappresentato nei secoli un nodo nevralgico attorno al quale ha gravitato la storia religiosa, sociale ed economica della città.  Nel 1470 sul luogo dove ora sorge la fontana (plathea di San Paolo) fu costruita la loggia Bolani a ridosso della facciata della chiesa di San Paolo. Sotto la loggia si amministrava la giustizia e viene ricordata in numerosi atti notarli. Nel 1836 la loggia Bolani fu abbattuta e al suo posto fu costruito il municipio demolito a sua volta nel 1965/66. Dal 1965 e fino ai nostri giorni si sono valutate molte proposte. Tra queste degna di nota è stato il progetto di Carlo Scarpa per costruirvi una banca che ha suscitato molto scalpore.
Nel 2001 fu approvato il restauro della chiesa di San Paolo con la destinazione a museo della vecchia chiesa. Durante i lavori il progetto fu modificato per favorire la vista del campanile. Un nuovo progetto preparato dall’architetto Mario Botta ha ridisegnato l’intera sistemazione degli ambiti esterni.
Questo insieme ha offerto una nuova prospettiva che ha permesso di valorizzare l’impianto dell’edificio della chiesa che penetra nella collina retrostante evidenziando il rapporto di transizione fra il tessuto urbano antistante e la vegetazione naturale della campagna oltre la collina.

Ricostruzione della Fontana di Botta, realizzata dal grafico Maurizio de Marco

L’architetto Botta ha colto l’edificio della chiesa come anello di congiunzione fra due condizioni distinte, quella costruita e consolidata dall’uomo nella città e quella naturale del verde della campagna. Sull’area a fianco della chiesa che parte dalla quota della strada e sale fino alla base del vecchio campanile l’intervento si è posto come obiettivo una regolarizzazione della pendenza con la formazione di un roseto che, a lato di un camminamento parallelo al fianco della chiesa. si estende fino ai confini delle proprietà laterali. E’ stato, questo, un modo per impreziosire con il roseto il terreno d’appoggio delle architetture dell’intorno che concorre ad evidenziare le tessiture proprie delle murature dell’insieme monumentale.
La prima fase degli interventi riguardanti il recupero del complesso storico e la sistemazione di una parte degli spazi esterni si è conclusa nel 2006.  La seconda fase dell’intervento intrapresa nel 2008 ha interessato lo spazio antistante la facciata della chiesa, nel quale l’arch. Botta ha evitato di consolidare il falso sagrato e ha, al contrario, costruito una struttura sovrastante, in pratica una fontana monumentale che, oltre a garantire la conservazione dei substrati archeologici documentati da preventive indagini, consente di riprendere l’asse e dare nuova funzione all’antica scalinata d’ingresso del vecchio edificio comunale ormai demolito nel collegamento con l’ingresso del museo.

L’architetto Botta

La forma della fontana costituita da muri inclinati, scalettati simile ad una piramide rovesciata che scendono dal perimetro del podio verso il suo interno definiscono uno spazio assiale di forma rotonda dotato di sedute perimetrali destinate alla sosta e poste all’ombra delle fronde di un ulivo che ne caratterizza il luogo. Come per la fase precedente, anche in questa nuova opera si è scelto come materiale un’unica pietra: la trachite oscura per consentire un’omogeneità cromatica delle superfici nell’intento di valorizzare sia il roseto, sia lo scorrere dell’acqua nei muri inclinati della fontana.