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La Monselice Ottocentesca del Mazzocca

Giuseppe Mazzocca, veduta di Monselice da via Garibaldi. (collezione di M. De Marco)

Scorci della Monselice del passato nelle opere di Giuseppe Mazzocca

Alcuni suggestivi scorci della Monselice di una volta sono presenti nella produzione artistica di Giuseppe Mazzocca. Nato a Monselice nel 1831, Mazzocca fu principalmente un attore. La sua carriera teatrale iniziò già nel 1853, portandolo a recitare in tutta Italia. Nonostante ciò, egli mantenne sempre intatto il legame con la città d’origine e in particolare con i gruppi di ispirazione laica e liberale che animavano la vita sociale e culturale.

La decisione di cimentarsi nella grafica maturò nel 1866, quando il suocero gli impose di abbandonare il palco. Questa nuova avventura fu breve e non ebbe gli esiti auspicati, ma le opere che sono giunte fino a noi mostrano discrete capacità tecniche. Forse il giudizio sul Mazzocca pittore non si discosta molto da quello che sulla sua attività di attore formulava il Carturan, il quale parlava di un certo manierismo interpretativo su un fondo di equilibrato e sano spirito.

Il disegnatore si distingue comunque per un’attenzione vigile e dedica grande cura ai dettagli, ricorrendo in alcuni casi a repertori convenzionali. Nello specifico la Veduta di Monselice da via Garibaldi, disegno a matita e carboncino realizzato nel 1868, presenta sulla destra una scena pastorale, probabilmente ispirata a qualche paesaggio seicentesco. Da qui lo sguardo spazia sulla lunga strada che conduce al cuoredella città, percorsa da una carrozza, fino a intravedere le sagome del Castello, della Pieve di Santa Giustina, del colle della Rocca, del Mastio federiciano e di una serie di altri monumenti caratteristici. Da notare anche la presenza di una folta vegetazione.

Tra le opere del Mazzocca ci sono poi delle litografie. Una è intitolata Riviera Belzoni (1866) e raffigura la parte ovest di Monselice dalla riva del Bisatto. L’artista tratteggia anche una barca e alcuni uomini intenti a caricarvi merci. Il canale all’epoca era infatti una via indispensabile per il trasporto di materiale. Ben delineata è la cinta muraria cittadina, con la Torre civica e il Castello. Un’altra litografia è Duomo vecchio, sempre datata 1866. Non si tratta però della Pieve di Santa Giustina, bensì dell’antica Santa Maria de Medio Monte, inglobata all’interno delle fortificazioni (la si individua chiaramente nel catasto napoleonico).

Le informazioni qui riportate sono tratte dal libro Monselice illustrata: mappe, disegni, stampe di Massimo Trevisan (Comune di Monselice, assessorato alla Cultura, 1993).