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Le sette chiesette di Giovanni de Angelis

Alvise Duodo, nato nel 1624 e morto nel ’74, secondo (ri)fondatore del monumentale complesso scamozziano, elesse il palazzo a dimora d’ ozio letterario e l’oratorio di San Giorgio a propria cappella funebre, apportando significative modifiche e aggiunte (come la Grotta dedicata a s. Francesco d’Assisi, ora ridotta a miseria rientranza al centro sommitale dell’Esedra), sollecitando infine l’apprestamento di una Stampa che svelasse tutt’intera la straordinaria mutazione che d’ora innanzi avrà qualche punto di riferimento il ‘Belvedere delle Sette Chiesette’ (almeno per chi scopre la Rocca avvicinandosi da sud-est).
L’opera, un pezzo davvero esemplare, venne disegnata nella seconda metà del ‘600 da Giovanni De Angelis e incisa da Francesco Guerra, ripreso il tutto in una ‘riproduzione’ a colori nel manoscritto di Teodoro D’Amaden che contiene, una biografia in latino e illustrata dalla casata patrizia aggiornata oltre il primo decennio del ‘700, ricca di importanti e documentate notizie di prima mano.