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L’orologio della torre civica

Alcuni indizi porterebbero a ipotizzare che la torre civica sia stata costruita nella prima metà del XIII secolo. Altri fissano la data esatta della sua costruzione che sarebbe il 1239. La torre in ogni caso faceva parte del sistema di fortificazioni comandate dall’ Imperatore Federico II, presente a Monselice nel 1239. In occasione dei restauri compiuti nel 1504 la torre fu sopraelevata costruendovi l’attuale cella campanaria. Non è da escludersi però che la costruzione della cella possa essere avvenuta nel 1524, come asserisce il Mazzarolli, poiché anche in quell’anno restauri furono effettuati sulla torre come testimoniava una vetusta l’iscrizione riportataci dal Salomonio collocata “intra portam altius in Turri horol”. L’iscrizione diceva “MDXXIV Praef. Petro Georgico”. Sappiamo però che nei registri dei pagamenti della seconda metà del XVI secolo risultano modifiche e riparazioni all’orologio comunale. Dai dati in nostro possesso possiamo ipotizzare che l’installazione dell’orologio deve essere avvenuta tra il 1504 (anno di sopraelevazione della torre) e il 1563. Infatti nel 25 febbraio 1563 fu fatto pagamento a Nicolò Pozzonovo “per aggiustare le ore della piazza”. Da altri mandati di quell’epoca di desume che il Pozzonovo era un salariato fisso addetto alla regolazione dell’orologio. Il 3 febbraio 1565 fu emesso mandato di pagamento a Giacomo Orologio da Padova, per aver ridotto l’orologio delle 12 ore. Nel 1825 venne applicato all’orologio (in occasione dei restauri alla torre e per onorare le Maestà Imperiali austriache qui di passaggio) il quadrante in pietra di custoza in sostituzione di quello antico. Nel 1835 e 1857 nuove modifiche e restauri interessarono ancora il quadrante dell’orologio.Lo stesso avvenne nel 1881, anzi in quel tempo si era ventilata l’idea poi riconosciuta inutile di applicare un altro quadrante verso ponente. Poco dopo il quadrante fu sostituito con altro trasparente che veniva illuminato dall’interno con due lanterne a petrolio. Naturalmente con l’impianto ad energia elettrica effettuato nel 1895 anche la illuminazione dell’orologio venne sostituita con lampadine.

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Nel 1940 si pensò di illuminare l’orologio dall’esterno e cioè mediante un faro che dal palazzo centrale della piazza proiettasse la luce sul quadrante. Tale innovazione ebbe però breve durata perché dapprima per l’oscuramento imposto dalle incursioni aeree e poi per la distruzione del palazzo degli uffici colpito dalle bombe nel 1945. La torre conteneva anche l’abitazione del custode il quale, oltre l’obbligo di caricare, regolare e conservare l’orologio, aveva pure quello di suonare la campana nelle prescritte occasioni. L’ultimo custode che ebbe a fruire di quell’abitazione si fu certo Vidori detto Careghetta perché esercitava il mestiere di riparare ed impagliare le sedie che volgarmente vengono chiamate careghe. L’orologio attuale è stato costruito dalla ditta “G. Balasso” di Piove di Sacco, nel 1924. La Torre dell’orologio è dichiarata oggi monumento nazionale