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San Domenico nell’altare della chiesa di Santo Stefano, ora nella cripta del duomo di Monselice

L'altare che in origine era nella chiesa domenicana di Santo Stefano, poi a San Luigi ora nel Duomo nuovo

Nella cripta del duomo è conservato un altare che in origine era nella chiesa domenicana di Santo Stefano. L’immagine di San Domenico appare con ai piedi un cane con la fiaccola in bocca. Ecco la spiegazione dell’importante simbolo domenicano.

 

L’immagine di San Domenico appare con ai piedi un cane con la torcia in bocca

 

Tutto nasce da una visione che ebbe la madre di san Domenico, la Beata Giovanna d’Aza, prima che lui nascesse. Pare che in un dato momento la madre sognò che un cane usciva dal suo ventre con una torcia accesa nella bocca. Quando si svegliò interpretò quel sogno come un messaggio che Dio voleva dargli e decise di andare in pellegrinaggio al monastero di San Domenico di Silos per chiedere la sua intercessione.

Nella visione del cane veniva prefigurata la nascita di un esimio predicatore, che avrebbe portato la fiaccola di un ardente discorso, col quale infiammare con forza la carità, in molti cuori raffreddata,  e con i latrati di una assidua predicazione avrebbe scacciato i lupi dal gregge ed eccitato alla vigilanza delle virtù le anime che dormivano nei peccati” spiegava il Beato  Umberto de Romans, quarto successore di San Domenico.

Poco tempo dopo rimase incinta e capì che il messaggio di Dio era la creatura che ora portava in grembo. Quella creatura avrebbe acceso un fuoco nel mondo per mezzo della sua predicazione. Per ringraziare l’intercessione di San Domenico di Silos decise di dare al figlio il suo stesso nome.

Ma c’è di più: il nome di Domenico viene associato a un curioso gioco di parole che ha molto a che vedere con il sogno che ebbe sua madre. San Domenico fondò il cosiddetto Ordine dei Predicatori, che in tutto il mondo vengono però chiamati Domenicani. In latino, Domenicani si scrive Dominicanus, simile a Domini Canis (I cani del Signore).

Conserviamo con cura quell’altare che ci ricorda la chiesa domenicana di Santo Stefano, un tempo ospitava i frati che andavano per il mondo a portare la parola di Dio, ora è dimenticato nella cripta del duomo di Monselice.

 


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