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Storia del vecchio municipio davanti a San Paolo

Il vecchio municipio (nella foto) era stato costruito attaccato alla facciata dell’ex chiesa di San Paolo che secondo la leggenda sarebbe sorta su un tempio dedicato a Giove. Successivamente San Prosdocimo lo consacrò al culto cattolico. La prima notizia, storicamente documentata sull’esitenza di un luogo pubblico destinato alle riunioni della comunità,  risale al 6 marzo 1162, quando « sub porticu domenicalis domus, prope ecclesia S. Pauli », i «consoli» di Monselice stipularono un contratto, col quale veniva donato al canonico benedettino Guido Da Ferrara un terreno incolto, per la edificazione di un ospizio per pellegrini, diventato nel tempo il convento di San Giacomo.
Nel 1470 il podestà Ermolao Lombardo costruì, su progetto dell’architetto Giulio Bolano, a ridosso della chiesa, una loggia con tre arcate, che fu chiamata « grande » per distinguerla da un’altra di minori dimensioni costruita ai piedi dell’attuale torre civica.
Sotto la loggia furono dipinti gli stemmi dei vari podestà a ricordo del loro governo. I documenti ricordano  che  sotto le sue arcate si riuniva il Consiglio della comunità e si amministrava la giustizia. La loggia grande, a giudicare da certi disegni e stampe antiche, dal punto di vista architettonico, costituiva  un elemento caratteristico della piazza.  Purtroppo nel 1834, con undici voti favorevoli su venti consiglieri votanti, si decise abbatterla per costruirvi sulle sue fondamenta un edificio, di un solo piano « con la certezza di poter affittarlo per lire 400 annue » allo scopo di salvare il bilancio traballante Comune. Nel 1856, si aggiunse un altro piano e l’edificio che ne risultò divenne residenza municipale per circa 110 anni.  Venne abbattuto nel 1966 portando alla luce, dopo mezzo millennio, quasi tutta la facciata della chiesa San Paolo la porta e le finestre sulla facciata come si vede tutt’oggi. La sede comunale venne trasferita nell’attuale villa Tortorini, dove si trova ancora.